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  • Andy Muschietti dirigerà per Netflix il remake di L’ululato

    SaràAndy Muschietti, il regista di La Madre e dei dueItcon Bill Skarsgård, a dirigere per il portale on demand Netflix il remake diL’Ululato: il cult del 1981 diJoe Dantescritto da John Sayles e Terence H. Winkless tratto da un romanzo di Gary Brandner.

    Prima di ciò Muschietti gireràThe Flash, adattamento del fumetto DC Comics la cui uscita è prevista per il 2022.

    lo fa sapere il sitoThat Hastag Show.

    l’Ululato(The Howling) racconta la storia di una giornalista (interpretata da Dee Wallace) scampata ad un maniaco, che ha contribuito a catturare facendo da esca. Traumatizzata dall’evento si rifugia in un centro di riposo in montagna scoprendo che il luogo è un covo di lupi mannari.

    Il film di Joe Dante è musicato da Pino Donaggio e ha gli effetti speciali di Rick Baker (vincitore di sette premi oscar) e Rob Bottin.

    Del cast fanno parte Kevin McCarthy (L’invasione degli ultracorpi), Dick Miller (attore porta fortuna di Dante), John Carradine (L’occhio nel triangolo), Forrest J. Ackerman (fondatore della rivistaFamous Monsters of Filmland) e Roger Corman (produttore e regista di numerosi adattamenti da Edgar Allan Poe interpretati da Vincent Price).

  • I Muschietti produrranno l’adattamento di Uscita per l’inferno di Stephen King

    I fratelli Andy e Barbara Muschietti diLa Madre, dopoIt, la cui seconda parte arriverà a settembre, restano dalle parti diStephen Kingproducendo l’adattamento del suo romanzoUscita per l’inferno, scritto con lo pseudonimo diRichard Bachmane pubblicato nel 1981.

    Lo rivelano i due aRadio Cantilo.

    Il film a quanto pare sarà diretto da Pablo Traperoe le riprese dovrebbero partire all’inizio del prossimo anno.

    La trama:

    George Dawes è un uomo sposato che lavora in una lavanderia.
    Quando viene a sapere della costruzione di un tratto dell’autostrada 784 che lo costringerà a lasciare casa e lavoro, abbandona tutto e tutti ed inizia a vagabondare dalle parti dell’autostrada incontrando malavitosi senza scrupoli, un atipico missionario ed una giovane autostoppista disillusa.
    Abbandonato dalla moglie Mary, traumatizzato per la morte anni prima del figlio Charles, George Dawes fa uscire fuori una parte dentro di sé restata fin’ora in ombra e si prepara così a affrontare bellicosamente la scadenza che il comune gli ha lasciato per sgomberare casa.

  • [RECENSIONE] (2) It (Andy Muschietti)

    Con questo secondo film Muschietti non vuole dimostrare di essere un bravo regista horror, ma un bravo regista.

    Che non è poco… ma nell’horror non basta.

    Supportato da un reparto tecnico di altissimo livello (fotografia del pluripremiato Chung-hoon Chung – Lady Vendetta, Oldboy – e scenografia su tutti) e da un cast di giovanissimi e talentuosi attori ben diretti (su tuttiJeremy Ray Taylornel ruolo di Ben eSophia Lillisnel complesso ruolo di Beverly) Muschietti si gioca il passe-partout in stile hollywoodiano, ma senza avere la sensibilità di Spielberg… né il coraggio di un LaLoggia che su temi infantili e orrorifici, ha giocato con estrema delicatezza e crudeltà nel suo magnificoScarlatti.

    Ogni ripresa è mirata a dimostrare un “lo so fare” ma non a “raccontare”… eITche è forse fra i migliori e sfaccettatamente complessi romanzi di King, avrebbe necessitato meno virtuosismi e più sostanza. Tutto diventa stucchevole e stereotipato fra musiche pretenziose e dialoghi prevedibilissimi.

    Le musiche “paracule” per il pubblico giovanile forse son fra le cose più fastidiose di tutto il film.

    Alcuni momenti buoni non mancano (la scena del lebbroso, la sassaiola, il bagno di sangue, l’omicidio del padre di Beverly) ma son troppo pochi su una durata di oltre 2 ore.

    Considerato il capolavoro per eccellenza diStephen King,Itè una lunga e sinistra saga corale che si espande tra orrori inquietanti e drammi umani senza speranza, trattando i temi che in seguito diventeranno il simbolo dell’autore: la forza soverchiante della memoria, la profonda incisività dei traumi infantili, il prezzo della violenza occultata dietro una fragile maschera di felicità, la grettezza e la bassezza umana nascosta dietro le apparenze di una ridente e piccola cittadina. Per quanto It sia considerato principalmente un romanzo horror, in esso sono presenti molti elementi comuni al romanzo di formazione. Il romanzo è la storia di sette amici provenienti dalla fittizia città di Derry, nel Maine, ed è raccontata alternando due diversi periodi temporali.

    Il film raggiunge la sufficienza per via della qualità tecnica e della scorrevolezza, ma lascia il vuoto. Ogni movimento di macchina diventa prevedibile; sapremo già che ORA CI METTE UN DRONE, ORA IL DOLLY SCENDE SULLA VIA… tutto è accademico, impersonale. E, cosa peggiore, il clown non fa mai paura.

    Nel suo sforzarsi di essere spaventoso,Bill Skarsgårdnel ruolo di Pennywise manca totalmente l’obiettivo assieme aAndy Muschietti, e sfiorano entrambi il caricaturale. Ogni apparizione è citofonata, prevedibile, anticipata da cambi di musica scontati e… non fa paura.

    Laddove il grande (troppo grande)Tim Currystava stretto nel modesto film TV di Wallace, ci ha comunque regalato comunque una prova recitativa straordinaria: Curry era clown al 100% quando doveva esserlo, per diventare mostro nel momento necessario.Bill Skarsgårdinvece per tutto il tempo strizza gli occhi e fa la boccuccia cercando di essere minaccioso anche laddove non servirebbe.

    Non c’è mai un cambio, è sempre uguale e diventa monotono.

    Gli FX invece non sono male, tranne quando si scade nella CGI altalenante… con la quale Muschietti sembra esser fissato dai tempi diLa Madre(2013), film che sarebbe riuscito completamente se avessero usato una attrice e del buon make up.

    A proposito de La Madre, anche inItuna figura dichiaratamente ispirata alla pittura di Modigliani è presente nel film.

    Sostenuto da una notevole campagna di Marketing (davvero azzeccata) il film è stato campione di incassi, ma ha lasciato anche tanto amaro in bocca.

    Ora con la lavorazione del capitolo 2, stan tentando di nuovo la carta del creare HYPE con “le scene più sanguinose mai viste” etc ma diciamo che oramai queste cose han davvero rotto le scatole e non ci crede più nessuno.

    Speriamo Muschietti metta da parte la forma per dedicarsi solo alla sostanza. Con questo romanzo di King, la sostanza c’era ma diciamo che in altre mani, magari con meno soldi e meno virtuosismi (e meno voglia di piacere a un pubblico di famiglie per la gioia dei botteghini) avremmo avuto un capolavoro.