[RECENSIONE] La Vedova Winchester

[RECENSIONE] La Vedova Winchester
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Della Winchester Mystery House ne abbiamo parlato pochi giorni fa per segnalarvi il video che ne mostra i complicati se non assurdi interni.

Sulla storia della casa costruita da Sarah Winchester (moglie del figlio del fondatore della fabbrica di fucili) esiste, dicevamo anche questo, un film diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig di Undead e Daybreakers che potete trovare non so ancora per quanto nel catalogo di Raiplay.

La Vedova Winchester racconta la storia dell’abitazione prendendosi le dovute libertà artistiche, a cominciare dall’invenzione del personaggio del medico Eric Price (Jason Clarke), incaricato dagli azionisti dell’industria Winchester di fare alla donna del titolo (Helen Mirren) una perizia psichiatrica che ne stabilisca o meno la sua instabilità mentale vista la sua folle idea di costruire ininterrottamente la sua villa californiana per placare gli spiriti delle persone morte a causa delle armi da fuoco della fabbrica.

Solo che anche il dottore non è proprio stabile di mente: schiavo del laudano e dell’alcool non ha ancora assimilato la morte violenta della matta moglie (Laura Brent), suicidatasi dopo aver tentato di ucciderlo con un fucile, guarda caso, Winchester. E sarà proprio questa sua esperienza passata, quasi del tutto rimossa dalla sua mente, ad essere determinante per lo sviluppo della storia. Perché ovviamente Price dopo un iniziale scetticismo inizierà a credere al fantastico, oltrepasserà la soglia fino ad entrare nella cavernà più oscura per tornare indietro con l’elisir che qui a ben vedere sono più di uno: libererà la casa dal fantasma più rancoroso, violento e mentitore, farà pace con i suoi sensi di colpa per la morte della moglie, liberandosi dalla schiavitù da droga e alcool, e stabilirà dunque con la sua perizia che la vedova Winchester non è affatto pazza.

Tutto raccontato con una certa eleganza formale ma secondo schemi narrativi già visti e rivisti fino allo scontato e solito lieto fine.

Interessante l’idea della vedova che in trance disegna le stanze nuove da costruire, esatte riproduzioni dei luoghi in cui sono avvenute le morti violente a causa dei fucili. Una trovata che ci introduce nel rimosso del dottor Price ma anche nella prevedibile rabbia sprigionata dal fantasma di Ben (Eamon Farren), altra invenzione (la strage da lui compiuta nella fabbrica) del film che si poteva evitare per non scadere nel banale.

Peccato quindi perché di idee ce ne sono ma non sempre vengono sviluppate nella giusta direzione.

Insomma, se ci si accontenta di poco nell’ennesimo film su una casa infestata, anche dei soliti improvvisi -ma mica tanto- salti di paura, La Vedova Winchester va più che bene.

I più esigenti storceranno il naso.

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Roberto Junior Fusco

Fondatore e amministratore del sito.

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