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  • Il western Prima le Signore vince due premi al 48 Hour Film Project

    Lorenzo Zanoni, regista di alcuni segmenti presenti nei film horrorVore Gore,Tales to Tell in the Dark,ILL: Final Contagium, ha partecipato alla versione italiana del concorso internazionale48 Hour Film Projectportando a casa due premi.

    Il suo corto western dal titoloPrima le Signorevince il premio per la migliore attrice, andato aMartina Corsi, e per la migliore fotografia diDavid Becheri.

    48 Hour Film Projectè un famoso concorso per cortometraggi da realizzare, come il titolo lascia intuire, in 48 ore. Ogni edizione è caratterizzata da alcuni elementi che obbigatoriamente devono essere inseriti nel lavoro. Quelli di quest’anno erano un personaggio chiamato Stefano o Stefania Bruni di professione commercialista; un cerchietto per capelli; la frase da pronunciare “Sono ufficialmente calvo/calva”. Il genere cinematografico viene estratto a sorte per ogni team partecipante.

    Martina Corsiè diplomata al Centro Internazionale di Danza Opus Ballet e laureata all’accademia di teatro Eutheca.

    Ha partecipato alla serie tvLa compagnia del cignodi Ivan Cotroneo e al cortoÈ il nome di una navedi Firenza Guidi.

    David Becheriè il dop del cortoLa Reliquiadi Paolo Martini e del documentarioChinese or Italian?di Teresa Paoli.

    Il cortoPrima Le SignorediLorenzo Zanoni, scritto e interpretato daTommaso Arnaldi, è online sulcanale YouTube Le Besteveminsieme a tutti quelli che hanno partecipato al concorso. Ve lo facciamo vedere qui sotto.

  • [RECENSIONE] ILL: Final Contagium (AA.VV.)

    ILL – Final Contagiumè un film horror indipendente internazionale composto da quattro episodi incentrati sul binomio virus-denaro. È stato pensato e realizzato prima che scoppiasse la pandemia Covid-19.

    Contagium di Lucio A. Rojas.

    Cile. Due ragazze (Ximena del Solar, Rayloren Mata) adescano uomini per derubarli perché c’è da pagare l’operazione chirurgica alla madre di una di loro. Finché in un locale non circuiscono la persona sbagliata: un uomo (Felipe Rios) che dice di essere una cosa quando in realtà è tutt’altro. In una strada di campagna si concluderanno le loro esistenze. L’episodio d’apertura di Rojas non è male e ci presenta uno scienziato con un folle progetto per sfoltire la popolazione mondiale.

    Gully di Lorenzo Dante Zanoni.

    Roma. Owen (Tommaso Arnaldi) assiste ad un investimento. Chiama l’ambulanza ma si prende i soldi nel portafoglio dell’incidentato. È uno scansafatiche immaturo ed egocentrico che vive con la sua ragazza e alle sue spalle. E la sua immaturità la dimostra anche dal fatto che come un infante porta tutto alla bocca, a cominciare dai soldi che ha rubato. Un infantilismo che lo rende completamente dipendente da lei. Un bugiardo che non fa che frignare e lamentarsi, da prendere a legnate. E, un po’ come nella favola di “Al lupo, al lupo”, per una volta che dice la verità lei (Silvia Morigi) non gli crede ed esplode.

    Ill: Final Contagium. L’episodioGullydiLorenzo Dante Zanoni.

    Quello di Zanoni è decisamente l’episodio migliore. Rimane impresso per la sua insostenibilile puzza, malata e triste.

    Merito sicuramente anche della fotografia di Daniele Trani che contribuisce a far esaltare il marciume che si respira nella casa. E poi c’è il finale (la sceneggiatura è di Luca Nicolai) che da una parte corrisponde ad una pace ritrovata, ad una tregua, dall’altra però sacrifica e condanna. Una conclusione dolce e atroce allo stesso tempo.

    The Body di Domiziano Cristopharo.

    Cristopharo racconta in Kosovo la storia di una persona (Chiara Pavoni) che si sottopone a dei costosi, sperimentali, dolorosi, truffaldini trattamenti chirurgici estetici. Tra profonde insicurezze, selfie oltre il ridicolo con un trucco ultra esagerato e grottesco, anche questo personaggio di Laura, così come accade per Owen, trasmette emozioni contrastanti che vanno dalla tenerezza e compassione al rigetto totale. Rigetto come quelle che il suo corpo mette in atto dopo la devastante cura estetica. La sceneggiatura è diPasquale Scalpellino. Nel cast c’è anchePoison Rouge, la regista diSacrifice, e Arianna Bonardi (Matildà di Daniele Misischia), sadica dottoressa col suo liquido verde re-animator.

    The Cabin di Kai E. Bogatzki.

    Germania. Max Evans è un padre che vive in una casa isolata nei boschi con il figlio (Justin Salowsky) contagiato dal virus. Si sfoga in una registrazione video. Questo è l’episodio più moscio. L’amore di un padre per il figlio contagiato (che diventa man mano sempre più violento) viene affrontato senza troppa partecipazione. Al segmento mancano inoltre momenti o risvolti inaspettati.

    Tirando le sommeILL: Final Contagiumè una raccolta horror a basso budget ben realizzata che ha inoltre il pregio di dare agli orrori narrati una chiave sociale e politica.

    È sempre il denaro infatti a trasmettere il virus, allargando così facilmente il suo raggio d’azione. Denaro che muove il mondo e lo condiziona, corrompendo e annientando gli uomini fino a corroderli e farli marcire.

  • [RECENSIONE] Vore Gore (AA.VV.)

    Vore o… Gore?

    Lavorarefilia(spesso abbreviata invore) è una parafilia che associa il piacere sessuale all’atto di essere mangiati, inghiottiti, all’osservare il gesto e, in senso stretto, all’azione di mangiare.

    Malatissimo, vero? Non a caso ha avuto il suo boom in Giappone dove i fanatici si son espressi in fumetti e cartoni “di stampo onanistico” data la complessità di realizzare nella pratica sessuale reale, una fantasia così “totalizzante e definitiva” (e mortale).

    Ilgoreinvece è un genere cinematografico che propone scene particolarmente cruente e violente ma caratterizzato dalla presenza di sangue rappreso, piuttosto che zampillante come nello “splatter”.

    Ecco quindi che già dal titoloVore Goreci fa capire dove andrà a parare.

    Nove registi internazionali, fra cui 2 donne (3 considerando la co-regia diCherokee Nevinnel segmento firmatoWhite Gardenia), ci raccontano la loro idea di vore, sfruttando stili e linguaggi cinematografici diversi. Il film è legato solo dalla tematica, e da una bocca che… echeggiando/omaggiando i titoli delRocky Horror Picture Show, ci introduce ad ogni segmento ogni volta con un make up vistosamente differente e a tema.
    I film corali son sempre caratterizzati dalla mano dei registi che li compongono; quindi ovviamente c’è chi gradirà un episodio, chi un altro trovando discontinuità (stilistica, qualitativa etc). In questo caso la discontinuità è un pregio perché sottolinea la totale libertà e autonomia in cui ogni regista ha operato.
    Apprezzo poi in particolar modo come nei progetti capitanati daDomiziano Cristopharo, ci sia sempre una cospicua presenza femminile, spesso anche al suo debutto registico… in questo caso la strepitosaIrene Baruffetti(comePoison Rougeprima di lei).

    The Mouth.

    Il primo segmento, un suggestivo video sperimentale dello spagnoloMikel Balerdi, funge anche da titoli di testa e si muove più su associazioni di idee che in una vera e propria narrazione: vediamo dettagli di una “cartoonesca” bocca gigante che perde denti, mentre si sovrappongono immagini di deformità anatomiche e di un vecchio che si toglie la dentiera (facendo fastidiosi versi) accompagnando una pittorica automutilazione genitale.

    Sweet As Honey.

    Abbandonati gli stili rozzi ed extreme dei suoi lavori inDeep WebeDark Web,Emanuele Marchettorivela di essere un regista raffinato e capace di esplorare altri stili e narrazioni. Coadiuvato dalla bellissima fotografia diDaniele Trani, Marchetto ci racconta la storia di un apicoltore sordo, che sfoga il suo desiderio di essere mangiato dando in pasto le sue api a delle aggressive vespe… per poi masturbarsi fantasticando di fare la stessa fine, divorato da un suo doppio.

    Finger lickin’ good.

    Lorenzo Dante Zanoni, giovane promessa del new horror apprezzato inTaste of PhobiaeILL – Final Contagiumrealizza qui il segmento indubbiamente più disturbante e splatter.
    Un ragazzino resta turbato dalla visione di un porno… nel lavello del bagno rivede la vagina primordiale… il desiderio di possederla e rientrare in quel buco lo porteranno a farsi letteralmente a pezzi.
    Strepitosi gli FX di Athanasius Pernath, raramente in film e corti italiani (ma non solo) si vede roba di questo livello qualitativo.

    Please not in my mouth.

    È la volta diPoison Rougeche si rende anche sexy protagonista del suo segmento… giocando (ironicamente, e facendo il verso al suoAGP: Sacrifice) con un cacciavite… ma nella bocca di un povero malcapitato! Bellissime le soggettive da dentro la bocca, divertente il finale. Un vero “bagno di sangue” con una estetica pin up.

    Italian ladies do it better.

    La segue a ruotaIrene Jones Baruffetticon il segmento forse più autorale e metaforico: questo farsi “mangiare” dal proprio lavoro lo ho davvero apprezzato, e ho apprezzato come Irene (già attrice, cantante e costumista) abbia messo davvero tutta se stessa nel suo debutto, in una sorta di autobiografia in salsa rossa: una sarta deve consegnare un lavoro importante, ma ogni modello di abito che propone risulterà “anonimo” al committente, finché una ciocca di capelli non le resterà incastrata nella macchina da cucire e…

    Infernal Gluttony 2.

    Patrick Fortin, canadese noto nel giro underground per i suoi corti splatter/trash stile Troma, omaggia quiInfernal Gluttony: il cult del 2010 diDavid Charbonneau.
    Un uomo finirà a mangiare se stesso in un turbinio di droga, piacere culinario e onanistico. Tutto sembra uscire direttamente da un incubo del creatore dei Muppet, e ho apprezzato come accanto ad FX particolarmente realistici, si sia scelto di abbinare prop vistosi ed irreali, aumentando cosi il senso di disagio onirico.

    Yummy Fur.

    White Gardenia(Cherokee Nevin e Daniel Valient) sono un gruppo di performers costituito da ex autolesionisti e amanti dell’arte. Le loro performance sono un manifesto scritto col sangue (e che si possono trovare nel loro Mutilation Theatre). Girato come una sorta di shockumentary (che solo in superficie sembra approssimativo e amatoriale) il video ci mostra una ragazza che decide di assaggiare un po’ della sua vagina…
    Dopo il dito mozzato di Valient inXXX Dark Web, sicuramente anche questo segmento sarà l’ossessione di molti.

    Stretching.

    Dopo questi deliri di sangue,Domiziano Cristopharoci trasporta nel lato più psicologico della vorarefilia esplorando, nello script del fidatoAndrea Cavaletto, la frustrazione di questo bellissimo uomo che cerca soddisfazione sessuale nell’esser inghiottito in uno spazio stretto. Pochissimo nudo, pochissimo sangue a differenza di come Cristopharo ci ha abituati. Molta poesia.
    Bellissime le citazioni a Fellini con la donna del manifesto che diventa una gigantessa fuori della finestra, nel segmento che forse più di tutti affronta l’impotenza quotidiana di chi è attratto da questa philia e l’immaginario estetico/nipponico.
    Il finale è sconsigliato ai claustrofobici e alle persone ansiose.

    The Egg.

    E si conclude in bellezza, ma con sangue e poesia, nel finale firmato daDario Almerighi.
    Uno sciamano coltiva un uovo nel terreno, come fosse un seme. Da questo uovo poi, nascerà una donna. Questa creatura è pura e innocente, e resta turbata dalle brutture del mondo che la circonda (abbiamo una traccia di ecologismo anche) così torna dal mago che l’ha fatta nascere per chiedergli di distruggerla.
    Lo sciamano la farà a pezzi, per poi trovare un nuovo uovo dai resti di lei… solo che stavolta non opterà per dare al “seme” una chance di vita.

    A fine visione si resta frastornati dal caleidoscopio di emozioni a cui abbiamo assistito: nudità, sensualità, violenza, sangue, simboli.
    Sebbene discontinuo in apparenza,Vore Goreha un forte legame tematico fra i segmenti (e si può considerare il primo vero film sulla Vorarephilia) ma non solo: la musica del segmento di Poison Rouge è di White Gardenia, gli FX del corto di Zanoni sono di Cristopharo (Athanasius Pernath, per l’appunto!), la gigantessa del corto di Cristopharo è la Baruffetti… si respira un senso di forte collaborazione e scambio che fa ben sperare per la rinascita di un ambiente indie fervido e lontano da invide e competizioni sterili che han freddato il pubblico nostrano verso queste interessanti opere.

    DA VEDERE! 7 su 10.

    Fonte:YouTube, Domiziano Cristopharo.
  • [RECENSIONE] Tales To Tell in the Dark (Domiziano Cristopharo, Lorenzo Zanoni)

    Tales To Tell in the Darkè un film horror composto da tre episodi diretti daDomiziano Cristopharocon il supporto diLorenzo Dante Zanoni. Tre cortometraggi a basso budget per i quali Cristopharo ha curato anche fotografia e makeup.

    Reveniens.

    Nel primo, scritto daAntonio Tentori, un uomo e una donna in stato interessante si difendono da un attacco di zombi all’interno di una vecchia casa abbandonata. Classica lotta tra morti viventi ed esseri umani, con i secondi che, presi alla sprovvista e in numero inferiore, se la vedono male. Un segmento con interessanti spunti che virano verso il body horror.

    Cast: Elio Mancuso (uomo nel bosco), Wayne Abbruscato (militare), Aurora Kostova (donna incinta), Alvia Reale (signora).

    Guarda anche:
    Il trailer diTales to Tell in the Dark.

    The Snake with a steel tongue.

    Nel secondo cortometraggio un turista rimasto senza bagagli trova ospitalità in un ostello chiuso da un anno dove vive solamente il custode. Nella struttura si aggira però anche un’altra presenza. La sceneggiatura diDavide Chiararuota attorno al tema dell’amore non corrisposto, della vendetta, della possessione (da intendere nei suoi vari significati) e del travestitismo. Un corto che dissemina qua e là momenti visionari con accenni (anche qui) al body horror.

    Cast: Alberto Cattaneo (il turista, Janus), Vittorio Castellano (oste), Poison Rouge (la vedova).

    Jinxed.

    Nell’episodio co-diretto da Cristopharo eLorenzo Dante Zanonisi parla di un fantasma vendicativo e di un oggetto rubato. Un corto, scritto da Pasquale Scalpellino, che per forza di cose (mi) fa venire in mente “La Goccia” di Mario Bava, contenuto ne I Tre Volti del Terrore.

    Cast: Claudio Gabriele (il podista ladro), Giorgia Telò (ragazza morta).

    Presentatore dei corti un orrido vescovo interpretato da Zanoni. Anche qui c’è un omaggio a Mario Bava con un colpo di scena finale che potrebbe addirittura giustificare il makeup leggermente differente del malefico presule in alcuni momenti del film.

    In conclusione,Tales To Tell in the Darkè un godibile horror indipendente però, come si dice in certe avvertenze, per alcuni temi trattati ed immagini mostrate non ne è consigliata la visione a tutti. Roba da niente rispetto ad altri titoli di Cristopharo ma questo è pur sempre il Paese abitato da molti bigotti e omofobi, magari arrivati qui per sbaglio da google avendo digitato “Vaticano amore”. Per tutti gli altri, sono tre corti che si lasciano guardare (e ascoltare: buone le musiche di Antony Coia) con piacere e divertimento sapendo sfruttare al meglio le risorse a disposizione senza fare il passo più lungo della gamba. Tre racconti del terrore classici (allaCreepshow) e per questo però un po’ troppo prevedibili nelle loro conclusioni, senza quell’inaspettato che alla fine spiazza rimettendo tutto in discussione, ma che per una serata senza pensieri sono l’ideale. Dei tre il migliore è l’ultimo, per come riesce a gestire bene il ristretto spazio del camper dove vive (e finisce in trappola) il protagonista.

  • Il trailer del film horror a episodi Vore Gore + clip

    Pubblicato il trailer diVore Gore, il film a episodi sulla vorarefilia che sarà distribuito in DVD da TetroVideo la prima metà di quest’anno.

    Lavorarefilialega il piacere sessuale all’atto delmangiare. Comprende fantasie legate all’essere mangiati, al mangiare una persona, o al guardare uno dei due atti.

    Rientra nella categoria delleparafilieinsieme a masochismo, sadismo, esibizionismo, feticismo, pedofilia e voyerismo.

    Le parafilie sono impulsi erotici legati ad oggetti, animali, persone non consensienti, azioni e situazioni in cui c’è sofferenza e umiliazione (Fonte:wikipedia).

    Nove episodi per nove registi compongono l’internazionaleVore Gore, e sono:

    Mouth” di Mikel Balerdi.
    Sweet as Honey” di Emanuele Marchetto.
    Finger Licking Good” di Lorenzo Zanoni.
    Please, not in My Mouth” di Poison Rouge.
    Italian Ladies Do It Better” di Irene Baruffetti.
    Infernal Gluttony 2” di Patrick Fortin.
    Yummy Fur” dei White Gardenia (Daniel Valient e Cherokee Nevin).
    Stretching” di Domiziano Cristopharo.
    The Egg” di Dario Almerighi.

    Insieme al trailer è stato pubblicato anche un breve estratto.

    Una clip dall’episodioItalian Ladies do it BetterdiIrene Jones Baruffetticontenuto nel film coraleVore Gore.
    Il trailer diVore Gore.
  • [ESCLUSIVA] 6 foto da Vore Gore: horror corale sulla Vorarefilia

    Ci arrivano e pubblichiamo 6 nuove foto esclusive suVore Gore, il film indipendente e corale sulla pulsione erotica dellavorarefilia.

    Nove segmenti provenienti da Europa e Nord America. Questi i titoli degli episodi e i loro registi.

    MouthMikel Balerdi(Spagna).

    Sweet As HoneyEmanuele Marchetto(Italia).

    Finger Licking GoodLorenzo Dante Zanoni(Italia).

    Please, not in my MouthPoison Rouge(Italia).

    Italian Ladies do it BetterIrene Jones Baruffetti(Italia).

    FeastPatrick Fortin(Canada).

    Yummy FurWhite Gardenia, alias Daniel Valient & Cherokee Nevin (USA)

    StretchingDomiziano Cristopharo(Italia).

    The EggDario Almerighi(Italia).

    Vore Goreè interpretato daIrene Jones Baruffetti(Mad Macbeth,Nightmare Symphony),Lorenzo Fedele,Steve Swadda(Deep Web XXX), Cher Nevin (Deep Web XXX) eAngelo Grandi(Me and the Devil).

    Leggi anche:
    [ESCLUSIVO] Tre foto da Vore Gore, film horror sulla vorarefilia.

    Lavorarefiliarientra nella categoria delleparafilieinsieme a esibizionismo, feticismo, masochismo, sadismo, pedofilia e voyerismo.

    Le parafilie sono impulsi erotici legati ad oggetti, animali, persone non consensienti, azioni e situazioni in cui c’è sofferenza e umiliazione (Fonte:wikipedia).

    Lavorarefilialega il piacere sessuale almangiareed include fantasie legate all’essere mangiati, al mangiare una persona, o al guardare uno dei due atti.

    Vi lasciamo con le foto esclusive.