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  • [RECENSIONE] Backrooms (Kane Parsons)

    L’industria del cinema prende in un sol colpo il fenomeno web dellebackroomse il giovanissimo (21 anni questo mese) videomakerKane Parsonsesploso qualche anno fa propriocavalcando l’ondadi quellacreepypasta.

    Lebackrooms, nell’interpretazione dello sceneggiatoreWill Soodik(Ash Vs. Evil Dead), diventano lo strano luogo in cui il concetto estetico disublimetrova la sua casa. Un posto che attrae e spaventa allo stesso tempo e che catturerà irreversibilmente il protagonista.

    Che poi, detto tra parentesi, dietro il concetto del sublime c’è il segreto del successo del genere horror. Quella mano davanti agli occhi per vedere e non vedere.

    Clark (Chiwetel Ejiofor) è un architetto fallito, separato dalla moglie e proprietario (indebitato) di un salone di mobili senza clienti.

    La scoperta delle labirintiche backrooms nel seminterrato del suo negozio (che è anche diventato il suo alloggio) gli ridà una inaspettata voglia di vivere che aveva sostituito con la rabbia. In quei luoghi strani, e stranamente a lui familiari, si sente a casa, a proprio agio.

    Questo accade perché quei posti in realtà lo stanno sempre più catturando con un inganno, un trucco, una sostituzione. E piano piano non può farne più a meno perché come il suo alcolismo anche le backrooms stanno rendendo meno triste la visione della sua vita.

    Chiwetel Ejiofor. Credit: Courtesy of A24
    Chiwetel Ejiofor. Credit: Courtesy of A24.

    E poi c’è la terapista Mary (Renate Reinsve) verso la quale Clark esprime rancori e frustrazioni, ma anche la sua attitudine a commiserarsi senza però trovare mai soluzioni ai problemi.

    Mary, la razionale e scettica, che continua però anche lei nella sua intimità a rimuginare sul suo passato senza venirne a capo.

    È un horror anomaloBackrooms.

    Con i momenti spaventosi raggruppati principalmente nella seconda parte che funzionano finché creano tensione con il non visto e il sonoro.

    Solo nella parte finale il film perde in efficacia quando cede alle regole di mercato che vogliono il palesarsi del mostro sullo schermo.

    Finché si sviluppa intorno ai nebulosi pensieri negativi di chi visita questi non luoghi mantiene intatta la sua forza.

    Anzi, con i suoi due adulti con parecchi problemi da risolvere, descrive bene una generazione allo sbando, senza più punti di riferimento, persa in una società che gli è cambiata sotto gli occhi.

    Con questi due protagonistiKane Parsonspartecipa emotivamente e dimostra anche un certo pessimismo per un mondo in cui i suoi coetanei sono solo comparse destinate a durare poco.

  • The Backrooms: A24 dà il via alla produzione del film horror

    A24 ha dato il via libera al film horror fantascientifico The Backroomsdel regista diciannovenneKane Parsons.

    Lo leggiamo suVariety.

    The Backroomsè basato sull’universo horror virale diKane Parsonsinagurata suYouTube nel 2022totalizzando qualcosa come 190 milioni di visualizzazioni fino ad oggi.

    Del fenomeno webve ne avevamo parlato qui.

    L’inizio delle riprese del film è previsto per quest’estate eKane Parsonsè il regista più giovane messo sotto contratto daA24.

    The Backrooms prende spunto da una omonima recente leggenda urbana-metropolitana, nata e sviluppata su internet, legata all’onirico e ai bug dei videogiochi, caratterizzata da labirintici corridoi e stanze (quasi) del tutto vuoti.

    L’argomento lo potete approfondire sullapagina wikipedia dedicata.

    Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve (A Different Man) e Cristin Milioti saranno i protagonisti.

    A24, produrrà il filmThe Backroomsinsieme adAtomic Monsterdi James Wan,Chernin Entertainment e21 Laps Entertainment, mentreRoberto Patino (Westworld, Sons of Anarchy) si occupa della sceneggiatura.

  • The Backrooms e il fenomeno web Kane Parsons

    Stanno ottenendo visualizzazioni da record su YouTube i video di un giovanissimo sedicenne di nomeKane Parsons.

    Il più visto, caricato un mese fa, si chiamaThe Backroomsed è unfound footagein 4/3 (ambientato nel 1991) in cui un ragazzo, mentre sta girando un video con alcuni suoi amici, si ritrova improvvisamente in uno strano edificio di corridoi vuoti. L’esplorazione dell’intricato posto finirà molto male per il povero ragazzo.

    The Backroomsprende spunto da una omonima recente leggenda urbana-metropolitana, nata e sviluppata su internet, legata all’onirico e ai bug dei videogiochi, caratterizzata da labirintici corridoi e stanze. Se volete approfondire vi consigliamola pagina wikipedia dedicata.

    Un argomento virale che aiuta a spiegare il successo di questo video che ha totalizzato in un mese 16 milioni di visualizzazioni.

    Quel che colpisce di questo video sono proprio i posti quasi del tutto spogli in cui ci si muove, luoghi ricostruiti al computer, e l’utilizzo del 4/3 per un found footage realizzato da un giovane di appena sedici anni che decide di far svolgere la sua storia nei primi anni ’90. E poi c’è il robot cacciatore che sembra solo parzialmente costruito e dà quasi l’idea di essere ubriaco per come si muove.

    Da lì sono arrivati altri video, anche questi cliccatissimi e girati utilizzando la grammatica del found footage (e del mockumentary), che approfondiscono un po’ meglio la sua idea sulle backrooms introducendo: un portale, un progetto scientifico sulla distorsione magnetica, molte persone sparite nel nulla, e alcuni semplici avvertimenti per avere salva la vita se si finisce in uno di quei posti.

    Vi lasciamo linkandovi ilcanale YouTube di Kane Parsonse mostrandovi il video diThe Backrooms. Teniamo d’occhio questo giovanissimo videomaker.