Giovani protagonisti in un luogo isolato a fare baldoria e un assassino ad ucciderli.
Il posto è un grosso casolare che appartiene alla famiglia (Robert Madison, Simona Vannelli) della protagonista Francesca (Aurora Bastia) e custodito dal loro fidato tuttofare Andrea (Andrea Bonella) .
Nel più classico canovaccio slasher si muoveKopisdiLorenzo Lepori. E nella carneficina che eliminerà uno ad uno i ragazzivecchio e nuovo si incontrano e scontrano.
Tema esplicitato a partire dalla locandina con l’antico coltellaccio che trafigge il moderno telefono cellulare.
Quello che va in scena inKopis, che Lepori ha scritto insieme adAntonio Tentori, è un confronto (impari) tra generazioni (che solo la morte può appianare).
Un assassino con unamascherache esprime la rancorosa consapevolezza della sua già avvenuta sostituzione e rottamazione e riesce anche ad ingannare il gruppo di (disconnessi) ragazzi facilitando le loro uccisioni.
Un viale del tramonto imboccato senza serenità non per moralismo ma per contezza della vecchiaia che con loro aveva veduta, e per via del malsano culto dell’immagine che i nostri tempi pretendono.
Che poi sono i temi diX: A Sexy Horror StoryeThe Substance.
Se nel film diCoralie Fargeatsi parlava apertamente di show business e delle sue spietate leggi annientatrici della persona, inKopissono le persone comuni che aspirano al mondo dello spettacolo o che sono comunque condizionati da esso a tal punto da passarsi queste smanie assurde come un virus impossibile da debellare.

