Risultati della ricerca per: “post apocalittico”

  • Il trailer statunitense di Curse of the Blind Dead

    È stato pubblicato il trailer per gli Stati Uniti d’America dell’horrorCurse of the Blind Dead.

    Quasi inedito in Italia, se si escludono le due occasioni all’Halloween MarathoneFantafestival(qui la nostra recensione), il nuovo film diRaffaele Picchionegli USA arriverà direttamente in DVD e Digital HD il 2 marzo con Uncork’d Entertainment.

    Curse of the Blind Dead è un omaggio alla saga cult dei templari resuscitati ciechi creata da Amando de Ossorio.

    In uno uno scenario post apocalittico, un padre e una figlia sopravvissuti cercano di raggiungere l’ultimo posto sicuro rimasto. Nel viaggio si imbatteranno in un oscuro culto che venera e aspetta la nascita di qualcosa di immortale e malvagio proveniente dal passato.

    Scritto da Raffaele Picchio (Morituris) e Lorenzo Paviano,Curse of the blind deadè fotografato da Alberto Viavattene (già dop con Picchio in The Blind King). Prodotto da Mafarka Film e dal duo Boni & Ristori (Zombie Massacre), il film è interpretato da Aaron StielstraFrancesca Pellegrini (Parasitic Twin), Alice ZaniniBill Hutchens (The Human Centipede 3). Nel cast ci sono ancheJennifer MischiatiFabio TestiMicky Ray MartinDouglas DeanSean James SuttonGiulia KapelanczykFrancesco Aliberti (anche autore del soggetto e produttore del film), Yoon C. JoyceGloria D’Osvaldo.

    Aspettano di scoprire quando e come sarà distribuito in Italia, vi lasciamo al trailer statunitense diCurse of the Blind Dead.

    Fonte:OC Trailers.
  • [FANTAFESTIVAL 40] I corti della quinta giornata

    Giornata dei corti dedicata all’animazione.

    Malakout (2020) di Farnoosh Abedi.

    Nazione: Iran.
    Durata: 10′
    Sceneggiatura: Farnoosh Abedi.

    Un pianista per salvare la moglie dona le sue mani. Quelle sostitutive lo faranno impazzire.

    Splendida animazione stop motion per questa rilettura del romanzo Le Mani di Orlac di Maurice Renard.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La prima giornata.

    The Haunted Swordsman (2019) di Kevin McTurk.

    Nazione: Stati Uniti d’America.
    Durata: 17′
    Sceneggiatura: Tab Murphy.
    Attori: Jason Scott Lee, James Hong, Franka Potente, Christopher Lloyd.

    Un samurai vuole vendicare il suo maestro, ucciso da un demone imbattibile.

    Il viaggio dell’eroe, quello classico. Con le soglie e i loro guardiani, il mentore, i messaggeri. Solo che neanche il tempo di cominciare che è già finito, o meglio finisce quando il viaggio è solo all’inizio. Voglio un film lungo sei ore! E che cast poi, anche se cartoonizzato-computerizzato o truccato e spesso dunque irriconoscibile! L’imdb stima sia costato 140.000 dollari.

    Kevin McTurkè il regista diThe Mill at Calder’s End, corto d’animazione con Barbara Steele presentato cinque anni fa sempre al Fantafestival con l’attrice presente.Noi c’eravamo.

    Como y Porque se ha esfumado Don Jose (2018) Moshe Ben-Avraham.

    Nazione: Spagna.
    Durata: 13′
    Sceneggiatura: Moshe Ben-Avraham.

    C’è un insetto che caga il cazzo a tutti, finché uno in vacanza che gli somiglia un casino gli sputa con una cannuccia facendolo annegare nel suo bicchiere. Crisi di coscienza, senso di colpa, empatia. Lo salva. Tutto risolto. Manco per niente: approfittando di un momento di confusione un’anatra se lo mangia. Il tizio in vacanza prende ad inseguire il pennuto finendo in un mondo dove la logica se va ancora di più all’aceto, anzi nell’acido. Tra Maurits Cornelis Escher, frattali e altre diavolerie,Como y Porque se ha esfumado Don Josese visto sotto alcol e/o droghe può portare a brutte conseguenze irreversibili.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La seconda giornata.

    Gon, the little fox (2019) di Kateshi Yashiro.

    Nazione: Giappone.
    Durata: 28′
    Sceneggiatura: Takaaki Honda.

    Una giovane volpe (orfana e senza amici) combina un disastro ad un ragazzo e cercherà di porvi rimedio. Finale tristissimo taglia vene. Stop motion di pupazzi realizzati in parte con il legno (o con un materiale che lo imita).

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La terza giornata.

    Rutina: La prohibición (2019) di Samuel Ortí Martí.

    Nazione: Spagna.
    Durata: 8′
    Sceneggiatura: Samuel Ortí Martí.

    Dal regista diPos Eso. In un futuro post apocalittico, dove la brutale dittatura la fa il Papa, la cosa più preziosa è l’ossigeno. Animazione realizzata in stop motion.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La Quarta giornata.

    Escape Volocity (2019) di Tamas Rebak.

    Nazione: Ungheria.
    Durata: 8′

    Un giovane astronauta esplora un pianeta sconosciuto. Anche qui c’è un finale triste che ci invita ad avere uno sguardo diverso.

  • Curse of the Blind Dead in anteprima all’Halloween Marathon

    Finalmente ci siamo.Curse of the Blind Dead, il nuovo atteso film diRaffaele Picchio(Morituris,The Blind King), sarà proiettato in anteprima nazionale durante laHalloween Marathonin programma a San Stino di Livenza (VE) il 24 ottobre.

    Curse of the Blind Deadè un omaggio alla saga di culto dei templari resuscitati e ciechi creata daAmando de Ossorio.

    In uno uno scenario post apocalittico, un padre e una figlia sopravvissuti cercano di raggiungere l’ultimo posto sicuro rimasto. Nel viaggio si imbatteranno in un oscuro culto che venera e aspetta la nascita di qualcosa di immortale e malvagio proveniente dal passato.

    Scritto daRaffaele Picchio(Morituris,The Blind King) eLorenzo Paviano, fotografato daAlberto Viavattene(dop già con Picchio inThe Blind Kingma anche regista diBirthday), prodotto daMafarka Filme dal duo Boni & Ristori (Zombie Massacre), il film è interpretato daAaron Stielstra,Francesca Pellegrini(Parasitic Twin),Alice Zanini,Bill Hutchens(The Human Centipede 3),Jennifer Mischiati,Fabio Testi,Micky Ray Martin,Douglas Dean,Sean James Sutton,Giulia Kapelanczyk,Francesco Aliberti(anche autore del soggetto e produttore del film),Yoon C. Joyce,Gloria D’Osvaldo.

    Guarda anche:
    [NEWS] Il trailer del film + 2 FOTO ESCLUSIVE

    L’appuntamento con l’anteprima del film è per la notte di sabato 24 ottobre a mezzanotte e mezza al Teatro Romano Pascutto, come leggiamo sullapagina facebook dell’evento.

  • [ESCLUSIVA] Ill: Final Contagium. Le interviste ai registi

    Distribuito il mese scorso daTetroVideoper l’Europa, e di prossima distribuzione internazionale con l’americanaGlass House,Ill: Final Contagiumè unBody Horrorcorale diretto dal cilenoLucio A. Rojas(regista del devastanteTrauma), il tedescoKai E. Bogatzki(suo lo spietatoScars of Xavier) e gli italianiLorenzo Dante Zanoni(A Taste of Phobia) eDomiziano Cristopharo(Red Krokodil,Mad Macbeth).

    Il film è frutto di una coproduzione internazionale fra Cile, UK, Germania e l’italia (grazie al contributo di Alfonso Maria Chiarenza).

    Ill(malato)Final Contagiumracconta di una pandemia che si diffonde in pochi mesi attraverso il denaro, infettato da uno scienziato pazzo con un virus da laboratorio.

    Inutile dire che in questo film a farne le spese maggiori sono le persone più avide, punite (o ripagate se vogliamo) quasi per una legge del contrappasso con l’amara moneta della delusione… e col vedere i propri sogni trasformati in incubi.

    Ogni segmento presenta una regia solida, una fotografia ineccepibile ed un lavoro straordinario di makeup che va dagli infetti stile primi anni ’80 del segmento di Rojas, fino al trucco disgustosamente iperrealista di Athanasius Pernath (ma quanto è bravo?) per Zanoni e Cristopharo, echeggiato poi nel segmento finale di Bogatzki.

    Illè un body horror con momenti molto disgustosi, ma lascia in bocca il sapore di un prodotto mainstream, per nulla avvicinabile all’indie… e non a caso laGlass Houseè una label di livello superiore agli standard indie.

    Forse se gli si può/vuol trovare un difetto, il film pecca proprio per questo sapore mainstream che “ammorbidisce” i toni ed i contenuti estremipossibilidel body horror.

    4 registi, 4 storie eppure sembra di assistere ad un unico film: il primo episodio funge da intro agli eventi, poi ci spostiamo in varie regioni del mondo – in tempi diversi – e vediamo come il virus mutante si sta spargendo; e se il denaro è stato la causa del male, alla fine di tutto sarà anche l’unico mezzo con cui sperare di potersi salvare…

    Per restare in tema col numero ricorrente, ho fatto 4 chiacchiere coi 4 registi… ponendo ad ognuno di loro le stesse 4 domande!

    AM – Dove hai preso l’ispirazione per il tuo segmento?

    Lorenzo Dante Zanoni:– Ho iniziato a scrivere il soggetto diGully, assieme a Luca Nicolai, in un momento in cui il tema della malattia mi toccava personalmente da vicino.

    Ho voluto che il tema della solitudine fosse centrale proprio perché mi sono reso conto di quanto autonoma sia la gestione di una malattia e di quanto a volte possa essere spaventoso ritrovarsi da solo ad affrontare una grave problematica.

    Owen, una persona dipendente in toto da un altro essere umano, si ritrova solo in una fase di cambiamento ad affrontare la sua vera natura e l’accettazione della sua condizione; muta, si riscopre nella paura dell’abbandono e dell’autocommiserazione.

    Il tema della perdita, centrale se si parla di malattia, è poi fondamentale anche nell’ambito delle relazioni umane, specie se sentimentali: ecco perché il segmento ruota attorno alla distruzione del rapporto personale di Owen, cannibalizzato dal suo status di parassita, di virus. -.

    Kai E. Bogatzki:– Onestamente, ho inizialmente avuto enormi problemi a trovare una buona storia per il mio segmento. Ho avuto molti colloqui con Domiziano e poi ho avuto l’idea di un mondo post apocalittico alla fine dell’umanità.

    L’idea è piaciuta a Domiziano e abbiamo deciso che il mio segmento sarebbe stato l’ultimo del film.

    Questo del post atomico è un qualcosa che ho sempre voluto fare. Ma con un budget limitato è anche molto difficile creare una credibile fine del mondo.

    Quindi ho limitato la storia a una sola location e due attori. Un grazie speciale va alla meravigliosa prova attoriale del mio amico Max Evans (il padre) e Justin Salowsky che interpreta il figlio. -.

    Domiziano Christopharo:– Quello della chirurgia che si trasforma in un “calvario” era un soggetto che già avevo, l’ho adattato alla tematica “infezione” grazie alla sceneggiatura di Lino Scalpellino che ha ampliato ed arricchito il tutto in una sorta di dantesco “contrappasso”!-.

    Lucio A. Rojas:– La storia nasce da subito come l’introduzione. Avevo in mente questa visione, di cosa potrebbe accadere se un uomo di potere fosse ingannato da due donne che lo seducono, ma con un twist finale.

    L’idea l’ho sviluppata insieme a Ximena del Solar, che recita anche nel film, contestualizzando l’inizio della pandemia; quello che mancava al Cile era proprio “anche” questa catastrofe e così…-.

    AM – Come è stato girare e quali problemi hai riscontrato?

    Zanoni:– Ho un ricordo bellissimo di questo set: la mia troupe è stata incredibilmente dedita, abbiamo girato con orari faticosissimi per una settimana continuativa e nonostante le mille difficoltà siamo riusciti a portarci il risultato a casa.

    Come ogni film indipendente che si rispetti ci sono stati un milione di problemi: hard disk col girato che si guastano, incidenti automobilistici ad un membro della troupe, stravolgimenti dell’ultimo secondo e il coproduttore del segmento operato d’urgenza ad un occhio il giorno prima del set, incidente che ha compromesso la sua presenza durante le riprese.

    Questo per dire che per realizzare un film come questo si dà l’anima, sia in termini economici che di energie mentali e fisiche.

    Sono stato aiutato da professionisti di livello quali Daniele Trani e Tommaso Arnaldi che hanno saputo dare il loro punto di vista e si sono fidati del mio modo di pensare la storia, contribuendo su alcuni aspetti fondamentali della narrazione, migliorando grazie al loro gusto alcuni passaggi del segmento.

    Ho sempre amato i mostri e la maestria dei MakeUp Artist, quindi guardare la trasformazione di Owen avvenire grazie alle mani di Domiziano è stato davvero affascinante e molto molto divertente.

    La nostra collaborazione è stata fondamentale. Ho realizzato un piccolo sogno infantile, uno di quelli che più di altri mi legano alla passione del cinema.-.

    Bogatzki:– Il problema più grande che ho avuto durante le riprese è stato il tempo, perché avevo la cabina in cui abbiamo girato per un solo giorno. Quindi si è rivelata una maratona di 19 ore per preparare e realizzare il mio segmento. Eravamo una squadra molto piccola tra cui Lucas Blank e Philipp Peißen come DOP, e il maestro degli effetti speciali Philipp Rathgeber.

    È stato molto stressante ed estenuante, ma ci siamo anche divertiti molto. Questo è qualcosa che è possibile solo con una grande squadra.-.

    Cristopharo:– Uno dei set più scorrevoli, puntuali e perfetti mai avuti. Chiara Pavoni è una garanzia; solo c’è stato da sostituire last minute l’attrice che faceva la dottoressa e son stato fortunatissimo (e felice) di avere un “rimpiazzo” come Arianna Bonardi (Matildà) che è stata per me una scoperta strepitosa.-.

    Rojas:– Il problema più grande come sempre è stato il budget ridotto. Molto poco.Contagiumè un cortometraggio girato in stile guerrilla che doveva essere completato in 3 giorni e mezzo. C’erano 4 locations: un bar, un’industria abbandonata, una cabina e una strada di campagna solitaria.

    Per un segmento di 25 minuti, il tempo era poco ed il risultato è stato raggiunto solo grazie al team di attori e tecnici, che ha dato più del loro talento: tutta la loro dedizione e amore per lavorare intensamente nonostante queste difficoltà.-.

    AM – La differenza fra il virus nel tuo segmento e l’attuale situazione Covid-19?

    Zanoni:– Il virus che colpisce Owen opera un indebolimento delle difese immunitarie, provoca la caduta dei capelli, delle unghie e dei denti nonché una perdita progressiva della vista e della capacità respiratoria: proprio quest’ultimo, devastante, effetto si presenta simile al Covid-19.

    Il personaggio soffre anche di un aumento dell’appetito con conseguenti disfunzionalità intestinali e di stomaco, un effetto del cibo avariato e marcio che Owen ingerisce e che conduce ad ulteriori infezioni e all’aumento di peso. A tutto ciò poi vanno aggiunti i problemi psicosomatici derivati dalla rottura brusca del suo rapporto amoroso- esistenziale con Stella.

    A livello più generale il virus della storia è cangiante, si sviluppa con sintomatologie differenti sui personaggi pur presentando alcune caratteristiche ricorrenti: sanguinamento del naso ed un terribile sfogo cutaneo composto da pus, vesciche e bolle infiammate.

    Un altro aspetto simile alla pandemia che ci sta affliggendo è l’altissimo e rapido tasso di contagio: in poco più di cento giorni il nostro virus colpisce gran parte della popolazione mondiale, veicolato principalmente tramite i soldi ed il contatto.-.

    Bogatzki:– Il virus inIll: Final Contagiumè, ovviamente, una versione estrema di ciò che sta accadendo in tutto il mondo in questo momento. Ma ad essere sinceri, le riprese del mio segmento sono state esattamente un anno fa e mi sono sentito un po’ come Nostradamus. Se guardi cosa sta succedendo, il mondo crolla, Netflix sta riducendo il suo bit-rate in streaming, le persone impazziscono per il cibo…

    Il Covid-19 e le sue conseguenze sociali/economiche mi fa capire/temere che quello che succede inIll: Final Contagiumalla fine, può essere uno scenario plausibile/possibile.-.

    Cristopharo:– Beh molta differenza… il Covid è subdolo e quasi invisibile, inIllil virus è spietatamente veloce nella devastazione fisica/psicologica dei malcapitati… la cosa curiosa è che il nostro virus non è detto porti alla morte, anzi… -.

    Rojas:– Onestamente non vedo molte differenze: il film con tutto il suo potere drammatico e terrificante tocca un argomento molto importante ed attuale… ossia come il denaro è ciò che non può salvarti, ma solo aiutarti a sopravvivere “un po’ di più”.

    Col Covid è stato lo stesso… chi aveva i soldi ha potuto sopravvivere meglio e più a lungo, avendo un migliore accesso alla salute. Questo mondo sta andando in pezzi, tutto è stato fatto male e siamo sotto un sistema neoliberista che è crollato nel modo più terribile.

    Ora era il Covid, tra 3-4 anni sarà un altro virus. E così, anno dopo anno, l’umanità si estinguerà.-.

    AM – Prossimi progetti in cantiere?

    Zanoni:– Sto lavorando alla scrittura di un lungometraggio la cui storia mi sta inghiottendo letteralmente, spero di riuscire a girarlo nel prossimo futuro. Prossimamente usciranno altri due film antologici ai quali ho collaborato assieme a Domiziano, ovveroXXX Dark WebeTales to tell in the dark. In questo momento poi sto studiando e facendo pratica sul montaggio preparando trailer di film e sperimentandone alcuni lati creativi.-.

    Bogatzki:– È buffa la domanda, perché proprio ieri ho terminato la prima bozza della mia nuova sceneggiatura.Ma è troppo presto per parlarne. La sceneggiatura è ora presso il mio produttore e spero che gli piaccia e che avremo il budget di cui ho bisogno…-.

    Cristopharo:– Data la situazione, per il momento ho rimandato i progetti che avevo, troppo rischioso in un set indipendente mescolare fra loro persone, specialmente gli attori che di certo non possono tenere distanze e mascherine.-.

    Rojas:– Per ora, sto lavorando a due progetti collegati tra loro. Un dittico horror / fantascientifico che filmeremo in Argentina uno alla fine di quest’anno, se possibile, e il secondo, nella seconda metà del 2021. È una coproduzione tra Cile, Argentina e Messico, esplorando i temi classici, ma mescolati con altri generi. Il primo film è uno slasher / sci fi e il secondo è un film horror apocalittico.

    Ma data l’attuale situazione mondiale, nulla sembra poterci impressionare più.-.

  • Il trailer di Curse Of The Blind Dead + 2 FOTO ESCLUSIVE dal set

    Dopo l’anteprima alSelva Nera Film Fest, viene pubblicato oggi in esclusiva suNocturnoil trailer diCurse Of The Blind Dead: il nuovo atteso film diRaffaele Picchioispirato alla saga dei ciechi templari zombi diAmando de Ossorio. Ecco la clip, in lingua inglese.

    Fonte:Mafarka Film.

    Niente male davvero questo filmato, molto ma molto splatter!

    In uno uno scenario post apocalittico, un padre e una figlia sopravvissuti cercano di raggiungere l’ultimo posto sicuro rimasto. Nel viaggio si imbatteranno in un oscuro culto che venera e aspetta la nascita di qualcosa proveniente dal passato di immortale e malvagio pronto ad esplodere…

    Scritto daRaffaele Picchio(Morituris,The Blind King) eLorenzo Paviano, fotografato daAlberto Viavattene(dop già a lavoro con Picchio inThe Blind Kingma anche regista diBirthday),Curse of the Blind Deadè interpretato daAaron Stielstra,Francesca Pellegrini(Parasitic Twin),Alice Zanini,Bill Hutchens(The Human Centipede 3),Jennifer Mischiati, il grandeFabio Testi,Micky Ray Martin,Douglas Dean,Sean James Sutton,Giulia Kapelanczyk,Francesco Aliberti(anche autore del soggetto e produttore del film),Yoon C. Joyce,Gloria D’Osvaldo.

    Il film, prodotto dalla neonataMafarka Film(e daLuca BonieMarco Ristori), ha gli effetti speciali di make-up curati daCarlo Diamantinied è attualmente in post-produzione (già dal trailer vediamo qualche visual fx) e verrà distribuito il prossimo anno.

    Ciliegina sulla torta finale per questo articolo sonodue foto esclusive sulla lavorazione del filmgentilmente concesse a noi delklub 99dalla produzione. Eccole qui sotto. Cliccando si ingrandiscono.

  • [RECENSIONE] Robojox (Stuart Gordon)

    DopoReal Steelparliamo ancora di robot che se le danno di santa ragione, solo che questa volta gli uomini che li comandano non si trovano a debita distanza con un joypad ma all’interno dei robot stessi rischiando la pelle in prima persona.

    In un futuro post apocalittico in cui la Terra è divisa in due blocchi, quello americano e quello sovietico, i robot combattono per la conquista di importanti territori. Lo statunitense Achille e il tovarish Alexander, i più bravi di entrambi i fronti, acerrimi nemici che si stuzzicano al bar anche quando c’è la tregua, lottano per l’Alaska. Per Achille sarebbe il suo ultimo incontro prima di ritirarsi a vita tranquilla ma lo scorretto soviet bara costringendo il giusto Achille a schiantarsi contro il palco del pubblico: una strage. L’eroe va in crisi, si ritira perché ha sulla coscienza quelle vite, Alexander lo sfida di nuovo ma lui niente ha deciso che basta e basta. Anche la guerriera clonata Athena perde fiducia in lui. Solo alla fine ci ripensa, sale sul suo robot ed affronta nuovamente Alexander per l’ultima volta. Si menano un bel po’ e giunti allo stremo che fanno? Pensate al titolo del più famoso romanzo di Tolstoj… va be’ voliamo bassi: pensate a Rocky IV.

    A dirigere questo film a basso budget (le animazioni in stop motion dei robot sono di mister David Allen e scusate se è poco) un irriconoscibile Stuart Gordon lontano anni luce dalle cattiverie di Re-Animator e From Beyond – Terrore dall’ignoto. L’unico indizio che potrebbe far intuire la sua firma è la presenza di Jeffrey Combs.

    Robojox comunque rimane l’unico strano passo falso (se così possiamo definirlo) fin’ora nella carriera del regista di Dolls ed Edmond. Personalmente l’ho già perdonato anni e anni fa per questo prodotto quasi infantile in sintonia comunque con quel periodo in cui tra perestrojka e crollo del muro di Berlino si cominciava a guardare a certi “altri” con meno paura.