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  • The Shrouds: il teaser trailer del nuovo film di David Cronenberg

    The Shrouds, ultimo film scritto e diretto dal maestro del cinemaDavid Cronenberg, arriverànelle sale italiane il 3 aprilecon Europictures*. Il distributore statunitenseJanus Filmsintanto ha pubblicato oggi il teaser trailer per la loro uscita programmata a partire dal 18 aprile.

    Presentato in anteprima allo scorso Festival di Cannes,The Shroudsè interpretato da Vincent Cassel, Diane Kruger, Guy Pearce, Sandrine Holt, Jennifer Dale, Al Sapienza, Elizabeth Saunders.

    La trama:

    In un futuro prossimo falsamente tranquillo, un imprenditore tecnologico di nome Karsh (Cassel) ha sviluppato un nuovo software che consentirà ai familiari in lutto di assistere al graduale decadimento dei propri cari morti e sepolti. Mentre Karsh si sta ancora riprendendo dalla perdita della moglie (Kruger) morta a causa del cancro, e sta cadendo in una strana relazione sessuale con la sorella della moglie (anche lei Kruger), una serie di tombe vandalizzate che utilizzano la sua tecnologia inizia a mettere a rischio la sua impresa, portandolo a scoprire una cospirazione potenzialmente vasta.

    Dalla descrizione del teaser trailer diThe Shroudssu YouTube:

    Il nuovo film diDavid Cronenbergè sia un resoconto profondamente personale del dolore che una discesa in una distopia venata di noir, ambientata in un mondo minaccioso di auto a guida autonoma, furto di dati e assistenti personali con intelligenza artificiale.
    The Shroudsè una considerazione stimolante del corporeo e del digitale, del mortale e dell’infinito.

    Il regista ha detto delprogetto:

    “La maggior parte dei rituali di sepoltura riguardano l’evitamento della morte e della realtà di ciò che accade a un corpo. Direi che nel nostro film si tratta di un’inversione. Qui, si tratta di rivelare piuttosto che di nascondere. Stavo scrivendo questo film mentre sperimentavo il dolore per la perdita di mia moglie, morta sette anni fa. È stata un’esplorazione per me perché non è stato solo un esercizio tecnico, è stato un esercizio emotivo.”.

    David Cronenbergè il padre delbody horror(Brood – la covata malefica, Videodrome, La Mosca), sottogenere che a un certo punto abbandona (A History of Violence,La promessa dell’assassino,Cosmopolis,Maps To the Stars) per poi riprenderlo nel recenteCrimes to the future(2022).

    Aspettando che arrivi quello in italiano vi mostriamo dunque il teaser trailer in lingua inglese diThe Shrouds.

    *: Fonte:comingsoon.it

    Fonte:Janus Films.
  • [RECENSIONE] Megalopolis (Francis Ford Coppola)

    È un film fuori dal tempoMegalopolisdiFrancis Ford Coppola. Lo è come i due protagonisti capaci addirittura di manipolarlo, lo è la metropoli in cui vivono divisa tra ricostruzioni dell’antica Roma e nuove tecnologie.

    Una New York/New Rome divisa tra patrizi e plebei. Una città piena di contrasti ma sarà proprio da questi che si accenderà la miccia, forse risolutiva, per il futuro di una umanità ancora e sempre più allo sbando: dalla imprevista e indivisibile unione tra le due fazioni elitarie che a distanza si detestano detenendo il potere. Famiglie che si contrastano (o addirittura odiano) anche al loro stesso interno.

    Come nelletragedie classiche, come neinoir.

    C’è lafemme fataleWow Platinum (Aubrey Plaza), vamp manipolatrice assetata di potere che non accetta viali del tramonto e pensa ad un Piano B con sfacciato opportunismo manipolatorio.

    E c’è per l’appunto iltempo, elemento cardine del noir (e del cinema in generale), che i due distanti ma sempre più vicini protagonisti Cesar (Adam Driver) e Jiulia (Nathalie Emmanuel) riescono magicamente a fermare. Il tempo futuro in cui la vicenda si svolge, un’epoca distopica che attinge dal passato senza però realmente conoscerlo tant’è che ne ricommette anche gli errori. Il tempo passato che tormenta il protagonista con i sensi di colpa per il suicidio della moglie. C’è poi la lunga resistenza al tempo del Megalon, il materiale di costruzione che fa vincere a Cesar Catilina il Nobel. Un tempo che è in qualche modo agli sgoccioli per ogni personaggio e per la stessa città, minacciata dal rientro di un satellite russo, da una folla sul punto di esplodere.

    Appunto, lafollache poco o niente conta, subisce, si rivolta, inneggia e cambia subito preferenze scatenando la sua ira e frustrazione su chi fino a poco fa aveva sostenuto, innescando una situazione a metà tra Capital Hill e Mussolini.

    Perché quando c’è avidità si farà sempre una brutta fine prima o poi, soprattutto se dal passato non si è imparato nulla e non se ne vuole uscire. Che è un po’ la trappola in cui finisce Elisabeth Sparkle diThe Substance.

    L’architetto Cesar Catilina a differenza del suo quasi omonimo romanoLucio Sergionon è corrotto e non si fa corrompere, non è maniaco del potere e non prepara complotti ma li subisce. È solo parecchio megalomane, come la città che vuole costruire, il suo grandioso sogno utopistico.

    Cesar Catilina con la sua folle visione del mondo è quindi più vicino ad essere l’alter ego diFrancis Ford Coppola: l’unico che ha creduto inMegalopolis, solo contro tutti.

    C’è tanta carne al fuoco, questo è sicuro: tra complotti di famiglia, fantascienza distopica e apocalittica, tragedie e drammi di vario tipo, situazioni da film sentimentale, da thriller, elementi da noir. Il racconto di questo caos ogni tanto rallenta ma mai si inceppa. Il risultato è quindi un film nella media con i suoi pregi e difetti, che non entusiasma ma che non è neanche la grande fregatura del 2024.Povere Creature!è stato peggio, per dire.Alien Romulusè stato una fregatura. Per non parlare del film che ha chiuso male il 2023, ovveroL’Esorcista il credente. Tre registi molto più giovani di Coppola ma già completamente (due di loro al 100%) ammansiti e appiattiti.

    MegalopolisdiFrancis Ford Coppolaè distribuito nella sale daEagle Pictures.

  • Vespertilio Awards: il 25 maggio a Roma le consegne

    Il Vespertilio Awards, il primo premio cinematografico italiano dedicato al cinemadi genere, giunge quest’anno allaterza edizionee si terrà alTeatro Mongiovino di Romasabato 25 maggioa partire dalle 19:30.

    Ideato e creato dai fondatori diOre D’orrore, Tania Bizzarro e Markus Di Meglio, ilVespertilio Awardsè un riconoscimento che premia lungometraggi, documentari e cortometraggi horror, giallo, noir, thriller, fantascientifico e fantastico.

    Quest’anno sarà consegnato il Vespertilio alla carriera al compositore e musicistaClaudio Simonettiper il suo indissolubile contributo musicale dato al cinema di genere italiano ed esportato in tutto il mondo; nel corso della serata ci saranno altri 2 riconoscimenti alla carriera che verranno annunciati prossimamente.

    L’associazioneTa.Ma.H.Demi, che organizza l’evento, in accordo con i figli di Aldo Lado, ha istituito il premio omonimo che verrà assegnato ad una delle opere in concorso che più si avvicina all’idea di cinema del compianto regista diLa Corta notte delle Bambole di Vetro.

    La giuria dellaterza edizioneè formata dalla presidente Mariangela Sansone (SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e da Daniele Ciprì, Cinzia Monreale, Piercesare Stagni, Deborah Farina, Roberto Zazzara, Emanuela Battista.

    Durante la serata del25 maggiosaranno consegnati 28 premi, di cui 21 di categoria:

    • Migliore film
    • Migliore regia
    • Miglior regista esordiente
    • Migliore sceneggiatura
    • Miglior produzione
    • Miglior attrice protagonista
    • Miglior attore protagonista
    • Miglior attrice non protagonista
    • Miglior attore non protagonista
    • Migliore fotografia
    • Migliori musiche
    • Migliore scenografia
    • Migliori costumi
    • Migliore trucco
    • Migliori acconciature
    • Migliore montaggio
    • Migliore suono
    • Migliori effetti speciali visivi
    • Migliore manifesto
    • Migliore documentario
    • Migliore cortometraggio
    • 3 Vespertilio alla carriera
    • 3 Vespertilio Speciali
    • 1 Vespertilio di Ore D’orrore

    Dando una sbirciata alcanale sociale facebook del premioscopriamo che il lungometraggio vincitore del Vespertilio di Ore d’orrore 2024 èA Haunting In Council HousediAlex D’AntonaeFabio Tagarelli.

    Questa la trama:

    Yara (Lara De Pasquale) è una immigrata fuggita dalla guerra in un centro per rifugiati dove incontra Lucas (Domenico Lomuscio). Presto iniziano una relazione. L’assistente sociale trova un alloggio temporaneo in una casa popolare per la coppia, ma il vero orrore sta per iniziare.

  • L’étoile filante: il nuovo film di Abel e Gordon al Rendez-vous

    Sette anni dopo il successo di Parigi a piedi nudi,Fiona Gordon eDominique Abeltornano con una commedia che si fonde col noir dal titoloL’étoile filante – I misteri del Bar Étoile.

    Il film verrà presentato in anteprima italiana il6 aprileal Cinema Nuovo Sacher durante le tappe romane del festivalRendez-vous.

    Un po’ più in là uscirà in sala (il 18 aprile) distribuito da ACADEMY TWO.

    Al quinto lungometraggio, presentato in apertura alFestival di Locarno 76, ritroviamo i due registi (moglie e marito nella vita, australiana lei, belga lui) alle prese con una stravagante inchiestapoliziesca. A suon di sofisticate gag, coreografie raffinate e buffe, una armoniosa palette di colori primari, il duo, rovistando nel passato dei personaggi, illumina il loro presente. Puro distillato di gioiosa e infantile malinconia, un concentrato del cinema cui Abel e Gordon ci hanno abituati.

    La trama diL’étoile filante – I misteri del Bar Étoile:

    Boris è un ex attivista che lavora in incognito in un bar, L’Étoile filante. Quando una delle sue vittime lo riconosce e si presenta nel locale per vendicarsi, Boris riesce a salvarsi. Sfruttando l’opportunità di farsi scambiare per il suo sosia, il depresso e solitario Dom, Boris pianifica la fuga insieme all’ingegnosa compagna Kayoko e al loro amico Tim, ma i tre non hanno fatto i conti con la detective privata Fiona, la sospettosa ex moglie di Dom. Al loro quinto film, Abel e Gordon passano dalla commedia al noir, senza perdere un grammo del loro umorismo tragicomico e del loro stile poetico e surreale.

    Fiona Gordon eDominique Abeliniziano a collaborare insieme nel 1994 realizzando il cortoMerci Cupidon. Sei anni dopo dirigono (sempre in coppia)RositaeWalking on the wild side. Insieme a Bruno Romy sono i registi dei lungometraggiL’iceberg(2005),Rumba(2008) eLa fée(2011).Parigi a piedi nudidel 2016 è il loro primo film diretto dai soli due.

    Aspettando il trailer italiano vi mostriamo quello in lingua francese diL’étoile filante – I misteri del Bar Étoile.

  • [EXTRA] I fratelli Joel e Ethan Coen e Sam Raimi: le connessioni

    Cosa c’azzeccano I fratelliJoel e Ethan CoenconSam Raimi? Quali sono i nessi tra gli autori diFargoeIl Grande Lebowskicon il regista delle trilogieEvil Dead/Army of DarknesseSpider-Man?

    I collegamenti sono tanti e non li scopriamo certo noi diklub99.itma un articolo che lo ribadisca non farà male.

    Le frequentazioni tra i tre partono da lontano quando condividevano lo stesso appartamento insieme al futuro regista e produttore Scott Spiegel (Intruder) e a agli attori Bruce Campbell, Holly Hunter, Frances McDormand e Kathy Bates.

    In quegli anniSam Raimidecide con Campbell e l’amico comune Rob Tapert di fondare una casa di produzione (la Renaissance, Rinascimento in inglese) e di girare un lungometraggio horror, da noi si intitoleràLa Casa,The Evil Deadin lingua originale, convinti di incassare facilmente.

    Il film non solo incasserà ma, forse andando al di là delle loro aspettative, farà scuola grazie all’utilizzo di una forte componente grottesca e alle inedite soggettive dell’entità fuori la casa nel bosco.

    Ed è qui che avviene la prima collaborazione:Joel Coenè infatti assistente diEdna Ruth Paulal montaggio. Nello stesso anno (1981) le sta affianco anche inFear No EvildiFrank LaLoggia.

    Arriviamo al 1985 quando Raimi dirige il suo secondo lungometraggio: la bizzarra commedia noirI Due Criminali Più Pazzi del Mondo(Crimewave), da lui scritta insieme ai Coen.

    Il film fu un fiasco al botteghino. I tre si difesero dicendo che l’idea originale era stata massacrata dal produttore Embassy Pictures.

    Nel frattempo l’anno prima Joel e Ethan avevano fatto il loro esordio dietro la macchina da presa con il noirBlood Simple – Sangue Facile.

    Nel 1987 i fratelli dirigono il loro secondo film: la commediaArizona Junior(Raising Arizona). Neanche qui Raimi collabora in alcun modo ma le soggettive della motocicletta durante gli incubi di H.I. (Nicolas Cage) non possono non ricordare quelle della entità deLa Casa. In quell’anno poi Raimi scrive e dirige il sequel-remake (La Casa 2) in cui le soggettive dello spirito si fanno ancor più complesse e vertiginose.

    Un piccolo nesso traArizona JunioreI due criminalilo ritroviamo nello stesso nome della società di sicurezza “Odegaard-Trend”. Nella pellicola dei Coen appare velocemente quando l’impiegato del minimarker rapinato da H.I. preme il pulsante d’allarme.

    Nel film dei fratelli recita in un piccolo ruolo Frances McDormand, già protagonista del loro primo film.

    Giungiamo al 1990, al gangster movieCrocevia della Morte(Miller’s Crossing) dei Coen.

    Lì Raimi interpreta il cammeo di un poliziotto che viene crivellato dai proiettili dei fuori legge assediati. Un pegno scherzoso forse da pagare perché in quell’anno la McDormand (sposata con Joel Coen dal 1984) è protagonista con Liam Leeson del suo action-horrorDarkman. E pare che tra l’attrice e il regista, nonostante l’amicizia datata, ci siano state diverse divergente legate allo sviluppo del personaggio di Julie da lei interpretato. Gli stessi Coen appaiono brevemente nel film di Raimi a bordo della Oldsmobile (la stessa de La Casa e di molti altri suoi film) durante un inseguimento.

    Saltiamo al 1994, anno della commediaMister Hula Hoop(The Hudsucker Proxy), diretta dai Coen e da loro scritta insieme a Raimi ai tempi deiDue Criminali.

    Raimi si occupa anche della regia della seconda unità.

    Qui l’influenza visionaria dell’amico e collega si avverte nelle sovraimpressioni che svolazzano sui pensieri dell’ingenuo protagonista Norville Barnes (Tim Robbins). Qualcosa di simile l’avevamo vista nei titoli di testa del suoLa Casa 2presentando il maledetto Libro dei Morti.

    Comunque sia, i pezzi del film diretti da Raimi sono quelli dei cinegiornali d’epoca che raccontano l’ascesa dell’Hula Hoop e del suo inventore. Un’occasione che riporta Raimi indietro negli anni, quando realizzava spot televisivi aziendali. La silhouette del regista appare nella scena del brainstorming per decidere il nome da dare all’oggetto.

    E poi c’è da segnalare la presenza nel cast di Bruce Campbell: attore feticcio di Raimi protagonista nel ruolo di Ash Williams della trilogia La Casa, La Casa2, L’Armata delle Tenebre. InMister Hula HoopCampbell interpreta il giornalista Smitty collega della infiltrata Amy (Jennifer Jason Leigh).

    Campbell aveva girato con i fratelli il trailer acchiappa finanziatori diBlood Simple. È lui che esce dalla macchina e si accascia al suolo. Il film sarà poi interpretato da Dan Hedaya.

    Vedete la clip promozionale qui sotto.

    Ma la cosa fondamentale è un’altra:

    InMister Hula Hoopdei Coen è 100% Raimi l’importanza del tempo.

    Il regista di Detroit già dal suo esordioLa Casaaveva manifestato il suo interesse per l’argomento. Il pendolo dell’orologio che si ferma all’improvviso e manda in trance Cheryl (Ellen Sandweiss) è il vero inizio dell’orrore nella storia raccontata.

    Nel remake-seguito viene riproposta più o meno la stessa situazione, o meglio lo stesso concetto.

    InDarkman, lo scienziato protagonista sfigurato ha i minuti contati (99) ogni volta che indossa la pelle sintetica di sua invenzione a causa del fatto che si distrugge facilmente se esposta alla luce.

    Nel western leonianoPronti a Morire(1995) le gare tra pistoleri si svolgono lungo la via principale della cittadina capeggiata da un enorme torre dell’orologio. I duellanti si possono sparare (per uccidersi) allo scoccare dell’ora stabilita. Un rumore metallico inoltre anticipa di qualche attimo l’avanzare della lancetta dilatando in qualche maniera quell’attimo brevissimo, preparandoci allo scontro a fuoco.

    InMister Hula Hoopil palazzo del potere dove si svolge buona parte della vicenda è corredato da un enorme orologio (sotto il quale c’è la scritta “the future is now”) che a un certo punto verrà bloccato fermando magicamente il tempo sulla Terra permettendo così a Barnes di non finire spiaccicato al suolo.

    Non è sbagliato supporre che in quel grattacielo si produca proprio il Tempo: diversi indizi durante il film permettono questa interpretazione, come ha evidenziatoFranco Marineo*.

    Quali sono le differenze tra i Coen e Raimi? Alcune sono piuttosto evidenti:

    Joel e Ethan Coensi approcciano al cinema con l’intenzione di giocare con i generi e con i personaggi che lo abitano, ma in maniera fredda e calcolata, cervellotica verrebbe da dire. Nei loro film esce fuori l’assenza di valori dei suoi protagonisti e del loro ambiente. La crisi economica (Blood Simple, Arizona Junior), il mondo di Hollywood (Barton Fink, Ave Cesare!) e dell’industria più in generale (Mister Hula Hoop) sono alcuni dei temi presenti nella loro filmografia.

    I fratelli si rifanno ad un cinema del passato, stravolgendo i codici dei generi per adattarli al loro inedito gusto, e ambientano i loro lavori in epoche passate con un occhio quindi sempre alla Storia, del cinema .

    Quello diSam Raimiè invece un cinema più libero e selvaggio, votato all’intrattenimento puro, apparentemente senza ambizioni autoriali, ma con un approccio innovativo, anarchico e rivoluzionario. Il cinema dell’orrore non è stato più lo stesso dopo il suoLa Casa. La trilogia da lui diretta diSpider-ManconTobey MaguireeDoctor Strange nel multiverso della folliasono enormi produzioni che ambiva di dirigere da sempre, e il suoDarkmanne è la dimostrazione.

    Forse perché, come scrive Mark Horowitz su Film Comment, “Raimi […] è il regista che i Coen vorrebbero essere se non fossero in due, se esistesse un solo Coen e tutti e due non fossero oppressi dalla consapevolezza di sé, intrappolati un quella stanza degli specchi che è la vita della mente.”.**

    Su questa “trappola” i consapevoli fratellini hanno ragionato nel loro capolavoroBarton Fink.

    Per la scrittura di questo pezzo sono stati d’aiuto:

    *:Franco Marineo,Il cinema dei Coen, Falsopiano, 1999.

    **:Vincenzo Buccheri,Joel e Ethan Coen, Il Castoro Cinema, 1999.

    Giacomo Manzoli,Tertium Datur. Sam Raimi e i fratelloni, Garage –Joel e Ethan Coen, Scriptorium, 1997.

  • [RECENSIONE] Il diavolo è Dragan Cygan (Emiliano Locatelli)

    ConIl diavolo è Dragan Cyganil regista e sceneggiatoreEmiliano Locatellimette su un noir che ha nel suo motore la crisi economica e un diffuso senso di colpa dalla doppia matrice.

    Da una parte il protagonista del titolo, interpretato da un camuffato Enzo Salvi, in fuga dal suo passato nero. Ci viene subito presentato da Locatelli con gli oggetti che rappresentano il suo passato (la pistola, una foto) e il suo presente: gli scacchi, una bottiglia, i sigari. E poi c’è Daniele (Gennaro Lillio), giovane operaio con famiglia a carico che conosce “lo straniero senza nome” nel bar del paese grazie alla comune passione per gli scacchi. I due diventano amici sicché Dragan confida al nuovo amico il suo passato di rapinatore (alla Robin Hood). Finché la fabbrica dove Daniele lavora annuncia la chiusura.

    E poi ci sono due personaggi parecchio intriganti che rubano la scena: due poliziotti bastardi e fuori di testa (Ivan Boragine, Adolfo Margiotta), sul punto di esplodere anche perché rosi dal tarlo dei sensi di colpa di matrice cattolica.

    Peso delle responsabilità che sentono anche Dragan e Alex (Sebastiano Somma), il padrone della fabbrica in chiusura dove lavora Daniele, uomo di potere che ama le donne e la letteratura e ha una figlia eroinomane (Lara Balbo).

    Neanche c’è bisogno di dirlo che i destini dei cinque si incroceranno perché nel noir è sempre una questione di tempo: poco tempo per porre rimedio agli errori, per mantenere una promessa, per farsi giustizia e riscattarsi con la legge della violenza, per andare incontro al destino.

    Non tutto funziona.Il diavolo è Dragan Cygan(qui il trailer) parte bene ma si perde un po’ nella parte centrale, dove entrano in gioco alcuni stereotipi, per poi riprendersi alla grande in quella finale quando tutto esplode.

    Il diavolo è Dragan Cyganha poi il merito di mostrarci un inedito Enzo Salvi radicalmente trasformato nel film diEmiliano Locatelli. È una sorpresa che in qualche maniera destabilizza, avvisandoci nel contempo che stiamo per vedere qualcosa di anomalo.

    Forse però al suo personaggio serviva un maggior lavoro sulla voce*, che si abbassa di tono, per carità, ma resta troppo la sua voce e la metamorfosi in qualche modo non si completa.

    In maniera opposta si può dire che il film stesso non si compie quando aggiunge troppo e mette dentro elementi narrativi non necessari. Peccato, ma come esordio nel lungometraggio non è male ed è da apprezzare anche per il pensiero finale che sovverte le regole di potere fino ad ora regnanti.