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  • La guerra del Tiburtino III: sci-fi di Luna Gualano dal 2 novembre nelle sale

    Arrivanelle sale il 2 novembrela commedia fantascientificaLa Guerra del Tiburtino III: il nuovo film diretto daLuna Gualanodopo l’horror sociale-politico-zombescoGo Home – A Casa Loro.

    Qui si parla di una invasione aliena in stile anni ’50 che cambia radicalmente i comportamenti di molte persone, cosa che desta sospetti in qualcun altro non contagiato.

    La Guerra del Tiburtino IIIè stato presentato in anteprima il 22 ottobre adAlice nella Città. Sempre questo mese sarà proiettato il 30 alTrieste Science+fiction, e il giorno dopo alFIPILI.

    La trama:

    Al Tiburtino III, nell’estrema periferia romana, un piccolo meteorite cade dal cielo e viene raccolto da Leonardo De Sanctis, il padre di Pinna, uno spacciatore del posto. Nei giorni successivi, quasi tutti gli abitanti del quartiere iniziano a comportarsi in modo strano, alzando delle vere e proprie barricate attorno al loro territorio. Pinna decide di indagare sul fenomeno insieme ai suoi amici e a Lavina Conte, famosa fashion blogger rimasta intrappolata suo malgrado nel quartiere. Gli alieni, partendo dal Tiburtino III, sono intenzionati a conquistare il mondo. A Pinna e al suo improbabile gruppo, il compito di salvarlo.

    Prodotto da Carlo Macchitella, Pier Giorgio Bellocchio e i Manetti Bros.,La Guerra del Tiburtino IIIè stato scritto dalla regista insieme adEmiliano Rubbi(autore anche delle musiche). DaGo Hometorna l’attore Antonio Bannò, qui nel ruolo principale di Pinna. Paolo Calabresi, il Biascica nazionale, interpreta suo padre Leonardo. Nel cast troviamo Sveva Mariani (Hai mai avuto paura?), Paola Minaccioni, Francesca Stagni, Federico Majorana, Alessio De Persio, Aurora Calabresi. Partecipazioni speciali di Francesco Pannofino e Carolina Crescentini.

    La Guerra del Tiburtino IIIè distribuito nelle sale dal 2 novembre daFandango.

    Vi salutiamo con il trailer.

  • [RECENSIONE] Go Home: A Casa Loro (Luna Gualano)

    Consiglio: se cercate unozombimovie con fiumi di morti viventi, sangue a litri e azione frenetica Go Home – A Casa Loronon è quel tipo di film. Non è un horror come tutti e lo è per il ritratto politico, sociale e umano che ne esce fuori. Qui l’intrattenimento, la storia, ha lo scopo di porre in evidenza che l’uomo è una bestia, che i veri mostri siamo noi, disumani più dei mostri che combattiamo e per questo siamo destinati a finir male.

    Il protagonista è Enrico (Antonio Bannò): un ragazzo fascista, ignorante come tutti i suoi simili arrivati davanti un centro di accoglienza per rifugiati con l’intento di farlo chiudere.

    Durante la manifestazione scoppia improvvisa una epidemia zombi ed il giovane trova rifugio nel centro d’accoglienza. Nasconde il suo credo politico e inizia con molte difficoltà, soprattutto linguistiche, a conoscere i vari abitanti, ad integrarsi.

    La situazione è tesa: le comunicazioni col mondo esterno sono inesistenti, i conflitti, le liti, scoppiano facilmente, cibo non ce n’è, i mezzi per difendersi sono rudimentali. C’è chi pensa di essere passato dalla padella alla brace finendo in quella situazione. Lasolidarietàc’è ma sparisce quando subentra l’istinto di conservazione, quando il libero arbitrio decide per la morte invece che la vita. Allora subentrano i sensi di colpa ad aggravare ancora di più l’atmosfera. In più gli zombi continuano ad assediare il posto e ad aumentare di numero.

    Enrico capisce la sua fortuna, che la libertà di scelta del gruppo gli ha salvato la vita e inizia ad evolvere il suo pensiero. Ma in situazioni di emergenza non sai mai quello che può accadere e come si può reagire. C’è chi sacrifica la sua vita per gli altri, chi invece per pararsi il culo non guarda in faccia a niente e a nessuno.

    L’umanità è complicata: non c’è bianco o nero, buoni e cattivi, ma tutta una serie di sfumature che possono anche sorprendere.L’angelo custode si può trasformare in un baleno nell’angelo della vendetta. L’umanità vive abbandonata a se stessa in un posto degradato, come il fatiscente centro d’accoglienza.

    Per una recensione web la stiamo tirando troppo per le lunghe e dobbiamo ancora dire cheGo Home – A Casa Loroscorre che è una bellezza. Seguiamo con interesse l’esplorazione di Enrico nel nuovo mondo, i suoi continui cambi di atteggiamento nei confronti degli altri, le complesse dinamiche all’interno del gruppo composto da persone e ruoli ben delineati e differenti per carattere ed identità culturale. Dinamiche ben rappresentate anche grazie all’uso delle diverse lingue parlate dagli attori/personaggi.

    InGo Home – A Casa Lorola regia diLuna Gualano, la sceneggiatura diEmiliano Rubbie la recitazione dei vari attori funzionano piuttosto bene cosa piuttosto rara in un film a basso budget. Considerando poi che la maggior parte dei protagonisti sono veri rifugiati ecco che il film mantiene sempre alta la sua valenza politica. Scavalla il telo dello schermo.

    E poi c’è la sorprendente parte finale che va contro ogni regola commerciale, in coerenza con lo spirito di un film originale che naviga fieramente contro corrente dentro il genere horror per parlare di cose molto più importanti e reali.