ConBring Her Back – Torna da Me, i fratelliMichael e Danny PhilippoudiTalk To Mesono di nuovo a miscelare spaventi e lutti (dramma) ma i risultati sono questa volta deludenti.
Per prima cosa è la storia ad essere prevedibile inBring Her Back.
Si capisce da subito cosa accadrà, quali saranno gli sviluppi e come si concluderà la storia.
Il film racconta di due fratellastri attaccatissimi e da poco orfani, il quasi maggiorenne Andy (Billy Barratt) e la ipovedente Piper (Sora Wong, realmente affetta dalla malattia), che vengono affidati ad una eccentrica psicologa di mezza età (Sally Hawkins).
La donna, Laura, ha perso anni addietro sua figlia, e vive già con un altro ragazzino affidatole, Oliver (Jonah Wren Phillips), che ha subìto un trauma e non spiccica una parola.
Ovvio, parliamo di un horror, che le stravaganze della signora si riveleranno sempre più spaventose, parte di un suo piano per colmare un vuoto che la tormenta da anni.
Ma è soprattutto il dramma (anzi la tragedia) che da dietro muove tutto a lasciar facilmente immaginare quale sarà l’enevitabile conclusione.
C’è anche da dire però che non tutto è da buttare inBring Her Back.
Funzionano i rituali di Laura, solamente accennati e avvolti sempre nel mistero, le sue veloci visioni di consumate VHS. Così come è riuscito il personaggio di Oliver tra sguardi folli, atti autolesionisti, urla disperate e accenni body horror. Una giovane e innocente cavia per arrivare alla perfezione. Neanche il personaggio di Laura, un po’ stregona e un po’ Ed Gein, funziona fino in fondo. Non basta farla interpretare da una bravissima attrice, Sally Hawkins, fino ad allora celebre per certi ruoli solari, vivaci e indipendenti (La Felicità porta fortuna, Blue Jasmine, La Forma dell’acqua).
È sufficiente tanto poco? Assolutamente no. Perché al di là della confezione impeccabile, mancano alcuni aspetti caratteristici dell’horror primo fra tutti l’effetto sorpresa. Non il jump scare (che per fortuna, altra cosa positiva del film, non c’è) ma il colpo di scena che tutto ribalta e rimette in discussione.
Insomma, conBring Her Back – Torna Da Mei Philippou realizzano una furbata non da poco che delude per non aver osato veri stravolgimenti. C’è forma ma non c’è sostanza.

