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  • [RECENSIONE] Together (Michael Shanks)

    Leggi solo se hai già vistoTogetherdiMichael Shanks! L’analisi presenta informazioni sulla trama.

    Una coppia che sta per scoppiare, tenuta insieme un po’ con lo sputo, che dall’esterno pare anche solida ma in realtà è sull’orlo di un precipizio. Una coppia che forse farebbe meglio a lasciarsi pacificamente ma non lo fa, bloccata da mille motivi.

    Quello principale è che la loro è una relazione parecchio tossica che ruota attorno ai capricci e le necessità di Tim (Dave Franco): un bambinone egocentrico parecchio dipendente dalla sua compagna Millie (Alison Brie).

    Oppure, nonostante le differenze tra di loro, la crisi in corso dovuta anche al recente trasferimento dalla città alla campagna, forse Tim e Millie sono una coppia perfetta.

    Sarà la scoperta e la permanenza per una notte in una grotta situata vicino la nuova casa a determinare la loro inseparabile fusione. Un antro oscuro (magico/malefico) che entra in simbiosi soprattutto con Tim, lo aggancia e controlla.

    Dopo l’ingresso in quel ventre la coppia non riuscirà più a staccarsi, malgrado i sempre maggiori ostacoli*.

    Inutile però inTogether, cheMichael Shanksha scritto e diretto, metterci in mezzo la setta e coinvolgere il personaggio del professore (collega di Millie) Jamie (Damon Herriman) in questa spiegazione-sottotrama.

    Pare una cosa messa per fare minutaggio, spargendo indizi rivelatori per i più attenti**. Ma non aggiunge niente alla buffa storia di questa relazione complicata, tossica (e per questo già di per sé inseparabile), che proprio non ci riesce a lasciarsi senza farsi male.

    TogetherdiMichael Shanksè distribuito daI Wonder Pictures.

    *: un concetto che mi ricorda un po’Se Mi Lasci Ti Cancello: lei toglie lui dai suoi ricordi, lui per ripicca fa altrettanto ma alla fine si rincontreranno un’altra volta, scopriranno la smemorizzazione ma decideranno di ricominciare comunque daccapo la loro storia d’amore.
    **: la frase con cui si presenta a Tillie: “Io sono il quartiere”, il racconto che le fa tratto da Platone, la campana davanti la sua porta di casa che richiama quelle intorno e dentro la grotta, l’aver sgamato il rapporto sessuale consumato dai due nel bagno della scuola*** e non dire nulla.
    ***:vedi la clip.

  • [RECENSIONE] Triangle of Sadness (Ruben Östlund)

    Il potere. Il potere dei soldi, il potere del patriarcato, il potere dell’inutile. Il potere di un gruppo e di una classe sociale sulle altre. Il potere.Triangle of Sadnesslo prende e lo rivolta come un calzino mettendo in evidenza contrasti e contraddizioni di una società complessa e spaccata.

    E si ride. Soprattutto nella parte centrale, sulla costosissima nave da crociera per milionari dove sono ospiti anche la coppia di super modelli Yaya (Charlbi Dean*) e Carl (Harris Dickinson). E dove i ricchi fanno i capricci e i poveri lavoratori della barca devono assecondarli sempre.

    È tutto sottosopra inTriangle of Sadness.

    A partire dal rapporto di coppia tra i due giovani e belli, con lui in soggezione (per non dire peggio) con lei perché guadagna di più. Una strana coppia che, proprio per le sue caratteristiche, ben rappresenta la confusione che ogni stravolgimento porta con sé, ma anche la natura umana opportunista, ipocrita e prevaricatrice, contraddittoria. Tutti temi più che mai attuali, o meglio senza tempo, che stanno alla base diTriangle of Sadness.

    InTriangle of Sadness, Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, viene fuori il peggio della natura umana.

    Quella prepotente e prevaricatrice, impossibile da controllare, ma anche quella che dorme e ci smaschera come“ciechi che, vedendo, non vedono”, citando Saramago.

    Tutto si scombussola in poco tempo. All’inizio per finta, sulla nave, ghiribizzo della ricca Vera (Sunnyi Melles, nella locandina in basso) che decide di obbligare tutti i lavoratori della barca a farsi un bagno rilassante durante il loro orario di lavoro. Poi ci si mette una cena elegante col Capitano ubriacone Woody Harrelson nel bel mezzo di un mare che più agitato non si può, poco dopo un attacco piratesco.

    Sull’isola del terzo atto il capovolgimento diventa concreto nel piccolo gruppo superstite. Si ribaltano le dinamiche (con echi daTravolti da un insolito destino) e vengono fuori Tartufi e comportamenti spregiudicati con la comparsa della figura dell’inserviente Abigail (Dolly De Leon) che diventa presto leader (avendo lei senso pratico a differenza degli inutili ricchi).

    E se tutto si ribalta, sovverte e sconvolge, nel film scritto e diretto daRuben Östlund, niente in realtà cambia perché ci sarà sempre qualcuno sopra qualcun altro per nulla disposto a cedere il potere. Ne esce una satira spietata in cui le dinamiche interpersonali-sociali si dividono tra situazioni sotterranee e altre palesi.

    Si ride. A volte di gusto, a volte amaramente sempre però mantenendo una tensione emotiva alta che culmina nella corsa finale di Carl dall’esito sospeso.

    Triangle of SadnessdiRuben Östlundè distribuito nelle sale daTeodora Film.

    *: prematuramente scomparsa poco dopo i giorni di Cannes a causa di un malore improvviso.

  • [ToHorror 2022] Tiny Cinema (Tyler Cornack). La recensione

    Tiny Cinemaè un film a episodi diretto daTyler Cornack(Butt Boy).

    Sei episodi dai toni comici e grotteschi presentati da Paul Ford (attore affetto da nanismo in sedia a rotelle che nel suo curriculum la serie tv Midget Mafia of KC e anche uno spot della Barilla con Sophia Loren).

    Tiny Cinemanasce dall’omonima serie tv diTyler Cornack, composta da tre stagioni andate in onda dal 2016 al 2018.

    Si comincia con un uomo che di punto in bianco impazzisce accusando la moglie non si capisce bene di cosa. Unico indizio un pronome personale.

    Si va avanti con una donna single che riesce in qualche modo a sbloccare la situazione. La gioia durerà poco.

    Arriva poi la storia di un ragazzo coinvolto da due suoi amici in una rapina che ha lo scopo di sbloccarlo da un suo problema.

    Proseguiamo con un corriere che viene contattato da un uomo che gli dice di essere lui stesso venuto dal futuro.

    Ci sono poi un gruppo di gangster. Uno di loro durante una serata di baldorie fa un commento sbagliato che cambia radicalmente lo spirito goliardico.

    Si finisce con un appuntamento al buio. Tra lui e lei sembra andare tutto bene fino a quando la situazione non precipita.

    Si parte in un modo, si finisce prestissimo tra amori necrofili, problemi eretti, apocalisse alle porte, raggiri sessuali, strane regole d’onore tra malavitosi, ossa umane sniffate, possessioni ultraterrene.
    Questo èTiny Cinema: un divertente vortice di leggerezza e cialtronerie varie ricco di citazioni cinematografiche. Che per una serata da rutti e birre è l’ideale.

    Tiny CinemadiTyler Cornackfa parte della sezioneFreakshowdelTOHorror Fantastic Film Fest 2022.

  • [RECENSIONE] Tales To Tell in the Dark (Domiziano Cristopharo, Lorenzo Zanoni)

    Tales To Tell in the Darkè un film horror composto da tre episodi diretti daDomiziano Cristopharocon il supporto diLorenzo Dante Zanoni. Tre cortometraggi a basso budget per i quali Cristopharo ha curato anche fotografia e makeup.

    Reveniens.

    Nel primo, scritto daAntonio Tentori, un uomo e una donna in stato interessante si difendono da un attacco di zombi all’interno di una vecchia casa abbandonata. Classica lotta tra morti viventi ed esseri umani, con i secondi che, presi alla sprovvista e in numero inferiore, se la vedono male. Un segmento con interessanti spunti che virano verso il body horror.

    Cast: Elio Mancuso (uomo nel bosco), Wayne Abbruscato (militare), Aurora Kostova (donna incinta), Alvia Reale (signora).

    Guarda anche:
    Il trailer diTales to Tell in the Dark.

    The Snake with a steel tongue.

    Nel secondo cortometraggio un turista rimasto senza bagagli trova ospitalità in un ostello chiuso da un anno dove vive solamente il custode. Nella struttura si aggira però anche un’altra presenza. La sceneggiatura diDavide Chiararuota attorno al tema dell’amore non corrisposto, della vendetta, della possessione (da intendere nei suoi vari significati) e del travestitismo. Un corto che dissemina qua e là momenti visionari con accenni (anche qui) al body horror.

    Cast: Alberto Cattaneo (il turista, Janus), Vittorio Castellano (oste), Poison Rouge (la vedova).

    Jinxed.

    Nell’episodio co-diretto da Cristopharo eLorenzo Dante Zanonisi parla di un fantasma vendicativo e di un oggetto rubato. Un corto, scritto da Pasquale Scalpellino, che per forza di cose (mi) fa venire in mente “La Goccia” di Mario Bava, contenuto ne I Tre Volti del Terrore.

    Cast: Claudio Gabriele (il podista ladro), Giorgia Telò (ragazza morta).

    Presentatore dei corti un orrido vescovo interpretato da Zanoni. Anche qui c’è un omaggio a Mario Bava con un colpo di scena finale che potrebbe addirittura giustificare il makeup leggermente differente del malefico presule in alcuni momenti del film.

    In conclusione,Tales To Tell in the Darkè un godibile horror indipendente però, come si dice in certe avvertenze, per alcuni temi trattati ed immagini mostrate non ne è consigliata la visione a tutti. Roba da niente rispetto ad altri titoli di Cristopharo ma questo è pur sempre il Paese abitato da molti bigotti e omofobi, magari arrivati qui per sbaglio da google avendo digitato “Vaticano amore”. Per tutti gli altri, sono tre corti che si lasciano guardare (e ascoltare: buone le musiche di Antony Coia) con piacere e divertimento sapendo sfruttare al meglio le risorse a disposizione senza fare il passo più lungo della gamba. Tre racconti del terrore classici (allaCreepshow) e per questo però un po’ troppo prevedibili nelle loro conclusioni, senza quell’inaspettato che alla fine spiazza rimettendo tutto in discussione, ma che per una serata senza pensieri sono l’ideale. Dei tre il migliore è l’ultimo, per come riesce a gestire bene il ristretto spazio del camper dove vive (e finisce in trappola) il protagonista.

  • [FANTAFESTIVAL 40] La prima giornata

    Third Kind(2018) diYorgos Zois.

    (Fuori Concorso).

    Nazione: Grecia.
    Durata: 32′
    Sceneggiatura: Yorgos Zois, Konstantina Kotzamani.
    Attori: Effi Rabsilber, Nikos Hanakoulas, Miankhail Waris Awalgul, Alexandros Vardaxoglou.

    Tre personaggi, due maschi e una donna, protetti dentro delle tute ermetiche si aggirano in un posto abbandonato alla ricerca di un misterioso segnale acustico. Dove sono finiti tutti? E chi sono i tre?
    Third Kindracconta un pianeta deserto, dalla popolazione decimata, scappata chissà dove e per quali motivi, e sceglie come scenari nei quali i tre vagano dei posti in Grecia realmente abbandonati ma un tempo pieni di persone. Un aeroporto, uno stadio, trasformati dall’uomo in centri di accoglienza per immigrati e rifugiati e in seguito evacuati in fretta e furia.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La seconda giornata.

    L’assenza dell’uomo inThird Kindè raccontata coerentemente e intelligentemente senza rincorrere mode: senza fretta e con uno spirito d’altri tempi. Non a caso il riferimento anche nel titolo è al film di Steven SpielbergIncontri Ravvicinati del Terzo Tipo.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La terza giornata.

    Nell’incontro web a distanza conJeff Liebermana cura del co-direttore delFantafestivalMichele De Angelis si è parlato della filmografia del regista statunitense: I Carnivori Venuti dalla Savana, Sindrome del Terrore, Halloween Killer, Video Killer.

    La diretta la potete vedere a questo link:

    https://www.facebook.com/decamerette/videos/1000872917056374/?v=1000872917056374

    Abisso Nero (2020) di Gaetano Ronald Russo.

    Nazione: Italia.
    Durata: 78′
    Sceneggiatura: Ronald Russo.
    Attori: Robert Madison, Yadalia Suarez, Angelica Cheyenne, Maria Sofia Palmieri, Gianluca Testa, Veronica Urban.

    Una epidemia creata in laboratorio per risolvere il problema della sovrappopolazione trasforma le persone in zombi.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La quarta giornata.

    In questo mondo in cui una anarchia incontrollabile la fa da padrona, il protagonista perde la testa ed inizia a dare in pasto alla moglie zombi (incatenata) una serie di stronzi. Nel frattempo lavora ad un antidoto in grado di renderla non aggressiva.

    Le idee di base non sono male per niente. Un po’ tra il meraviglioso finale di Shaun of the Dead e Warm Bodies, film che racconta l’innamoramento di uno morto vivente per una ragazza. L’occasione è buona qui per parlare di follia, nostaglia, sensi di colpa, complotti dei potenti e altro. E su questo tema diciamo che il film è stato girato prima dell’emergenza Covid.

    Leggi anche:
    [FANTAFESTIVAL 40] La quinta giornata.

    Il difetto diAbisso Nerosta un po’ nella recitazione ma soprattutto nel missaggio dei suoni, con le voci degli attori che spesso a malapena si capiscono sovrastate da altri rumori o perché basse di volume in uscita.

  • [RECENSIONE] Beyond The Omega (Mattia De Pascali)

    Avviso: questa recensione suBeyond The OmegadiMattia De Pascalicontiene informazioni sulla trama.

    Basta che respirino. Vallo a dire ad Aristodemo, ragazzo moscietto e remissivo che invece si arrapa solo se non lo fanno, se restano immobili, meglio ancora se sono morte.

    Aris che sta per sposarsi con Iris, tanto bella quanto antipatica, cagacazzi, musona, bigotta, immacolata. Per lei si smanaccia per arrivare al matrimonio senza impazzire. Pensava…

    Invece espode la repressione, che crea alibi, mondi paralleli e speculari, personaggi che solo in apparenza non somigliano per niente ai loro creatori.
    Quando il corpo fa una cosa ma la mente che lo comanda è convinta di fare altro, in un altro posto. Viene da pensare più che aBuio OmegadiJoe D’AmatoaFight ClubdiChuck Palahniuk, più che al doppelganger (a un sosia impostore che si sostituisce all’originale, come potrebbe essere ne L’Uomo Duplicato di Saramago o ne Lo Studente di Praga) al seminaleDottor Jekyll e Mr. Hydedi Stevenson.

    Torniamo al punto perché neIl Tuo Sepolcro… La Nostra Alcova – Beyond the Omega, secondo lungometraggio scritto e diretto daMattia De Pascali, si parla di necrofilia. Di un necrofilo paranoico col fiato della polizia sul collo, in bilico tra accettazione e paura di sé. Prova a smetterla comprando un costosissimo manichino femminile putrefatto ma le cose invece di placarsi peggiorano perché l’umanoide a un certo punto rompe l’idillio iniziando a muoversi e parlare. In questa condizione la bambola fa emergere tutte le paure di Aristodemo e non solo, va a ricreare quel rapporto castrante che l’uomo aveva con la defunta Iris. Come se non bastasse fuori c’è un maniaco (Pio Bisanti) in fissa con le donne. La cosa manda ancor più in agitazione Aris consapevole del forte legame che c’è tra lui e il mostro.

    Il mondo chiuso che Aris si costruisce con la bambola che chiama Persefone (mentre fuori gira il suo assassino) contiene sia la felicità che la dannazione. Una pace che al suo interno nasconde la tempesta in arrivo da fuori.

    Un azzardo perBeyond The Omega: Aris è l’altra faccia di don Giovanni.

    Il protagonista è un po’ una versione macabra e religiosa di don Giovanni. «Col deserto alle spalle»* di un lutto Aris porta scompiglio e panico nel classico posto tranquillo dove non accadeva nulla. Braccato, come il seduttore ateo e assassino di Molière, Aris sembra la sua immagine opposta e complementare.
    Entrambi soli e in fuga sono destinati poi a finire in maniera simile. La discesa negli inferi del seduttore che si fa beffe del Cielo fingendo all’inizio di aver «timore della collera celeste»* si contrappone qui ad un devoto religioso fuori di testa che precipita all’inferno negli ultimi istanti della sua vita.

    Tutti e due hanno poi a che fare con una figura umanoide che prende vita. La statua del Commendatore che si anima rappresenta la giustizia divina in arrivo. Il manichino di Persefone simboleggia la consapevolezza di Aris di avere gli sbirri alle costole, la sua coscienza che chiede spiegazioni, l’affiorare delle paure, i sensi di colpa per le malefatte commesse, un ritorno ad una spiacevole posizione iniziale (come in quegli incubi in cui si ritorna al punto di partenza).

    O forse no… Forse sbarello.

    Beyond The Omegaè uno strano onirico film sul tema della necrofilia ben interpretato daLorenzo Lepori(anche produttore) eBenedetta Rossi, lei davvero perfetta fisicamente nel ruolo del manichino che ha preso vita per esternare la follia del protagonista, i suoi conflitti interiori, la sua eterna insoddisfazione.

    Aristodemo è matto da legare, sa di esserlo ma non lo accetta anzi si giustifica autoetichettandosi come “speciale”. Nessuno lo conosce, neanche il suo migliore amico Pietro (Alex Lucchesi). Per lui la donna equivale ad un oggetto e come tale si deve comportare: inanimata, muta e sempre a disposizione.

    Beyond The Omegaè un prodotto coraggioso per il tema che affronta e per il modo eccentrico e visionario, in bilico tra sogno e realtà, caotico e complicato (come la mente del protagonista) in cui lo affronta. A volte si ha però la sensazione che si perda in chiacchiere, che -ad esempio- ribadisca troppo il parallelismo tra il protagonista e la sua controparte assassina.

    Momenti superflui e didascalici a parte, resta un buon film che ribadisce l’interesse diMattia De Pascaliper i conflitti e i rapporti di forza tra personaggi.

    Il Tuo Sepolcro… La Nostra Alcova – Beyond The Omegaesce ad ottobre in DVD e BD con Home Movies/Digit Movies.

    * :Molière. Saggi e traduzioni di Cesare Garboli, Einaudi, 1982.

    Il trailer di Beyond The Omega.