Risultati della ricerca per: “gaspar noé”

  • Gaspar Noé ospite d’onore del Lucca Film Festival

    Il regista argentino Gaspar Noé sarà l’ospite d’onore del Lucca Film Festivalin programma dal 23 settembre al 2 ottobre.

    Gaspar Noéè quasi superfluo presentarlo. I suoi film shock e folli, a partire dalla celebre opera secondaIrreversibledel 2002, passando perEnter the void,Love,Climax,Lux Æterna, fino all’ultimoVortexinterpretato da Dario Argento, sono davvero difficili da dimenticare. Il che fa di lui un autore con la maiuscola. Anche perché lui se ne fotte delle regole e fa quel che vuole.

    Il regista sarà protagonista di una masterclass, una retrospettiva completa e omaggiato con il Premio alla Carriera.

    Nel dettaglio:

    La retrospettiva dei lungometraggi diGaspar Noédel Lucca Film Festival è curata dal giornalistaPaolo Zelati e da Stefano Giorgidella direzione-artisti del festival, e si svolgerà in varie location della città.

    La Masterclassè in programma il 24 settembre al Cinema Astra, moderata da Paolo Zelati, seguita dalla consegna del Premio alla Carriera a lui dedicato.

    Per maggiori dettagli andate sulsito del festival.

  • Il trailer per l’uscita USA di Lux Æterna di Gaspar Noé

    È stato pubblicato il trailer diLux ÆternadiGaspar Noé(Irréversible, Enter The Void, Climax) per la sua uscita nelle sale statunitensi a maggio.

    Lux Æternaè interpretato da Beatrice Dalle e Charlotte Gainsbourg, nei ruoli di loro stesse durante la lavorazione di un film sulle streghe. Problemi tecnici e follie varie faranno precipitare le riprese nel caos.

    Nel cast del mediometraggio (dura 51 minuti), che Noé ha sceneggiato, troviamo anche: Abbey Lee, Karl Glusman, Claude-Emmanuelle Gajan-Maull e Félix Maritaud.

    Lux Æternaè stato proietto in Italia solamente una volta ad ottobre, nel corso delToHorror Film Fest.

    Dal sito del festival riportiamo una trama un po’ più dettagliata:

    Béatrice e Charlotte durante una pausa sul set. Chiacchierano di vita, cinema estregoneria. Attorno a loro un formicaio di operatori, comparse, tecnici, truccatori, elettricisti, produttori, giornalisti, curiosi, molestatori. Le riprese ricominciano, bisogna bruciare le streghe. La situazione, problematica, si aggrava fino al punto di rottura (visivo). L’isterico mediometraggio di Noé – prodotto da Saint Laurent, presentato a Cannes, mai arrivato su grande schermo in Italia – è un distillato di poetica del regista franco-argentino, un assalto sensoriale allo spettatore, una satira horror stroboscopica e cinefila che non lascia scampo.

    Eccovi il trailer multilingue diLux ÆternadiGaspar Noé, pubblicato daYellow Veil Pictures.

    La raccomandazione iniziale dice che il filmato promozionale, e il film, contengono lunghi momenti di luci lampeggianti che possono avere un impatto sulle persone con epilessia fotosensibile.

  • Berlinale 75: i film da tenere d’occhio

    Si svolge dal 13 al 23 febbraio laBerlinale 75, o Mostra del Cinema di Berlino.

    Tra i film in programma questi dovrebbero essere quelli in linea con lo spirito diklub99.it:

    Delicious, scritto e diretto daNele Mueller-Stöfen, Germania. Sezione Panorama.

    Una ricca famiglia tedesca assume una giovane donna come domestica durante le vacanze estive in Provenza. A poco a poco, la vita dell’intera famiglia cambia, con conseguenze drammatiche.

    Nel cast Fahri Yardim, Valerie Pachner, Carla Díaz, Naila Schuberth, Caspar Hoffmann.

    Den stygge stesøsteren(titolo internazionale: The Ugly Stepsister). Scritto e diretto dall’esordienteEmilie Blichfeldt. Norvegia, Svezia, Danimarca, Polonia. Sezione Panorama.

    Cast: Lea Myren, Thea Sofie Loch Næss, Ane Dahl Torp, Flo Fagerli.

    La sinossi:

    Elvira è disposta a tutto pur di competere con la sua sorellastra incredibilmente bella. In un regno da favola dove la bellezza è un business brutale, Elvira usa sangue, sudore e lacrime per catturare l’attenzione del Principe. Una versione distorta della classica favola di Cenerentola.

    El Diablo fumadiErnesto Martinez Bucio, Messico. Sezione Prospettive.

    Le paure di cinque giovani fratelli, abbandonati dai genitori, si mescolano a quelle della nonna schizofrenica che ora si prende cura di loro, confondendo e dissolvendo gradualmente il confine tra realtà e immaginazione.

    Nel cast: Mariapau Bravo Aviña, Rafael Nieto Martínez, Regina Alejandra, Donovan Said, Laura Uribe Rojas. Speciale Berlinale.

    Honey BunchdiMadeleine Sims-FewereDusty Mancinelli. Canada.

    Cast: Grace Glowicki, Ben Petrie, Kate Dickie, Jason Isaacs, India Brown

    Dopo un incidente, Diana soffre di dolori lancinanti e perdita di memoria. Homer, il suo devoto marito, la porta in una clinica traumatologica remota dove le viene promesso che guarirà completamente con l’aiuto di una terapia innovativa e il supporto di Homer. Presto tornerà ad essere la stessa di prima. Homer è entusiasta dei progressi di Diana, ma più trattamenti si sottopone, meno inizia a sentirsi se stessa. Diana ha visioni inquietanti e nota strani cambiamenti nel comportamento del marito: conversazioni sussurrate a porte chiuse, lunghi periodi di scomparsa e la sua insistenza sul fatto che lei è in via di guarigione anche se in realtà si sente peggio. Mentre i ricordi inquietanti della loro relazione iniziano a riaffiorare vividamente, Diana deve affrontare la possibilità che la sua guarigione possa avere un costo molto più alto di quanto avrebbe mai potuto immaginare: un costo che minaccia di svelare la sinistra verità sul suo matrimonio.

    IslandsdiJan-Ole Gerster. Germania. Gala Speciale della Berlinale 75.

    Cast: Sam Riley, Stacy Martin, Jack Farthing, Dylan Torrell.

    Tom è l’allenatore di tennis in un lussuoso hotel su un’isola e trascorre il tempo tra le lezioni con alcol e avventure di una notte. L’arrivo della famiglia Maguire tira Tom fuori dalla sua routine quotidiana e lui inizia una relazione con Anne, suo marito Dave e il loro figlio Anton. Tom non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione di aver già incontrato Anne, e questa tensione tra loro cresce finché una notte Dave scompare e le indagini della polizia indicano sia Anne che Tom come sospettati.

    Kein Tier. So WilddiBurhan Qurbani. Germania, Polonia, Francia. Speciale Berlinale.

    Interpreti principali: Kenda Hmeidan, Verena Altenberger, Hiam Abbass, Mona Zarreh Hoshyari Khah, Mehdi Nebbou.

    La tragedia di ShakespeareRiccardo IIIrivisitata: due nobili casate, le famiglie arabe di York e Lancaster, portano in tribunale la guerra che infuria da anni nelle strade di Berlino. Rashida, la figlia più giovane della Casa di York, è un avvocato che pone fine al conflitto tra bande di lunga data con un sanguinoso attacco ai capi del clan Lancaster. Finalmente la pace! Non appena cessano i combattimenti però Rashida in quanto donna è condannata all’obbedienza e a non essere mai regina. Rashida, tuttavia, non intende obbedire ma governare. Per rivendicare la corona, deve tramare, sedurre i nemici e uccidere gli amanti. All’apice del suo potere dalla sua psiche riaffiorano i danneggiamenti dovuti dai ricordi di un’infanzia segnata dalle bombe: Rashida è il sovrano di un regno fatto di polvere e terra.

    Das Licth(The Light) diTom Tykwer. Germania. Gala Speciale della Berlinale 75.

    Cast: Nicolette Krebitz, Lars Eidinger, Tala Al-Deen, Elke Biesendorfer, Julius Gause.

    Tim e Milena sono separati in casa a Berlino e lì vivono insieme ai figli Frieda, Jon e l’altro figlio di Milena, Dio. Gli equilibri e le condivisioni degli spazi a lungo rodati si interrompono quando l’enigmatica Farrah, appena arrivata dalla Siria, viene assunta come nuova governante. Il loro mondo viene messo alla prova e i sentimenti nascosti emergono. È un’esperienza che espande e altera le vite della famiglia in modi inaspettati mentre Farrah mette in moto un piano che porterà una nuova dimensione al modo in cui vivono e comprendono la condizione umana.

    Tom Tykwerè il regista di Lola Corre, Heaven, Profumo: storia di un assassino, Cloud Atlas. L’attesa è dunque molta.

    Maya, donne-moi un titrediMichel Gondry.

    Altro titolo particolarmente atteso della Berlinale 75, non solo qui nel klub, è il mediometraggio d’animazione che il regista diSe mi lasci ti cancello,L’arte del sogno,Be Kind Rewindha dedicato alla figlia Maya.

    Un padre e una figlia mantengono il loro legame nonostante vivano in paesi diversi attraverso un fantasioso rituale notturno in cui lei suggerisce un titolo e lui crea dei cortometraggi animati di cui lei è l’eroina.

    El MensajediIván Fund. Argentina, Spagna, Uruguay. Concorso.

    Cast: Mara Bestelli, Marcelo Subiotto, Anika Bootz, Betania Cappato.

    Il dono di una bambina di comunicare con gli animali dà ai suoi tutori l’idea di offrire consulenze con lei come medium animale per guadagnarsi da vivere. I ruoli sono chiaramente delineati: la donna, Myriam, interpreta i messaggi che la bambina, Anika, riceve mentre il partner di Myriam, Roger, negozia il prezzo per ogni transazione. Sulle strade polverose della campagna argentina, il soprannaturale non è molto apprezzato e gli adulti opportunisti prendono qualsiasi poco denaro possano ottenere. Ma una cosa è certa: che si tratti di magia o frode, l’impegno di Anika nelle sedute con animali domestici e selvatici è reale. L’insolito trio si reca dalla madre di Anika che è ricoverata in un ospedale psichiatrico e, come tutte le donne della sua famiglia, sembra possedere lo stesso dono. Mentre il loro viaggio si svolge, diventa chiaro che la piccola Anika è quella che fornisce conforto agli adulti. Un emozionante road movie in cui la maturità significa rendersi conto che l’innocenza è un tesoro da proteggere.

    Mickey 17diBong Joon Ho. USA, Corea del sud.

    Cast: Robert Pattinson, Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette, Mark Ruffalo.

    Sarà la Berlinale 75 ad ospitare la prima proiezione tedesca del nuovo film del regista sudcoreano della Palma d’oro Parasite.

    L’improbabile eroe Mickey Barnes si è trovato nella straordinaria circostanza di lavorare per un datore di lavoro che esige il massimo impegno nel lavoro ovvero morire per vivere.

    Il film arriverà nelle sale italianeil 6 marzo.

    Mother’s BabydiJohanna Moder. Austria, Svizzera, Germania. Concorso.

    Cast: Marie Leuenberger, Hans Löw, Claes Bang, Julia Franz Richter.

    La quarantenne Julia, una direttrice d’orchestra di successo, e il suo compagno Georg desiderano ardentemente un figlio quando il dottor Vilfort, uno specialista della fertilità con una clinica privata, offre loro una speranza con una procedura sperimentale. Julia rimane incinta dopo un trattamento di successo presso la clinica. Tuttavia, il parto non va come previsto e il bambino viene immediatamente portato via per ulteriori cure, lasciando Julia e suo marito all’oscuro di ciò che è accaduto. Quando Julia si riunisce finalmente al bambino, si sente stranamente distante. La presenza del bambino mette a dura prova il loro matrimonio poiché diventa chiaro che Julia ha dei dubbi sul fatto che il bambino che hanno portato a casa sia davvero suo.

    Pa-Gwa – The Old woman with the knifediMin Kyu-dong. Corea Del Sud. Speciale Berlinale.

    Attori: Hyeyoung Lee, Kim Sung-cheol, Yeon Woo-jin, Kim Moo-yul, Shin Sia.

    Hornclaw è una leggendaria assassina sessantenne specializzata nell’eliminare la feccia della terra. La sua vita banale ma sanguinosa prende una piega inaspettata quando incontra Bullfight, un promettente giovane killer che vuole lavorare al suo fianco.

    Concorre per l’Orso d’oro della Berlinale 75Reflet dans un diamant mort(titolo internazionaleReflection in a Dead Diamond), il nuovo film diHélène CatteteBruno Forzani, il duo belga diLacrime di sangueeLaissez bronzer Les cadavres.

    Il loro nuovo e atteso film è una coproduzione tra Belgio, Lussemburgo, Francia e Italia ed è interpretato dal nostro Fabio Testi, Yannick Renier, Koen De Bouw, Maria de Medeiros, Thi Mai Nguyen.

    La trama:

    Un’affascinante ex spia settantenne, che vive in un hotel di lusso sulla Costa Azzurra, si confronta con i demoni e le persone amate in passato quando la misteriosa donna della stanza accanto la sua scompare.

    Satanische SaudiRosa von Praunheim.

    Con: Armin Dallapiccola, Justus Herrmann, Nico Ehrenteit, Katy Karrenbauer, Gerhard Haase-Hindenberg, Emilio De Marchi.

    Queste le parole del regista a proposito del suo film:

    “La scrofa sono io, interpretata dal mio alter ego, il brillante attore Armin Dallapiccola. Il film è un sogno, una parodia, una farsa della mia vita: associazioni poetiche con la mia morte, la mia vita sessuale, la mia rinascita.
    Rivedo alcuni dei 150 film che ho fatto, penso ai miei amanti, un paio dei quali premio infilandogli dei fiori nel culo e che devo dipingere bendato. Poi muore il mio vicino, lasciandosi alle spalle un vedovo infinitamente triste. Un fan suona il campanello e mi costringe a fare sesso dopo la morte, e i miei amici cantano la canzone “Great God, We Praise You”. Ma Dio stesso spiega la sua moralità perversa, lodando il male e ritenendo il bene ingenuo.
    Mia madre, interpretata da Anne Rathsfeld, è inorridita e le scimmie e i maiali impagliati che prendono vita illustrano il mio grande amore per gli animali. A un certo punto, Katy Karrenbauer ci rivela la terribile verità: siamo tutti porci satanici.”.

    Silent SparksdiPing Chu. Taiwan. Panorama.

    Appena uscito di prigione, Pua viene inesorabilmente risucchiato negli inferi. È costretto non solo dalle necessità finanziarie, ma anche dal desiderio di ricongiungersi con la persona a cui aspira: il suo ex compagno di cella, Mi-ji. Ma quando la tanto attesa riunione con Mi-ji finalmente avviene, non soddisfa le aspettative di Pua. Nella rete di obblighi e lealtà tra gangster, sia Pua che Mi-ji si ritrovano alle prese con scelte difficili.

    Attori protagonisti: Akira Huang, Shih Ming Shuai, Jui Chun Fan, Chih Wei Cheng, Wei Jei Hu.

    The Thing with FeathersdiDylan Southern. UK. Gala speciale della Berlinale.

    Con  Benedict Cumberbatch, Richard Boxall, Henry Boxall, Sam Spruell, Vinette Robinson.

    Un giovane padre di due figli è sconvolto dalla morte improvvisa e inaspettata della moglie. La sua presa sulla realtà crolla quando una presenza apparentemente maligna inizia a perseguitarlo nell’appartamento che condivide con i suoi figli. La situazione si evolve in una battaglia tra la famiglia in lutto e il loro indesiderato ospite e aguzzino: un corvo antropomorfo che sembra essere emerso dalle pagine del lavoro del padre come fumettista. Il lungo tempo durante il quale il padre e i suoi figli sono sotto assedio dal corvo li costringono ad affrontare il loro dolore e a riconciliarsi con la nuova forma che la loro famiglia deve assumere.

    La tour de glacediLucile Hadžihalilović. Francia, Germania. Concorso.

    Con: Marion Cotillard, Clara Pacini, August Diehl, Gaspar Noé, Marine Gesbert.

    Anni ’70. Attratta dalle luci della città nella valle sottostante, la sedicenne Jeanne scappa da una casa per bambini in alta montagna. Si rifugia in uno studio cinematografico che esplora segretamente di notte. Di giorno, lì si gira il film La regina delle nevi, con l’enigmatica Cristina nel ruolo principale. Jeanne cade immediatamente sotto l’incantesimo della bella e tormentata star. Tra l’attore e la ragazza si sviluppa un fascino reciproco. A poco a poco, Jeanne inizia a svolgere un ruolo sempre più importante nelle riprese. Mentre la sua ossessione per il regno della Regina delle nevi cresce, tra set e schermo, film e realtà si fondono in un gioco magico e labirintico. Ma c’è un prezzo da pagare. Jeanne ama abbastanza la Regina delle nevi da fare il sacrificio che lei esige?

    VaghachipanidiNatesh Hegde. India, Singapore.

    Attori: Dileesh Pothan, Achyut Kumar, Natesh, Gopal Hegde, Sumitra.

    L’idilliaco paesaggio di Vaghachipani nasconde un mondo decaduto sotto l’influenza del dio tigre. Il signore secolare di questo dominio, tuttavia, è Prabhu, un uomo d’affari spietato che cerca di vincere le elezioni locali con l’aiuto del suo fedele braccio destro, un immigrato noto come Malabari. Quando Basu, un lavoratore emarginato e politicamente esperto, si oppone alle loro tattiche intimidatorie, la rigida gerarchia e l’ordine feudale del dominio di Prabhu minacciano di essere disfatti.

    Approfondendo l’indagine del suo acclamato film d’esordio Pedro (2021), Natesh Hegde offre un dramma poliziesco acuto e in ebollizione che esplora la nefasta confluenza di fede, casta e potere politico nell’India meridionale. Ambientato in un villaggio ermetico governato dalla paura e dalla tradizione, il film di Hegde è un gioco di tigri e mucche, un racconto di oppressione strutturata e resistenza spontanea attorno alla figura della domestica muta, Pathi. La telecamera spettrale si muove attraverso questo mondo sotterraneo, registrandone il terreno roccioso, i suoi torbidi avvenimenti e i suoi volti indimenticabili in immagini estatiche da 16 mm. Mentre smaschera la brutalità sotto la serena bellezza del villaggio, le acque tranquille di Tiger’s Pond iniziano a rivelare le loro insidiose profondità.

    What Marielle knowsdiFrédéric Hambalek. Germania. Concorso.

    Cast: Julia Jentsch, Felix Kramer, Laeni Geiseler, Mehmet Ateşçi, Moritz Treuenfels.

    Julia e Tobias sembrano essere la coppia perfetta. Ma dietro la facciata e la cucina di design, i guai si stanno preparando. Il fragile equilibrio tra i due viene infranto quando la figlia Marielle sviluppa improvvisamente capacità telepatiche, che le conferiscono il potere di vedere e sentire tutto ciò che fanno i suoi genitori, giorno e notte. La coppia si rende presto conto che le bugie che si raccontano non possono più essere nascoste a Marielle. Quando i loro segreti più scomodi vengono svelati, Julia e Tobias si impegnano in un gioco manipolativo che porta a situazioni sempre più imbarazzanti e assurde che intensificano il conflitto e le conseguenze.

    Welcome home babydiAndreas Prochaska. Austria, Germania. Panorama.

     Con: Julia Franz Richter, Reinout Scholten van Aschat, Gerti Drassl, Maria Hofstätter, Gerhard Liebmann.

    Judith ha ereditato una casa di cui non sapeva l’esistenza dalla famiglia che l’ha data via da bambina. Si reca in Austria con il marito Ryan per vendere la proprietà. Una volta lì, Judith incontra la sua imperscrutabile zia Paula che sembra decisa a tenerla nel villaggio. Ma più a lungo Judith rimane nella sua vecchia casa, più immagini ed emozioni del suo subconscio vengono a galla. Nella sua ricerca della verità, Judith scatena poteri inaspettati: spazio e tempo si dissolvono e lei perde il controllo della propria volontà. Intrappolata in un incubo, cerca disperatamente di uscirne.

    Per conoscere tutti i film in programma alla Berlinale 75ecco il link al loro sito ufficiale.

  • Dario Argento Panico: il trailer del documentario di Simone Scafidi

    Torniamo sul documentario diSimone Scafididal titoloDario Argento Panicoper mostrarvi (in fondo al post) il trailer oggi pubblicato.

    Dedicato, come il titolo lascia capire, al regista diProfondo Rosso,Suspiriae tanti altri capolavori del cinema thriller e horror mondiale,Dario Argento Panicosarà presentato in anteprima domani 2 settembre alla Mostra del Cinema di Veneziaall’interno della sezione Venezia Classici.

     Come il precedente lavoro di Scafidi suLucio Fulci(link alla recensione), ancheDario Argento Panicoè prodotto da Giada Mazzoleni con la sua Paguro Film. La affiancano Claudio Rossoni e Dino Gervasoni di 341 production. Dalla squadra di Fulci for Fake torna anche il dop Patrizio Saccò.

    Si rafforza inoltre il coinvolgimento dei due fondatori di Nocturno Cinema Davide Pulici e Manlio Gomarasca, qui entrambi co-sceneggiatori, con il secondo coinvolto anche come produttore esecutivo.

    Il documentarioDario Argento Panico contiene interventi inediti di registi internazionali debitori del cinema di Argento come Guillermo del ToroNicolas Winding Refn, Gaspar Noé (che Argento ha diretto nel suo recente Vortex). Con loro Michele Soavi, Claudio Simonetti, Cristina Marsillach (protagonista di Opera), Mario Cecchi Gori, oltre a Dario Argento stesso e le figlie Fiore e Asia.

    Dario Argentoha creato i suoi film più acclamati al riparo dal mondo esterno, all’interno di camere d’albergo. Oggi, in una camera d’albergo nella campagna romana, sta scrivendo la sua ultima opera. Questa volta, però, non è solo. Di comune accordo con il suo agente, decide di tornare in un albergo per concludere la sua nuova sceneggiatura e per essere intervistato, filmato, seguito da una troupe che sta girando un film che parla di lui. All’interno di questa struttura, Argento non si sente inizialmente a suo agio, mentre cerca di trovare la tranquillità sia per terminare la stesura del suo film, sia per confidarsi con chi lo sta intervistando. Mail demone del cinema, che non lo ha mai abbandonato, lo ha seguito fin lassù e lo spingerà, ancora una volta, a darsi totalmente.

    DiceSimone Scafidi:

    Il film intende anche soffermarsi sul regista mettendo in scenaalcune caratteristiche tematiche del suo mondocreativo:l’isolamento, lo sdoppiamento e il panico.

    L’isolamentoè rappresentato dalla prima tappa narrativa del film, che vede Argento soggiornare in un hotel per terminare la stesura del suo nuovo film. Questo espediente è quindi coerente con il metodo creativo del regista stesso, che spesso aveva bisogno di isolarsi, di estraniarsi dalla realtà quotidiana per immergersi nella propria sfera interiore.

    Il tema dellosdoppiamentoè una delle peculiarità di molti eroi, e psicopatici, dei film di Argento. E Argento stesso parla di sé come se fosse spaccato in due, come se ci fossero due Dario Argento: quello che crea incubi e quello privato, comune, ordinario.

    Infine, ilpanico: Argento ha affermato, all’epoca della realizzazione di Suspiria, che spaventare il pubblico è una vocazione, qualcosa di insito in lui, nella sua anima, nei suoi sogni. Ma ha anche detto chenon persegue il semplice terrore, un obiettivo da principianti, ma persegue il panico. Che sarebbe il delirio. Ma il panico oggi è ancora ciò che Argento inseguiva un tempo? Cosa sta cercando Dario Argento oggi, a ottantatré anni?

    Vi lasciamo con il trailer diDario Argento Panico, in lingua originale senza sottotitoli.

    Fonte:Screen International YouTube.
  • Dario Argento Panico: il doc di Simone Scafidi a Venezia 80

    A quattro anni di distanza daFulci For Fake,Simone Scafiditorna alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo nuovo documentario dal titoloDario Argento Panico.

    AncheDario Argento Panico, come il precedente lavoro, è prodotto daGiada Mazzolenicon la suaPaguro Film. La affiancanoClaudio RossonieDino Gervasonidi341 production. Dalla squadra diFulci for Faketorna anche il dopPatrizio Saccò.

    Si rafforza la collaborazione del regista con i due fondatori diNocturno CinemaDavide PulicieManlio Gomarasca, qui entrambi co-sceneggiatori, con il secondo coinvolto anche come produttore esecutivo.

    Dario Argento Panicoconterrà interventi inediti di registi internazionali debitori del cinema di Argento comeGuillermo del Toro,Nicolas Winding Refn, Gaspar Noé(che Argento ha diretto nel suo recenteVortex). Con loro Michele Soavi, Claudio Simonetti, Cristina Marsillach (protagonista di Opera), Mario Cecchi Gori, oltre a Dario Argento stesso e sua figlia Fiore.

    Alessandro Baldessari ha composto le musiche.

    Sulla sua pagina facebookSimone Scafidicosì conclude il post che annuncia la presentazione diDario Argento Panicoalla Mostra del Cinema di Venezia:

    Fare un film come questo, che uscirà un po’ dappertutto per merito della fama e della leggenda del suo protagonista, è prima di tutto un privilegio e un piacere, ma anche una fonte infinita di casini e di ansie.

    “Tu non ti preoccupare, ho capito che cosa devo fare”, mi ha però detto Argento il primo giorno di riprese, dopo le tante indicazioni che continuavo a dargli.

    Da lì, io non mi sono più tanto preoccupato. E mi sa che ho fatto bene.

    Potete leggere il post integrale qui sotto con tutti i ringraziamenti da lui fatti.

    La 80esima Mostra del Cinema di Venezia si svolgerà dal 30 agosto al 9 settembre. Continuate a seguirci per sapere in che giorni verrà proiettato il documentarioDario Argento Panico.

    GuardaFulci For Fakein streaming.

  • [INTERVISTA] Identità e memoria: il cinema di Federica Pontari

    Trai dieci cortometraggi selezionati per la settima edizione dell’Abruzzo Horror Festivalc’era ancheMarzia. Il racconto di una tragica separazione. Una storia che si svolge in un appartamento e in una testa, quella della protagonista Marzia, sospesi in un altrove in cui i personaggi si sdoppiano e il tempo segue le strane regole di un sogno-incubo. Un prodotto strano, particolare, che aveva catturato l’attenzione di noi selezionatori.

    La regista e sceneggiatrice del corto,Federica Pontari, era presente quei giorni e ho colto l’occasione per chiacchierare un po’ con lei sul lavoro in concorso e sulla sua carriera.

    La prima domanda riguarda l’origine della sua passione per il cinema e per l’horror.

    Federica Pontari: Il primo film horror che ho visto è statoSuspiriadiDario Argento. Mi è piaciuta l’ambientazione, il mood, la fotografia. E in più c’era il fatto che aveva come argomento la scuola di danza che genera questo connubio tra innocenza e horror.

    Alle elementari iniziai a scrivere sceneggiature horror. Alle medie frequentavo una videoteca e andavo lì a cercare film sempre più estremi nel bisogno di emozioni forti.

    Quali sono i tuoi registi di riferimento?

    Amo il cinema d’autore: Tarkovskij, Ingmar Bergman, Gaspar Noé. Mi piace spaziare ma come forma mentis tendo a scrivere horror.

    Attualmente le mie fonti ispiratrici sonoSion Sono: Strange Circus, Love Exposure. Mi piacciono le sue tematiche che hanno a che vedere con le pulsioni, tant’è che ho anche scritto un libro che si chiamaEros & Thanatos: il cinema di Polanski, von Trier e Sion Sono.

    Mi piaceLars von Trierperché si ispira a Tarkovskij.MelancholiaaSolaris. Mi piaceAntichrist, in generale la trilogia della depressione, mentre di Polanski la trilogia dell’appartamento.

    E arriviamo a “Marzia”, il corto che presenti all’Abruzzo Horror Festival. L’appartamento dove si svolge è importante. Diventa quasi

    Un contenitore.

    Una prigione, una rappresentazione della sua testa.

    Come Kubrick con l’immagine cervello in Shining.

    La perdita dell’identità.

    Come la definiresti Marzia, il personaggio?

    Il corto è incentrato sullatematica della perdita dell’identità. Lei, breve sinossi, arriva a casa e trova il suo compagno che si è siucidato per amore, perché lei lo aveva lasciato. E non riesce a liberarsi di lui fino a credere di essere posseduto dal suo fantasma in cerca di vendetta. Lei si dissolve attraverso l’alterità assente ma sempre presente di questo maschile. Il corto può essere interpretato anche come una sintesi junghiana tra maschile e femminile. L’identità di Marzia si dissolve in queste pulsioni di Eros e Thanatos dove lei è divisa.

    E sul tempo che è sospeso? Che va indietro, va avanti come col sangue nella doccia che scorre dentro lo scarico e poi fuori?

    Quel momento anticipa quello che avverrà successivamente: il momento rituale in cui lei si traveste da lui. Lei è sempre lui da un certo punto in poi: quando inciampa sulla ciotola del gatto, quando si ubriaca. Come in un eterno ritorno di Nietzsche da cui non si può scappare.

    Spero che il suo sguardo anche se sempre allucinato rappresenti questo.

    Il tuo interesse per la filosofia e la psicanalisi?

    All’interno del DAMS abbiamo studiato molta filosofia. Il DAMS di Cosenza è a indirizzo fortemente filosofico e abbiamo quindi studiato molta filosofia legata al cinema.

    Dopo il DAMS frequenti la scuola di cinema Sentieri Selvaggi.

    Ho studiato di tutto: recitazione, sceneggiatura, regia, montaggio. Ho fatto dei workshop di aiuto regia con Tiziana Luna Forletta, un altro con Mimmo Calopresti sulla messa in scena. Preso il diploma a Sentieri Selvaggi mi hanno chiamata per un videoclip aReggio Calabria, la mia città: si intitolaLa Città del Re. Lo si può vedere sul sitoTurismo Reggio Calabria.

    La Città del re di Federica Pontari.

    Lì ho capito che sarei rimasta. La Calabria ha una bellezza intrinseca e nascosta che ha influenzato i miei lavori.

    Marzia e la Calabria?

    Può esserci attinenza per la questione dei rituali ancestrali dell’essere umano.

    I progetti, le tematiche.

    Ho scritto un videoclip suScilla, in provincia di Reggio Calabria. Il bando della Film Commission è valorizzare il territorio e indagare la cultura antropologica della Calabria. Il tema è ilritornoe parla di Ulisse. La canzone è della cantanteFrancesca Prestia. Lui compie un viaggio regressivo nella sua memoria.La memoria, il sogno, la psicanalisisono argomenti che privilegio.

    Anche il progetto mio e dell’Associazione Culturale Rhegionper un lungometraggio dal titoloMemoria di una strageha come tema quello dellamemoria. La necessità di ricordare la Storia affinché non venga perduta. Il film vuole indagare le esistenze dei personaggi legate tra loro da un tragico destino comune.

    È ispirato a fatti reali?

    Al libro dello storicoAntonino Catananti Teramodal titoloLo sbarco in continente. Il bombardamento tedesco del 6 settembre 1943sullastrage nazista di Rizziconi. Gireremo il teaser trailer per promuoverlo e raccogliere fondi attraverso sponsor e crowdfunding.

    Ogni personaggio rappresenta un tassello che sviluppa questa storia. L’obiettivo dei personaggi, e in particolare diDon Francesco Riso, che è un prete che non scappa durante il bombardamento ma soccorre i feriti e dà l’estrema unzione ai morti, è quello di salvare questo mondo che stanno perdendo attraverso il legame con questa terra e le altre persone al di là della morte. Ecco perché si chiamaMemoria di una strage: è come se il protagonista fosse rimasto sospeso tra la vita e la morte ed è come se loro vivessero attraverso di lui.Che è come avere a che fare con una storia di fantasmi. Dovremmo realizzare il teaser alla fine di novembre, sto preparando i casting.

    Lepulsionisono sempre qualcosa diregressivo, di ancestrale. Nel videoclip che ho scritto perScilladiFrancesca Prestiail protagonista è intento nella pesca di un pesce spada. Il pesce gli sussurra in greco antico. Questo con riferimento alla Magna Grecia quando i greci avevano colonizzato il sud Italia. Le parole del pesce spada fanno entrare il protagonista in un mondo fantastico in cui vede il mostro Scilla. Compie così un viaggio regressivo non solo nella suamemoriama anche in quella storica collettiva in cui vede e scopre l’identità di questa regione.

    Sull’aspetto regressivo e antropologico delle pulsioni ho scritto una serie a puntate che ho inviato alPremio Solinas.

    Come si chiama la serie?

    Mythos. È ambientato sia in una città X che in Calabria. È una serie che mira alla rivalutazione del territorio calabrese. Fondamentalmente questi Miti calabresi li ho resi come proiezioni di ferite ed errori dei personaggi principali. Loro per salvare il territorio da un disastro nucleare causato dal protagonista principale, un avido scienziato, dovranno sconfiggere e superare dei mostri e guarire le loro ferire. L’idea è di rappresentare una connessione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande attraverso il montaggio parallelo, quelle che sono le ferite individuali, intime e segrete, e il destino di tutta l’umanità, di un territorio intero.

    Il destino dell’umanità non è che una serie di scelte piccole che facciamo e che determinano la nostra interiorità. Ognuno dei tre personaggi è protagonista di un episodio. Ogni episodio rappresenta uno sbaglio, un errore, un atteggiamento scorretto. Il primo è chiamatoAvidità, il secondoAnimalità, il terzoCollera. In ogni episodio i protagonisti dovranno sconfiggere quelle che sono le loro proiezioni, i mostri mitologici che hanno ma che sono oggettivamente presenti perché legati sia al territorio che a loro. Ogni mostro è legato a questo tema.

    È una serie legata agli archetipi, al Viaggio dell’Eroe, agli studi di Joseph Campbell.

    Autore fondamentale!

    Per me la bibbia è“L’immagine-Tempo” di Gilles Deleuze. È il libro che mi ha più formata ai tempi dell’università.

    Il drago che custodisce un tesoro nel primo episodioAviditàesiste davvero come leggenda in Calabria ed èLa Rocca del Dragoa Roghudi. Lì abbiamo realizzato anche un documentario sulla sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore. C’è un passaggio in cui dal ricordo si passa all’immaginazione. Abbiamo intervistato persone di Roghudi, tra queste una vecchietta di cent’anni, che parlano come se questo drago esistesse davvero o che nella Grotta diMontebello Jonicoci sia davvero Lamia. È bello quando il cinema diventa credenza, il legame tra uomo e territorio su cui si basa poi la serieMythos.

    Mi piace molto rappresentare la vita dei personaggi più che la realtà. Ecco perché mi piace moltoSion Sono.

    Parliamo del tuo cortometraggioFeeling Blue?

    È un thriller psicologico horror ad argomento sociale. Parla di un mostro blu, feeling blue significa sentirsi tristi, che nasce dall’impulso distruttivo di un pittore. È anche questo claustrofobico e ambientato in un appartamento.

    Il mostro nasce come senso distruttivo e come inMarziac’è il tema del doppio. Il doppio che nasce da lui potrebbe sopraffarlo e divenire lui. Nella lotta contro questo mostro cerca di evadere attraverso un ricordo che lo vede insieme a sua sorella che è invece una persona allegra, innocente, e vestita sempre di bianco. Se non che sua sorella entra nell’appartamento quando il mostro sta per raggiungerlo.

    È pronto?

    Stiamo finendo il montaggio di un piccolo flash back. Poi inizierò a mandarlo per festival.

    I miei prossimi progetti sono incentrati sull’horror sperimentale e sull’horror politico. Ora mi sto concentrando sul tema del tempo. Sull’effetto farfalla su cui si basa pureMarzia. Il filmThe butterfly Effectè molto americano, è più interessanteSliding doors.

    Ultimi film visti?

    Madredi Bong Joon Ho,La casa di Jack. Lars von Trier è un provocatore e non ho sopportato molto questa sua provocazione sulla morte.Nymphomaniacera un discorso anche sul consumismo, sulla società liquida. Considerare però l’omicidio come un’opera d’arte non l’ho accettato. Lars von Trier poi utilizza uno stile molto d’impatto e scioccante e voleva rappresentare la violenza attuale che viene spettacolarizzata. Poi ho vistoEternity, sulla reincarnazione ma non mi è piaciuta l’insieme di argomenti all’interno del film.

    Mi è piaciutoStella Stregacon questo orrore che arriva e si incarna in figure mostruose. Mi ha ricordatoSolaris: un pianeta che emana le sue radiazioni, la sua elettricità, la sua energia pulsionale in cui la protagonista precipita che si trasforma in pulsione di morte.

    Il trailer diMarzia, cortometraggio scritto e diretto daFederica Pontari.