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  • [RECENSIONE] Midnight Special – Fuga nella notte (Jeff Nichols)

    La febbre mi perseguita e sembra volermi tirare fuori le ossa dal corpo. Non riesco a dormire, non riesco a far niente. È il momento di gratificarsi in qualche modo e in questo momento in cui tutto è fatica, non c’è niente di più gratificante del cinema. Navigo tra desideri cinematografici repressi e finalmente trovo l’ispirazione:Midnight SpecialdiJeff Nichols, che mi ha già affascinato in passato conTake SheltereMud.

    Tutto il cinema di Jeff Nichols tratta del ponte pericolante che lega la paura e il coraggio.

    Midnight Specialin particolare è un minestrone di temi forti, tutti legati al rapporto genitori – figli. Dentro c’è davvero di tutto, dal desiderio di fuga, alla ricerca di un senso di appartenenza, dall’irresistibile attrazione per mondi diversi all’incredibile, a ben pensarci, responsabilità di allevare un figlio.

    Nichols ha un’incredibile talento per i tempi.Ogni passo del film ha il suo ritmo personale, misurato tanto precisamente quanto può essere misurata la luce. Gli attori sono semplicemente incastonati nella storia, che è un mondo a parte, non è una costruzione artificiale. Passo mezz’ora a cercare di capire dove ho già visto la madre del bambino.

    Sarà la febbre? Quando vinco la pigrizia e cerco la scheda su Imdb, resto a bocca aperta.Kirsten Dunst, trasformata, di un’intensità imbarazzante.Il finale si fa attendere già dalle prime scene del film e spiazza, commuove, sorprende nella sua incredibile, fantascientifica semplicità. Un grande film, per un autore che mi ha riportato alle sensazioni dei primi film diM. Night Shyamalan.

  • Il Jazz nel Futuro: INTERVISTA A Tommaso Cappellato

    Ho visto la performance dal vivo di Tommaso Cappellato in concerto all’Exwide di Pisa. Batterista di formazione,Tommaso sembra dedicarsi a concentrare il rumore di fondo di questo nostro mondo per poi costruirci sopra il suo personale mondo di suggestioni.Qualche giorno prima del suo live gli avevo rivolto qualche domanda.

    STEFANO NICOLETTI: klub99.it nasce come blog sul cinema di genere indipendente, quindi la prima domanda è sul cinema: se dovessi scegliere un film di cui curare una nuova colonna sonora, quale film sarebbe?

    TOMMASO CAPPELLATO: “Spirited Away” di Miyazaki.

    SN: Qual è per te il ruolo della musica nella vita delle persone?
    TC: Mi piacerebbe fosse un luogo di rifugio emotivo, di pulizia mentale e di rinvigorimento dell’animo.
    SN: Dall’Italia a New York all’Africa: c’è stata un’esperienza o un incontro che più ha cambiato il tuo modo di vedere la musica?
    TC: Sicuramente un mio viaggio in Senegal durato quasi due mesi, in cui ho capito il valore spirituale e rituale della musica. L’incontro e la frequentazione che più ha segnato il mio percorso è stato col pianista e compositore, scomparso da qualche anno, Harry Whitaker. Harry mi ha aperto la mente e fatto apprezzare un tipo di musica che non avrei capito così in fondo da solo.
    SN: Viste le intense contaminazioni, potrei definire la tua musica come “la musica del villaggio globale”: che ne pensi di una tale definizione?
    TC: Non mi piace, perché troppo generica e suona come una frase fatta che non trasmette niente.

    SN: L’improvvisazione rende la musica irripetibile ed espressione di un unico momento nel tempo: quanto è importante per te?
    TC: L’improvvisazione e’ di vitale importanza.  È ciò che dà anima alla composizione, quindi un elemento imprescindibile. Rappresenta quel momento di libertà svincolato dalle catene della conoscenza e della tecnica, elementi peraltro altrettanto importanti per un espressione completa.
    SN: “Aforemention” è il tuo ultimo lavoro che stai presentando dal vivo: che tipo di spettacolo si può aspettare il tuo pubblico?
    TC: Jazz, elettronico, techno, funk, acustico, cosmico, tribale. La batteria e’ al centro dell’attenzione alla quale fanno da cornice sintetizzatori ed elettronica.

    I riferimenti per chi volesse acquistare l’ultimo lavoro di Tommaso Cappellato: https://tommasocappellato.bandcamp.com/

  • “La mia attenzione non va alle immagini perfette ma alla storia”. INTERVISTA a Signe Baumane

    Signe Baumane è una grande animatrice indipendente di origine lettone. L’abbiamo intervistata mentre sta lanciando il crowdfunding per il suo nuovo progetto,My love Affair With Marriage: un film che indaga nel profondo, anche attraverso la scienza, l’amore, il matrimonio e l’essere donna, oggi.

    Stefano Nicoletti: Sei nata in Lettonia e poi ti sei trasferita a New York. Questo mix di culture, come influisce sulla tua arte?

    Signe Baumane: Credo di essere unanimale delle culture di mezzo. Quando avevo cinque anni la mia famiglia si trasferì dalla lettonia a Sakhalin, l’isola vicino al Giappone, e vivemmo lì per tre anni. Dovetti imparare il russo con urgenza per sopravvivere (il primo giorno i ragazzini locali catturarono me e mia sorella e ci tennero prigioniere per una lunga, terrorizzante mezza giornata. L’esperienza mi insegnò cheimparare la lingua è la priorità numero uno in qualsiasi cultura io decidessi di integrarmi). Poi ho vissuto sei anni a Mosca, studiando filosofia all’Università Statale di Mosca. Così, mi sono trovata a vivere e lavorare in tre culture diverse (Lettone, Russa e Inglese/Americana). Una cosa che ti insegna una situazione come questa è come indirizzare temi universali e idee nel tuo lavoro di artista.Spesso mi capita di vedere film che non trascendono la cultura locale, sono troppo specifici e rimangono provinciali.Ho letto di recente che i film indipendenti europei non riescono a valicare i confini. Come artista lo trovo limitante. Io voglio connettermi con ciò che abbiamo in comune, piuttosto che con quello che ci divide. Gli americani sono di natura aperti e ottimisti, mentre i lettoni prudenti, moralisti e pessimisti.Nel mio lavoro queste due tendenze si fondono in modo interessante. Faccio film che sono cupi nei temi, ma si salvano con la leggerezza e l’ironia.

    SN: Il tuo lavoro sembra essere parte di una continua ricerca su soggetti personali e sociali: è una tua esplicita intenzione?

    SB: Buona domanda. Ci ho riflettuto, ma non so se ho trovato una buona risposta. Il mio primo film, “La Strega e la Mucca”, riguardava una grande mucca rossa che veniva uccisa da una piccola strega. Era il 1991 e tutti dissero che si trattava di un film politico. Masi trattava come sempre di un film su di me. Io ero la strega e la mucca la realtà che vivevo. Faccio film partendo da storie che mi interessano e finisco trattando di temi sociali. Forse perché sono una donna e raccontando storie basate sulle mie esperienze personali sto raccontando la storia più ampia di cosa significa essere una donna, cheè in sé un atto di rilevanza politica.

    Ildirector reeldi Signe Baumane

    SN: Nell’era dell’automazione, qual è il significato più profondo dei cartoni artigianali?

    SB: Il modo in cui lavoro, il modo in cui vedo l’animazione, è quasi come la scrittura manuale. È istantaneo, intuitivo e spontaneo.Il mio approccio all’animazione va in cerca di una connessione personale, come un capo di vestiario fatto a mano: non sarà perfetto, ma contiene l’amore di chi lo ha fatto per tenerti caldo. La mia attenzione non va alle immagini perfette, ma alla storia, al suo significato e al suo collegamento con le altre persone.

    SN: Qual è la sfida principale nel realizzare il tuo nuovo progetto, “My Love Affair With Marriage?”

    SB: Beh, i soliti. Mettere insieme i pezzi tra raccolta fondi, coproduttori, il casting…Avremo trenta persone tra attori e cantanti.È un sacco di duro lavoro e non sono molto brava in ciò. Non vedo l’ora di realizzare sfondi e animazioni, ma per arrivare fin lì bisogna completare tutte le altre fasi.

    SN: Che relazione c’è tra la storia che scrivi e quella che poi invece illustri e animi?

    SB: Quando scrivo, la parte visuale del mio cervello è spenta. Quando passo all’animazione, invece si spegne la parte testuale.È strano. È come se due persone diverse stessero realizzando il film all’interno di una stessa persona reale.Così quando scrivo la storia immagino i personaggi e ciò che faranno in modo molto diverso da quando inizio a far loro spazio.

    Ci sono ancora alcuni giorni per partecipare allaraccolta fondi su Kickstarter, cliccandoquesto link.

  • RICORDI DEL FUTURO: il Live di EREDI dei RHUMORNERO

    “Ti ricordi, quando eravamo diversi”.
    Mi guardo intorno. Sembra che siano passati solo pochi giorni dall’ultima volta. Invece sono anni e se la memoria di Tarp non fosse molto migliore della mia chissà dove sarei andato a cercarlo.
    Il Borderline è chiuso in fondo a un vicolo nel centro di Pisa, luci colorate di un miraggio notturno.
    Questa serata sarà un po’ così, un continuo ondeggiare tra ricordi del passato e suggestioni sul futuro.
    “Quanti ricordi, dentro di noi
    sopravvissuti a mille segreti”.

    “Eredi”è il disco della svolta per iRHumornero e per un gruppo hard rock non ci può essere nessuna migliore presentazione di quella di un concerto live. È un disco che insieme ai pezzi nuovi contiene tutte le loro hit, quelle che il pubblico diVirgin Radioha imparato a conoscere e riconoscere per il mix originale e coerente di testi quasi distopici e una ritmica hard rock di spessore.

    Ogni club ha un’anima tutta sua e quella delBorderlineè riflessa nelle facce del suo pubblico. Rockers di ogni età, di quelli che magari non pogheranno mai come degli universitari in libera uscita, ma che sono lì per non perdersi una nota, una sfumatura, un cambio di ritmo. L’entusiasmo glielo leggi prima di tutto nella varietà dei riflessi dei loro occhi, prima ancora che nei movimenti dei loro corpi rivestiti con omaggi e tributi a Rammstein, AC/DC, Ramones…

    “I vostri silenziosi eredi…”

    È un pubblico per iRHumornero, che sono riusciti a mantenere tutte le loro peculiarità anche nei pezzi natalizi per le compilation di Virgin Radio.

    Parte “Quando avevo paranoia”,primo pezzo tra i nuovi, e tutti hanno immediatamente le conferme che vanno cercando: parole taglienti, nessuna concessione a temi facili o già sentiti altrove. Ritmi spinti. Rispetto ai pezzi registrati, la batteria diLuca Guidiimpressiona. I pezzi del nuovo album si incastrano alla perfezione con quelli che conosco già. Come ci ha dettoCarlo De Toni, che le compone, sono in fondo una colonna sonora di vita vera: non ci può essere niente di più compatto, unito, coeso, profondamente connesso.

    “Vivo la necessità di dare
    un senso che non sia visibile”

    Dal vivo ancora di più, le canzoni deiRHumorneroseguono rotte tracciate sulla mappa dei sensi. Visioni, silenzi, suoni che si possono quasi toccare, il profumo del passato e il fetore di un certo presente, con gli occhi rivolti alla speranza. Una chiave crittografica per interpretare il presente.

    Si chiude con una ballata, dice Carlo prima di lanciare “Il cimitero dei semplici”,in assoluto uno dei miei pezzi preferiti, struggente e ricco di evocazioni.
    Poi il palco del Borderline fa spazio.
    IRHumornerosi cercheranno il loro in un’altra decina di date. E la speranza è che passato e presente li portino, in un futuro vicinissimo,su un palco di quelli che fanno aprire occhi e orecchie a tutti.

  • IL NUOVO ALBUM E IL TOUR: intervista a Carlo De Toni dei RHUMORNERO

    Il 20 gennaio esce“Eredi”, il nuovo album deiRHumorneroche segue a distanza di alcuni mesi il singolo di successo“Un miliardo d’anni”che ha girato senza sosta, per settimane, su Virgin Radio. Lo stesso giorno parte anche il Tour e saremo lì, alBorderlinedi Pisa, a goderci la prima tappa. Ho intervistato il cantante, compositore e chitarristaCarlo De Toniche mi ha raccontato come“Eredi”siapassato, presente e futuro della band toscana.

    SN: Ciao Carlo e grazie per questa intervista a Klub99. Il nostro sito nasce come finestra sul cinema indipendente, quindi la prima domanda è: hai mai pensato alla tua musica come a una possibile colonna sonora di qualche film? E che film potrebbe essere?

    CDT: Ciao Stefano, grazie a te per questa intervista, saluto tutti i lettori di Klub99, quando vuoi possiamo parlare di cinema fino allo sfinimento, ne sarei felice, la risposta alla tua domanda è che credo sia inevitabilmentela colonna sonora del film della mia vita, non potrei raccontare altro, grazie alla rete osservo il mutare della marea dal mio piccolo borgo medievale da 40 abitanti mentre tutto quanto scorre innaturale tra gli alti e bassi di questo presente.

    SN: Ho conosciuto i Rhumornero grazie alla programmazione su Virgin Radio. Poi ho scoperto che avevate già autoprodotto un album, “Il cimitero dei semplici” che è un piccolo capolavoro di rock duro, ma al contempo raffinato con testi curatissimi e molto suggestivi. La mia impressione è che sia stato pensato come un concept album, è così?

    CDT: Abbiamo stampato tre album“Umorismi Neri”,“Il Cimitero dei semplici”e “Eredi”, in più abbiamo partecipato alle compilation di Virgin Radio “Xmas in rock” volume 1 e 2 con “Last Christmas (non si sentirà)” e “Sotto le stelle” e la “Virgin style rock” 6 con“Schiavi moderni”. Anche se ascoltandolo può sembrare così, no, non abbiamo pensato a un concept, credo che un album sia la fotografia del tuo presente in quel determinato periodo. “Il cimitero dei semplici” èun album che riflette sul concetto della morte come nascita e non come fine, è stato realizzato in maniera maniacale come tutti i nostri lavori.

    SN: Il 20 gennaio esce il vostro nuovo lavoro, “Eredi”, che è già stato anticipato dal potentissimo singolo “Un miliardo d’anni”. Cosa possiamo aspettarci e cosa c’è stato di diverso nella lavorazione rispetto agli album precedenti?

    CDT: “EREDI” ha avuto una storia molto particolare. È un album che in qualche modo riassume dieci anni di band, all’interno ci sono nove inediti e quattro bonus track, i due singoli scritti su richiesta diVirgin Radio(“Last Christmas (non si sentirà)”e“Sotto le stelle”) in più troverete“L’equilibrio”(tratta da “Umorismi Neri” e riprodotta nel 2015) e dopo svariate richieste da parte dei fan abbiamo inserito anche“Schiavi Moderni”(da“Il cimitero dei semplici”) essendo un’autoproduzione difficile da trovare su supporto fisico.

    Alla fine delle registrazioni di “Eredi” ci siamo trovati a produrre il primo brano per la “Xmas in rock” di Virgin Radio (“Last Christmas (non si sentirà)”) questa volta affidandoci alla produzione artistica ed esecutivaPietro Foresti(produttore dell’anno al m.e.i. 2016). L’esperienza fu talmente positiva che decidemmo di riaprire il mix dei singoli del nuovo album per avere il suo inconfondibile tocco e il risultato alle nostre orecchie fu strepitoso, la sua capacità di capire la natura e l’emotività delle composizioni mi ha sempre affascinato e sorpreso, la sua competenza e professionalità sono un motivo di crescita quotidiano, un sodalizio destinato…. durante la scrittura di“Eredi”è nata mia figliache inconsciamente ha spostato la scrittura dei testi verso concetti che riguardano anche la responsabilità verso il futuro per chi arriverà dopo di noi.

    SN: Il 20 gennaio parte da Pisa anche il vostro tour che toccherà i club di un po’ tutta l’Italia (saremo lì a vedervi per raccontare poi il concerto). Che suono state preparando per chi verrà a vedervi e ascoltarvi?

    CDT: Stiamo preparando un concerto di puro hard rock, abbiamo bilanciato la scaletta con il materiale dei tre album,“Eredi”sarà suonato quasi interamente. Ci stiamo divertendo molto e siamo pronti a portare la nostra musica in tutta Italia assieme alla“HUB music factory”che sta curando il tour.

    Il video ufficiale di “Un Miliardo di Anni” dei RHumornero

    SN: Chiudiamo con una curiosità che è legata al mio interesse per l’evoluzione dell’uomo a contatto con le nuove tecnologie. In “Un miliardo d’anni” canti: “La nostra devozione è diventare macchine”, c’è qualcosa in particolare che ti ha ispirato questi versi?

    CDT: “Un miliardo di anni” porta l’attenzione al nostro livello di indifferenza, siamo il gregge che aspetta il prossimo comando da eseguire in fretta, non accettiamo il fatto che siamo esseri perfetti, il massimo capolavoro che la terra abbia mai visto in tutti i suoi mutamenti, le nostre capacità vanno ben oltre la nostra attuale comprensione e forse è per questo che siamo così persi,talmente bisognosi di un abbraccio da diventare carnefici anche di noi stessi.

    Ciò che ha ispirato i testi di“Eredi”sono state le scrupolose visioni dei social network in questa nuova era della comunicazione, il processo “meccanico” è partito già alla fine dell’800, la tecnologia ha fatto passi incredibili se pensiamo che appena un secolo fa le macchine non esistevano, ci siamo talmente appassionati del “progresso” che come sempre non abbiamo chiara la visione del rovescio della medaglia, dai comfort casalinghi alle armi, tutto senza misura in totale espansione senza controllo verso la totale perdita dell’istinto di conservazione, i valori si perdono per dare spazio al dio denaro che governa i nostri sistemi sociali, siamo intrappolatie ci stiamo lentamente abituando a fare quello che non ci piace fare come se fosse la cosa giusta.

    A livello spirituale verso le incredibili capacità dell’essere umano e la sua perfezione non abbiamo fatto un passo (diceva Terzani), eppure, aldilà di questo totale degrado che si perde nell’indifferenzaè il miglior momento per creare ed osare, le regole sono cambiate, gli schemi stanno crollando, le certezze sono finite, c’è uno spazio grande che si può colmare soltanto con l’entusiasmo che sprigiona la creatività… un abbraccio a tutti i lettori di Klub99 e uno particolare a Stefano Nicoletti.

    Ecco le altre date del Tour:

    1 Febbraio 2017  MERCOLEDI’ ROCK 100dieci – PERUGIA
    2 Febbraio 2017  TBA, TERAMO
    3 Febbraio 2017  Historic Club 73 – TARANTO
    4 Febbraio 2017  Cellino Attanasio, TERAMO
    5 Febbraio 2017  Traffic Live – ROMA
    3 Marzo 2017 Legend Club- MILANO
    4 Marzo 2017 Mephisto Rockafè – LU MONFERRATO (AL)

  • PREPARARSI ALLA MORTE: Intervista a Luigi Pastore

    Luigi Pastoreha perfettamente ragione quando scrive sulla pagina Facebook del suo nuovo progetto, il web format “Prepararsi alla morte”, che la morte è un argomento da cui molti fuggono istintivamente, nonostante sia una delle poche certezze che la vita ci riserva.

    La prima puntata sarà diffusa il13 gennaio sul canaleYoutubee suTVDigit.it.

    SN: È un progetto nuovo rispetto a quelli che ti hanno fatto conoscere. È venuta prima l’idea di misurarti su questo format particolare o quella di affrontare questo tema specifico, quello della morte?

    LP: Il format sul tema tanatologico era in preparazione già da tempo, doveva trattarsi di raccontare la storia di personaggi importanti partendo dalle loro tombe. Il titolo doveva essere “Sepolcri”, ma non ho mai trovato la giusta forma editoriale finché la scintilla è scattata in un momento doloroso per me, la morte di mio padre. Mentre ero lì nella camera mortuaria ho notato un tavolo autoptico e ho scattato lì la prima foto che poi lancerà il programma.

    SN: Come saranno strutturate le varie puntate?

    LP: Saranno 5 puntate settimanali. Il tema della morte ha sempre affascinato artisti, poeti, scrittori… e il senso del programma è raccontare la morte attraverso le testimonianze di cinque personaggi che hanno affrontato direttamente l’argomento. Nella prima puntata ci saràPaola Giovetti, autrice di un libro che ho letto a tredici o quattordici anni e che è stato anch’esso una fonte di ispirazione per il programma. Nelle successive puntate ci sarannoMauro Petrarca,Giacomo Taffodelle Onoranze Funebri Taffo, che è diventato noto per questo suo modo originale di fare marketing, poiSergio Stivalettie chiuderemo con una bella intervista aCadaveriapasseggiando nella città magica di Torino.

    SN: Cosa lega i tuoi vecchi lavori a questo?

    LP: Il tema della morte è sempre presente nella mia cinematografia. Già in un mediometraggio del 1996,“Fine millennio”, ispirato da un incubo, mi trovavo a vagare in una città di morti, fino a incontrare la morte stessa. Anche in“Come una crisalide”c’è una scena in un cimitero in cui il personaggio principale dice di essere ossessionato dalla morte. Quindi questo tema mi ha sempre accompagnato, messa in scena compresa.

    SN: Nella pagina Facebook si dice che il tema affascina, ma è anche molto delicato da affrontare. Come metterai insieme questi due aspetti?

    LP: Lo scopo del format è proprio affrontare i vari punti di vista degli ospiti sul tema della morte, penso a Sergio Stivaletti che con i suoi effetti ha dovuto costantemente affrontare la morte, fino a doverla rappresentare fisicamente in“Dellamorte Dellamore”di Soavi e Sclavi. Penso a Mauro Petrarca, che ha proposto spesso in TV il personaggio del poeta cimiteriale con il suo canzoniere macabro.

    SN: Ci saranno le musica dei Cadaveria.

    LP: Sì, li ho conosciuti nell’ambito dell’Italian Horror Festival,la loro musica mi piace particolarmente e quando ho dovuto pensare a musiche adatte per il format ho fatto loro questa proposta che è stata accettata immediatamente.

    SN: I promo del format sono molto cinematografici, c’è un’intenzione precisa in questo senso?

    LP: Assolutamente sì, l’accostamento mi sembrava adatto e ho proceduto in questo senso.

    SN: Prossimi progetti?

    LP: Tornerò al thriller che è il genere che preferisco, i tempi non sono brevissimi, ma ci stiamo lavorando.

    La pagina Facebook del progetto si trova al link: https://www.facebook.com/prepararsiallamorte/