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  • Il cult L’ultimo treno della notte di Aldo Lado in Blu-ray

    Dal 15 ottobre è disponibile grazie a TetroVideo il Blu-ray diL’ultimo treno della notte, film culto diretto nel 1975 daAldo Lado.

    Aldo Ladodel sorprendente esordioLa corta notte delle bambole di vetro, che ispira questo sito internet.

    Scritto dal regista insieme a Renato Izzo,L’ultimo treno della notteè la storia dell’incontro su un treno tra due ragazze e un gruppo di pscicopatici.

    Ci si ispira in qualche modo aL’ultima casa a sinistradiWes Craven, che a sua volta guardavaLa fontana della verginediIngmar Bergman.

    Nel cast deL’ultimo treno della notte: Laura D’Angelo, la debuttante Irene Miracle (Fuga di mezzanotte), Flavio Bucci (La Orca, Suspiria, Il Marchese del Grillo), Macha Méril (la veggente di Profondo rosso), Enrico Maria Salerno (L’uccello dalle Piume di Cristallo), Marina Berti, Franco Fabrizi (Gli onorevoli), Gianfranco De Grassi.

    L’etichetta TetroVideo propone il film con lingua e sottotitoli in italiano e in inglese, e un ricco comparto dedicato agli extra in cui è presente la lunga video intervistaThe Disobedient(in lingua italiana e con sottotitoli in inglese) condotta da Carcassa adAldo Lado.

    È possibile acquistare anche la T-Shirt con l’artwork esclusivo a cura di Shin Nagai in collaborazione con il fumettista italiano Claudio Montalbano.

    Per saperne di più andate sulloro sito.

  • [NEWS] Il ritorno di Aldo Lado con il film Il notturno di Chopin

    Ebbene sì, questa è una notizia che a noi del klub 99 non può che farci saltare dalla sedia. Aldo Lado il regista di La corta notte delle bambole di vetro torna dietro la macchina da presa dopo quasi vent’anni di silenzio con un nuovo film intitolato (almeno per ora) Il notturno di Chopin. La trama top secret dovrebbe parlare di una bambina rapita.

    Coproduce Manlio Gomarascafondatore della rivistaNocturno.

  • [EXTRA] I Quarant’anni di La Corta Notte Delle Bambole di Vetro di Aldo Lado

    L’immagine di Ingrid Thulin che urla disperata alla fine de La corta notte delle bambole di vetro è una di quelle cose che ti segnano a vita. Non ho mai sofferto di depressione o cose simili, neanche il fottuto terremoto ci è riuscito, figuriamoci, ma con questo film credo di essermi avvicinato a quello stato d’animo. Perchè quel finale è davvero uno di quelli che non si dimenticano mai.

    Fondamentalmente perché si ha la precisa sensazione (anzi è una consapevolezza) che siamo spacciati, burattini, oggetti che non contano un cazzo di niente, che chi conta è una elite vecchia, conservatrice che annienta la nuova generazione per sopravvivere.

    Chinatown ma anche L’uomo nell’ombra (entrambi di Polanski) e Society hanno una cosa in comune con La corta notte delle bambole di vetro ed è l’annientamento, in un modo o in un altro, del protagonista voluto da un potere che deve mantenere tutto com’è per la sua incolumità.

    Eppure il film di Aldo Lado, qui al suo esordio dietro la macchina da presa, ha un qualcosa in più che ti butta davvero giù.

    Merito anche della sceneggiatura di Ernesto Gastaldi capace di creare mistero e paura con pochi elementi, dell’ottima musica di Ennio Morricone, della fotografia di Giuseppe Ruzzolini (a lavoro nello stesso anno anche in Giù la testa di Sergio Leone), degli azzeccati interpreti Jean SorelBarbara BachMario Adorf oltre, naturalmente, la già citata Thulin.

    Produce La corta notte delle bambole di vetroEnzo Doria, un nome fondamentale per gli amanti dei generi che più piacciono a noi del klub 99. E proprio la pellicola di Lado -che il 28 ottobre di quaranta anni fa usciva nelle sale d’Italia- ha ispirato il titolo a questo sito. Il che spiega la venerazione per un’opera che a molti risulta persino noiosa, poveri inutili fessi.