Il Buio per Antonomasia.
Candidato ai David di Donatello 2020 per il miglior soggetto,Buioè il film d’esordio diEmanuela Rossi, già vincitore delPremioRaffaella Fiorettaper il Cinema Italiano ad Alice nella Città2019.
Una fiaba apocalittica e dark, che rivela una grande competenza e mano sicura.
Il cast è di tutto rispetto, composto daValerio Binasco(nel 2005 Binasco ha ricevuto la nomination aiNastri d’Argentoquale miglior attore protagonista nel filmLavorare con lentezzae nel 2016 quale migliore attore non protagonista perAlaska) e le tre strepitoseDenise Tantucci,Gaia Boccie la piccolaOlimpia Tosatto.
Purtroppo, la nota dolente del film è proprio Binasco, un mattatore che non ha il giusto carisma per il ruolo affidatogli, specie se confrontato con i risultati delle potenti spontaneamente realistiche performances delle protagoniste.
La fotografia è ottima, la regia è lenta e meditativa, a tratti però risulta statica. Ma la Rossi promette benissimo, e si rivela sensibile e attenta nel cogliere sfumature da atmosfere e attori (specie dai più piccoli, che sappiamo bene quanto son difficili da gestire).
Il twist del film, lo sospettavo già dopo pochi minuti dall’inizio, ma nonostante tutto non è così fondamentale nel viaggio che ci affrontiamo a percorrere.Un viaggio nella pubertà, nel divenire donna e nel cercare di scrollarsi di dosso il peso di una società maschilista e menzognera.
Il risultato finale mi ha ricordato nella struttura, moltissimoBugdi Friedkin (in certe scelte scenografico/fotografiche e nella paranoia/plagio ostentata dal protagonista) ma anche film comeThe Villagedi N. Shyamalan.
Un esordio da lodare, una regista (finalmente!) da seguire con attenzione.
DiBuione abbiamo parlato anche qui.

Salve! Io mi chiamo Antonietta Masina e… già, con un nome così, non potevo che amare il cinema.
Son quindi cresciuta fra scherzi, assonanze e rimandi…ad una delle attrici (e muse) più immense; non potevo non conoscere lei (Ovvio, parlo di Giulietta Masina!) ed i film che ha interpretato; grandi film di uno dei più grandi registi di tutti i tempi.
Alle medie, il mio nome venne rielaborato dai compagni di classe in “Antonomasia” e, mentre le altre bambine giocavano con i principi azzurri, io sognavo… sognavo quei cappelli, quei costumi, quei colori… che mi portavano su altri piani di realtà nonostante Fellini stesso affermasse “Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.”
Ai tempi del liceo poi, si parlava spesso con amici su quale fosse la “Birra per Antonomasia”, “la Canzone per Antonomasia” o “il Film per Antonomasia”… che quasi predestinata, scelsi poi di studiare comunicazione per poter lavorare in questo campo, e far sì che “Antonomasia” in persona potesse rispondere alle loro domande!
Chi scrive è una ragazza, anzi, una “persona” che ama il cinema; Il cinema quello fatto con passione, con serietà, ma non seriosità; il cinema condiviso e discusso con chi lo ama, con chi va al cinema (e andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì).
Ho una forte predilezione per il cinema fantastico ed horror, il mio fine non è solo quello di condividere i miei pensieri o recensire un film specifico (NON sono un critico, né conosco tutto… anzi, ho molti limiti e carenze che spero di colmare), ma anche discutere sulle motivazioni ed i sottotesti di interi generi.