Risultati della ricerca per: “suicidio”

  • Stella Strega e I Rec U di Federico Sfascia in DVD

    Mafarka Home Videopubblicherà in DVD i film indipendenti di genere fantasticoI Rec UeStella Stregadiretti daFederico Sfascia.

    I Rec U(2012) è interpretato da Federica Bertolani, Lorenzo Porzi, Dolphine Lundgren, Massimiliano Torti, e niente di meno cheTerry Gilliam: il regista di film magnifici come Brazil, L’esercito delle 12 scimmie, Paura e delirio a Las Vegas, Tideland.

    Neve è un ragazzino con un problema alla vista, che non gli permette di vedere il volto delle donne che incontra. Il dottor Therieux, però, inventa un paio di occhiali collegati ad una telecamera in grado di aggiustare questo difetto ottico. La vita di Neve procede tra un tentativo di suicidio e l’altro, finché non conosce Penelope, l’unica ragazza di cui riesce a vedere il volto senza le sua speciale lente.

    Stella Strega(2018), film dalla vicenda produttiva complicata, è interpretato da Guglielmo Favilla, Alex Lucchesi, Federica Bertolani, Giulia Zeetti, Raffaele Ottolenghi, Cecilia Casini.

    Strane creature venute da un altro mondo atterrano sul nostro pianeta proprio mentre quattro amici decidono di organizzare un festino a base di droga, alcol e prostitute, lontani dagli occhi di fidanzate super gelose. Una volta dentro la catapecchia abbandonata scelta dai nostri come refugium peccatorum, gli alieni danno inizio ad una vera e propria mattanza. Chi si salverà?

    Stella Stregaha vinto il premio come miglior film della settima edizione dell’Abruzzo Horror Festival(link al nostro articolo di approfondimento).

    Questa la motivazione della giuria formata dallo storico e criticoPiercesare Stagni, la firma di NocturnoFrancesco Bellitie dal giornalista e registaMarcello Garofalo(curatore dellamostra su Dario Argento alla Mole Antonellianavisitabile fino al 16 gennaio 2023.Link museo).

    Per aver realizzato un’opera spigliata e ilare in cui il regista rimanda senza pudore al cinema di genere in voga negli anni ’80, dove il grottesco, il disgusto originato dall’effetto splatter e la consapevolezza del gioco sovrastano la condizione dello spavento.

    Entrambi i film usciranno nella versione doppio disco.

  • Il trailer e la locandina del thriller italiano Tenebra

    È stato pubblicato il trailer delthrillerpsicologico italianoTenebra.

    La trama vede una mamma e sua figlia piccola ostaggi di uno psicopatico che le ha rinchiuse all’interno di un bagagliaio. L’unica persona che può salvarle è una ragazzina che progetta il suo suicidio.

    E qui esce fuori il parallelismo tra la triste adolescente Marta, che subisce violenze dal patrigno, e la mamma sequestrata Giulia, vittima in gioventù del padre.

    Tenebraè scritto e diretto dall’esordienteAnto(Antonello De Leo) ed interpretato da Elisa Del Genio (L’Amica Geniale), Tonia De Micco, Mirko Frezza (Dogman), Nicolas Magrini, Christian La Bianca. 

    Ambientato in Puglia, all’interno di Villa Romano nei sobborghi di Lecce, il film pone l’attenzione sul tema dell’adolescenza.

    Prodotto daTNM ProduzionieFlat Parioli,Tenebrasarà distribuito nelle sale del circuitoThe Space a partire dal 30 giugno. Un’anteprima si terrà il giorno prima al The Space di Napoli (Viale Giochi del Mediterraneo) alle ore 21 alla presenza di regista e cast.

    Vi mostriamo infine il trailer diTenebra. Sotto la locandina, presa dalla pagina fb di Tnm Produzioni.

    Fonte:TNM Produzioni.
  • I 40 anni del Fantafestival e il suo omaggio a Michele De Angelis

    Per i suoi40 anniilFantafestivalpresenta, dal12 al 14 novembre, una rassegna presso ilPalazzo delle Esposizionidi Roma, realizzata in collaborazione con laCineteca Nazionale.

    Si tratta di una selezione di classici, proiettati in35 mm, che propone unacontrostoriadelcinema fantastico italiano. Da Rossellini a Soldati, da Fellini a Blasetti, i film in programma mettono in luce le contaminazioni fra cinema di genere e d’autore.

    L’evento sarà un omaggio e un’occasione per il Fantafestival per ricordare il direttoreMichele De Angelis, prematuramente scomparso lo scorso ottobre attraverso una proiezione di alcuni suoi cortometraggi da regista.

    Proprio per celebrare alla grande il quarantesimo anniversario dalla prima edizione, ilFantafestivalha ideato questa rassegna, che spaziando fra gli anni ’40 e gli ’80 vuole proporre un’agilecontrostoria del cinema italianoe mettere in evidenza latrasversalità dell’immaginario fantasticoanche all’interno della cosiddetta produzione “d’autore”.

    Invece di tornare ancora una volta sui classici firmati dagli specialisti riconosciuti dell’horror e del thriller, sono stati selezionati sei film da riscoprire, diretti da registi non immediatamente associabili al “genere”:Mario SoldatieAlessandro Blasetti,Roberto RosselliniedElio Petri,Federico FelliniePeter Del Monte.

    “Un’ennesima conferma”, leggiamo nella cartella stampa del Fantafestival, “Di come il linguaggio del fantastico non conosca confini, adattandosi alle contaminazioni e alle riletture più disparate e stimolanti.”.

    Grazie alla preziosa collaborazione con laCineteca Nazionalee ilPalazzo delle Esposizioni, tutti i film sono proposti in rare copie 35mm.

    Queso il programma completo delle tre giornate.

    Venerdì 12 novembre.

    17.00Malombra(Mario Soldati, 1942, 135′).

    La marchesina Marina di Malombra (Isa Miranda), rimasta orfana, è accolta nel castello del conte Cesare d’Ormengo, che si dice abitato dal diavolo. Qui trovò infatti la morte per suicidio la contessa Cecilia Varrega, confinata in un’ala ormai abbandonata del palazzo. Marina si convincerà di essere la reincarnazione di Cecilia. Ispirandosi al romanzo di Fogazzaro (già filmato all’epoca del muto), Mario Soldati realizza uno dei capisaldi del cinema gotico italiano, in cui le atmosfere barocche e claustrofobiche si venano di suggestioni surrealiste.

    20.00Cinema a pezzi(Michele De Angelis e Mariano Baino, 2017, 3′).

    Michele De Angelis introduce il progetto in fieri diCinema a pezzi, canale online dedicato ai trailer italiani d’epoca più rari e curiosi.

    a seguire:

    La corona di ferro(Alessandro Blasetti, 1941, 97′).

    La corona di ferro è una reliquia forgiata dai chiodi della crocifissione di Cristo, inviata dall’imperatore di Bisanzio al Papa come segno di pace. Ma, lungo il suo tragitto, la corona scompare improvvisamente per sottrarsi alle grinfie del feroce Sedemondo, tiranno che ha usurpato il trono di Kindaor. Una profezia che accompagna la reliquia riporterà la giustizia nel regno. All’apice della Seconda guerra mondiale, Blasetti si allontana dalla tragica realtà storica per realizzare un kolossal epico che è soprattutto un inno spirituale alla pace e alla libertà. Un esempio unico e irripetibile di fantasy all’italiana, capace di contaminare mitologie nordiche e tradizioni mediterranee.

    introducono Simone Starace e Alberto Ravaglioli.

    Sabato 13 novembre.

    17.00La paura(Roberto Rossellini, 1954, 84′).

    Monaco, anni ’50. Irene (Ingrid Bergman) è a capo di una industria farmaceutica, in cui lavora come chimico anche il marito. Quando una sconosciuta inizia a ricattare Irene, minacciando di rivelare pubblicamente una sua precedente relazione extraconiugale, per la donna inizia una sottile e crudele tortura. Roberto Rossellini si avventura sul terreno di Fritz Lang e Alfred Hitchcock, per un thriller dai risvolti noir che è anche un ritratto al vetriolo della Germania post-bellica, fra ricostruzione economica e rimozione del passato.

    20.00L’uomo nella macchina da presa(Michele De Angelis, 2017, 33′).

    Marcello è uno specialista in restauro cinematografico, appassionato del suo mestiere fino all’ossessione. Lavorando su alcuni vecchi negativi, si accorge che in tutti i film è presente una strana comparsa, vestita di nero e con una bombetta in testa. È come se questo inquietante personaggio attraversasse l’intera storia del cinema, ma nessuno sembra crederci.

    a seguire:

    Un tranquillo posto di campagna(Elio Petri, 1968, 107′).

    Leonardo Ferri, pittore di successo in crisi creativa, cerca nuovi stimoli ritirandosi in una vecchia villa abbandonata. Proprio qui, però, si ritrova tormentato da incubi e fenomeni anomali, che sembrano collegati a una misteriosa morte avvenuta anni prima nello stesso palazzo. Dopo il giallo (L’assassino) e la fantascienza (La decima vittima), Elio Petri si misura con un raffinato thriller in bilico fra realtà e follia, impreziosito dalla coppia Franco Nero e Vanessa Redgrave, nonché dalle musiche di Ennio Morricone.

    introducono Antonella Fulci e Mary Rinaldi.

    Domenica 14 novembre.

    17.00Tre passi nel delirio(Roger Vadim, Louis Malle, Federico Fellini, 1968, 121′).

    Tre episodi, liberamente ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe.Metzengerstein(Vadim): il rapporto morboso fra una nobildonna (Jane Fonda) e l’uomo che l’ha respinta.William Wilson(Malle): un ufficiale austriaco (Alain Delon) si trova a confronto con il proprio sosia, che sfiderà a duello.Toby Dammit(Fellini): un attore inglese (Terence Stamp), giunto a Roma per interpretare uno spaghetti western, è perseguitato da visioni di morte.

    20.00Doors(Michele De Angelis, 2012, 11′).

    Una giovane donna rimane accidentalmente chiusa tra due porte. È l’inizio di un incubo senza fine.

    a seguire:

    Invito al viaggio(Peter Del Monte, 1982, 93′).

    Prima di una tournée, una giovane cantante viene improvvisamente a mancare. Per non separarsene, il fratello gemello nasconde il corpo nella custodia di un contrabbasso e intraprende insieme a lei un bizzarro viaggio di rinascita. Un road movie notturno e allucinato, percorso da un senso di stralunata tenerezza. Proiezione in omaggio a Peter Del Monte, regista recentemente scomparso che in più occasioni si è confrontato con tematiche fantastiche (Étoile,Giulia e Giulia).
    Introducono Mariano Baino e Natasa Hadzieva.

    L’ingresso alle proiezioni e libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Per accedere è necessario avere il green pass.

    Le prenotazioni si effettuanosul sito del Fantafestivaldalle ore 9.00 del giorno precedente alla proiezione fino a 30 minuti prima.

  • [EXTRA] La figura del “diverso” che fa paura

    I temi dell’invasione (o della possessione) celano modalità subdole del terrorismo psicologico della “politica del diverso” (a proprio modo, ognuno ne fa): dietro al demone Pazuzu (dall’Iraq del futuro Saddam) si nasconde la tipica (come il modello stereotipato di famiglia che propone) ragazzina americana Regan, e con lei il terrore dell’occupazione territoriale che ritroviamo inL’invasione degli ultracorpi,Independence day(questo per la serie “Sò forti ‘sti Americani!”), e tutta la serie retrò tipoInvaders from Marsin cui gli invasori del pianeta rosso simboleggiano i comunisti.

    Non tralasciamo poi tutte le comunità di emarginatiCabal,Basket case,Street Trashper arrivare al negro fantasma diCandyman, il maniaco omosessuale deIl Silenzio degli innocenti(che dice ciò che inPsychooL’occhio che uccideera solo sussurrato), l’omosessualità animalesca\antropofaga che dilaga nelPasto Nudo, fino al travestito dellaCasa con la scala nel buiooSleepaway Camp.

    È stato notato che il tema del vampirismo non è altro che una metafora dell’omosessualità: un essere immorale deve essere camuffato sotto le sembianze di un mostro, e come tale può essere accettato. L’operazione del camuffare funziona come un rimedio contro la paura.

    È l’altro a intimorirci, non il mostro.

    Camuffando quest’altro da mostro trasferisce sul simulacro la riprovazione di tutto ciò di cui si ha paura, per sopprimere la sua efficacia e la sua universalità.

    Tra l’altro il sesso “morboso” (che sfocia anche in incesto a più livelli e complessi edipici) affiora anche in film mossi da tematiche diverse:Amityville possession,Angel Heart,La chiesa,Dr Jekyill e Mr. Hyde: sull’orlo della follia,Miriam si sveglia a mezzanotte,American gothic, fino ad essere per altri la base della trama o la tipologia del carattere del protagonista:Il bacio della pantera,Il demone sotto la pelle,Hellraiser,La casa dalle finestre che ridono,L’ultima casa a sinistra,Inseparabili,La sindrome di Stendhal,Nightmare,Society,Nekromantik,Opera,Possession, fino ad un sottogenere difficile da classificare, in cui i sopracitati filoni si fondono ancora di più:From Beyond,La mosca,Maniac,Videodrome.

    Il binomio Sesso & Sangue viene grandiosamente inaugurato daHerschell Gordon Lewis, con un’occhio attento al vecchio Gran Guignol e l’altro alla cinematografia softporno che conRuss Meyerandava per la maggiore, e si perpetua – salvo rare eccezioni – quasi gratuitamente in tutti gli pseudo-Horror italiani\spagnoli degli anni ’70 (Tutti i colori del buio,Il castello dalle porte di fuoco) fino contagiare le produzioni Hammer, che sfornano prima di inabissarsi del tutto, Vampire Lesbiche a iosa.

    Si potrebbe pensare che la cinematografia fantastica ed orrorifica sia di matrice razzista.

    Ed in parte è vero: il mostro da eliminare è sempre una figura al di fuori di ciò che viene considerato normale.

    Se un uomo uccide è omosessuale (o al contrario, va con le donne, ma più del dovuto – si pensi a come la trasformazione inThe flysia abbinata alla potenza sessuale ritrovata), è voyeur, è negro, è deforme, viene da un altro luogo, è dipendente da qualche droga (non importa il tipo, vediBrain Damage).

    Quando è donna è di sessualità immorale, è psicopatica (inMacabroè tutt’e due!), è in ogni modo inferiore (sfigurata nel bellissimoOcchi senza voltoe sordomuta neAngelo della vendetta, sarebbe uguale se lei non avesse l’handicap?). Se è pura la sua purezza attira il malvagio (Dracula,Noseratu,Poltergeist,Suspiria). È una strega (La maschera del demonio,La stagione della strega,L’albero del male,La casa di Mary) o una medianica (anche se involontariamente, comunque causa di mali.

    Come nei filmSpiritika,Sentinel(in cui una modella – non solo una donna, quindi, e c’è da sottolinearlo così!, che ha tentato il suicidio può riscattare la sua anima vegliando la porta dell’inferno!!!),Fenomeni paranormali incontrollabili,Carrie(con l’arrivo della pubertà, si scatena l’inferno della repressione sessuale).

    È progenitrice del male (Rosemary’s baby,La setta,Baby Killer), è immorale in generale (tutte le donne avide diCreepshow,Due occhi diabolici, l’episodio 1, sempre di Romero,Il pozzo ed il pendolo,La casa dei fantasmi) fino a quelle inclassificabili come la progenitrice dellacovata maleficadi Cronenberg o del protagonista diSplatters.
    Senza dimenticare tutte quelle che da non-protagoniste han tramato nell’ombra portando alla rovina (le mamme diCarrie, Norman Bates, Jason –Venerdì 13– Voorhees, la sorella di Michael Myers diHalloween, la mamma della dolce protagonista deLa casa sulla scogliera, Clara Calamai inProfondo Rosso).

    Sembra quasi che l’horror si diverta a ribaltare tutto ci che di familiare e tenero ci circonda (bambole e pupazzi, la mamma, i bambini, perfino il pacioso San Bernarno nel miticoCujo) per scatenare meccanismi aghiaccianti!

    E ben venga quel cinema che presenta anche l’opposto del fantastico e dell’horror pur restandovi a tema:Elephant man,Society,Freaks(i mostri veri siamo noi “normali”, perché siamo marci dentro),La signora ammazzatutti,Un giorno di ordinaria follia,Schegge di paura,Natural Born Killers,Herny, pioggia di Sangue. Tanto più perturbanti proprio perché inseriti perfettamente in una realtà (o che sono un prolungamento di essa) che tutti conosciamo fin troppo bene, o crediamo di conoscere.

    Allucinazione perversa(finalmente, sono gli americani che fanno i danni e non i Vietcong!), lo iettatore\stregone uomo delTocco della medusa, i Vurdalak deiTre volti della paura(i mostri sono quelli che ci hanno -e che abbiamo- amato di più, e tornano a prenderci!!!) fino alla grande e coraggiosa rivelazione diDr Jekyill, dove il vero mostro è la cattiveria umana senza mezzi termini (e non importa se belli o brutti, vediMary Reilly).

    Matrice razzista, dicevamo, ma a fin di bene: gli emarginati (o coloro che rappresentano una minoranza) finiscono coll’identificarsi in questi antieroi portati alla ribalta, che a loro volta sembrano ammiccare al loro pubblico esaudendo i loro desideri più nascosti.

    Dopo il primo, bellissimo episodio diNightmare, Freddy Krueger è diventato un beniamino dei liceali, risuscitando (N.B.: lui e mai i protagonisti) ad ogni puntata, facendo fuori (per la gioia delle loro fantasie) tutti quei falsi modelli di insopportabili primi della classe, primi nello sport, bellissimi e ricchissimi!

    Paladino dei teenager a campeggio, il Jason diVenerdì 13(che dopo il primo episodio subisce analoga trasformazione e fa fuori tutti i rimorchioni e i fanatici) non arriva alle 8 puntate. Fa la sua parte anche l’antieroina tutta curve e sesso delle scuole (bruciata in una festa di fine anno, strano incrocio tra Carrie e Nightmare) diProm Night.

    Dichiaratamente a favore del pubblico le gesta del redento predatore diPredator 2, che stavolta uccide solo i cattivi, il nerd contaminato dalle scorie radioattive inToxic Avengerse i marziani diMars Attacks!.

    Se vogliamo andare oltre, nel mito son sempre andate le figure non ordinarie (e non parlo di miti reali, comunque simbolo di vite difficili come la Monroe o Dean) come il Mostro di Frankenstein, Dracula o la leggendaria figura di Frank-N-Furter che nelRocky Horror Picture Showè: un vampiro, travestito, bisessuale, antropofago e per di più alieno!

    Dobbiamo quindi tirare un sospiro di sollievo quando finalmente si abbatte l’ultima barriera (si, sembrerà un controsenso, ma non lo è) e lo spauracchio diCandymanviene concepito per un nero!

    Prima avevamo avuto solo rari esempi di puro anticonformismo e contestazione (i protagonisti deLa notte dei morti viventieSisters, fino al bambino di colore deLa Casa nera), ora anche i ghetti di colore hanno un loro fratello come antieroe (a parte un commerciale e ridicoloBlackula, di nessun valore identificativo).

    Infine è notevole, commercialmente azzeccato e tematicamente frutto contemporaneo di tutte queste tenenze e mutazioni, l’antieroe dei variScreamche sotto la sua maschera nasconde chiunque ci si voglia celare, giocando a carte scoperte fin dall’inizio e promuovendo i sequel in lavorazione! Qui gli unici a resuscitare sono i protagonisti, marionette disposte a far si che il pubbico possa giocare ancora ad immedesimarsi col baubau per esorcizzarlo.

  • [RECENSIONE] La polizia chiede aiuto (Massimo Dallamano)

    Massimo Dallamano(Che cosa avete fatto a Solange?) mescola il giallo con il poliziottesco nel 1974. Il risultato è lo splendidoLa Polizia Chiede Aiuto(titolo inglese molto più in stile col lavoro del regista eraWhat Have They Done to Your Daughters?) dove con pochi timori e pudori si racconta una malatissima e sanguinosa storia di baby squillo.

    Tutto parte con l’agghiacciante ritrovamento del cadavere di una adolescente impiccata in una soffitta. Dall’ipotesi del suicidio si passa subito a quella dell’omicidio e i fili rossi da tirare per sbrigliare la matassa si riveleranno pregni di umori malati e corrotti.

    Uno spaccato di una Italia socialmente e politicamente allo sbando (già allora) con istituzioni e famiglie sane solo nella facciata.

    E si parla di rapporti anali, stupri con bottiglie. Il sangue, come s’è già detto, scorre a profusione e i riferimenti sessuali sono espliciti anche laddove solo ascoltati in audio terrificanti.
    Dallamano è un maestro ingiustamente sottovalutato in Italia, così come sottovalutato è questo film, davvero fra i meno noti delle sue produzioni. La causa è sicuramente la scabrosità del tema, ma… evviva gli anni ’70 dove si potevano realizzare film così spericolati senza scadere nella paura degli attacchi dei moralisti da tastiera di oggi.

    La colonna sonora si basa quasi esclusivamente sul tema potente e portante diStelvio Cipriani(Incubo sulla città contaminata, Anonimo Veneziano).

    Il look dell’assassino è vincente e nella sua semplicità crea un personaggio fortissimo che sarà in seguito scopiazzato da altri (anche inNightmare Beachdi Lenzi ad esempio). Come ci fa notare Massimiliano Schiavoni suquinlan.it“Dallamano gioca contro il genere, riducendo al puro anonimato la convenzionale enfasi sull’identità dell’omicida. Vi è un solo dato che emerge con forza da quel casco sfilato via dalla testa: la giovane età dell’assassino”.

    La polizia chiede aiutoè destabilizzante e lascia l’amaro in bocca anche nel bellissimo finale che ci mostra una giustizia comunque con le mani legate di sapore quasi pasoliniano.

    Il cast, raffinatissimo e misurato nella recitazione, è composto da grandi nomi dell’epoca: Claudio Cassinelli (Murderock), Giovanna Ralli, Mario Adorf (La corta notte delle bambole di vetro). Ma è proprio la bellissima Ralli (due Nastri d’argento e un globo d’oro alla carriera) che – estranea al genere- regala un personaggio sfaccettato e drammaticamente convincente.

    La critica dell’epoca dice:

    “[…] Al di là della denuncia in riferimento all’impossibilità, nel nostro paese, di gestire il potere, il film si lascia apprezzare, soprattutto, per il suo contenuto avventuroso svolto com’è in chiave classica di “giallo”. Massimo Dallamano ha diretto con mano molto agile ben sfruttando i non pochi motivi di interesse insiti nella trama e ottimamente caratterizzando i personaggi […].”

    Il Messaggero – 12/08/1974
  • Il trailer di #Like, protagonista una ragazza vendicativa

    Pubblicato oggi il trailer di#Like, thriller prodotto, scritto e diretto daSarah Pirozek.
    Il film arriverà negli Stati Uniti il 26 gennaio on demand.

    L’adolescente Rosie scopre che l’uomo misterioso che ha violentato e bullizzato sua sorella minore un anno prima, spingendola al suicidio, è tornato alla ricerca di nuove vittime. Il pervertito ha l’abitudine di mettere on-line le sue folli gesta. Dato che le autorità non sono interessate alla sua cattura, Rosie si farà giustizia da sola attirando il maniaco.

    #Likeè interpretato da Sarah Rich (la ragazza), Marc Menchaca (il mostro), Samantha Nicole Dunn (la sorella suicida). Altri attori: Jeff Wincott, Ramon Nuñez, Patricia Pinto, Dakota Lustick. È il primo lungometraggio di finzione diSarah Pirozeke si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura al Retro Avant Garde Film Festival.

    Il trailer di#Like, in lingua inglese.