Questi i corti e i trailer selezionati per l’Horror Island Festival.
Grindsploitation 9 (trailer) di Joe Cash, Tony Newton, Lee Bailes, Nick Charles, Mason Newton Derushie, Séamus Hanly, Emil Levin, Azzam Fi Rullah, Valeria Henry, Sean Murray. Yule Lord (trailer) di Jake Bentley. Year Zero (trailer) di David Siev. Bitch Popcorn & Blood di Fabio Soares. Go Dark (trailer) di Vahagn Karapetyan. Nekroman di Tal Shmunis. Wreckvlogs (trailer) di Jackson Cooperman. Strength Test (trailer) di Liu Yixuan, Jin Lilai. Chateau Sauvignondi David Maire. Death From (trailer) Above di Jordan Coles. Uroboros (trailer) di Semyon Voinov. Amarok (trailer) di Shenaaz Suliman. Desaparecido di Jorge E. Pardo. The Dragon Son di Fernando Allosa. Princesses Do As They Please di Quarxx Arter.
Lungometraggi:
Zombie Wardi Rickey Bird Jr., Kenneth Kjeldsen, Aaron McCann, Stefan Androv Radanovich, Ren Thackham, Jason Wright. Hambre(Hunger) di Manu Herrera. Only Deadsdi Giulio Golfieri.
Membri della giuria della prima edizione dell’Horror Island Festivallo sceneggiatore Andrea Cavaletto, il produttore e sceneggiatore Nicola Vitale Materi (Pollo Crudo), l’attrice Mirella D’Angelo (Caligola, Tenebre).
Lavorarefilia(spesso abbreviata invore) è una parafilia che associa il piacere sessuale all’atto di essere mangiati, inghiottiti, all’osservare il gesto e, in senso stretto, all’azione di mangiare.
Malatissimo, vero? Non a caso ha avuto il suo boom in Giappone dove i fanatici si son espressi in fumetti e cartoni “di stampo onanistico” data la complessità di realizzare nella pratica sessuale reale, una fantasia così “totalizzante e definitiva” (e mortale).
Ilgoreinvece è un genere cinematografico che propone scene particolarmente cruente e violente ma caratterizzato dalla presenza di sangue rappreso, piuttosto che zampillante come nello “splatter”.
Ecco quindi che già dal titoloVore Goreci fa capire dove andrà a parare.
Nove registi internazionali, fra cui 2 donne (3 considerando la co-regia diCherokee Nevinnel segmento firmatoWhite Gardenia), ci raccontano la loro idea di vore, sfruttando stili e linguaggi cinematografici diversi. Il film è legato solo dalla tematica, e da una bocca che… echeggiando/omaggiando i titoli delRocky Horror Picture Show, ci introduce ad ogni segmento ogni volta con un make up vistosamente differente e a tema. I film corali son sempre caratterizzati dalla mano dei registi che li compongono; quindi ovviamente c’è chi gradirà un episodio, chi un altro trovando discontinuità (stilistica, qualitativa etc). In questo caso la discontinuità è un pregio perché sottolinea la totale libertà e autonomia in cui ogni regista ha operato. Apprezzo poi in particolar modo come nei progetti capitanati daDomiziano Cristopharo, ci sia sempre una cospicua presenza femminile, spesso anche al suo debutto registico… in questo caso la strepitosaIrene Baruffetti(comePoison Rougeprima di lei).
The Mouth.
Il primo segmento, un suggestivo video sperimentale dello spagnoloMikel Balerdi, funge anche da titoli di testa e si muove più su associazioni di idee che in una vera e propria narrazione: vediamo dettagli di una “cartoonesca” bocca gigante che perde denti, mentre si sovrappongono immagini di deformità anatomiche e di un vecchio che si toglie la dentiera (facendo fastidiosi versi) accompagnando una pittorica automutilazione genitale.
Sweet As Honey.
Abbandonati gli stili rozzi ed extreme dei suoi lavori inDeep WebeDark Web,Emanuele Marchettorivela di essere un regista raffinato e capace di esplorare altri stili e narrazioni. Coadiuvato dalla bellissima fotografia diDaniele Trani, Marchetto ci racconta la storia di un apicoltore sordo, che sfoga il suo desiderio di essere mangiato dando in pasto le sue api a delle aggressive vespe… per poi masturbarsi fantasticando di fare la stessa fine, divorato da un suo doppio.
Finger lickin’ good.
Lorenzo Dante Zanoni, giovane promessa del new horror apprezzato inTaste of PhobiaeILL – Final Contagiumrealizza qui il segmento indubbiamente più disturbante e splatter. Un ragazzino resta turbato dalla visione di un porno… nel lavello del bagno rivede la vagina primordiale… il desiderio di possederla e rientrare in quel buco lo porteranno a farsi letteralmente a pezzi. Strepitosi gli FX di Athanasius Pernath, raramente in film e corti italiani (ma non solo) si vede roba di questo livello qualitativo.
Please not in my mouth.
È la volta diPoison Rougeche si rende anche sexy protagonista del suo segmento… giocando (ironicamente, e facendo il verso al suoAGP: Sacrifice) con un cacciavite… ma nella bocca di un povero malcapitato! Bellissime le soggettive da dentro la bocca, divertente il finale. Un vero “bagno di sangue” con una estetica pin up.
Italian ladies do it better.
La segue a ruotaIrene Jones Baruffetticon il segmento forse più autorale e metaforico: questo farsi “mangiare” dal proprio lavoro lo ho davvero apprezzato, e ho apprezzato come Irene (già attrice, cantante e costumista) abbia messo davvero tutta se stessa nel suo debutto, in una sorta di autobiografia in salsa rossa: una sarta deve consegnare un lavoro importante, ma ogni modello di abito che propone risulterà “anonimo” al committente, finché una ciocca di capelli non le resterà incastrata nella macchina da cucire e…
Infernal Gluttony 2.
Patrick Fortin, canadese noto nel giro underground per i suoi corti splatter/trash stile Troma, omaggia quiInfernal Gluttony: il cult del 2010 diDavid Charbonneau. Un uomo finirà a mangiare se stesso in un turbinio di droga, piacere culinario e onanistico. Tutto sembra uscire direttamente da un incubo del creatore dei Muppet, e ho apprezzato come accanto ad FX particolarmente realistici, si sia scelto di abbinare prop vistosi ed irreali, aumentando cosi il senso di disagio onirico.
Yummy Fur.
White Gardenia(Cherokee Nevin e Daniel Valient) sono un gruppo di performers costituito da ex autolesionisti e amanti dell’arte. Le loro performance sono un manifesto scritto col sangue (e che si possono trovare nel loro Mutilation Theatre). Girato come una sorta di shockumentary (che solo in superficie sembra approssimativo e amatoriale) il video ci mostra una ragazza che decide di assaggiare un po’ della sua vagina… Dopo il dito mozzato di Valient inXXX Dark Web, sicuramente anche questo segmento sarà l’ossessione di molti.
Stretching.
Dopo questi deliri di sangue,Domiziano Cristopharoci trasporta nel lato più psicologico della vorarefilia esplorando, nello script del fidatoAndrea Cavaletto, la frustrazione di questo bellissimo uomo che cerca soddisfazione sessuale nell’esser inghiottito in uno spazio stretto. Pochissimo nudo, pochissimo sangue a differenza di come Cristopharo ci ha abituati. Molta poesia. Bellissime le citazioni a Fellini con la donna del manifesto che diventa una gigantessa fuori della finestra, nel segmento che forse più di tutti affronta l’impotenza quotidiana di chi è attratto da questa philia e l’immaginario estetico/nipponico. Il finale è sconsigliato ai claustrofobici e alle persone ansiose.
The Egg.
E si conclude in bellezza, ma con sangue e poesia, nel finale firmato daDario Almerighi. Uno sciamano coltiva un uovo nel terreno, come fosse un seme. Da questo uovo poi, nascerà una donna. Questa creatura è pura e innocente, e resta turbata dalle brutture del mondo che la circonda (abbiamo una traccia di ecologismo anche) così torna dal mago che l’ha fatta nascere per chiedergli di distruggerla. Lo sciamano la farà a pezzi, per poi trovare un nuovo uovo dai resti di lei… solo che stavolta non opterà per dare al “seme” una chance di vita.
A fine visione si resta frastornati dal caleidoscopio di emozioni a cui abbiamo assistito: nudità, sensualità, violenza, sangue, simboli. Sebbene discontinuo in apparenza,Vore Goreha un forte legame tematico fra i segmenti (e si può considerare il primo vero film sulla Vorarephilia) ma non solo: la musica del segmento di Poison Rouge è di White Gardenia, gli FX del corto di Zanoni sono di Cristopharo (Athanasius Pernath, per l’appunto!), la gigantessa del corto di Cristopharo è la Baruffetti… si respira un senso di forte collaborazione e scambio che fa ben sperare per la rinascita di un ambiente indie fervido e lontano da invide e competizioni sterili che han freddato il pubblico nostrano verso queste interessanti opere.
L’accoppiataAndrea Cavaletto/Domiziano Cristopharoci ha regalato molte soddisfazioni nel corso degli anni.
Dal lontano 2011 quando strinsero il sodalizio creando il fumetto/film porno horrorHyde’s Secret Nightmarecon Roberta Gemma, continuando con i variP.O.E.e sfiorando diversi generi e stili come il fiabescoDark Waves, il fantascientificoTwo Left Armse passando al gialloTransparent Womanfino all’extreme del torture pornDoll Syndrome.
Sceneggiatore per film comeHidden in the WoodsoThe Beautiful People, Cavaletto è anche uno degli sceneggiatori del fumettoDylan Dog(nonché illustratore a sua volta) e creatore diParanoid Boyd. I due han mostrato sempre un grande affiatamento che li ha spinti in una continua sfida e sperimentazione.
L’apice di questa ricerca sfocia nel progettoBlue Sunset.
I due lo concepiscono come un libro e film da realizzare durante il lungo lockdown italiano (precedentemente già affrontato egregiamente con la realizzazione diThe House Guest) che affonda le radici nel cyberpunk asiatico di ispirazione anni ’80.
L’idea diBlue Sunsetnasce a Cristopharo dopo aver visto le piccole case/stanze cinesi e giapponesi dove vivevano intere famiglie, segregate a causa del Covid:
bagni utilizzati come cucine, salotti dormitorio, spazi vitali ridotti a cucce dove l’unica fuga ed evasione era il virtuale ed i social.
Blue Sunset(tramonto “blu” come i cieli intossicati dagli scarichi industriali, ma anche “triste tramonto”) affonda visivamente nella cultura cyberpunk asiatica. Nei tagli di capelli e nei costumi, senza dimenticare di omaggiare anche altri iconici look daBlade RunneraNirvanadi Gabriele Salvatores.
Il coinquilino di Cristopharo (che ha debuttato egregiamente in House Guest)Daniele Arturi, torna in un ruolo estremamente complesso che lo triplica in diversi personaggi (che sono poi tutte sfaccettature di se stesso). Questo grazie ai make up eccezionali diAthanasius Pernathche ci regala magistrali spellamenti, decomposizioni accelerate, arti bionici, invecchiamenti e fusioni uomo/macchina allaTetsuodi Tsukamoto (a cui il film è dedicato assieme a tanti altri padri/guru della cultura cyber).
Funziona bene Arturi, stavolta circondato (seppure virtualmente a causa del Covid) da un cast eccezionale:Irene Jones Baruffetti(Nightmare Symphony),Elisa Carrera Fumagalli(Deep Web XXX), Antonio Ciro Cerreta (al suo debutto), Alessio Cherubini (Herbert West Re-Animator,The Iced Hunter) e Chiara Pavoni (Xpiation).
Il filmmescola reale e virtuale con una estetica da videogioco anni ’80 e questi gustosi inserti son stati realizzati daAlessandro Basso.
Un lavoro di gruppo fatto con tanto amore che si respira a ogni fotogramma,Blue Sunsetè un piacere per gli occhi, mentre la semplice trama si dipana a livello quasi intuitivo/sensoriale senza dare spiegazioni (se non nel finale, che però è solo altamente simbolico e narrato in flashback and forward).
In un futuro prossimo, l’azienda NOVA ha intenzione di nascondere sofisticati sistemi di controllo mentale dietro i suoi videogiochi. Per attuare il suo piano, l’azienda si rivolge a Silver 02, il loro migliore programmatore. L’uomo però verrà intercettato dagli hacker ribelli che vogliono contrastare il progetto della società. Già compromessa dall’uso di farmaci allucinogeni, la sanità mentale di Silver 02 inizierà a vacillare oscillando tra il mondo virtuale e quello reale.
Menzione speciale alle poetiche musiche di Danilo Del Tufo e alla LabelNachtstrom Schallplatten.
Inscindibile il libro dal film, per i creatori, l’opera sarà distribuita in modo inusuale con il libro che diventa la custodia stessa del DVD, con una cover inedita realizzata daClaudio Montalbano(Lanciostory, Skorpio, La Iena) e 6 illustrazioni interne diCristiano Sartor.
Il libro sarà edito in sole 100 copie da collezione, numerato a mano, e conterrà anche una card firmata dagli autori (Cavaletto, Fulvio Gatti, Cristopharo e Arturi) e presentato in unevento liveal Bomber Comics di Emanuele Mattia Zanco.
Si sono aperte il 15 gennaio le iscrizioni per il festivalHorror Island, organizzato dal regista Domiziano Cristopharo e Daniele Arturi, attore protagonista dei suoi fimThe House GuesteBlue Sunset.
Membri della giuria della prima edizione lo sceneggiatore Andrea Cavaletto, il produttore e sceneggiatore Nicola Vitale Materi (Pollo Crudo), l’attrice Mirella D’Angelo (Caligola, Tenebre).
Il festivalHorror Islandnon si svolgerà online ma a Las Palmas de Gran Canaria, isola divenuta da qualche mese la residenza del regista Cristopharo. In caso di restrizioni per la pandemia covid-19 la data d’inizio del festival, prevista per il 27 agosto, sarà posticipata.
Per iscrivere film, corti-mediometraggi e trailer digenere horror e fantascientifico, conoscere costi e regole vi linkiamo la pagina FilmFreeWay dedicata.
Trasferitosi alle isole Canarie, il sempre attivoDomiziano Cristopharoha cominciato lì le riprese diEldorado. Si tratta di un film dai toni surreali che prende spunto dai culti legati alla Santeria e da una idea del regista Alessandro Redaelli.
Lasanteria(leggiamo suWikipedia) nasce dall’unione di elementi del cattolicesimo con altri della religione tradizionale dei popoli yoruba (un gruppo etcico dell’Africa occidentale). La santeria è praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti a Cuba, Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi degli Stati Uniti con molti immigrati latinoamericani come Florida, New York e California.
Tra i tanti luoghi ci sono anche le Isole Canarie.
Dal comunicato stampa che ci è arrivato leggiamo che l’idea del film parte da alcuni ritrovamenti di resti umani e animali nelle Isole Canarie riconducibili ai riti della Santeria. Da qui nasce le sceneggiatura firmata daAndrea Cavalettoe da Cristopharo.
Attore protagonista diEldoradoè Elio Mancuso, già autore perDomiziano Cristopharodegli script diMuseum of wonderseTransparent woman. Nel cast anche il coproduttore Nicola Vitale Materi.
DiEldorado(le cui riprese sono al momento in pausa a causa delle restrizioni sui viaggi imposte dal Covid) vi mostriamo in esclusiva tre foto.
DopoThe House Guestil regista romanoDomiziano Cristopharosi affeziona alla “clausura” e al distanziamento sociale come forma di sperimentazione (e in un mondo dove quasi tutti han la tendenza a piangersi addosso, questo è davvero lodevole) e, sempre affiancato dal suo oramai collaudato coinquilinoDaniele Arturi, inizia a girareBlue Sunset.
Un irriconoscibile Daniele Arturi. Copyright: Enchanted Architect.
Il regista lo ha definito una rilettura pop e anni ’80 del cyberpunk asiatico, quello quindi lontano dai barocchismi visivo/letterari diBlade RunneroNaked Lunchper andare verso il minimalismo di un futuro prossimo e molto inquietante.
Arturi in una gustosa scena del film. Copyright: Enchanted Architect.
Scritto sempre a 4 mani col fedeleAndrea Cavaletto, nel cast son presenti ancheChiara Pavoni(Demonium) eCiro Antonio Cerretaal suo debutto, ma anche le “incursioni”virtualidiIrene Jones Baruffetti(Nightmare Symphony),Alessio Cherubini(Iced Hunter),Elisa Carrera Fumagalli(Re-Animator).
Le musiche saranno affidate a diversi gruppi electro/sperimentali del nord europa, mentre gli FX del sempre bravoAthanasius Pernath(che oramai sappiamo essere Cristopharo stesso) che ci garantisce una bella dose di gore. Per gli effetti di CGI e le animazioni, Cristopharo si avvale nuovamente diAlessandro Bassocon cui aveva già co-diretto nel 2014 il videoclip del gruppoStage of RealityNext Generation.
Una immagine evocativa daBlue Sunset. Copyright: Enchanted Architect.
Non so se dovremo aspettarci dei tramonti Blu, sicuramente il titolo gioca anche col significato americano di “Blue” (triste) perché si sa che gli artisti (e oramai anche noi), il futuro non lo vedono piú tanto rosa.
Andrea Cavalettoin merito a questa nuova esperienza diBlue Sunsetci dice:
“Non amo molto la fantascienza. Non è tra i miei generi preferiti, e per questo motivo non avrei mai pensato di scrivere qualcosa a riguardo. Ma, nella vita, mai dire mai. E, soprattutto, se la proposta arriva da quel vecchio (si fa per dire, eheheh) filibustiere del cinema indi extreme italiano che corrisponde al nome di Domiziano Cristopharo, è difficile per me dire di no. Quando mi ha spiegato il suo progetto per il filmBlue Sunset, mi ha subito conquistato. Anche perché se c’è una cosa che mi interessa del genere fantascientifico è proprio la sua deriva più pessimista, psichedelica, ribelle, antisociale che è caratteristica del sottogenere propriamente detto cyberpunk.
E così, seguendo le indicazioni del mio amico regista e il trattamento da lui fornito, mi sono divertito e appassionato a sviluppare una sceneggiatura con rimandi a William S. Burroughs, William Gibson, Warren Ellis, Grant Morrison, Shynia Tsukamoto e molti, molti altri, usando le suggestioni dei loro romanzi, film e fumetti per creare come sempre (almeno, lo spero) qualcosa di mio, che rispecchi il mio personale modo di vedere le cose, con lo stile diretto, sporco e cattivo che mi contraddistingue. Il mio sesto senso mi dice che verrà un gran bel film!”
Ciro Antonio Cerreta in una inquietante scena daBlue Sunset. Copyright: Enchanted Architect.
Attendiamo per saperne di piú e nel mentre, godiamo assieme di questefoto esclusiveper klub99.it.
Ammetto che questa svolta stilistica mi attira molto… il cyber è un genere che amo, e che ha avuto il suo massimo picco negli anni ’90: corrente letteraria sci-fi e artistica nata nella prima metà degli anni ottanta, di cui è divenuto un sottogenere del filone pessimistico. Il nome si fa derivare da cibernetica e punk e fu originariamente coniato daBruce Bethkecome titolo per il suo raccontoCyberpunk, pubblicato nel 1983. Il cyberpunk tratta di scienze avanzate, accoppiate con un certo grado di ribellione o cambiamento radicale nell’ordine sociale.
Oltre ai citatiBlade RunnerePasto Nudo, non si puó non citare la trilogia diTetsuodi Tsukamoto oRubber’s Loverdi Fukui.
Questo rispolvero dai colori “baviani” è sicuramente un qualcosa da tenere sotto radar… se non altro per la voglia che ha l’autore di non ripetersi mai e continuare a sperimentare anche dopo oltre 20 film!