L’industria del cinema prende in un sol colpo il fenomeno web dellebackroomse il giovanissimo (21 anni questo mese) videomakerKane Parsonsesploso qualche anno fa propriocavalcando l’ondadi quellacreepypasta.
Lebackrooms, nell’interpretazione dello sceneggiatoreWill Soodik(Ash Vs. Evil Dead), diventano lo strano luogo in cui il concetto estetico disublimetrova la sua casa. Un posto che attrae e spaventa allo stesso tempo e che catturerà irreversibilmente il protagonista.
Che poi, detto tra parentesi, dietro il concetto del sublime c’è il segreto del successo del genere horror. Quella mano davanti agli occhi per vedere e non vedere.
Clark (Chiwetel Ejiofor) è un architetto fallito, separato dalla moglie e proprietario (indebitato) di un salone di mobili senza clienti.
La scoperta delle labirintiche backrooms nel seminterrato del suo negozio (che è anche diventato il suo alloggio) gli ridà una inaspettata voglia di vivere che aveva sostituito con la rabbia. In quei luoghi strani, e stranamente a lui familiari, si sente a casa, a proprio agio.
Questo accade perché quei posti in realtà lo stanno sempre più catturando con un inganno, un trucco, una sostituzione. E piano piano non può farne più a meno perché come il suo alcolismo anche le backrooms stanno rendendo meno triste la visione della sua vita.

E poi c’è la terapista Mary (Renate Reinsve) verso la quale Clark esprime rancori e frustrazioni, ma anche la sua attitudine a commiserarsi senza però trovare mai soluzioni ai problemi.
Mary, la razionale e scettica, che continua però anche lei nella sua intimità a rimuginare sul suo passato senza venirne a capo.
È un horror anomaloBackrooms.
Con i momenti spaventosi raggruppati principalmente nella seconda parte che funzionano finché creano tensione con il non visto e il sonoro.
Solo nella parte finale il film perde in efficacia quando cede alle regole di mercato che vogliono il palesarsi del mostro sullo schermo.
Finché si sviluppa intorno ai nebulosi pensieri negativi di chi visita questi non luoghi mantiene intatta la sua forza.
Anzi, con i suoi due adulti con parecchi problemi da risolvere, descrive bene una generazione allo sbando, senza più punti di riferimento, persa in una società che gli è cambiata sotto gli occhi.
Con questi due protagonistiKane Parsonspartecipa emotivamente e dimostra anche un certo pessimismo per un mondo in cui i suoi coetanei sono solo comparse destinate a durare poco.

