Risultati della ricerca per: “invasione aliena”

  • Tony Todd e Tobin Bell nel Bunker contro gli alieni

    Le starTony TodddiCandymaneTobin BelldiSawreciteranno insieme nel filmThe Bunkerdiretto daBrian Hanson.

    Con loroChelsea Edmundsonnella parte di una scienziata che, all’interno della fortezza del titolo, dovrà creare un’arma biologica per fermare unainvasione aliena.

    Fanno parte del cast ancheChad Michael Collins,Cullen Douglas,Christopher Matthew Cook,Debbie Fan,Sharif Ibrahim,Spencer Langston.

    The Bunkerè il secondo lungometraggio diBrian HansondopoThe Black Stringdel 2018.

    LaBlood Oathche produce ha dichiarato:

    Abbiamo letto una montagna di sceneggiature, e questa è balzata subito fuori grazie ad un concetto che nessuno di noi aveva mai letto prima. Era perfetto per Blood Oath, e con le leggende Tony Todd e Tobin Bell nei ruoli protagonisti, crediamo che sarà perfetto anche per il pubblico.

    Le riprese diThe Bunkersono iniziate da poco a Los Angeles.

    Fonte:Deadline.

  • Joe Cornish pensa al sequel di Attack the Block

    A dieci anni dalla sua uscita si torna a parlare diAttack the Block, il film di fantascienza scritto e diretto daJoe Cornishsu un gruppo di giovani che ferma una invasione aliena nei sobborghi di Londra.

    Pare infatti che il regista e l’attore principaleJohn Boyegastiano lavorando ad un seguito.

    A colloquio conEntertainment Weeklyil regista londinese ha detto così a proposito del sequel diAttack the Block:

    John Boyega è stato a casa mia qualche settimana fa. Ci siamo seduti in giardino – rispettando il distanziamento sociale – a parlare di idee per la storia finché non è stato così buio che non ci potevamo più vedere. Quindi, sì, ci stiamo lavorando.

    Attack the Blockvenne proiettato in anteprima al SXSW, in Texas. Tra i produttori c’è il regista della trilogia del Cornetto Edgar Wright, nel cast il suo attore feticcio Nick Frost.

    Questi i ricordi di Joe Cornish alla prima del film:

    Non potevo sedermi a teatro. Ero troppo nervoso. Era troppo surreale e strano essere con tutti questi sconosciuti in un paese straniero. Era troppo strano. Sono uscito dalla porta e mi sono seduto per terra appollaiato in posizione fetale, ascoltando il pubblico. Ricordo di averli sentiti ridere e iniziare a reagire al film, e poi alla fine, quando Moses corre lungo il corridoio inseguito dagli alieni, ho sentito tutti applaudire.

    Era il 12 marzo 2011 e fu proprio quella proiezione a lanciare il film. Da noi arrivò il 30 maggio 2012.

  • [RECENSIONE] Nope (Jordan Peele)

    Per prima cosaNope, terza regia cinematografica diJordan Peele, non si discosta dai canoni del sottogenere fantascientifico delleinvasioni aliene. La storia infatti si sviluppa secondo il solito schema fracassone in cui chi scopre l’attacco inizialmente resta solo ma poi troverà alleati che aiuteranno (anche sacrificando la loro vita) alla vittoria finale.

    Protagonisti sono due fratelli neri, discendenti da una famiglia di addestratori di cavalli per il cinema. Scoprono un disco volante che si nasconde dentro una nuvola sopra il loro maneggio e che va rapendo bestiame e persone. Sono OJ (Daniel Kaluuya, già protagonista di Scappa – Get Out) ed Emerald (Keke Palmer), tanto calmo e taciturno il primo quanto chiassosa ed espansiva è la sorella.

    Per lei è l’occasione della svolta, per diventare famosa ed andare in tv daOprah Winfrey. Tocca solamente portare le prove del disco volante ed ecco che entrano in scena il commesso di un negozio di elettronica (Brandon Perea) e successivamente un documentarista (Michael Wincott) solitario e misterioso.

    E c’è anche Ricky ‘Jupe’ Park (Steven Yeun): ex bambino attore e oggi proprietario di un maneggio vicino a quello dei due fratelli. Un personaggio dal passato tormentato, che rimanda in qualche modo al tema dell’ossessione per la popolarità dei nostri tempi, che non aiuta davvero lo sviluppo della trama. La sua presenza pare alla fine poco più di un riempitivo.

    Ma sono tante le cose messe lì inutilmente o solamente accennate quando invece avrebbero meritato un approfondimento. Come il rapporto tra i due fratelli, il tema degli sfruttamenti dell’industria cinematografica/televisiva (neri, animali vari), quello della notorietà a tutti i costi (sul web prima per poi approdare in tv, magari da Oprah).

    NopediJordan Peelerisulta alla fine un prodotto privo del coraggio di andare davvero contro le regole del mercato che solo qua e là accenna serie analisi socio-culturali e metacinematografiche. La qual cosa rappresenta un passo indietro nella filmografia del regista.

    Nopeè distribuito nellesale italianeda Universal Pictures.

  • [EXTRA] I 30 anni di La cosa di John Carpenter

    Disse il regista John Carpenter al mago degli effetti speciali Rob Bottin “Libera la fantasia, tu ed io andiamo a fare La cosa“.

    Erano i meravigliosi anni ’80 in cui gli effetti speciali visivi, di makeup e gli animatronics raggiungevano il loro apice, gli anni di Tom SaviniRick BakerJohn Carl BlucherKevin YagherDick Smith, dei nostri Carlo RambaldiGiannetto de Rossi e Sergio Stivaletti, ma anche di Tony GardenJohn Caglione e Doug DrexlerScreming Mad GeorgeMark Shostrom e tanti altri che realizzavano trucchi in una maniera oggi quasi impensabile. Si parlava di artigiani del mestiere. Ma erano anche gli anni in cui iniziava a farsi strada il computer nella realizzazione degli effetti visivi. Era l’anno di La cosa e di Tron, un anno, col senno del poi, cruciale.

    Negli studi della Universal già da un po’ di anni si parlava di rifare il film di Christian Nyby e Howard Hawks del 1951 ispirato al romanzo di John W. Campbell Jr.dal titoloWho goes there, inizialmente però si pensava di affidare la regia a nomi come Tobe Hooper. Solo dopo l’incredibile successo di Halloween la notte delle streghe i capi degli studios decisero di affidare il film a Carpenter.

    In quella pellicola La cosa da un altro mondo veniva palesemente omaggiato apparendo per pochi istanti nel televisore che il piccolo protagonista guarda. Carpenter infatti è fin da bambino un fan del film, probabilmente dunque la persona più adatta per realizzarne un remake, inoltre Halloween era il film indipendente che aveva incassato più di tutti nella storia del cinema, un buon motivo per affidare al regista per la prima volta un cospicuo budget che si aggirava intorno ai 15 milioni di dollari.

    Come attore principale la produzione pensava a Jeff BridgesNick Nolte e Clint Eastwood al loro posto la spuntò Kurt Russell che per Carpenter aveva già interpretato i ruoli di Elvis Presley e di Snake Plissken, rispettivamente in Elvis il re del rock e 1997 fuga da New York.

    La cosa nella versione di Carpenter, che esegue la sceneggiatura di Bill Lancaster, si avvicina molto più al romanzo di Campbell di quanto avesse fatto il film di Nyby e Hawks. Altri tempi per carità però lo spirito del romanzo non si discosta più di tanto da L’Invasione degli ultracorpi che Don Siegel porterà sullo schermo nel 1956. Si parla infatti di un’antità aliena che imita gli esseri umani mandando tutti i protagonisti della storia sul chi va là, che non a caso è la traduzione del romanzo di Campbell.

    Ne La cosa l’inventiva di Rob Bottin, che all’apoca del film aveva solamente 22 anni, e del suo staff comprendente anche Stan Winston, trova sfogo. Le trasformazioni del mostro, tutte realizzate live, risultano ancora oggi incredibili a differenza di quelle dei nostri giorni in digitale che dopo un anno già sembrano obsolete. La bocca dentata nello stomaco che si apre durante la defibrillazione, il cane che attacca gli altri cani, la creatura che esce dal pavimento di legno risultano ancora oggi realistiche (nonostante abbiano le irreali fattezze di grossi ragni o di pseudo dinosauri) proprio per il fatto che erano realmente lì sui set del film e non realizzate dopo in post produzione. Un conto è lottare per davvero, un altro è fare finta di fronte un telo colorato.

    Uscito negli USA il 25 giugno del 1982 in contemporanea con Blade Runner, un altro grande cult degli anni ’80, La cosanon ha però ottenuto il succeso sperato. Colpa soprattutto del coevo E.T. di Steven Spielberg che ribaltava l’idea degli alieni cattivi. La notorietà sia per il film di Carpenter che per quello di Ridley Scott arriverà col tempo, segno che non sempre le vittorie si ottengono all’istante.