Lucky Red distribuisce nelle sale da ieriDecision To Leave, il nuovo film diPark Chan-wook(Oldboy) premiato all’ultimo festival di Cannes, e pubblica oggi un paio di clip tratte dal film.
Mentre indaga sulla morte di un uomo precipitato misteriosamente dalla montagna, il detective Hae Jun incontra la sfuggente Seo-rae, giovane vedova della vittima, che non sembra essere sconvolta per la scomparsa del marito e che, proprio per questo, diventa subito la principale sospettata dell’omicidio. Colpevole o innocente? Malinconica e misteriosa, la donna riesce a destare l’interesse del detective e accendere in lui una passione dirompente, che lo porterà a mettere in pericolo la sua professione.
Decision To Leaveè interpretato da Park Hae-il, Tang Wei, Lee Jung-hyun, Go Kyung-Pyo, Teo Yoo e questo in basso è il trailer pubblicato da Lucky Red.
Lontano dai toni della trilogia della vendetta il nuovo film del cineasta sudcoreanoPark Chan-wookè un thriller dal tocconoirche in molti hanno salutato come un omaggio al cinema di Alfred Hitchcock. Unendo il respiro dei grandi classici con la freschezza del cinema contemporaneo,Decision To Leaveè una detective story ricca di colpi di scena che intreccia i suoi fili con il melodramma romantico e porta sul grande schermo un mistero, che è al tempo stesso sentimentale e d’azione.
Vi lasciamo con le due clip tratte daDecision To Leave, si intitolanoAnnientamentoeNotte e Neve.
Arriva oggi nelle sale italiane con Lucky RedDecision To Leave, il nuovo atteso film diretto dal sudcoreanoPark Chan-Wookdella celebre trilogia sulla vendetta (Oldboy, Mr. Vendetta e Lady Vendetta).
Presentato al Festival di Cannes, dove ha vinto il premio per la miglior regia,Decision To Leaveè una detective story ricca di colpi di scena che intreccia i suoi fili con il melodramma romantico.
La trama:
Mentre indaga sulla morte di un uomo precipitato misteriosamente da una montagna, il detective Hae Jun incontra la giovane vedova della vittima: la sfuggente Seo-rae. La ragazza non sembra essere affatto sconvolta per la scomparsa del coniuge e proprio per questo diventa subito la principale sospettata dell’omicidio. Malinconica e misteriosa, la donna riesce a destare l’interesse del detective e ad accendere in lui una passione dirompente, che lo porterà a mettere a rischio la sua professione.
Dal testo che accompagna il trailer italiano copiamo e incolliamo:
“Lontano dai toni della trilogia della vendetta che hanno fatto conoscere al mondo interoPark Chan-wook, il nuovo film del cineasta sudcoreano è unthrillerdal tocconoir, che riesce a coniugare il respiro dei grandi classici con la freschezza del cinema contemporaneo.”.
Decision To Leaveè interpretato da Park Hae-il, Tang Wei, Lee Jung-hyun, Go Kyung-Pyo, Teo Yoo e questo in basso è il trailer pubblicato da Lucky Red.
Quando si parla diDaniel Mullins, sviluppatore canadese già autore diPony islande del suo ultimo capolavoroInscryption, stiamo trattando di uno dei più importanti autori videoludici indipendenti al mondo.The Hexè una certezza e Mullins dalla sua prima opera non sbaglia un colpo.
La trama inizia come un giallo alla Agatha Christie: un gruppo di persone appartenenti a vari generi videoludici, si riunisce in un locale chiamato “Le sei pinte”.
Il proprietario del locale riceve una strana telefonata anonima, dall’altra parte del telefono qualcuno comunica che nel locale verrà commesso un omicidio.
Il giocatore si immergerà nei vari generi videoludici che ogni personaggio, tra cui uno misterioso con un punto interrogativo sul volto, interpreterà. Ma nulla è ciò che sembra.
Infatti andando avanti nella storia dovremmo capire, tramite dialoghi segreti, elementi visivi e oggetti, cosa accomuna tutti queste persone all’omicidio.
Graficamente il gioco si presenta in maniera gradevole, i personaggi sono disegnati e caratterizzati molto bene e gli input ed il passaggio tra i vari generi sono gestiti in maniera non frettolosa e con un buon ritmo.
Essendo un gioco metanarrativo su molti punti, interagire e parlare con i personaggi sono una delle cose più utili per la comprensione del gioco, così come i vari segreti sparsi per i vari mondi che si andranno ad affrontare strizzando l’occhio e parlando molto spesso col giocatore.
Daniel Mullinsci delizierà con tante piccole chicche e aneddoti all’interno del gioco, come ad esempio sviluppare un videogame in maniera semplificata tramite blocchi di azione, rompendo la quarta parete col giocatore.
L’autore ci immerge subito nella storia che si andrà ad affrontare e non mancheranno le citazioni che vanno da titoli di spessore comeCrash BandicootaFallout.
Gli oggetti e gli elementi interagibili sono molti, dalle macchinette per le bevande ai quadri (importanti da analizzare per la storia).
Il gameplay è solido e si useranno i tipici tasti di movimento WASD e il click del mouse per tutti i generi creando un titolo solido anche da questo punto di vista.
Il sonoro è molto profondo, gli effetti come le monetine o la pioggia sono molto suggestivi, ottime le musiche composte da Jonah Senzel. Strepitosa anche l’interazione con un giradischi che fermerà la musica ambientale de “Le sei pinte”.
Mullins crea un altro mondo o meglio più mondi dove il giocatore sperimenterà e si divertirà affrontando i vari generi che compongono il gioco, dal classico platform al picchiaduro, passando per il GDR allo sparatutto con un finale che vi lascerà a bocca aperta.
Toccherà a voi giocatori capire cosa si celerà dietro l’esagono narrativo diThe Hex. Sei personaggi, sei storie un solo omicidio.
Il gioco è una perla videoludica che permetterà aDaniel Mullinsdi sviluppare il suoInscryptiondi cui parleremo prossimamente.
L’etichetta statunitense ITN Studios ha pubblicato il trailer dell’horrorA Haunting in Italy.
Protagonista una giovane donna, single e con figlio a carico, che accetta il lavoro di custode di una casa in Italia. Trovandoci in un film del terrore che ha nel titolo “haunting”, è facile immaginare che la casa sia abitata da qualche presenza extracorporea, spirito collegato ad un omicidio avvenuto lì tempo prima.
E ora inizia il mistero, perché di informazioni suA Haunting in Italynon se ne trovano. Il trailer su YouTube (guardando il quale abbiamo scritto la trama) non ha una descrizione e andando sul solito imdb scopriamo che non esiste una scheda del film.
Pubblichiamo così senza nessuna informazione.
Il buonMattia De Pascali(regista diMcBettereBeyond the Omega) legge il post e ci viene subito in soccorso facendoci notare che l’attrice protagonista èKateryna Korchynska, moglie diEros D’Antonae protagonista dei suoiDie in One DayeClownery. Regista che conosciamo (poco) e che non abbiamo ancora trattato nel sito. C’è solamentela segnalazionesullanostra pagina facebookdel suo bel cortoSC 4. Involontariamente abbiamo però colmato la lacuna perchéA Haunting in Italyè diretto daEros D’Antona. Ce lo comunicaKateryna Korchynskada noi contattata dopo la dritta diDe Pascali.
L’attrice ci conferma di essere lei la protagonista del film insieme al giovane Mattia Zandon, Chiara Iezzi e Fran Kirchmair.
Aggiornamento del 18/12: nel frattempoappare sull’imdb la scheda del film, accreditato con il titolo principale diThe Solemn Vow. D’Antona lo ha scritto da solo e coprodotto insieme a sua moglie e ITN.
Adler Entertainmentha pubblicato il trailer diSeance – Piccoli omicidi tra Amiche.
L’horror è scritto e diretto daSimon Barrett, sceneggiatore diYou’re NexteBlair Witchqui al suo esordio nella regia di un lungometraggio.
In un autorevole college femminile si trasferisce Camille. La ragazza scopre che nell’istituto è stato commesso un misterioso e raccapricciante omicidio. La giovane, insieme a un gruppo di studentesse, aveva preso parte, qualche sera prima, ad una seduta spiritica. Le ragazze si convincono che il decesso lo ha causato uno spirito risvegliato dal rito. I sospetti si diffondono: nessuna di loro si fida delle altre persone, neppure delle proprie amiche, soprattutto quando gli omicidi aumentano decimando una dopo l’altra le studentesse del college.
Seance – Piccoli Omicidi tra Amicheè interpretato daSuki Waterhouse, protagonista diThe Bad BatchdiAna Lily Amirpour. Con lei Madisen Beaty (C’era una volta… a Hollywood), Ella-Rae Smith, Inanna Sarkis, Marina Stephenson-Kerr e Seamus Patterson. Nel cast anche Seamus Patterson, Djouliet Amara, Megan Best, Jade Michael, Cliff Sumter e Leah Mitchell.
Vi lasciamo al trailer italiano diSeance – Piccoli Omicidi tra Amiche, pubblicato dalcanale YT di Adler Entertainment. Il film arriverà nelle nostre sale il 2 dicembre.
Aggiornamento 26/11. Il film verrà distribuito il 17 febbraio 2022.
Trai dieci cortometraggi selezionati per la settima edizione dell’Abruzzo Horror Festivalc’era ancheMarzia. Il racconto di una tragica separazione. Una storia che si svolge in un appartamento e in una testa, quella della protagonista Marzia, sospesi in un altrove in cui i personaggi si sdoppiano e il tempo segue le strane regole di un sogno-incubo. Un prodotto strano, particolare, che aveva catturato l’attenzione di noi selezionatori.
La regista e sceneggiatrice del corto,Federica Pontari, era presente quei giorni e ho colto l’occasione per chiacchierare un po’ con lei sul lavoro in concorso e sulla sua carriera.
La prima domanda riguarda l’origine della sua passione per il cinema e per l’horror.
Federica Pontari: Il primo film horror che ho visto è statoSuspiriadiDario Argento. Mi è piaciuta l’ambientazione, il mood, la fotografia. E in più c’era il fatto che aveva come argomento la scuola di danza che genera questo connubio tra innocenza e horror.
Alle elementari iniziai a scrivere sceneggiature horror. Alle medie frequentavo una videoteca e andavo lì a cercare film sempre più estremi nel bisogno di emozioni forti.
Quali sono i tuoi registi di riferimento?
Amo il cinema d’autore: Tarkovskij, Ingmar Bergman, Gaspar Noé. Mi piace spaziare ma come forma mentis tendo a scrivere horror.
Attualmente le mie fonti ispiratrici sonoSion Sono: Strange Circus, Love Exposure. Mi piacciono le sue tematiche che hanno a che vedere con le pulsioni, tant’è che ho anche scritto un libro che si chiamaEros & Thanatos: il cinema di Polanski, von Trier e Sion Sono.
Mi piaceLars von Trierperché si ispira a Tarkovskij.MelancholiaaSolaris. Mi piaceAntichrist, in generale la trilogia della depressione, mentre di Polanski la trilogia dell’appartamento.
E arriviamo a “Marzia”, il corto che presenti all’Abruzzo Horror Festival. L’appartamento dove si svolge è importante. Diventa quasi…
Un contenitore.
Una prigione, una rappresentazione della sua testa.
Come Kubrick con l’immagine cervello in Shining.
La perdita dell’identità.
Come la definiresti Marzia, il personaggio?
Il corto è incentrato sullatematica della perdita dell’identità. Lei, breve sinossi, arriva a casa e trova il suo compagno che si è siucidato per amore, perché lei lo aveva lasciato. E non riesce a liberarsi di lui fino a credere di essere posseduto dal suo fantasma in cerca di vendetta. Lei si dissolve attraverso l’alterità assente ma sempre presente di questo maschile. Il corto può essere interpretato anche come una sintesi junghiana tra maschile e femminile. L’identità di Marzia si dissolve in queste pulsioni di Eros e Thanatos dove lei è divisa.
E sul tempo che è sospeso? Che va indietro, va avanti come col sangue nella doccia che scorre dentro lo scarico e poi fuori?
Quel momento anticipa quello che avverrà successivamente: il momento rituale in cui lei si traveste da lui. Lei è sempre lui da un certo punto in poi: quando inciampa sulla ciotola del gatto, quando si ubriaca. Come in un eterno ritorno di Nietzsche da cui non si può scappare.
Spero che il suo sguardo anche se sempre allucinato rappresenti questo.
Il tuo interesse per la filosofia e la psicanalisi?
All’interno del DAMS abbiamo studiato molta filosofia. Il DAMS di Cosenza è a indirizzo fortemente filosofico e abbiamo quindi studiato molta filosofia legata al cinema.
Dopo il DAMS frequenti la scuola di cinema Sentieri Selvaggi.
Ho studiato di tutto: recitazione, sceneggiatura, regia, montaggio. Ho fatto dei workshop di aiuto regia con Tiziana Luna Forletta, un altro con Mimmo Calopresti sulla messa in scena. Preso il diploma a Sentieri Selvaggi mi hanno chiamata per un videoclip aReggio Calabria, la mia città: si intitolaLa Città del Re. Lo si può vedere sul sitoTurismo Reggio Calabria.
La Città del re di Federica Pontari.
Lì ho capito che sarei rimasta. La Calabria ha una bellezza intrinseca e nascosta che ha influenzato i miei lavori.
Marzia e la Calabria?
Può esserci attinenza per la questione dei rituali ancestrali dell’essere umano.
I progetti, le tematiche.
Ho scritto un videoclip suScilla, in provincia di Reggio Calabria. Il bando della Film Commission è valorizzare il territorio e indagare la cultura antropologica della Calabria. Il tema è ilritornoe parla di Ulisse. La canzone è della cantanteFrancesca Prestia. Lui compie un viaggio regressivo nella sua memoria.La memoria, il sogno, la psicanalisisono argomenti che privilegio.
Anche il progetto mio e dell’Associazione Culturale Rhegionper un lungometraggio dal titoloMemoria di una strageha come tema quello dellamemoria. La necessità di ricordare la Storia affinché non venga perduta. Il film vuole indagare le esistenze dei personaggi legate tra loro da un tragico destino comune.
Ogni personaggio rappresenta un tassello che sviluppa questa storia. L’obiettivo dei personaggi, e in particolare diDon Francesco Riso, che è un prete che non scappa durante il bombardamento ma soccorre i feriti e dà l’estrema unzione ai morti, è quello di salvare questo mondo che stanno perdendo attraverso il legame con questa terra e le altre persone al di là della morte. Ecco perché si chiamaMemoria di una strage: è come se il protagonista fosse rimasto sospeso tra la vita e la morte ed è come se loro vivessero attraverso di lui.Che è come avere a che fare con una storia di fantasmi. Dovremmo realizzare il teaser alla fine di novembre, sto preparando i casting.
Lepulsionisono sempre qualcosa diregressivo, di ancestrale. Nel videoclip che ho scritto perScilladiFrancesca Prestiail protagonista è intento nella pesca di un pesce spada. Il pesce gli sussurra in greco antico. Questo con riferimento alla Magna Grecia quando i greci avevano colonizzato il sud Italia. Le parole del pesce spada fanno entrare il protagonista in un mondo fantastico in cui vede il mostro Scilla. Compie così un viaggio regressivo non solo nella suamemoriama anche in quella storica collettiva in cui vede e scopre l’identità di questa regione.
Sull’aspetto regressivo e antropologico delle pulsioni ho scritto una serie a puntate che ho inviato alPremio Solinas.
Come si chiama la serie?
Mythos. È ambientato sia in una città X che in Calabria. È una serie che mira alla rivalutazione del territorio calabrese. Fondamentalmente questi Miti calabresi li ho resi come proiezioni di ferite ed errori dei personaggi principali. Loro per salvare il territorio da un disastro nucleare causato dal protagonista principale, un avido scienziato, dovranno sconfiggere e superare dei mostri e guarire le loro ferire. L’idea è di rappresentare una connessione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande attraverso il montaggio parallelo, quelle che sono le ferite individuali, intime e segrete, e il destino di tutta l’umanità, di un territorio intero.
Il destino dell’umanità non è che una serie di scelte piccole che facciamo e che determinano la nostra interiorità. Ognuno dei tre personaggi è protagonista di un episodio. Ogni episodio rappresenta uno sbaglio, un errore, un atteggiamento scorretto. Il primo è chiamatoAvidità, il secondoAnimalità, il terzoCollera. In ogni episodio i protagonisti dovranno sconfiggere quelle che sono le loro proiezioni, i mostri mitologici che hanno ma che sono oggettivamente presenti perché legati sia al territorio che a loro. Ogni mostro è legato a questo tema.
È una serie legata agli archetipi, al Viaggio dell’Eroe, agli studi di Joseph Campbell.
Il drago che custodisce un tesoro nel primo episodioAviditàesiste davvero come leggenda in Calabria ed èLa Rocca del Dragoa Roghudi. Lì abbiamo realizzato anche un documentario sulla sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore. C’è un passaggio in cui dal ricordo si passa all’immaginazione. Abbiamo intervistato persone di Roghudi, tra queste una vecchietta di cent’anni, che parlano come se questo drago esistesse davvero o che nella Grotta diMontebello Jonicoci sia davvero Lamia. È bello quando il cinema diventa credenza, il legame tra uomo e territorio su cui si basa poi la serieMythos.
Mi piace molto rappresentare la vita dei personaggi più che la realtà. Ecco perché mi piace moltoSion Sono.
Parliamo del tuo cortometraggioFeeling Blue?
È un thriller psicologico horror ad argomento sociale. Parla di un mostro blu, feeling blue significa sentirsi tristi, che nasce dall’impulso distruttivo di un pittore. È anche questo claustrofobico e ambientato in un appartamento.
Il mostro nasce come senso distruttivo e come inMarziac’è il tema del doppio. Il doppio che nasce da lui potrebbe sopraffarlo e divenire lui. Nella lotta contro questo mostro cerca di evadere attraverso un ricordo che lo vede insieme a sua sorella che è invece una persona allegra, innocente, e vestita sempre di bianco. Se non che sua sorella entra nell’appartamento quando il mostro sta per raggiungerlo.
È pronto?
Stiamo finendo il montaggio di un piccolo flash back. Poi inizierò a mandarlo per festival.
I miei prossimi progetti sono incentrati sull’horror sperimentale e sull’horror politico. Ora mi sto concentrando sul tema del tempo. Sull’effetto farfalla su cui si basa pureMarzia. Il filmThe butterfly Effectè molto americano, è più interessanteSliding doors.
Ultimi film visti?
Madredi Bong Joon Ho,La casa di Jack. Lars von Trier è un provocatore e non ho sopportato molto questa sua provocazione sulla morte.Nymphomaniacera un discorso anche sul consumismo, sulla società liquida. Considerare però l’omicidio come un’opera d’arte non l’ho accettato. Lars von Trier poi utilizza uno stile molto d’impatto e scioccante e voleva rappresentare la violenza attuale che viene spettacolarizzata. Poi ho vistoEternity, sulla reincarnazione ma non mi è piaciuta l’insieme di argomenti all’interno del film.
Mi è piaciutoStella Stregacon questo orrore che arriva e si incarna in figure mostruose. Mi ha ricordatoSolaris: un pianeta che emana le sue radiazioni, la sua elettricità, la sua energia pulsionale in cui la protagonista precipita che si trasforma in pulsione di morte.
Il trailer diMarzia, cortometraggio scritto e diretto daFederica Pontari.