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  • [RECENSIONE] Infestation (Kyle Rankin)

    Classico cazzone che di crescere non ne vuole proprio sapere, Cooper è la disperazione della capa a lavoro, di suo padre, di tutti quelli che hanno a che fare con lui. Sta per pagarne le conseguenze con un bel licenziamento, quando, bucio di culo?, arrivano degli scarafaggi giganti alla conquista del pianeta Terra. Che fa allora il nostro eroe? Si unisce ad un gruppo di sopravvissuti, il resto (del mondo?) è addormentato dentro i classici bozzoli, e tenta la rivolta dagli scarrafoni, di conquistare la donna di cui si invaghito da pochissimo, che tra l’altro è anche la figlia della capa che stava per licenziarlo, di far capire a suo padre che non è un poco di buono, in una parola di riscattarsi.

    Basta questo a far intuire come il modello che ha ispirato l’americano Kyle Rankin per questo suo Infestation sia il cult britannico L’alba dei morti dementi (Shaun of the dead). Certo, paragonato con il film di Wright c’è un abisso dovuto principalmente a questioni di budget. Rankin dimostra di avere qualità che speriamo di ritrovare nel suo nuovo lavoro (pensato per il web) intitolato Nuclear family.

    Ancora inedito in Italia nonostante il successo in tutta Europa (tra parentesi, per curiosità, il film è stato girato a Sofia).

  • [RECENSIONE] Immortals (Tarsem Singh)

    Da un punto di vista visivo Immortals è la conferma del grande talento dell’indiano Tarsem Singh: ogni singola inquadratura è studiata nei minimi dettagli senza che ci sia una sola cosa fuori posto. Dal punto di vista della struttura del film, vale a dire la sceneggiatura, ci sono le classiche furbate stile Hollywood.

    Anche se a onor del vero va detto che tutta la mitologia e l’epica classica sono molto protoholliwoodiane ma questo è un altro discorso che potete approfondire leggendo ad esempio Il viaggio dell’eroe di Chris Vogler. Un discorso a parte ma fino a un certo punto perché qui il viaggio si palesa senza metafore.

    Teseo deve raggiungere una meta e per farlo deve superare ostacoli più o meno difficili, dal farsi accettare dall’esercito, lui che è un semplice contadino, fino allo sconfiggere la sua nemesi il cattivo Iperione che gli ha ucciso la madre davanti ai suoi occhi.

    Durante il percorso incontra amici, nemici e anche un po’ di compagnia femminile per tirarlo su. Di tutto gli capita nel suo viaggio formativo, altrimenti che viaggio sarebbe? Ecco allora che i rapporti tra i personaggi appaiono da subito scontati perché sono i personaggi stessi ad essere facilmente etichettabili in buoni o cattivi.

    C’è poi una terza categoria, probabilmente la più tremenda, quella in grado di far pendere in maniera forse decisiva l’ago della bilancia: sto parlando dei vigliacchi, di quelli che salgono sul carro del vincitore, dei traditori che passano dall’altra parte. Ma anche questi sono delineati in maniera chiara nella loro ambiguità.

    Tirando le somme comunque ce ne fossero di film hollywoodiani fatti in questa maniera. Come in un gioco di prestigio le cazzate o le furbate di sceneggiatura passano tutte in secondo piano, spariscono oserei dire, di fronte a un impianto visivo così bello.

    Guarda in streamingImmortalsdiTarsem Singh.

  • [RECENSIONE] Insidious (James Wan)

    I Lambert si sono da poco trasferiti in una nuova casa. Lui Josh è un insegnante, lei Renai è una musicista-casalinga. E poi ci sono i tre figli, Dalton, Foster e la più piccola ancora da seggiolone. Esplorando la soffitta il piccolo Dalton batte la testa ma non è niente di grave: la caduta gli procura solo un bernoccolo. Il giorno dopo però i genitori si accorgono che è entrato inspiegabilmente in coma. I dottori non se lo spiegano e passano così diversi mesi, poi il bambino torna a casa, sempre in stato comatoso, ed è allora che iniziano a verificarsi strani fenomeni paranormali, apparizioni di strane figure che spaventano il figlio più piccolo, la porta principale della casa che si apre da sola facendo impazzire il sistema antifurto della casa, e cose del genere.

    Josh spesso lontano da casa asseconda il desiderio della moglie Renai di trasferirsi in un’altra casa, ma la situazione non cambia. Le stesse figure che apparivano lì tornano anche nella nuova abitazione. Entità fugaci che tutti in famiglia vedono tranne lo scettico Josh. Persino Lorainne, la madre dell’uomo, crede ai racconti della donna. L’unica cosa da fare è chiamare Elise Rainer una esperta di queste cose che in breve tempo sentenzia che non è la casa ad essere posseduta ma Dalton. Toccherà proprio al non più scettico Josh entrare spiritualmente in un’altra dimensione per riprendersi suo figlio tenuto in ostaggio da un demone rosso.

    Paranormal activity incontra Poltergeist dando come risultato Insidious: un film indeciso tra l’orrore suggerito e quello palesato. Finché si sentivano porte cigolare, rumori sinistri, frasi incomprensibili detti in una lingua incomprensibile mischiati al pianto di un bebé, tutto funzionava a meraviglia. Il problema inizia nel momento in cui Renai inizia ad avere le visioni. Alcune di queste -con tutta la buona volontà- sono assolutamente sbagliate come quella del bambino-nano che spunta fuori dall’armadio aperto da Renai e scappa via ridendo.

    C’è ripresa di stile nell’ultima parte quando Josh intraprende il viaggio nel mondo dei morti per riprendersi il figlio in coma. Josh è l’eroe suo malgrado che intraprende il viaggio e affronta una serie di prove e di guardiani fino ad affrontare il demone rosso che tiene in ostaggio il figlio. E qui semmai viene in mente Silent Hill e altri videogiochi simili sommersi di nebbie e case fatiscenti piene di cose orribili.

    Il regista del primo Saw, il malesiano James Wan, insieme allo sceneggiatore dello stesso Leigh Whannell potevano fare di più ma questo è il risultato: una pellicola che tenta di rinnovare un filone senza riuscirvi più di tanto.