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  • [INTERVISTA] Francesco Longo ci aggiorna su Clara

    Dopo alcuni corti comeSkizophreniaeNyctophobiail regista Francesco Longosta per esordire nel lungometraggio conClara.

    Il film rielabora la leggenda intorno alla Villa Malvasia di Bologna, un luogo in cui agli inizi del ‘900 fu murata viva una bambina di nome Clara perché manifestava doti di preveggenza, oppure perché beccata ad amoreggiare con il figlio del padrone di casa, le principali versioni sono queste due.
    Si dice che oggi passando da quelle parti sia facile ascoltare i lamenti della ragazzina, se non le sue grida, addirittura sembra che in certi giorni il fantasma della bimba sia possibile vederlo aggirarsi nell’incolto giardino che circonda la disabitata abitazione.

    Abbiamo già avuto modo di parlarne con Longo questa estate,  prima che le riprese iniziassero a settembre.
    In questi ultimi due mesi sulla pagina FB ufficiale del filmsono state pubblicate un bel po’ difoto sulla lavorazione.

    Cercando di saperne qualcosa in più siamo tornati a chiacchierare col regista.

    «Clararichiama tantissimo gli anni ’80: il cinema italiano diArgento e Bavae tanto Sam Raimi, anche se Clara è abbastanza serio come film. Ci sono tanti omaggi e citazioni. Il 90% degli effetti del film sono analogici, ci sono state sessione di 6-7 ore di trucco, abbiamo rispettato anche questo degli anni ’80. Ci sarà anche qualche visual effect curato da me solo però dove serve, perché nell’horror sono spesso superflui e troppo finti. Abbiamo usato tanto trucco e sono contento del risultato. La produzione si è concentrata soprattutto su quello perché ce n’è stato davvero parecchio, soprattutto in una scena.».

    Il teaser trailer uscirà a breve, il tempo di girare le ultime due veloci sequenze rimaste.
    La data di pubblicazione si saprà sulla pagina FB, come da annunciolì fatto poche ore fa.

    Interpreti principali del film sonoVeronica Urban(già apparsa in altri lavori di Longo),Alice Ronsisvalle,Natasha Gosgnach,Caterina Cioli Puviani,Giada Cameriere,Charles Goodger,Kelevra Keila,Andrea Dante Monari,Michael Segal(Colour From the Dark,Virus – Extreme Contamination,Lion,The Wicked Gift,Fino All’Inferno),Orfeo Orlando,David WhiteeAurora Elli (nella parte di Clara).

    FL:«Lo abbiamo girato in inglese, anche perché all’estero abbiamo più risposta, tenterò di venderlo così anche in Italia, se poi ci fanno qualche bella proposta per doppiarlo lo faremo, le attrezzature e gli studi per farlo li abbiamo.».

    David White e Michael Segal, oltre ad aver recitato nel film, hanno supervisionato le pronunce in inglese degli attori. Anche per questo, ci dice il regista,

    «Abbiamo deciso di trasformare la protagonista da americana ad inglese.».

    Dietro le telecamere hanno lavoratoNicola Pegg (Escape From Madness) come assistente alla regia, «ma io l’ho considerato quasi un co-regista» ci ha confessato Longo, l’aiuto regista Manuel Cavallina, la direttrice della fotografia Elisa Russo, le truccatrici ed effettiste Silvia RosaeCristina Forgione, Chiara Scaglianti come fonico di presa diretta eZoe InnocentieDebora Zennarocome segretarie di edizione.

    Prodotto dallaMoonlight LegacyeThe Bloor Pictures, musicato daiDead Like JulietClarasarà presentato in anteprima assoluta al Creepy Crypt di Berlino, festival dove c’è stata la prima anche di After Midnight.

  • [RECENSIONE] After Midnight (AA.VV.)

    After Midnightraccoglie otto cortometraggi horror diretti da altrettanti registi. Lavori quasi tutti non girati espressamente per questo film collettivo. Il progetto antologico è diDavide Pescacon la collaborazione diFrancesco Longo ed uscirà il 28 settembre in DVD grazie aHome Movies.
    Lo abbiamo visto in anteprima.

    [VLOG] – L’ultimo video di Sara di Daniele Misischia.

    Che Misischia sia bravo lo sappiamo dai tempi diIl giorno dell’Odio.
    Qui racconta la morte di una vlogger, interpretata daChiara Nicolanti, per mano di uno stalker/troll mascherato daKiller Klown From Outer Space. Il tutto utilizzando una sola inquadratura fissa. I vari inserimenti di pochi frame, le zoomate e le musiche sono (deduciamo) aggiunte dall’assassino che ha avuto quindi il tempo, dopo l’uccisione, di montare il filmato che la povera ragazza stava preparando per i suoi sostenitori.
    Funziona tutto piuttosto bene, anche il miscuglio tra violenza e ironia.

    Qui sotto potete vedere [VLOG].

    DiDaniele Misischiaaspettiamo ad agosto il suo lungometraggioThe End – L’inferno FuoriconAlessandro Roja, prodotto dai fratelli Manetti.

    The taste of survival di Davide Pesca.

    Qui siamo in territori post apocalittici in cui si deve sopravvivere costi quel che costi. C’è una ragazza in pericolo e un colpo di scena che ribalta la situazione. Difetto del corto la recitazione degli attori poco convincente.

    Nyctophobia di Francesco Longo.

    Siamo qui invece dalle parti degli incubi notturni, dei brutti sogni che sconfinano nella realtà, dei fantasmi del passato che tormentano lo stronzo protagonista. Il tutto raccontato senza sentir pronunciare neanche una parola dagli attori. Il che -raccontare per sole immagini- è già di per sé uno sforzo da premiare.Francesco Longodimostra che col tempo sta migliorando. Siamo curiosi di vedere il film che inizierà a girare a settembre dal titoloClara.

    Nel buio di Davide Cancila.

    Protagonista del corto è il senso di colpa, al plurale, che lega due fratelli coinvolti in un incidente automobilistico. Anche qui c’è un risvolto inaspettato. Non male.

    Io non le credo di Luca Bertossi.

    Un prete ascolta un uomo che dice di avere la casa infestata da uno spirito maligno (di una suora). Bertossi forse non ha molta simpatia per il mondo cattolico se ha disegnato un prete così stronzo e vigliacco. Concetto e realizzazione tecnica non sono niente male, peccato per la non convincente recitazione del perseguitato.

    Escape from madness di Nicola Pegg.

    Ruoli che si ribaltano, spirito di sopravvivenza che esce fuori nei momenti cruciali e un chiaro omaggio al filmNon Aprite Quella PortadiTobe Hooper. Grande urlo liberatorio finale per la vittima che diventa carnefice.

    Che serata di merda! di Roberto Albanesi.

    È l’episodio leggero e cazzone dell’antologia, l’unico che non si prende sul serio e che per questo motivo forse fa a botte con il resto. Ma è anche uno dei pochi inediti, anzi dichiaratamente girato per l’occasione. Protagonista un mostro vendicativo e una presa di coscienza scioccante.

    Haselwurm di Eugenio Villani.

    Il più ambizioso tra tutti i segmenti è anche il più vecchio realizzato (2011). Prende spunto da una creatura del folklore trentino e dice la sua sui limiti che l’uomo non deve superare mai, soprattutto sfidando la natura. Gli effetti digitali sono realizzati daEmiliano GuarnerieTullio Zanibelli.

    After Midnighta tirar le somme è una collezione niente male che mette insieme registi già affermati con altri in cerca della loro strada nell’horror italiano indipendente. Escono fuori i pregi ma anche i difetti su come alcuni temi cardine del genere vengono affrontati senza troppa volontà di innovazione, e sulla solita recitazione non sempre all’altezza. Ma parliamo di registi giovani che hanno tutta la vita davanti per migliorare imparando dagli sbagli.

    In un ipotetico progetto simile futuro piacerebbe vedere esclusivamente cose girate appositamente e non recuperate dal passato.

  • INTERVISTA a Francesco Longo per Clara, film ispirato alla stregata Villa Malvasia di Bologna

    Francesco Longoè un ragazzo pugliese che vive da anni a Bologna. Da sempre appassionato di cinema, dopo gli studi frequenta due corsi di visual effects. Un po’ per gli esami degli stage un po’ per sperimentare per fatti suoi comincia a realizzare i suoi primi cortometraggi da regista con la sua casa di produzioneMoonlight Legacy.

    SKIZOPHRENIA, CLAUSTROPHOBIA, NYCTOPHOBIA, da lui anche sceneggiati e musicati, vengono selezionati e premiati in vari festival italiani ed internazionali. VENIA MORTIS, il suo primo corto, entra a far parte del film a episodi 17 A Mezzanotte.

    Iniziano contemporaneamente lecollaborazioni da effettista per registi come Ivan Zuccon, i fratelli Eros e Roberto D’Antona e Francesco Mirabelli.

    A quanto pare però la dimensione del corto non basta più a Longo.
    A breve infatti inizierà a girare il suo primo lungometraggio dal titoloClara.
    Il film prende spunto dalla leggenda legata al Palazzo Malvasia: un’abitazione di Bologna avvolta dal mistero, meglio nota come Villa Clara.

    Questa la trama del film.

    Helen Ludovisi, una newyorchese di origini italiane laureata in arte, riceve in eredità un’antica villa nella pianura bolognese conosciuta dai locali come Palazzo Malvasia o più comunemente come “Villa Clara”. La giovane decide così di partire, per andare in Italia con il suo ragazzo Jacob e tre membri della sovrintendenza ai beni culturali dello stato di New York. Questi incontreranno una delegazione della sovrintendenza dei beni culturali di Bologna per pianificare il restauro della villa, la quale sembra avvolta da un alone di mistero. Nell’Ottocento nella casa abitavano i Ludovisi. Clara, la piccola della famiglia, fu uccisa e murata all’interno del palazzo dal padre perché credeva che i suoi poteri di chiaroveggenza fossero un dono del diavolo. Si dice che ancora oggi quegli orrori echeggino in quella casa e che lo spirito di Clara continui a vagare tra le sue mura. La storia non fermerà Helen e la troupe da un sopralluogo mirato al restauro. Uno di loro scomparirà in circostanze misteriose costringendo Helen, Jacob e il team di studiosi a recarsi di notte nella villa per cercare l’amico. Dopo essere rimasti bloccati all’interno della villa si troveranno a fronteggiare le forze oscure che la dimora nasconde.

    Incuriosito ho raggiunto telefonicamente il regista.

    «Passo al lungometraggio spinto dal fascino della leggenda, ma anche dai successi dei miei corti e dagli apprezzamenti per il teaser trailer di Clara, girato in un giorno con zero soldi.».

    Clarasarà prodotto dallaMoonlight Legacy, daRoberto Ramon(attore apparso nella trilogia sulle fobie di Longo) eAlberto Cella.

    Quando si comincia?

    «Le riprese inizieranno il 1 settembre. A giugno però gireremo delle interviste a persone che sono state nella vera Villa Clara, da inserire prima del film. Io sono scettico ma una di queste sarà una testimonianza particolarmente spaventosa.».

    Occhio però a non lasciarsi ingannare da questa cosa delle interviste. Il film non sarà un mockumentary o un found footage, anche se l’idea era stata considerata dal regista:

    «Inizialmente pensavo di girarlo come found footage, parlando con gli attori e con gli altri collaboratori ci siamo resi conto che poteva funzionare fino a un certo punto, e poi fare un film del genere originale e fatto bene richiede tantissimo lavoro, sembra il contrario -che fai prima- invece non è così. Abbiamo pensato di dare lo stesso questo tocco di realtà all’inizio con le interviste, il resto però sarà girato in modo classico.».

    La villa maledetta è la vera protagonista.

    Eravamo anche in contatto con il proprietario della vera Villa ed eravamo vicini dall’usarla come location per le riprese, poi però è saltato tutto.
    Lo giriamo in una location sempre a Bologna che è comunque molto suggestiva»
    .

    Interessante il cast coinvolto: la protagonista sarà Veronica Urban(già apparsa in altri lavori di Longo). Altri attori Michael Segal (Colour From the DarkVirus – Extreme ContaminationLionThe Wicked GiftFino All’Inferno), Orfeo Orlando(il Glauco di Boris) e David White.

    Sicuramente a settembre ci torneremo.

  • [RECENSIONE] 17 A Mezzanotte (AA.VV)

    Vorrei dare la mia opinione su questo film, se così si può chiamare questa emblematica mescolanza di disperati tentativi di emulazione cinematografica, ma non posso non fare prima considerazioni su come certi siti ne hanno parlato.

    Se son arrivata (da appassionata di horror e fantastico che sono) a conoscere di questo progetto, è solo grazie alle entusiastiche presentazioni che ho letto in giro. Ora, mi chiedo: codeste recensioni se le scrivono da soli gli autori sotto pseudonimo, o han davvero tutti così tanti amici? Perché davvero non mi spiego come sia possibile arrivare ad un punto di presa in giro e non rispetto totale del proprio lettore, da parte di certi siti.

    Il proprio gusto e la soggettività di analisi non si discutono; ma ci son limiti oggettivi a cui si deve fare fronte:17 a mezzanotteè un progetto fallimentare, amatoriale, spesso imbarazzante nella sua pretenziosità. Per di più, annoia… annoia tremendamente per lo spettacolo del vuoto che propone; laddove non sono la noia, l’amatorialità o il vuoto a prevalere, laddove accade qualcosa, è qualcosa che abbiamo già visto mesi, se non anni fa in altri film. Ok, low budget, ma quanto costa avere idee? Ecco, forse questo manca oggi per esser filmmakers: le idee.

    Manca anche l’onestà per scrivere però, di film, con il giusto distacco ed obiettività. Come si fa a scomodare un prodotto filmico come ABC OF DEATH anche solo per fare il paragone? Come si può usare l’aggettivospettacolareper qualcosa che non rientra quasi nemmeno nel concetto di spettacolo stesso e che presenta una povertà di idee e mezzi da far perfino rivalutare i famosi (e divertenti) trash di Bianchi?? Come si fa ancora oggi a far confusione e mescolare il concetto di disgusto con quello diterrore? Forse l’assonanza fra splatter, viscere e sangue per qualcuno è sconvolgente, ma il terrore è un sentimento “nervoso”… emotivo, non una prova per lo stomaco. Ilterroreva costruito da una narrazione e con una sapiente regia.

    Non sono una persona che ama vedere negativo, ma qui davvero (in generale) c’è poco da salvare se non le buone intenzioni di alcuni… vediamo a “caldo” cosa mi resta impresso di positivo:

    In alcuni episodi la tecnica è sopra lo standard: cito quindi diFederico Scargiali(il suo episodio è Through Your Lips) che si presenta disegnato da una bella fotografia ed effetti curati, ma su cui si insiste troppo fino a palesarne la (seppur ovvia) finzione. La storia non porta a nulla di particolare ed’è un peccato che si ripieghi in se stessa. Il regista ha poi presentato un buon prodotto con LOVE.LIFE.REGRET in cui la cura per i dettagli, fotografia ed effetti si sposano ad una storia di senso compiuto mostrando una soddisfacente crescita.

    “Assuefazione” rivela un regista che sa il fatto suo, e non a caso è l’unico con una filmografia di rilievo e una indiscutibile esperienza:Edo Tagliavini. Il corto presenta un concetto di orrore che poi diviene anche spunto di riflessione, e non si ferma solo sulla superficie di ciò che abbiamo appena guardato. Peccato per la povera fotografia che di certo non esalta il buon lavoro fatto… e peccato vedere uno come lui mischiato fra così tanti amatori.

    Buona la fotografia e la direzione degli attori anche perDavide Scovazzo: “Tutto il male del mondo” risulta una idea buttata li e, forse fuori contesto se rapportata all’intera l’operazione.

    Fuori contesto anche lo scanzonato “Signori, Buonanotte” diRoberto Albanesi e Simone Chiesache risulta simpatico, ma decisamente non Horror (tantomeno horror comedy). Avrei gradito una maggiore attenzione alla cura della recitazione, e sentire (da spettatrice) meno fretta nell’allestimento generale e nella cura della fotografia (la vera piaga degli indie a quanto pare). Virare sulla commedia forse è un escamotage facile quando non si sa affrontare la paura… magari anche gli altri autori ne sarebbe usciti vittoriosi, ma credo l’intento del film fosse fare un horror.

    Andrea Malkaviancon “Il gioco” dimostra un gusto estetico interessante, e ci fa sperare in un nuovo nome da seguire, più in là… peccato anche qui la “storia” sia alla lunga noiosa perché ripetitiva e banale (e purtroppo parliamo di cortometraggi).

    Paolo Del Fiolresta impresso per l’originalità di “Tomie Again”, sebbene anche qui con una cura maggiore della fotografia (senza dover per forza ripiegare su “iper-saturazioni” salvagente e scontati, abusatissimi filtri “grindhouse”) ed effetti, si sarebbe sfiorati il buono.

    Segnalo anche “Finché Morte Non Ci Separi” girato daStefano Rossie sceneggiato da Lorenzo Paviano (l’accoppiata vincente di “Recording”) ed Alessandro Tentati… ma riciclare lo stesso incipit e situazione di RECORDING certo non marca bene sulla impressione di “voglia di fare” e le idee che lasciano gli autori.

    Per il resto, non so quasi cosa dire se non che bisogna esser davvero di bocca buona e con molto tempo a disposizione per restare soddisfatti dalla visione completa di un film che, laddove promette di basarsi solo sullo “splatter” lo fa con effetti dozzinali (e nel 2015 rimpiangere le frattaglie di D’Amato e di Gordon Lewis è dura da mandare giù), e laddove vuole creare tensione lo fa con clichè e scopiazzature di scene madri di film, così noti ed abusati, da portarci alla conclusione degli eventi, a pochi secondi dall’inizio.

    Non sto entrando nel merito del mio gusto, sto analizzando solo certi aspetti base che sono la natura stessa del concetto di un film… e indipendente e amatoriale non son la stessa cosa; tanto meno esser così dannatamente di parte da “parte”di certi recensori può aiutare davvero la crescita professionale di qualcuno…

    Quando leggo in giro gli autori difendersi con “ma è low budget, è girato in poco tempo” mi irrito, e risponderei: nessuno vi ha obbligato a farlo. Se prendete un impegno, lo spettatore vuole vedere il sudore e la fatica versati per onorare il vostro obiettivo e le promesse (vane) sbandierate ai 4 venti (“terrore come non mai”, “splatter insostenibile” e quant’altro!).

    Nel 1981 Sam Raimi realizzava low cost e “fra amici” l’indipendenteLa casa/The Evil Dead… e direi che qui si dà al genere un dietrofront imbarazzante al punto di confermare la modernità pionieristica di un film di oltre 30 anni prima… e mi chiedo a questo punto cosa avrebbe saputo fare Raimi se avesse avuto all’epoca a disposizione il digitale per poter girare e montare con costi minori e tempi più rilassati.

    17 a mezzanottenon èoggettivamentela rinascita del genere italiano, non èoggettivamentespettacolare, non è nemmenooggettivamenteun film. C’è davvero molta strada davanti agli autori, per confrontarsi con un pubblico ampio, o semplicemente, abituato a una certa Idea di qualità: al pubblico non interessa giustificare quanti soldi o tempo avevano gli autori a disposizione per fare un film o il corto.

    Ragazzi: dovete prendervi la responsabilità del prodotto che presentate, e questo è solo un brutto lavoro amatoriale in cui alcuni registi con buone potenzialità, non sollevano affatto il risultato finale, ma ne restano soffocati e trascinati in basso. Dovrei eticamente suggerire allo spettatore che mi legge, di farsi la propria idea guardando il film, certo sarebbe giusto, ma non mi sento di assumermi la responsabilità di consigliare la visione intera di un prodotto così. Son stati già scomodati perfino Lynch, Carpenter e Cronenberg, io non mi sento di scomodare nessuno.

    Di seguito, la lista completa degli episodi e un breve riassunto della trama presa da “Il cinematografo.it”.

    Peep Show– Un cliente assiste al peep show di un’avvenente ragazza. Ma la visione non è sufficiente, lui desidera anche qualcos’altro.
    Assuefazione– Un bambino piange mentre un uomo è immobilizzato sul letto.
    Signori, buona notte!– Diverse situazioni e luoghi – un gabinetto, corna, rapine ai cinesi, Freud e una canottiera – generano una vera storia dell’orrore.
    Tunnel– Un ragazzo come tanti e la sua visione del tunnel post-apocalittico della crisi economica.
    Corri puttana– Una tranquilla passeggiata in auto si trasforma in un incubo senza fine.
    La mano di Dio– Una ragazza in fuga trova aiuto in un uomo che tenta di tranquillizzarla. Ma quali sono le sue vere intenzioni?
    Il ritorno di Elena– Elena si sta preparando per una cena romantica con l’uomo dei suoi sogni. Tutto sembra perfetto, ma ben presto i sogni si trasformano in incubi.
    Finché morte non ci separi– Due fratelli, all’insaputa l’uno dell’altro, intrattengono una relazione con la stessa donna. Quest’ultima mentre torna a casa riceverà una strana sorpresa.
    Il gioco– Cosa accadrebbe se ci trovassimo nell’aldilà, nelle mani di un dio capriccioso, orgoglioso e debole? Saremmo sicuramente uno dei suoi giocattoli.
    Through Your Lips– Un club esclusivo, dove solo i suoi iscritti possono assaggiare un frutto prelibato e raro.
    Il fiore– Una terribile maledizione da cui non si può fuggire.
    West ‘n’ Zombi– Lo zombie di un guerriero indiano viene risvegliato per sbaglio da un capo tribù nel 1864. Per mettere fine alla sua follia omicida dovrà intervenire il cacciatore di taglie Johnny Bullet.
    Video Nasty– Due ragazzi guardano un film maledetto realizzato da un regista suicida e la loro giornata non sarà più la stessa.
    Venia mortis– Luca sta scappando. Perché? e da cosa?
    Tomie Again– In un futuro immaginario, Pinky cerca sua sorella, colpevole di averle portato via il fidanzato, assieme ad una misteriosa ragazza giapponese…
    La malaradis– Due fidanzati sono in una foresta dove aleggia una oscura leggenda. Il cellulare di lei verrà ritrovato in seguito, con all’interno alcuni video che documentano gli atroci risvolti di quell’avventura.
    Tutto il male del mondo– Storia di un’assassina votata alla dannazione.