Risultati della ricerca per: “casa nel bosco”

  • Gli ultimi aggiornamenti su Evil Dead Rise

    Vi diamo oggi gli aggiornamenti suEvil Dead Rise, il nuovo capitolo della sagaEvil Dead(da noiLa Casa/L’Armata delle Tenebre), cheLee Cronin(Hole – L’abisso) ha scritto e dirigerà, se tutto va bene, l’anno prossimo.

    Dato per assodato che non sarà ambientato nella solita casetta di legno nel bosco, ancora non c’è però la conferma cheil nuovo luogo di svolgimento sarà un grattacielo.

    Intervistato dal sitoAlabama Life & Culture,Bruce Campbell, l’attore protagonista dei primi tre film della saga diretti daSam Raimi(e della serie tvAsh Vs. Evil Dead), ha confermato cheil personaggio principale sarà di nuovo una donna. Un po’ come nel riazzeramento diFede Alvarez, con la differenza che questa volta l’eroina dovrà proteggere la sua famiglia.

    Questo è un altro film diEvil Deade quel libro (il Necronomicon, n.d.r.) va in giro e molte persone lo incontrano.Evil Deadha per protagonisti solo persone normali che stanno combattendo quello che sembra essere un male davvero inarrestabile. Non è un soldato o uno scienziato ma niente di più del tuo vicino di casa. Anche qui ci sarà una cosa simile.

    Fonte:al.com

    Con buona pace per la mia idea/scommessa di avere al centrodiEvil Dead Riseuna ricercatrice universitaria

    Bruce Campbellprodurrà il film insieme aSam Raimi,Rob Tapert. A loro dovrebbero aggiungersi altre persone.

    Abbiamo un paio di offerenti e stiamo cercando di trovare il corteggiatore giusto.

    Per tutti gli aggiornamenti suEvil Dead Risecontinuate a seguirci.

  • [RECENSIONE] The Evil Building – After Midnight 2 (AA.VV.)

    Secondo capitolo degliAfter MidnightdiDavide Pesca,The Evil Buildingha come filo conduttore degli otto episodi il loro svolgimento -almeno in parte- in un appartamento.

    KhalimbudiNicola Pegg.

    Si parla di un libro antico che una ragazza (Caterina Cioli Puviani) trova per caso, sepolto sotto la sabbia di una spiaggia, e porta dal suo professore di inglese (David White) appassionato di libri antichi per tradurlo.

    Il libro è ovviamente maledetto perché contiene la risposta alla domanda delle domande su cosa ci sia oltre la morte e sia il prof che la ragazza lo capiranno sulla loro pelle.

    Khalimbuqua e là allunga un po’ troppo il brodo, a partire dalle ripetute inquadrature iniziali aeree che passano dalla protagonista sulla spiaggia al mare fino ad arrivare (per contrasto) all’improvviso, troppo brusco, cambio di registro quando la ragazza torna a scuola dal prof per capire che ha scoperto. Quello che accade è di sicuro effetto ma troppo a discapito della logica e della sospensione dell’incredulità.

    MandragorasdiFrancesco Longo.

    Qui si parla di violenza sulle donne tra le mura di casa e di stregoneria come mezzo per vendicarsi, un tema trattato di recente anche nel cortoIl Profumo dell’abissodiLuca Ventura CinqueeGiovanni Berardi.

    Il corto di Longo parte bene con i silenzi e gli sguardi tra Davide Pesca e Oleksandra Simishyna, i dialoghi invece sono qua e là superflui per la comprensione della dinamica tra i due, a dirla tutta c’è anche una frase in cui si fa confusione tra due concetti geometrici.

    Al di là di questoMandragorasresta una discreta storia di vendetta con una certa cura nei dettagli da parte di Longo, come nei momenti in cui la Simishyna a mala pena trattiene espressioni di gioia.

    Soltanto ParolediDaniele Misischia.

    Misischia, che del gruppo è senza dubbio quello più famoso (Il giorno dell’odio,The End? L’inferno fuori) ed esperto, toglie ogni parola dal film. Dall’asciugatura esce fuori un film formalmente semplice (inquadrature fisse, un po’ come perL’Ultimo video di Sara, suo contributo nel precedenteAfter Midnight) ed enigmatico per quel che riguarda la storia. Cinque personaggi e un silenzioso/misterioso passaparola tra di loro dagli effetti tragici.

    IpocondriadiDavide Pesca.

    Il titolo allude al terrore infondato di avere tutte le malattie di questo mondo, la storia però rimanda per associazioni anche alla mania recente di rifiutare la medicina tradizionale e alcuni obblighi ad essa legati come quella di vaccinarsi.

    Con il suo stile sporco ed essenziale, più vicino per certi versi alla videoarte che al cinema, Pesca confeziona un corto sospeso in una strana altra dimensione, sensazione ottenuta anche grazie alle musiche di Santo Bianchini.

    FeraliadiDavide Cancila.

    In un appartamento Sergio (Alessio Cherubini) sta finendo di cucinare per Lori (Serena Bilanceri), quando la ragazza sparisce nel nulla all’interno della casa. Anni dopo il ragazzo non si dà ancora pace: la risposta sta in un medaglione che la ragazza indossava quella sera.

    Sulle abitazioni costruite sopra cimiteri, chiese e luoghi di culto maledetti abbiamo visto parecchi film, a cominciare da Shining e Poltergeist. Cancila prova a cercare una strada interessante che si allontana da certi modelli visti e rivisti.

    AbyssusdiFabrizio La Monica.

    Qui non ci sono fantasmi, streghe, libri maledetti, misteriose sparizioni in altre dimensioni. Qui l’orrore non nasce da qualcosa di sovrannaturale. Protagonisti sono un prete (Corrado Solari) e una sua vittima (Giuseppe Duminuco), cresciuta piena di folle rancore. Si incontreranno molti anni dopo per chiudere i conti.

    Abyssuslascia una desolante sensazione addosso. È un lavoro in cui entrano in gioco follia, disperazione ed elementi divergenti. Sono molti i contrasti nella storia, da quelli che emergono tra i due personaggi alle differenze (metaforiche) tra la pulizia della casa e lo scantinato finale.

    Bravo l’esordiente Duminuco ad esprimere tutta la follia del suo personaggio senza pronunciare una sola parola.

    Che gita di merdadiRoberto Albanesi.

    Albanesi, come nel suo contributo nel precedente After Midnight (Che serata di merda), spezza il ritmo serioso con una commedia che si fa gioco delle sette sataniche.

    Ettore e Achille sono due amici che se ne vanno tra i boschi di Casalpusterlengo a rilassarsi. Quando il primo scopre che la sua ragazza manda al secondo foto dov’è nuda i due fanno a botte e si titrovano in uno spiazzo nel bosco dove (siamo in pieno giorno) un gruppo di satanisti sta per celebrare un rito.

    Interpretato dai suoi due attori preferiti Ivan Brusa e Stefano Galli, il corto di Albanesi con il tono leggero ma anche dissacrante si lascia vedere con piacere fino alla fine.

    Il debitodiLuca Bertossi.

    Tre fratelli si incontrano in occasione del decesso della loro mamma e scopriranno non solo debiti ma anche un altro segreto famigliare bramoso di emergere.

    L’ambizioso Bertossi prova ad unire ghost story e dramma famigliare senza però riuscirvi bene. Se possiamo sorvolare su alcune situazioni già viste quando si parla di case infestate è più difficile perdonare la confusionaria parte finale che comincia con quella che sembrerebbe una svista piuttosto evidente.

    Al primo impattoThe Evil Building-come il precedente collettivo- mostra pregi e difetti delle nuove generazioni di registi indipendenti italiani: troppo ancorati ai successi d’oltreoceano, poco interessati a raccontare qualcosa di personale e un po’ troppo fiduciosi nei confronti degli attori che coinvolgono.

    Chi si distacca da questa tendenza con più decisione èFabrizio La Monicacon il suo segmentoAbysuss. Dei lavori raccolti è quello che osa di più: per quello che racconta e per come lo racconta, non tanto per la parte iniziale e centrale (dove si utilizza una costruzione tutto sommato classica) quanto per il finale enigmatico dalle molteplici interpretazioni.

    Del regista sono disponibili gratuitamente online molti suoi lavori compreso il lungometraggioVork And The Beast.

    The Evil Building – After Midnight 2rispetto alprimo filmfa un piccolo passo indietro ma, grazie alla qualità globale, alla molteplicità e agli sforzi delle firme coinvolte, mantiene comunque la sufficienza piena.

  • [ESCLUSIVA] After Midnight – The Evil Building: interviste ai registi

    Il regista, sceneggiatore, effettista ed attoreDavide Pescaha pubblicato qualche giorno fa un po’ di foto tratte dal film a episodi da lui organizzato -insieme aFrancesco Longo-After Midnight – The Evil Building.

    Si tratta del secondoAfter Midnight,dopo quello uscito a settembre dello scorso anno per Home Movies.

    Anche questa volta otto cortometraggi per altrettanti registi:
    IpocondriadiDavide Pesca
    Feralia
    diDavide Cancila
    Soltanto Parole
    diDaniele Misischia
    Khalimbu
    diNicola Pegg
    Che gita
    dimerda! di Roberto Albanesi
    Il debito
    diLuca Bertossi
    Abyssus
    diFabrizio La Monica
    Mandragoras
    diFrancesco Longo.

    Considerando che non manca molto alla uscita di questo nuovo capitolo abbiamo chiesto ai registi coinvolti di farci sapere qualcosa sui loro contributi.

    Ci diceDavide Pesca:“Quando ho ideatoAfter Midnight 2 – The Evil Building, volevo creare un legame fra i vari corti più forte rispetto al precedente. Di fatti tutti i segmenti cominciano (o comunque sono ambientati in parte) in un appartamento. Da lì il titolo.”.

    Parlaci del tuo segmento Ipocondria.

    “Ipocondria è un cortometraggio basato sull’omonima fobia, o meglio gioca sulla falsariga di questa raccontando la storia di una ragazza che perde il marito a causa di (a detta sua) un errore dei medici. Da quel momento decide di curare le proprie malattie da sé, in modo drastico.
    Inizialmente non avevo ideato il corto per questo progetto ma poi, vedendone il risultato e visto che rispettava i parametri da me imposti perAfter Midnight 2ho deciso di inserirlo. Inizialmente avevo pure pensato di non inserire un mio corto nel film, visto che recito nel segmento di Longo e curo gli effetti in quello di Pegg, ma poi dato che Villani non ha potuto partecipare, l’ho sostituito.”.

    FeraliadiDavide Cancila.

    Come nasce il tuo cortometraggio?

    “Feralia è nato quasi di getto. Ho pensato la vicenda nel dormiveglia, una sera che avevo finito di leggere un libro gotico, il giorno dopo ricordavo bene la storia, ho cercato solo alcuni riferimenti per dare una quadratura al tutto, e ho scritto la sceneggiatura di volata.”.

    La trama: Sergio e Lori sono una coppia felice, una sera Lori scompare improvvisamente all’interno della casa, ciò porterà Sergio a sviluppare un’ossessione per un medaglione ritrovato dalla compagna poco prima di sparire.

    Attori protagonisti: Alessio Cherubini, Serena Bilanceri e Federico Mariotti.

    Soltanto parolediDaniele Misischia.

    “È un corto abbastanza insolito rispetto ad altri miei film, molto statico ed “elegante”. Volevo raccontare una storia semplice ma che lasci possibilità di varie interpretazione. È abbastanza sperimentale sotto questo punto di vista, e anche questo elemento lo rende molto diverso dalle storie che di solito mi piace raccontare. Il bianco e nero, la totale assenza di dialoghi e tutte le inquadrature fisse vogliono riportare ad uno stile molto classico, scarnificato e semplice. L’ho girato in pochissimo tempo, è stato produttivamente semplicissimo, questo perché avevo in mente un progetto da poter organizzare da solo e che produttivamente non mi avrebbe impegnato per niente.”.

    KhalimbudiNicola Pattaro Pegg.

    Khalimbuè il genere di storia che ci tenevo a raccontare al pubblico di After Midnight 2 e non solo. Dopo Escape from Madness opera molto più lineare nella quale mi sono orientato di più nella messa in scena che nella narrazione, conKhalimbuinvece ho cercato di scavare nelle paure più profonde ed ancestrali dell’essere umano cercando di incanalare la domanda più misteriosa e allo stesso tempo spaventosa; Cosa c’è oltre la morte? Sicuramente non sono il primo che affronta tale incognita non c’è dubbio, tuttavia quello che racconto non è tanto cosa accadrebbe se si sapesse la risposta, quanto cosa ci accadrebbe se anche solo ci trovassimo al cospetto della sudetta risposta. Una verità alla quale non siamo destinati sapere. La storia segue le gesta di Bianca (Caterina Cioli Puviani), una giovane ragazza che si imbatte nel ritrovamento di un antico libro trascinato in riva al mare. Con l’aiuto del suo ex professore di lingue Charles (David White) si addentrerà in un vortice di mistero e oscurità dalla quale nessun forma di vita terrestre dovrebbe avvicinarsi.Khalimbuvuole scavare nelle viscere delle nostre paure ed ansie, egli è ovunque eppure non lo si vede.”.

    C’è modo di vederlo prima dell’uscita del film?

    “Domenica 24 Novembre avrò il piacere di presentare in anteprima assoluta l’opera durante la terza edizione del Selva Nera Fantastic Film Festival assieme al produttore Massimo Bezzati che ha creduto nel progetto fin dalla sua fase embrionale.”.

    Che gita di Merda!diRoberto Albanesi.

    “Il cortometraggioChe gita di merda!parla di due amici, Achille ed Ettore, che decidono di fare una gita alla riserva naturale Bosconi che si trova nei pressi di Casalpusterlengo (la città da cui partono tutte le mie storie).
    durante la gita succederà più o meno di tutto, arrivando addirittura a sfociare nel paranormale, demoniaco e cose affini.”
    .

    Come lo definiresti?

    “Come tutte le mie opere non ha catalogazione precisa (le etichette mi annoiano a morte), comunque potrei definirla soltanto comealbanesiana.”.

    Cosa ci dobbiamo aspettare?

    “Il pubblico si deve aspettare indubbiamente il cortometraggio più lungo e divertente del lotto (dal momento in cui è l’unica opera con una forte carica ironico grottesca). Vorrei ringraziare il dinamico duo Pesca/Longo che mi chiama sempre per prendere parte ai suoi parti creativi.”.

    Nelle foto pubblicate vediamo elementi religiosi…

    “Gli elementi religiosi all’interno diChe gita di merda!sono inseriti come sberleffo alle religioni organizzate e a chi le combatteutilizzando le forze del male.“.

    Il debitodiLuca Bertossi.

    Il Debitoè un horror soprannaturale d’atmosfera, con elementi da dramma nero e da thriller. Parla di 3 fratelli che si ritrovano dopo tanto tempo nella casa della madre, deceduta da poco, per discutere sul’eredità. Ma nella casa c’è un’entità che li porterà a scoprire una terriblie verità sul passato della loro famiglia. Gli attori sono Giorgia Fumagalli che avevo apprezzato in altri corti, Claudia Blandino, e Francesco Colussi che sono stati scelti tramite un casting e che si sono rivelati una picevole sorpresa, l’esperto attore triestino Paolo Massaria, Eliana Franco, Roberto Tornesello e il giovanissimo Nicolò Giacalone. Mi sono trovato molto bene a lavorare con loro e sono stati tutti molto bravi secondo me. Spero che il corto possa piacere, quello che potete aspettarvi è un film horror senza jumpscare, dove il vero orrore sta nei rapporti tra i personaggi che porteranno alla luce una terribile verità.”.

    AbyssusdiFabrizio La Monica.

    Abyssusè il mio primo lavoro prettamente horror da tanti anni a questa parte, è stato per me davvero bello tornare a scrivere e dirigere un corto dopo aver girato due lungometraggi (i corti hanno delle regole molto, molto diverse rispetto ai film).
    Ho cercato di fare un corto elegante, fine. A livello narrativo è molto ambiguo, non amo spiegare ciò che avviene allo spettatore, lascio varie chiavi di lettura. In due parole è la storia di un vecchio prete che una mattina riceve una lettera. Dopo averla letta, visibilmente scosso, parte immediatamente per incontrare colui che gliel’ha spedita… un fantasma quasi dimenticato del suo passato è tornato dopo tanti anni, e ha una proposta da fargli.
    Abyssusha due soli personaggi, il prete è interpretato dal veterano del cinema italiano Corrado Solari (tra le ultime pellicole alle quali ha preso parte Il Signor Diavolo di Avati) mentre l’altro personaggio è interpretato da Giuseppe Duminuco, attore esordiente ma con grandi doti nascoste. Per capire a cosa mi riferisco dovrete vedere il corto, chiaramente. Posso solo svelare che nella realtà è l’uomo più buono e gentile del mondo, ma nella finzione si riesce a trasformare in un demonio. DiAbyssusho scritto la sceneggiatura insieme ad Alessandro Bruno, sono uno dei tre produttori, sono il direttore della fotografia, l’operatore video ed il montatore, oltre al regista, chiaramente.”
    .

    E concludiamo conMandragorasdiFrancesco Longo, braccio destro diDavide Pescanei dueAfter Midnight.

    “Lo definirei un revenge horror soprannaturale con un forte tema sociale d’impatto nel quale una giovane donna, subisce continui maltrattamenti fisici e psicologici da parte del compagno. Così, dopo aver subito l’ennesima violenza, la ragazza in apparenza “normale”, si rivelerà per quello che è veramente.”.

    Che ci dobbiamo aspettare?

    “È un corto costruito sulla tensione che cala e aumenta continuamente. Non è fatto di jumpscare ma di attese e ansie ed ha un finale devastante.”.

    Chiudiamo con un po’ di immagini dai vari episodi, prese dalla pagina facebook di Davide Pesca.

  • Il trailer di Dementer, storia di una donna sfuggita (e inseguita) da una setta satanica

    Screen Anarchyha pubblicato poco fa il trailer (in lingua inglese) diDementer, film scritto e diretto daChad Crawford Kinkle(secondo lungometraggio dopoJug Face) con protagonista una donna (Katie Groshong) che cerca di cambiare vita dopo essere sopravvissuta ad un rito satanico in un bosco. Trova lavoro in una casa di cura per adulti con problemi mentali, neanche il tempo di ambientarsi che deve subito affrontare il suo oscuro passato per salvare Stephanie (Stephanie Kinkle) una donna con la sindrome di down.

    Usando gli scritti di uno strano quaderno, Katie crea rituali per allontanare il male mentre si prende cura di Stephanie ma nulla sembra funzionare…

    Nel cast del filmLarry Fessenden(Depraved),Scott Hodges,Stephanie Kinkle,Brandy EdmistonedEller Hall.

  • [SPECIALE] I 10 horror esteticamente più belli. (2/2)

    Sei donne per l’assassino.

    Diretto daMario Bavanel 1964, è considerato un film estremamente importante per il cinema italiano di genere, perché codifica definitivamente le regole del giallo all’italiana.Sei donne per l’assassinoè stato anche l’ispiratore inconfessato dei primi film di Dario Argento. Il killer vestito di nero, senza volto e con i guanti sarà uno dei topoi del genere giallo italiano. Il film ottenne buone critiche alla sua uscita nelle sale cinematografiche. I commenti si soffermarono sull’uso della fotografia e sul sadismo dei delitti, ritenuto però eccessivo.Alla fotografia un fedele di Bava, Ubaldo Terzano, che è stato operatore (guarda caso!) anche per Argento.

    In compagnia dei lupi.

    Fra i film del regista diIntervista col vampiroeLa moglie del soldatotroviamo il poco diffuso In compagnia dei lupi; stiamo parlando di quel genio che èNeil Jordan, che meriterebbe di stare in questa lista anche per il magnificoBizantyum.

    TRAMA: In sintesi, la fiaba diCappuccetto Rosso, come mai è stata raccontata, ricca di pulsioni sessuali e sottotesti. Rosaleen è una ragazzina dalla fervida fantasia, figlia di una famiglia ricca, e che vive in una grande casa al limitare di una brughiera. Un giorno la ragazza si addormenta nella sua stanza e comincia a sognare. Nel sogno si ritrova in epoca medioevale, e vive con i genitori e la sorella in un paesello al limitare di un bosco fiabesco infestato dai lupi, che attaccano spesso il paese uccidendo bestiame e, talvolta, anche qualcuno degli abitanti. Una notte la sorella, avventuratasi nel bosco, viene assalita e uccisa da un branco di lupi. Dopo i funerali della ragazza, Rosaleen decide di trascorrere la notte a casa della nonna, un’anziana signora eccentrica.

    Il film, del 1984, è ispirato alle storie sui lupi mannari presenti nella raccolta di raccontiLa camera di sanguediAngela Carter(La compagnia di lupi, Lupo-Alice e Il lupo mannaro). La stessa scrittrice collaborò con il regista alla stesura della sceneggiatura; il film e fu girato interamente in Inghilterra negli Shepperton Studios. Vincitore di festival quali SITGES, FANTASPORTO, AVORIAZ. Agli effetti speciali (indimenticabili)Christopher Tucker(Il quarto uomo, Elephant man, Il senso della vita) eRodger Shaw(Dark Crystal, Indiana Jones e il tempio maledetto) ealla fotografia Bryan Loftus(indimenticabile quella del gioiello drammaticoIl giardino indiano, l’horrorAntisociale vari videoclip di Madonna).

    Le orme.

    Angosciante, sperimentale, diverso.
    Footprints on the Moonè un film del 1974, scritto da Mario Fenelli e Luigi Bazzoni, coerentemente sviluppato tra psicodramma e fantascienza, e diretto daLuigi Bazzoniregista purtroppo poco attivo, scomparso nel 2012.

    TRAMA: Alice (Florinda Bolkan) trascura il lavoro e gli amici ossessionata da un improvviso sdoppiamento di personalità che le fa credere di vivere contemporaneamente due vite diverse e di essere minacciata da un misterioso assassino. La donna tenta di sfuggire all’angoscia abbandonandosi alla droga e viaggiando, ma, durante una vacanza in Turchia, crede di riuscire a far luce in se stessa mettendo assieme labili indizi e seguendo strane premonizioni. Causa del suo malessere sarebbe il trauma per avere assistito ad un filmato nel quale un cinico scienziato (Klaus Kinski) sottoponeva a dolorosi esperimenti un astronauta atterrato sulla Luna. Ma l’equilibrio psichico è ormai compromesso e per Alice, macchiatasi dell’omicidio di un uomo che forse intendeva aiutarla, si aprono inesorabilmente le porte di una clinica per malati mentali.

    La bellezza glaciale della Bolkan incarna alla perfezione il personaggio bipolare di Alice. Tutto in questo film è un estraniante BIANCO, tutto è LUCE… quasi in una anticipazione/ispirazione per il FILM BIANCO di Kieslowki.

    Alla fotografia c’è un nome che non ha bisogno di presentazioni:Vittorio Storaro. Suggestiva l’ambientazione geometrico/metafisica romana (quartiere EUR) contrapposta alla bellezza manieristica e “morbida” di Garma, in Turchia.

    Il quarto uomo.

    Indubbiamente uno dei miei film preferiti di sempre, questo misconosciuto (ai giorni nostri, ahimè!) film diretto dal regista olandesePaul Verhoeven(RoboCop) è uno di quei film che non dovrebbero mancare nella collezione di ogni appassionato. Questo spietato e fatalista thriller del 1983 è tratto dal romanzo omonimo di Gerard Reve, ed è interpretato magistralmente da Jeroen Krabbé (Il fuggitivo, Ocean’s Twelve) e Renée Soutendijk.

    TRAMA: Gerard è un giovane scrittore di successo, omosessuale, con gravi turbe psichiche di tipo paranoide. Invitato a tenere una conferenza in una città olandese, conosce Christine, misteriosa ed affascinanto donna, della quale accetta la corte serrata. Invitato a trascorrere con lei tutto il fine settimana, Gerard accetta ma non tanto per le insistenze della donna, quanto perché vuole conoscere un altro amante della donna, da lui casualmente incontrato il giorno prima alla stazione, e dal cui fascino era rimasto turbato.

    La fotografia è di Jan de Bont, che oltre aver firmato la fotografia di cult comeCujooBasic Instinctha anche diretto film comeSpeedeTomb Rider: Cradle of life.

    Il nido del ragno.

    Curioso, originalissimo e sottovalutato film del 1988 diretto daGianfranco Giagni, regista che dopo aver diretto la serie erotica fantasy per la TVValentinaconDemetra Hampton, si è dedicato alla regia di documentari.

    TRAMA: Alan Whitmore è un professore di religioni orientali incaricato di andare a Budapest per indagare sul perché il suo collega, il professor Roth, non fa più avere sue notizie. Withmore riesce a raggiungerlo e a parlargli poco prima che il professore venga ritrovato impiccato nella sua camera. Da quel momento Withmore si ritrova invischiato in una serie di affari loschi con al centro una misteriosa setta segreta.

    Echi “lovecraftiani” in questo horror-fantastico di difficile reperibilità home video, in cui spiccano i notevoli effetti di Sergio Stivaletti (qui in uno stato di grazia).

    La fotografia è del maestro Nino Celeste, che ha lavorato nella sua carriera – tra gli altri – nei film di Pier Paolo Pasolini, Damiano Damiani, Carlo Lizzani, Lucio Fulci, Mario Bava, Roberto Faenza, Liliana Cavani, Umberto Lenzi. Celeste gioca con luci colorate ed atmosfere rarefatte che costruiscono una Budapest magica.

  • [RECENSIONE] Chronicle (Josh Trank)

    Andrew (Dane DeHaan) prende schiaffi da tutti, dai bulli della scuola, dagli spacciatori sotto casa, dal destino che gli ha dato una madre morente e un padre (Michael Kelly) alcolizzato e violento. Il classico ragazzo invisibile alle ragazze, che non ha un amico, che mangia da solo guardando e riprendendo con la sua inseparabile telecamera (il film appartiene al genere dei found footage) le cheerleader mentre provano i loro numeri.

    Matt (Alex Russell) è suo cugino, l’unica persona con la quale parla e si frequenta, è un intellettuale che cita Hegel, Schopenhauer ma non è uno sfigato come Andrew. Durante un rave insieme ad un altro ragazzo, Steve (Michael B. Jordan), un nero molto popolare nella scuola, scoprono un buco nel terreno di un bosco dentro il quale si calano. Nella caverna c’è una strana cosa luminosa, usciranno da lì con dei superpoteri che dovranno imparare a gestire, con i quali dovranno convivere. Telecinesi, capacità di volare. I tre all’inizio usano le loro nuove capacità per cazzeggiare, fare scherzi cretini e cose del genere. Poi l’elemento debole dei tre, Andrew, che da subito dimostra di essere quello più bravo nel controllare i poteri, inizia a prenderci gusto e ad usare le sue nuove capacità per vendicarsi contro tutti.

    Chronicle attraverso il personaggio incazzato e problematico di Andrew è una riflessione in chiave fantasy (dunque pop) delle varie stragi americane alla Columbine in cui ragazzi emarginati si vendicano con il micromondo ostile o che li ignora facendo una strage. Cinematograficamente parlando il pensiero corre subito al film di Brian De Palma, tratto da un romanzo breve di Stephen King, Carrie lo sguardo di satana. Perecchi sono poi gli esempi di supereroi per caso che non reggono il peso di avere questa nuova grande responsabilità che un superpotere comporta.

    Diretto da Josh Trank e sceneggiato da Max Landis (figlio di John), entrambi del 1985, Chronicle è uno dei POV più riusciti degli ultimi anni: man mano che il rancore nei confronti del mondo e la megalomania di Andrew aumentano, migliorano in un certo senso anche le sue riprese: dapprima statiche divengono sempre più movimentate, fluide, complesse, perché Andrew prendendo padronanza delle sue nuove capacità capisce anche di essere lui il regista, l’artefice del suo destino.

    È un film ruffiano Chronicle. Ti mette quel tanto di serio nell’intrattenimento accontentando un po’ tutti. Già si parla di un sequel scritto ancora da Max Landis.