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  • Il teaser trailer di Dracula di Davide Scovazzo

    Nella giornata di ieri il registaDavide Scovazzo(Sangue Misto) ha pubblicato il primo trailer del suo nuovo progetto ispirato alDraculadiBram Stoker.

    Un lungo filmato (5′ 24”) in cui si presentano tutti gli attori principali che saranno coinvolti nelle riprese, che dovrebbero iniziare non appena saranno trovati produttori interessati, ovviamente dopo che l’emergenza Covid-19 sarà terminata.

    Ecco il video, preso dallapagina YTdel regista.

    Dal teaser diDraculapare emergere da parte diDavide Scovazzola volontà di andare oltre le convenzioni: manca l’immagine del Principe delle Tenebre (Franco Leo) con i classici denti allungati mentre morde, lo vediamo riflettersi in uno specchio (con Chiara Conti) e muoversi all’aperto in pieno giorno.

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    Davide Scovazzo scoperchia la bara del Principe delle Tenebre

    Completano il cast diDraculaAndrea Bruschi,Fiorenza Pieri,Enrico LulyeMery Rubes.

    Continuate a seguirci per restare aggiornati sugli sviluppi.

  • Davide Scovazzo scoperchia la bara del Principe delle Tenebre

    Davide Scovazzo, il regista genovese dietro il film collettivo a episodiSangue Misto, è impegnato sul suo prossimo progetto che avrà per protagonista ilDraculadiBram Stoker.

    Del nuovo lavoro Scovazzo ha già girato, poco prima che scoppiasse il cinema CoronaVirus, un teaser trailer, realizzato grazie a TeleVideo Liguria Sas e agli enti Fi.l.s.e. (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) e Genova Liguria Film Commission.

    Nel girato spiccano gli attoriFranco Leo(Salomè, Un Amleto di Meno di Carmelo Bene) nel ruolo del protagonista,Chiara Conti(L’Ora di Religione, Ti Piace Hitchcock?) eMery Rubes(Suffering Bible di Davide Pesca, Fame da Vampira di Roger Fratter) nelle parti di Mina e Lucy, l’internazionaleAndrea Bruschi(Il Partigiano Johnny di Guido Chiesa, I Tre volti del Terrore di Sergio Stivaletti, Le Valige Di Tulse Luper di Peter Greenaway, la serie tv 1993, è anche leader del gruppo musicaleMarti), Nicola Zunino, Fiorenza Pieri ed il sodaleEnrico Luly.

    Una volta che il trailer sarà montato e quando la pandemia Covid-19 sarà sconfitta lo si mostrerà in giro alla ricerca di produttori interessati a finanziare il lungometraggio.

    Incuriosito ho chiesto aDavide Scovazzodi dirci qualcosa sul progetto.
    Quello che è uscito fuori è un inarrestabile e appassionato torrente di parole.

    «Si è fatto un gran parlare, da anni ormai, di rinascita dell’ Horror Italiano. In verità, in verità ti dico che l’ Horror Italiano è Rinato e Rimorto. Il “nuovo che avanza” da dieci anni ormai,  tranne l’operato di pochi, è rimasto confinato in un limaccioso underground in cui “ci compriamo il film in DVD a vicenda”, quando va bene, oppure andiamo avanti a sorrisi finti, millantando una new wave che era lì lì per farcela ma poi è rimasta come un raviolo che ti si pianta in bocca e non riesci né a digerire né ad espettorare, rimanendo, tranne pochissimi casi, “quattro Nemici al bar”.

    Pochi sono coloro che “lo fa(ra)nno di mestiere”, perché alla nostra età bisogna guardare anche quello, non stiamo più giocando. L’Underground è una scuola, ma rischia di diventare un hobby, ombelicale, da fare nel weekend con gli amici.

    Sangue Mistoè stato “la rottura dell’imene”, ho imparato molto sia in positivo che in negativo da quella monumentale esperienza ed è stato un passo necessario di cui vado più che fiero, maDracula, per i motivi di cui sopra, vuole uscire da questo circuito, senza alcuna traccia di patetica superbia o di viscido arrivismo, ma con la consapevolezza dei propri mezzi, e la salutare voglia di passare dall’acqua dolce all’acqua salata.»

    «Non lo considero neanche un film Horror. Quasi per niente. Sarà una rilettura di un classico, gelido, si sentirà il vento della pestilenza (come sempre quando faccio qualcosa, nulla è per caso: abbiamo scampato l’outbreak, con conseguente divieto di girare, per UN giorno, dico UNO, mentre sul set iniziavano a trapelare notizie inquietanti dal “mondo esterno”, e guarda caso stavamo raccontando la più classica storia di un demone che porta la Morte Nera in Occidente. Tipica “non-coincidenza” alla quale sono avvezzo.

    Sul set accadono veramente “magie”, siano esse “bianche” o “nere”, che non possono in alcun modo essere frutto del caso. Non abbiamo neanche ancora montato il teaser per motivi logistici e già si sente che questo non è e non sarà  un semplice film), l’umido delle rocce del castello, del marmo del cimitero di Staglieno dove abbbiamo girato, del legno marcio del tavolaccio in cui Dracula accoglie Jonathan Harker.

    Quasi non abbiamo usato sangue. In netta controtendenza con la parkinsoniana macchina a mano e l’ipercromìa del cinema underground horror (e, come dicevo,Draculanelle intenzioni non è nessuna delle due cose, ci rifacciamo più ai TV Movies anni ’60, Il Segno Del Comando etc, è più Teatro Filmato che Videoclip, sarà Cinema) contemporaneo, io ho prediletto un B/N duro, crudo, scolpito, intagliato, “spietato”, e una macchina da presa ferma pur senza perdere il ritmo, a sviscerare le espressioni dei miei attori in primo piano, non le budella del solito malcapitato (non rinnego il gore, con cui sono cresciuto, che mi diverte e che amo, ma ogni frutto ha la sua stagione).

    Gli attori, appunto: tutti oggi sono feticisti del “mezzo:, e la Redcam, e il Drone, e qui e là (sia chiaro, anche noi abbiamo girato con camere e ottiche al top di gamma), ma tendono a dimenticarsi che la differenza nel Film te la fanno gli Attori, la risorsa più importante che fa la differenza tra un film “tra amici” e il Cinema.».

    «Ho avuto l’opportunità di avere nel mio cast un mostro sacro comeFranco Leo(che nella sua lunghissima carriera ha lavorato egregiamente e tenuto testa, per dirne due, a Carmelo Bene e a Klaus Kinski, o forse viceversa perché la leggenda è LUI, ma poi Nando Cicero, Fellini Satyricon, Enzo G. Castellari…ho imparato molto dirigendolo, e ottenere la sua stima è stata una medaglia al valore conquistata sul campo), la DivinaChiara Conti(Marco Bellocchio, Franco Battiato, Jodorowsky, Manetti Bros), l’attore genovese da esportazione per eccellenzaAndrea Bruschi(Peter Greenaway, Sergio Stivaletti, Squadra Antimafia- Palermo Oggi, Distretto di Polizia, per dirne alcuni, che già stimavo ma qui mi ha proprio stupito), l’astro nascente – ma dall’esperienza già iperconsolidata in anni di gavetta – Fiorenza Pieri(Non Mentire, Don Matteo, Mai Scherzare Con Le Stelle), il mio attore storicoEnrico Luly, protagonista di tutti i miei lavori, che per me in passato è stato Gesù Cristo, la Madonna, un sociopatico, uno Zombi, un kebabbaro arabo che gira snuff movies, e  ora mi ha dato un Renfield oltre il pensabile, e la vampira per eccellenza del cinema italianoMery Rubes, la Brigitte Lahaie/Lina Romay/Soledad Miranda italiana esule dai lavori dell’amico Roger Fratter, senza dimenticare il comparto tecnico, la produzione Televideo Liguria SAS di Alfredo Cretti & Son e il mio DoP Luca Bozzo che col poco che avevamo sono riusciti davvero a fare miracoli.

    Anzi, suFranco Leo, permettimi di aggiungere una cosa: senza tema di sembrare iperbolico e irrispettoso di una storia troppo più grande di me, affermo con sicurezza che, escludendo il Nosferatu di Kinski -che però era un tipo di personaggio relativamente differente-, Franco Leo ha incarnato il miglior Dracula della Storia del Cinema tutto. Meglio di Lugosi, bolso e caricaturale, meglio di Christopher Lee, lezioso e datato. Non scherzo. Lui è il vero Signore del Buio.

    Insomma un cast eterogeneo di primissima categoria per un teaser che spero giri il mondo, se il mondo esisterà ancora e se questa pandemia permetterà il prosieguo dell’umanità, e che spero di veder confermato nel lungometraggio che, come spero, ne scaturirà come frutto dal seme, perché stavolta si fa maledettamente sul serio. Se non fosse tremendamente di cattivo gusto in questo oscuro e mesto (ma interessante…) periodo storico, potrei lanciarmi in una delle mie solite sparate e dirti “Preparatevi, perché il Contagio sta per iniziare”………limitiamoci a dire che vogliamo solo tornare a poter lavorare sodo per regalarVi buon Cinema di qualità. E, come sempre, Rock’n’Roll.».

  • [RECENSIONE] 17 A Mezzanotte (AA.VV)

    Vorrei dare la mia opinione su questo film, se così si può chiamare questa emblematica mescolanza di disperati tentativi di emulazione cinematografica, ma non posso non fare prima considerazioni su come certi siti ne hanno parlato.

    Se son arrivata (da appassionata di horror e fantastico che sono) a conoscere di questo progetto, è solo grazie alle entusiastiche presentazioni che ho letto in giro. Ora, mi chiedo: codeste recensioni se le scrivono da soli gli autori sotto pseudonimo, o han davvero tutti così tanti amici? Perché davvero non mi spiego come sia possibile arrivare ad un punto di presa in giro e non rispetto totale del proprio lettore, da parte di certi siti.

    Il proprio gusto e la soggettività di analisi non si discutono; ma ci son limiti oggettivi a cui si deve fare fronte:17 a mezzanotteè un progetto fallimentare, amatoriale, spesso imbarazzante nella sua pretenziosità. Per di più, annoia… annoia tremendamente per lo spettacolo del vuoto che propone; laddove non sono la noia, l’amatorialità o il vuoto a prevalere, laddove accade qualcosa, è qualcosa che abbiamo già visto mesi, se non anni fa in altri film. Ok, low budget, ma quanto costa avere idee? Ecco, forse questo manca oggi per esser filmmakers: le idee.

    Manca anche l’onestà per scrivere però, di film, con il giusto distacco ed obiettività. Come si fa a scomodare un prodotto filmico come ABC OF DEATH anche solo per fare il paragone? Come si può usare l’aggettivospettacolareper qualcosa che non rientra quasi nemmeno nel concetto di spettacolo stesso e che presenta una povertà di idee e mezzi da far perfino rivalutare i famosi (e divertenti) trash di Bianchi?? Come si fa ancora oggi a far confusione e mescolare il concetto di disgusto con quello diterrore? Forse l’assonanza fra splatter, viscere e sangue per qualcuno è sconvolgente, ma il terrore è un sentimento “nervoso”… emotivo, non una prova per lo stomaco. Ilterroreva costruito da una narrazione e con una sapiente regia.

    Non sono una persona che ama vedere negativo, ma qui davvero (in generale) c’è poco da salvare se non le buone intenzioni di alcuni… vediamo a “caldo” cosa mi resta impresso di positivo:

    In alcuni episodi la tecnica è sopra lo standard: cito quindi diFederico Scargiali(il suo episodio è Through Your Lips) che si presenta disegnato da una bella fotografia ed effetti curati, ma su cui si insiste troppo fino a palesarne la (seppur ovvia) finzione. La storia non porta a nulla di particolare ed’è un peccato che si ripieghi in se stessa. Il regista ha poi presentato un buon prodotto con LOVE.LIFE.REGRET in cui la cura per i dettagli, fotografia ed effetti si sposano ad una storia di senso compiuto mostrando una soddisfacente crescita.

    “Assuefazione” rivela un regista che sa il fatto suo, e non a caso è l’unico con una filmografia di rilievo e una indiscutibile esperienza:Edo Tagliavini. Il corto presenta un concetto di orrore che poi diviene anche spunto di riflessione, e non si ferma solo sulla superficie di ciò che abbiamo appena guardato. Peccato per la povera fotografia che di certo non esalta il buon lavoro fatto… e peccato vedere uno come lui mischiato fra così tanti amatori.

    Buona la fotografia e la direzione degli attori anche perDavide Scovazzo: “Tutto il male del mondo” risulta una idea buttata li e, forse fuori contesto se rapportata all’intera l’operazione.

    Fuori contesto anche lo scanzonato “Signori, Buonanotte” diRoberto Albanesi e Simone Chiesache risulta simpatico, ma decisamente non Horror (tantomeno horror comedy). Avrei gradito una maggiore attenzione alla cura della recitazione, e sentire (da spettatrice) meno fretta nell’allestimento generale e nella cura della fotografia (la vera piaga degli indie a quanto pare). Virare sulla commedia forse è un escamotage facile quando non si sa affrontare la paura… magari anche gli altri autori ne sarebbe usciti vittoriosi, ma credo l’intento del film fosse fare un horror.

    Andrea Malkaviancon “Il gioco” dimostra un gusto estetico interessante, e ci fa sperare in un nuovo nome da seguire, più in là… peccato anche qui la “storia” sia alla lunga noiosa perché ripetitiva e banale (e purtroppo parliamo di cortometraggi).

    Paolo Del Fiolresta impresso per l’originalità di “Tomie Again”, sebbene anche qui con una cura maggiore della fotografia (senza dover per forza ripiegare su “iper-saturazioni” salvagente e scontati, abusatissimi filtri “grindhouse”) ed effetti, si sarebbe sfiorati il buono.

    Segnalo anche “Finché Morte Non Ci Separi” girato daStefano Rossie sceneggiato da Lorenzo Paviano (l’accoppiata vincente di “Recording”) ed Alessandro Tentati… ma riciclare lo stesso incipit e situazione di RECORDING certo non marca bene sulla impressione di “voglia di fare” e le idee che lasciano gli autori.

    Per il resto, non so quasi cosa dire se non che bisogna esser davvero di bocca buona e con molto tempo a disposizione per restare soddisfatti dalla visione completa di un film che, laddove promette di basarsi solo sullo “splatter” lo fa con effetti dozzinali (e nel 2015 rimpiangere le frattaglie di D’Amato e di Gordon Lewis è dura da mandare giù), e laddove vuole creare tensione lo fa con clichè e scopiazzature di scene madri di film, così noti ed abusati, da portarci alla conclusione degli eventi, a pochi secondi dall’inizio.

    Non sto entrando nel merito del mio gusto, sto analizzando solo certi aspetti base che sono la natura stessa del concetto di un film… e indipendente e amatoriale non son la stessa cosa; tanto meno esser così dannatamente di parte da “parte”di certi recensori può aiutare davvero la crescita professionale di qualcuno…

    Quando leggo in giro gli autori difendersi con “ma è low budget, è girato in poco tempo” mi irrito, e risponderei: nessuno vi ha obbligato a farlo. Se prendete un impegno, lo spettatore vuole vedere il sudore e la fatica versati per onorare il vostro obiettivo e le promesse (vane) sbandierate ai 4 venti (“terrore come non mai”, “splatter insostenibile” e quant’altro!).

    Nel 1981 Sam Raimi realizzava low cost e “fra amici” l’indipendenteLa casa/The Evil Dead… e direi che qui si dà al genere un dietrofront imbarazzante al punto di confermare la modernità pionieristica di un film di oltre 30 anni prima… e mi chiedo a questo punto cosa avrebbe saputo fare Raimi se avesse avuto all’epoca a disposizione il digitale per poter girare e montare con costi minori e tempi più rilassati.

    17 a mezzanottenon èoggettivamentela rinascita del genere italiano, non èoggettivamentespettacolare, non è nemmenooggettivamenteun film. C’è davvero molta strada davanti agli autori, per confrontarsi con un pubblico ampio, o semplicemente, abituato a una certa Idea di qualità: al pubblico non interessa giustificare quanti soldi o tempo avevano gli autori a disposizione per fare un film o il corto.

    Ragazzi: dovete prendervi la responsabilità del prodotto che presentate, e questo è solo un brutto lavoro amatoriale in cui alcuni registi con buone potenzialità, non sollevano affatto il risultato finale, ma ne restano soffocati e trascinati in basso. Dovrei eticamente suggerire allo spettatore che mi legge, di farsi la propria idea guardando il film, certo sarebbe giusto, ma non mi sento di assumermi la responsabilità di consigliare la visione intera di un prodotto così. Son stati già scomodati perfino Lynch, Carpenter e Cronenberg, io non mi sento di scomodare nessuno.

    Di seguito, la lista completa degli episodi e un breve riassunto della trama presa da “Il cinematografo.it”.

    Peep Show– Un cliente assiste al peep show di un’avvenente ragazza. Ma la visione non è sufficiente, lui desidera anche qualcos’altro.
    Assuefazione– Un bambino piange mentre un uomo è immobilizzato sul letto.
    Signori, buona notte!– Diverse situazioni e luoghi – un gabinetto, corna, rapine ai cinesi, Freud e una canottiera – generano una vera storia dell’orrore.
    Tunnel– Un ragazzo come tanti e la sua visione del tunnel post-apocalittico della crisi economica.
    Corri puttana– Una tranquilla passeggiata in auto si trasforma in un incubo senza fine.
    La mano di Dio– Una ragazza in fuga trova aiuto in un uomo che tenta di tranquillizzarla. Ma quali sono le sue vere intenzioni?
    Il ritorno di Elena– Elena si sta preparando per una cena romantica con l’uomo dei suoi sogni. Tutto sembra perfetto, ma ben presto i sogni si trasformano in incubi.
    Finché morte non ci separi– Due fratelli, all’insaputa l’uno dell’altro, intrattengono una relazione con la stessa donna. Quest’ultima mentre torna a casa riceverà una strana sorpresa.
    Il gioco– Cosa accadrebbe se ci trovassimo nell’aldilà, nelle mani di un dio capriccioso, orgoglioso e debole? Saremmo sicuramente uno dei suoi giocattoli.
    Through Your Lips– Un club esclusivo, dove solo i suoi iscritti possono assaggiare un frutto prelibato e raro.
    Il fiore– Una terribile maledizione da cui non si può fuggire.
    West ‘n’ Zombi– Lo zombie di un guerriero indiano viene risvegliato per sbaglio da un capo tribù nel 1864. Per mettere fine alla sua follia omicida dovrà intervenire il cacciatore di taglie Johnny Bullet.
    Video Nasty– Due ragazzi guardano un film maledetto realizzato da un regista suicida e la loro giornata non sarà più la stessa.
    Venia mortis– Luca sta scappando. Perché? e da cosa?
    Tomie Again– In un futuro immaginario, Pinky cerca sua sorella, colpevole di averle portato via il fidanzato, assieme ad una misteriosa ragazza giapponese…
    La malaradis– Due fidanzati sono in una foresta dove aleggia una oscura leggenda. Il cellulare di lei verrà ritrovato in seguito, con all’interno alcuni video che documentano gli atroci risvolti di quell’avventura.
    Tutto il male del mondo– Storia di un’assassina votata alla dannazione.