Risultati della ricerca per: “casa nel bosco”

  • PJ Harvey, ‘I Inside the Old I Dying’: il videoclip diretto da Cristóbal León e Joaquín Cociña

    È in rete da poche ore il videoclip per il brano diPJ Harveydal titoloI Inside The Old I Dying. Lo hanno direttoJoaquin CociñaeCristóbal León, i due animatori cileni che con le loro sperimentazioni stanno regalando nuova linfa alla stop-motion.

    La canzone fa parte del nuovo disco della cantautrice britannica dal titoloI Inside The Old Year Dying, in uscita il mese prossimo.

    Joaquin CociñaeCristóbal Leónsono i registi del filmLa Casa Lobo(a.k.a.The Wolf House), rivisitazione favolistica in chiave politica della dittatura di Pinochet, e del cortoLos Huesos, vincitore del Leone d’Oro nella Sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia del 2021.

    Ultimamente si erano cimentati con un altro video musicale,Thin Thing, per la band ingleseThe Smile, composta dai membri dei Radiohead Thom Yorke e Jonny Greenwood e dal batterista dei Sons of Kemet Tom Skinner.Hanno contribuito anche al filmBeau ha Pauradi Ari Aster (produttore di Los Huesos) nel momento dello spettacolo nel bosco.

    Le caratteristiche della loro animazione sono tutte presenti nel videoclipI Inside The Old I Dyingrealizzato perPJ Harvey:

    dagli sfondi in cui ad animarsi sono le pitture, alla visibilità dei supporti che sostengono i pupazzi animati.

    Contornati da un “occhio di bue”, vediamo un uomo errante che prima scaccia un cane, poi lo accoglie, dopo poco muore in un antro oscuro divorato da una non meglio identificata creatura mostruosa. Sarà il cane a seppellire un osso del suo padrone, lì crescerà un albero. I due personaggi non sono realizzati a tutto tondo ma con un cartoncino che riduce a due le loro dimensioni. Solamente il cane appare all’inizio per pochi attimi in una versione reale accanto all’umano cartonato.

    Ed eccovi il bel videoclipI Inside the Old I Dying, preso dal canale ufficiale diPJ Harvey.

    Fonte:PJ Harvey YouTube.
  • [RECENSIONE] Devil Times Two (Paolo Del Fiol)

    Paolo Del Fiolha qualche anno meno di me ma appartiene comunque alla stessa generazione, cresciuta a guardare e registrare in VHS film horror trasmessi di notte in tv.

    Devil Times Two – Quando le tenebre escono dal boscoparte da qui, dall’invenzione di un vecchio b-movie del terrore perduto (e poi ritrovato) le cui uniche due messe in onda sono avvenute su un canale privato veneto nei primi anni ’80.

    Ruota intorno ad un convento di campagna in rovina, circondato dai boschi, dove avvengono dei brutali omicidi. Sono collegati ad una leggendaria porta dell’inferno e ad unesorcismoavvenuto lì anni prima. Due preti e una suora tenteranno di fermare le forze del male, incarnate in due ragazze ritornanti, belle, provocanti, seduttrici, ingannatrici, letali.

    Il trio di religiosi è interpretato daEnrico Luly(indimenticabile kebabaro pazzo nel corto diDavide Scovazzodal titoloRigorosamente Dissanguati Vivi, contenuto nel collettivoSangue Misto),Paolo Salvadeo(attore ricorrente nei lavori di Del Fiol) e dalla ballerina e performerAmira Lucrezia Lamour. Le due ritornanti sono invece impersonate daReiko Nagoshi, moglie ed effettista del regista già apparsa in altri suoi corti (comeMochi, altro frammento diSangue Misto) e dall’esordienteErika Saccà.

    Cinque attori tutti convincenti nel loro ruolo, in special modo le tre donne con i loro sguardi folli.

    Devil Times Two – Quando le tenebre escono dal boscoci immerge in un’atmosfera onirica che scivola sempre più in un incubo.

    Un brutto sogno diabolico, efferato, fatto di squartamenti, mostruose apparizioni, sparizioni che vanno contro ogni regola della logica, sodomie e uno snuff movie che vede come vittima lo stesso registaPaolo Del Fiol,qui al suo primo lungometraggio, per mano delle due tremende ragazze.

    A determinare la buona uscita del film contribuiscono le musiche diWilliam Novati. Il brano principale non te lo togli più dalla testa e funziona al meglio come contrappunto nei momenti horror, comeCannibal Holocaustha insegnato.

    A riportarci nelclima cinematografico di quel periodo(a cavallo tra gli anni ’70 e ’80) contribuiscono i vari rimandi a titoli comeL’aldilà, per il portale infernale,La Casa, per il bosco malefico,Antropophagus, per alcuni suggerimenti musicali iniziali. Senza contare i vari film legati al filone demoniaco che daL’Esorcistain poi si sono diffusi un po’ a macchia d’olio in Italia.

    Sono richiami però più che altro concettuali, tematici, di ambientazione, solo qua e là più chiaramente citazionisti come nei momenti in cui le due entità femminili spariscono dietro gli alberi, un po’ come faceva la resuscitata Linda nel secondoEvil Dead(che a sua volta richiamava Freddy Krueger apparire con un balzo dietro il lampione nel film di Wes Craven).

    A trasportarci indietro nel tempo è anche la postproduzione, ricreando i colori impastati delle VHS, le immagini distorte (e fuori sync) dovute al deterioramento del nastro magnetico.

    Devil Times Twoguarda al cinema horror del passato con amore, rispetto e un pizzico di nostalgia, ma cerca comunque una sua strada.

    Il difetto principale è l’eccessiva durata della versione estesa da noi visionata che si dilunga su momenti tutto sommato accorciabili come le camminate nel bosco del trio religioso. Quella da un’ora e mezza circa realizzata daRoger Fratter(se ricordo bene ciò che il regista ha detto in una diretta suOre d’orrore), che non abbiamo visto, sicuramente giova al film avvicinandosi, tra le altre cose, alla durata canonica dei film dell’epoca.

  • [ToHorror 2022] A Wounded Fawn (Travis Stevens). La recensione

    10, 100, 1000 film come questoA Wounded Fawnsarebbero linfa vitale per il cinema horror. Rimangono purtroppo casi isolati che si perdono nel mare delle cose viste e riviste, tutte uguali l’una all’altra.

    A Wounded Fawnparte nella maniera più classica, con una donna (Sarah Lind) in pericolo a causa della sua fresca relazione con un pazzo pluriomicida di donne (Josh Ruben). Informazione che noi conosciamo a differenza di lei, come nella classica suspense alla Hitchcock. Finché il sospetto non inizia ad insinuarsi tra i suoi pensieri, durante un fine settimana romantico in una casa in montagna di proprietà di lui.

    Poi però, dopo un avvenimento per nulla scontato, il film prende una strada imprevedibile con l’entrata in scene delle mitologiche Erinni, giunte sul posto per vendicare tutte le donne da lui uccise, farlo impazzire, eliminarlo una volta per sempre.

    A Wounded Fawnper tutta la seconda parte spiazza di continuo, sempre immerso com’è in un caos in bilico tra follia autoindotta oppure generata da un evento soprannaturale.

    Perché qui resta valida l’idea che a farlo crollare psicologicamente non siano degli interventi ultraterreni ma un suo lato in qualche modo ancora razionale che vuole porre fine ai suoi omicidi, forse corroso dai sensi di colpa. Perché il nostro assassino è una persona acculturata che conosce bene la furia vendicativa delle grecheErinni.

    Una vendetta che si immerge sempre più in un’atmosfera allucinata e da incubo. Un’anarchia surrealista spiazzante che raggira lo stronzo protagonista (e noi spettatori con lui) fino al delirante finale in cui la logica viene annullata del tutto.

    Tra echi e rimandi a titoli comeLa Casa(per l’ambientazione nel bosco) eDeliriadiMichele Soavi(per l’aspetto di una delle allucinazioni che tormentano il serial killer),A Wounded Fawnha il coraggio di raccontare una storia divendetta femminileattraverso un percorso lisergico, pazzo, sanguinoso.

    Nulla a che fare con le solite produzioni indipendenti horror, attente il più delle volte a scimmiottare i successi blockbuster per accaparrarsi una fetta di pubblico di bocca buona. Ci si specchiassero.

    Presentato in anteprima alTribeca Film Festival,A Wounded Fawn(terzo lungometraggio diTravis Stevens) è andato inconcorso al ToHorror Film Festival 2022.

  • Madre Notturna di Daniele Campea al Ravenna Nightmare

    Il filmMadre Notturnasarà presentato in anteprima durante ilRavenna Nightmare, in programma dall’11 al 19 novembre nella città romagnola.

    Liberamente ispirato alle “Baccanti” di Euripide,Madre Notturnaè un horror psicologico scritto, montato e diretto daDaniele Campeainterpretato da Susanna Costaglione, Sofia Ponente, Edoardo Oliva. Nel cast anche Elena Battarin, Riccardo Pellegrini, Vincenzo Mambella, Sveva Colangelo Palombizio.

    Agnese è una studiosa di lupi che torna a casa dalla sua famiglia dopo un lungo periodo di ricovero in un istituto psichiatrico. Sua figlia Arianna è un’adolescente introversa che vive per la danza ed ha un rapporto molto problematico con la madre. Suo marito Riccardo è un medico che cerca di tenere insieme i pezzi di una famiglia sull’orlo del collasso. La luna ha un potere occulto su Agnese, la sua mente inizia a disgregarsi e il suo corpo a trasformarsi, mentre le visioni del “dio del bosco” invadono la realtà. Quando Riccardo si ammalerà gravemente a causa della pandemia, madre e figlia si ritroveranno da sole ad affrontare i fantasmi del passato, rinchiuse in una casa circondata dai boschi in cui gli incubi prendono il sopravvento e presenze misteriose si fanno sempre più inquietanti.

    Vi salutiamo mostrandovi il trailer diMadre Notturna.

  • Si gira a Torino il thriller L’Uomo Sulla Strada

    Sono in corso a Torino le riprese del thrillerL’Uomo Sulla Strada.

    Il film è diretto daGianluca Mangiasciutti, qui al suo primo lungometraggio. Nel cast: Aurora Giovinazzo (Freaks Out), Lorenzo Richelmy (in alto i due attori nella prima foto ufficiale del film), Astrid Casali (America Latina), Eugenio Gradabosco, Marit Nissen, Jozef Gjura ed Elisa Lucarelli.

    Irene ha 8 anni quando assiste come unica testimone alla morte del padre per mano di un pirata della strada che scappa via. Perseguitata dal senso di colpa per non riuscire a ricordare il volto dell’assassino, Irene diventa una adolescente ribelle e introversa con l’unica ossessione di farsi giustizia. Abbandona la scuola e trova lavoro nella fabbrica di proprietà del glaciale e affascinante Michele che è proprio l’uomo che era al volante dell’auto. La ragazza sembra non riconoscerlo, lui invece non ha dubbi. Michele prova da subito un forte istinto di protezione verso la ragazza, che ben presto si trasforma in amore. Irene completamente all’oscuro inizia ad aprirsi e confidarsi proprio con l’uomo a cui sta dando la caccia. Mentre il cerchio si stringe attorno a Michele, qualcosa di inaspettato avviene…

    Gianluca Mangiasciuttiè il regista e sceneggiatore dei cortometraggi Dove l’acqua con altra acqua si confonde,A girl like you, Je ne veux pas mourir Butterfly.

    L’uomo Sulla Stradaè scritto da Serena Cervoni e Mariano Di Nardo e prodotto daEagle Pictures.

  • Il trailer del thriller In The Forest

    Vertical Entertainment ha pubblicato il trailer diIn The Forest,thrillerscritto e diretto daHector Barroninterpretato da Debbon Ayer, Cristina Spruell, Lyman Ward e Don Baldaramos.

    Helen e sua figlia Emily accompagnano con riluttanza il padre di Helen, Stan, in un viaggio nel cuore della foresta per una vera esperienza all’aria aperta. Tuttavia, un proprietario terriero arrabbiato, Howard, li costringe ad andarsene. Quando il loro camper diventa inutilizzabile, Helen decide di cercare aiuto ma scopre un inquietante segreto nella cantina della casa dell’uomo. Dovrà combattere per far uscire vivi dal bosco i componenti della sua famiglia.

    Nel cast diIn The Forestci sono anche Time Winters, Kaitlyn Dias, Sharon Sharth e Mathew Odette.

    Oliver Poser (Cannibal Diner, Aquaman) si è occupato degli effetti speciali di makeup.

    In The Forest, terzo lungometraggio diHector Barrondopo le commedieLloyd(2001) eJosh Is Dying(2013), esce il 28 gennaio negli Stati Uniti d’Amerca e questo è il trailer.

    Fonte:Vertical Entertainment YouTube.