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  • Fanum – Ombre dal Passato: il giallo con Valeria Solarino in anteprima il 20 ottobre

    Il 20 Ottobre alle 20.00 all’Acquario Romano si terrà l’anteprima nazionaledel film Fanum – Ombre dal Passato. L’evento è organizzato da Play Entertainment e Fabrique Du Cinéma in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma.

    Fanum – Ombre dal Passatoè un giallo-thriller che segna l’esordio alla regia di un lungometraggio per Iris Gaeta. Precedentemente aveva diretto i cortiFree Sandwiches(2017) eRising Heartbeats(2019).

    Così diceva la registadurante le riprese:

    Fonte:Funweek.it

    Il film è interpretato da Valeria Solarino, nel ruolo della protagonista Marianne (foto qui in basso), Valeria Bilello, Michele Rosiello, Lorenzo De Moor, Fortunato Cerlino, David Sebasti, Roberto Citran, Federico Pacifici, Cristian Di Sante, Alessia Franchin e Valentina Oteri.

    La trama:

    Marianne Byron, affermata archeologa a livello internazionale, è sulle tracce di una scoperta epocale e rivoluzionaria sull’antica civiltà etrusca.
    Ma i segreti del passato affiorano nel presente culminando in una serie di brutali omicidi che tentano di profanare la cultura etrusca emulando i loro sacrifici.
    In bilico tra nuove scoperte e segreti sepolti, Marianne deve scavare non solo nelle antiche rovine, ma anche nella psicologia umana cercando di capire chi e cosa si nasconde dietro gli omicidi di cui diventa la principale sospettata.
    La verità però ha un prezzo. Fino a che punto è disposta a spingersi Marianne pur di scoprirla?

    All’anteprima nazionale diFanum – Ombre dal Passatoall’Aquario Romano (Piazza Manfredo Fanti 47, Roma) la regista e sceneggiatriceIris Gaetasarà presente in sala insieme ai produttori e a parte del cast.

  • Il mistero scorre sul fiume: il giallo cinese a luglio nelle sale

    Wanted Cinema programma per l’11 luglio l’uscita nelle sale diIl Mistero Scorre sul Fiume:giallo-thriller dai risvolti sociologici diretto daWei Shujun.

    Il film è stato presentato alfestival di Cannes2023, nella sezione Un Certain Regard.

    Ma Zhe, capo della polizia criminale di un piccolo villaggio rurale, Banpo, dirige le indagini sull’omicidio di un’anziana trovata morta sul letto di un fiume. Il colpevole pare sin da subito palese: tutte le piste portano a dedurre che si tratti del pazzo del villaggio, che la vittima aveva adottato negli ultimi tempi. Eppure, il sospetto di fondo che incalza progressivamente lo spettatore – e con lui il protagonista – porta la storia a progredire lentamente su secondi e inaspettati binari, permettendo al regista di indagare temi estremamente attuali quali il peso eccessivo che grava sull’individuo da parte del giudizio collettivo e la solitudine di questi dinnanzi a un mondo che appare sempre più assurdo, allucinato e al contempo sottilmente ironico, dal taglio leggero.

    Il film è interpretato da Yilong Zhu, Chloe Maayan, Miyi Huang, Hou Tianlai, Tong Linkai.

    Il mistero scorre sul fiumeè il primo lungometraggio diWei Shujunad essere distribuito in Italia. Restano quindi ancora inediti i suoi precedenti film drammatici “Ye ma fen zong” e “Yong an Zhen Gu Shi Ji”, rispettivamente del 2020 e 2021.

    Curiosando scopriamo che nel film vengono usati tre componimenti diHoward Shoretratti dalla colonna sonora del filmCrash(1996) diDavid Cronenberg.

    Vi salutiamo con il trailer (senza dialoghi) del film.

  • Si gira il giallo All in one day di Massimo Paolucci

    Sono iniziate a Roma le riprese di All in one day, nuova regia di Massimo Paolucci, dopo l’horror Medium e il thriller Soldato sotto la luna.

    Sceneggiato da Sara PaolucciAll in one day racconta la storia di Daniele, manager di professione, pieno di vita e di energia, che vedrà sconvolgere i propri equilibri dopo una notizia inaspettata.

    Il regista dichiara:

    È un belgialloambientato ai giorni nostri. Sicuramente una scommessa, con tanti attori emergenti e nuove promesse del mondo del cinema italiano. Abbiamo cercato di dare al film un tocco internazionale, soprattutto nella fotografia, sperimentando nuove tecniche. Con All in one day pensiamo di candidarci alla sezione Orizzonti della prossima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia”.

    Fanno parte del cast Daniele Pompili, Dafne Barbieri, Danilo Brugia, Valerio Paolucci, Ronald Russo, Gianluca Potenziani, Vincenzo Della Corte e Gabriella Barone.

    All in one day prevede tre settimane di riprese nella capitale, tra il quartiere dell’EUR e il litorale.

    Le parole di Pompili sul film:

    Sono molto felice e orgoglioso di essere stato scelto come protagonista dal regista Massimo Paolucci per questo film che tocca molte emozioni, e so che è una grande prova da attore per il grande schermo.”.

    All in one dayè prodotto da Alberto De Venezia per Ipnotica Film srl, che si occuperà anche della distribuzione.

    Prendono parte al film: Marko Carbone alla direzione della fotografia, Andrea D’Emilio al montaggio, Tonino Di Giovanni alle scenografie. I costumi sono di Patrizia Zappalà, trucco e parrucco di Deborah Bisterzo.

    La colonna sonora è stata affidata alla band pugliese ITNA, le cui sonorità fondono quelle del punk rock anni Ottanta all’elettronica moderna.  

    Produttori associati del film sono Cristiano Frasca e Salvatore Digiacomo.

  • Il trailer di El Pulpo Negro, il nuovo giallo dei fratelli Onetti

    È stato presentato al festival di Sitges (nella sezionePitchbox) il teaser trailer diEl Pulpo Negro, il nuovo giallo dei fratelli Nicolás e Luciano Onetti(Francesca,What the Waters Left Behind,Abrakadabra) ispirato alla omonima mini-serie tv argentina degli anni ’80.

    Giusto poche ore fa il filmato è stato pubblicato dal canale YouTube della casa di produzioneBlack Mandala.

    Fonte:Black Mandala Films.

    DiEl Pulpo Negroè prevista anche una rielaborazione come serie tv. La versione cinematografica, interpretata daMiguel Ángel Solá,Gustavo PardieMaría Eugenia Rigón(Abrakadabra), è stata scritta daLuis Murillo, sceneggiatore della serie tv originale, dal figlioLuis Murillo Ariase daHernán Moyano.Black Mandalaha co-prodotto con16: 9 CinemaeCut To The Chase.

    Héctor de Rodas, uno scrittore di romanzi polizieschi, scopre il casellario giudiziario di quattro persone apparentemente rispettabili: i signori Guevara, Méndez, Velázquez e Duarte. De Rodas fa in modo che i quattro uccidano altrettante persone scelte a caso, lasciando come unico indizio un polpo di gomma nera. Con questo materiale, il signor de Rodas intende scrivere il libro “Teoria e pratica del crimine perfetto”. L’inchiesta è affidata al capo della polizia Alejandro Mendoza e al detective privato Marcos de la Hoz.

  • [SPECIALE] 10 film che hanno segnato lo sviluppo del Giallo in Italia. (2/2)

    Torso, conosciuto anche comeI corpi presentano tracce di violenza carnale, è un film del 1973 diSergio Martino. All’estero è stato, assieme al filmReazione a catenadiMario Bava, il precursore del filone degli slasher movie statunitensi (di cui fanno parte titoli comeHalloween – La notte delle streghee la saga diVenerdì 13) sebbene molti condividono il pensiero che al primato vada affiancato anche il titolo diBlack ChristmasdiB. Clark.

    Torsoperò presenta tutti gli elementi che verranno poi presi in prestito in modo letterale negli slasher americani degli anni successivi. Martino non lesina in momenti gore e dettagli sexy… fa crescere la tensione e soprattutto contestualizza il rapporto vittima-carnefice, con vette claustrofobiche riuscite.

    TRAMA: Un serial killer colpisce a Perugia tra gli studenti universitari e tre studentesse si ritirano in una casa di montagna per dimenticare gli ultimi efferati delitti. Purtroppo per loro vengono raggiunte da un’amica e anche dal serial killer che continua a uccidere fino a un finale sconvolgente. BravissimaSuzy Kendall(L’Uccello dalle piume di cristallo) sulle cui spalle si regge quasi tutta la tensione del film.

    La tarantola dal ventre neroè un film del 1971 diretto daPaolo Cavara, ed uno dei film dal “titolo zoologico” nato sulla scia deL’uccello dalle piume di cristallodiDario Argento. Il documentarista Cavara, agli inizi degli anni sessanta entrò in contatto conAngelo Rizzoliper il quale realizzò come autore e regista, conGualtiero JacopettieFranco Prosperi,Mondo cane(1962) eLa donna nel mondo(1963). In origine si trattava di un unico film che fu poi diviso in due a causa dell’enorme materiale da lui realizzato.Mondo canefu considerato il primo documentario shock e fece in breve tempo il giro del mondo.

    Morricone alle musiche,Giancarlo Giannini,Barbara BoucheteStefania Sandrellinel cast sono una garanzia per la visione.

    TRAMA: Dopo aver subito il ricatto di un misterioso individuo a causa di una foto che la ritrae con il suo amante, Maria Zani viene trovata morta con il ventre orribilmente squarciato. Mentre il commissario Tellini inizia le indagini, Paolo, marito della vittima, incarica Catapulta, un investigatore privato, di individuare il personaggio fotografato con la defunta moglie. La situazione si fa complessa e drammatica quando si scopre che l’assassino, prendendo a modello quello che l’ape fa alla tarantola, usa immobilizzare la vittima con una puntura per poi vivisezionarla ancora viva e sensibile.

    Se l’intreccio risulta a volte poco avvincente, la regia ci restituisce – tramite bellissime inquadrature e dettagli curatissimi – tutta la forza del GIALLO all’italiana: il primo delitto, quello di Barbara Bouchet, è da antologia!

    La coda dello scorpioneè un film del 1971 diretto daSergio Martino. Il titolo del film fa riferimento ad una coppia di gemelli con la forma di uno scorpione, indizio che sarà rilevante per la scoperta della verità nelle indagini.

    TRAMA: La signora Baumer, rimasta vedova dopo la morte del marito Kurt, a causa dell’esplosione dell’aereo su cui stava viaggiando, si reca ad Atene per riscuotere i soldi dell’assicurazione che il defunto marito aveva stipulato sulla sua vita. La donna entra così in possesso di un milione di dollari. Ma la società assicuratrice che ha stipulato la polizza incarica l’investigatore Peter Lynch di indagare se la moglie non sia in qualche modo coinvolta nella morte del marito. E proprio nella città greca la signora Baumer viene brutalmente uccisa da un misterioso assassino, che le porta via tutto il denaro. (FONTE:wikipedia).

    Quello che più colpisce in questo film (a parte le musiche di Nicolai) è la simmetria con cui vengono composte le inquadrature e una certa ossessione per lo stile che diventa quasi eccessivo in ogni dettaglio ma, soprattutto, il montaggio diEugenio Alabisioche crea passaggi e transizioni temporali con un linguaggio tutto suo che andrebbe studiato nelle scuole di cinema.

    Sergio Martinofu costretto a rinunciare aEdwige Fenechperché in quel periodo era incinta, e molti critici non perdonano al film questo “vuoto”, a mio parere ben riempito daAnita Strindberg(Milano Odia La Polizia Non Può Sparare,L’Anticristo,Una Lucertola Con La Pelle Di Donna).

    Se nei thriller con la Fenech, la donna è vittima o apparente vittima di losche e insospettabili trame, qui invece la figura femminile del film è un personaggio dinamico, con una funzione precisa e decisiva nella risoluzione della complessa trama. È un thriller che potremmo definire “solare”, sia per i bei paesaggi greci e poi per quella presenza costante e costruita ad arte di battute ironiche che accompagnano lo svolgimento delle indagini sui delitti.

    Sette note in neroè un film del 1977, diretto daLucio Fulci. Contende la presenza in questa lista con il precedenteUna Lucertola con la Pelle di Donna, sempre di Fulci, ma fra i due ho preferito optare per questo… perché la componente paranormale qui si radica per la prima volta in una dimensione credibile e contestualizzatissima, rendendo il film un cult senza tempo (a parte la datata canzone dei titoli di testa!).

    L’idea iniziale del film era un riadattamento al romanzoTerapia mortalediVieri Razzini, ma il regista, in collaborazione conRoberto Gianviti, non trovando sbocchi sulla sceneggiatura, decise di modificarla con l’aiuto diDardano Sacchetti. La nuova sceneggiatura prende spunto anche dal raccontoIl gatto nerodiEdgar Allan Poe, dove una donna viene murata viva e ritrovata grazie a un “suono”… che il miticoQuentin Tarantinoha omaggiato nel suoKill Bill Vol. 1, utilizzando proprio il tema principale della colonna sonora, nella scena del risveglio della sposa (Uma Thurman).

    TRAMA: Fin da bambina Virginia ha avuto delle visioni: ha previsto per esempio il suicidio della madre. Ora, fresca sposa di Francesco Ducci, “vede” l’omicidio di una donna murata nella villa del marito. Questi finisce dapprima in carcere poi, scagionato, esce, ma l’omicidio previsto da Virginia deve ancora accadere.

    La scena iniziale (l’unica cruenta) con i dettagli della donna suicida mentre cade da una scarpata, viene ripresa dal suoNon si sevizia un paperino del 1972. Il regista indianoPartho Ghoshha girato un remake B-movie del film intitolato100 Days, uscito nel 1991.

    Un remake non ufficiale invece, ha scatenato moltissimi “rumors” all’estero negli ultimi anni, per il fatto di non aver mai apertamente riconosciuto il debito a Fulci: stiamo parlando del filmLe verità nascostediRobert Zemeckiscon la Pfeiffer e Ford, in cui al muro e alla “nicchia” si sostituiscono il muro d’acqua del mare e l’interno dell’automobile affondata, ma per il resto tutto si svolge uguale.

    Suor Omicidi (1979).

    Non si può concludere la lista se non con quest’opera kitsch e coraggiosa, ispirata ai delitti di Suor Godfrida – come venne soprannominata Cecile Bombeek – una suora della Congregazione apostolica di San Giuseppe e responsabile nel reparto di geriatria in un ospedale pubblico in Belgio; Cecile fu ufficialmente accusata di aver ucciso tre pazienti, ma si scoprì che ne aveva uccisi più di 30 tra il 1976 e il 1978 con atti di sadismo.

    A dispetto del quasi ridicolo titolo italiano (titolo internazionaleKiller Nun), siamo di fronte a un giallo malato e molto crudele, e negli States pare esista addirittura un fans club che venera questo film alla pari di pellicole qualiIl MonacoeI Diavolidi Russell.

    TRAMA: Suor Gertrud scopre di essere malata di tumore al cervello e, per questo motivo, viene sottoposta ad un delicato intervento. L’intervento riesce perfettamente ma, dopo l’intervento, suor Gertrud viene sottoposta ad una cura a base di morfina. La religiosa finisce col diventare tossicodipendente e l’uso-abuso del farmaco diventa una vera e propria ossessione (FONTE:wikipedia).

    Anita EkbergeJoe Dallessandrosono i protagonisti di questo trip in cui non ci vengono risparmiati nudi integrali (anche maschili), sadismo e blasfemia…
    Giulio Berrutifirma un’opera controversa che iscrive di diritto questo film nel folto calderone delle opere maledette, distrutte sul nascere dalla cecità di preconcetti ideologici che poco hanno a che fare con la qualità artistica di un prodotto, al punto da spingere un regista promettente (che fu co-sceneggiatore e aiuto regia inHanno Cambiato FacciaeBaba YagadiCorrado Farina, e regista diNoi siam come le lucciole) ad abbandonare il cinema.

    «Dopo le disavventure produttive diSuor Omicidi, mi passò totalmente la voglia di continuare a fare quel tipo di cinema e decisi di dedicarmi solo ai documentari, nei quali ero libero di potermi esprimere … è la prima volta, in trent’anni, che presentoSuor Omicididavanti a una platea per una proiezione pubblica … questo film, per tanti anni, è stato dimenticato e per lungo tempo ho sperato che finisse nell’oblio e che nessuno lo ricordasse più … ultimamente, invece, ho scoperto che esso vive ancora, così come me e alcuni attori che lo interpretarono. Noi non vogliamo morire, questo film non vuole morire!».

    Sono queste le parole che un visibilmente emozionatoGiulio Berrutiavrebbe pronunciato prima della proiezione diSuor Omicididurante la quarta edizione delRavenna Nightmare Film Fest.

  • [SPECIALE] 10 film che hanno segnato lo sviluppo del Giallo in Italia. (1/2)

    La ragazza che sapeva troppoè un film del 1963, diretto daMario Bava; questa fu la sua ultima pellicola realizzata in bianco e nero, ed è generalmente considerato come il capostipite del giallo all’italiana. Il titolo cita esplicitamenteL’uomo che sapeva troppodiAlfred Hitchcock, e le riprese notturne di Roma verranno riproposte in questo stile in molti film diDario Argento(a partire daL’uccello dalle piume di cristallo).

    È forse non un caso che il film di Bava narri la storia di una straniera giunta in Italia per fare la turista che resta invischiata, suo malgrado, in una storia più grande di lei (fatta di delitti e misteri) un po’ come avveniva ai protagonisti di quasi tutti i migliori film di Argento, dal citato L’uccello…, passando per Profondo Rosso e Tenebre che si può considerare quasi la chiusura del filone giallo (e che in comune con questo film di Bava ha anche l’attore John Saxon!).

    TRAMA: Nora Davis (una magnificaValentina Cortese), è una giovane turista americana che si reca a Roma in vacanza. Nella notte, davanti alla Trinità dei Monti, Nora viene scippata da un borseggiatore, e perde i sensi dopo essere caduta. Quando rinviene, seppure intontita, vede una donna uscire da una villa nobiliare, che poi stramazza al suolo in una pozza di sangue, con un coltello piantato sulla schiena.

    Il film è considerato in tutto il mondo un cult movie. Morando Morandini nel suo Dizionario dei film loda questo “esercizio di regia anche perché la paura e il fantastico non nascono dal buio, dall’ombra, ma dalla luce in un suggestivo bianconero”, in una magistrale fotografia curata da Bava stesso.

    Sette Scialli di Seta Gialla (1972).

    Sergio Pastore, regista di questo film, iniziò a lavorare come giornalista collaborando con alcuni quotidiani, prima di entrare come corrispondente a Paese Sera. Passò alla cronaca e poi, trasferitosi a Roma, divenne giornalista del mondo dello spettacolo. Rimasto affascinato dal mondo del cinema, decise di fondare una sua casa di produzione, laMezzogiorno Nuovo d’Italiacon la quale dal 1968 firmò una dozzina di pellicole di genere (molte a basso costo).

    Morì improvvisamente, a soli 54 anni, per un ictus cerebrale fulminante mentre si trovava al Cinema Fiamma di Roma per la prima di quel film che sarà la sua ultima pellicola,Delitti.

    TRAMA: Paola, fotomodella presso un atelier di Copenaghen e fidanzata di Peter, pianista cieco, viene trovata morta prima di una sfilata. La morte sembra essere causata da fatti naturali ma Peter scopre che la fidanzata, poco prima di morire, aveva ricevuto in dono uno scialle. Dopo la morte di Helga, altra indossatrice dell’ atelier, Peter, con l’aiuto dell’amica Margot e del maggiordomo Burton, scopre che ad uccidere le modelle è stato il graffio delle unghie d’un gatto, cosparse di curaro. (FONTE:wikipedia).

    Remake non dichiarato di23 passi dal delitto, con l’aggiunta di contrafforti argentiani – già dal titolo – e baviani (l’ambientazione nel corrotto mondo della moda diSei donne per l’assassino). La sceneggiatura, grossolana e con non poche incongruenze, si ricorda per la totale antipatia dei personaggi, nessuno escluso… ed un finale per l’epoca estremamente violento che fa il verso aPsycho.

    Cosa avete fatto a Solange?è un film italiano del 1972, diretto daMassimo Dallamanoe con protagonista un giovanissimoFabio Testi. Il film è vagamente ispirato al romanzo diEdgar WallaceL’Enigma dello Spillo(The Clue of the New Pin).

    TRAMA: L’insegnante Enrico Rosseni ha una relazione segreta con una sua studentessa. Quando alcune ragazze nel college in cui insegna iniziano a venire brutalmente assassinate con coltelli piantati nella vagina, ovviamente i sospetti della polizia si concentrano proprio su di lui.

    Assenza di sangue e di effetti raccapriccianti, per sviluppare con carattere un tema già forte di suo: aborti clandestini e traumi adolescenziali. Il film vanta la fotografia diAristide Massaccesie la colonna sonora diEnnio Morricone, all’epoca molto attivo e disponibile verso i film di genere. In più di un’occasione (ed in particolar modo nella splendida scena dell’omicidio di Elizabeth) Dallamano utilizza la visuale dell’assassino, una scelta stilistica che poi farà scuola e diventerà più famosa conDario Argento.

    Orgasmo(1969) è il primo incontro tra il registaUmberto Lenzie l’attrice statunitenseCarroll Baker, reduce daIl dolce corpo di DeborahdiRomolo Guerrieri. In seguito Lenzi e l’attrice gireranno altri gialli considerati unanimemente dei classici.

    Quello che – anche secondo il regista – è il migliore film della sua carriera, venne in parte “rovinato” all’epoca da una discutibile decisione della produzione, che mutò il titolo originale (Paranoia, poi riutilizzato per una delle pellicole seguenti di Lenzi) prima inI Perversie poi nel definitivoOrgasmo(inteso dai produttori come sinonimo di “tensione” ma al tempo stesso giudicato perfetto per attirare il pubblico in sala).

    Questa scelta si rivelò invece controproducente, in quanto il film venne tolto dalle sale dopo pochi mesi, con l’avvento della Pasqua, proprio per via del titolo pruriginoso, decretando così un incasso complessivo non troppo soddisfacente.

    Paranoiasarà il titolo della versione americana, più spinta di quella italiana, nella quale è possibile vedere la Baker completamente nuda in alcune scene.

    TRAMA: Una ricca vedova americana (Carroll Baker) si ritrova nella sua villa un giovane, accompagnato dalla sorella. I due cercano di farla impazzire. Dietro c’è un piano ben preciso, per toglierle tutto il suo patrimonio. Una volta riusciti nell’intento, però, i tre scoprono una scomoda verità. (FONTE:Wikipedia).

    Lo stereotipo della donna vittima di complotti verrà successivamente interpretato quasi sempre daEdwige Fenechnei gialli diSergio Martino(Lo strano vizio della signora Wardh,Tutti i colori del buio) come daMimsy FarmerneIl profumo della signora in nerodiFrancesco Barilli.

    5 bambole per la luna d’agostoè un film thriller italiano del 1970, diretto daMario Bava. È liberamente ispirato al romanzo diAgatha ChristieDieci piccoli indiani. Lo sceneggiatore Di Nardo, aggiorna il soggetto secondo i gusti del giallo erotico all’italiana e quindi colloca la vicenda in una villa lussuosa e modernissima posta su un isolotto sperduto di modo che, tra un omicidio e l’altro, lo spettatore si può godere le bellezze femminili correre mezze nude sulla spiaggia.

    Sembra che Bava non tenesse in grande considerazione questa opera, arrivando persino a considerarlo il suo peggior film. Eppure questa pellicola rivista oggi appare in tutta la sua straordinaria forza, spiazzante e stordente, ipnotica, astratta persino e quasi sperimentale al punto che sembra un test per il successivo Reazione a Catena.

    TRAMA: Il ricco industriale George Stark, invita nella sua villa in un’sola sperduta un brillante inventore, Fritz Farrell, assieme ad altri ospiti per convincerlo a vendere il brevetto di una nuova resina sintetica da lui ideata. Naturalmente anche gli ospiti di Stark sono interessati al brevetto di Farrell, e tra di loro i rapporti sono ambigui: lo stesso Farrell nonostante sia sposato con Trudy, è l’amante della moglie di Stark, Jill; Nick Chaney è sposato con l’avvenente Marie, e non ha nulla in contrario se sua moglie va a letto con altri, se questo può permettergli di dare uno slancio alla sua carriera.

    Quentin Tarantino, che già altre volte ha reso omaggio aMario Bavanei suoi film, ne ha riprodotto una scena inKill Bill vol. 1, quella nella quale il gestore del club spegne le luci, quasi uguale a quella in cui il maggiordomo compie la medesima azione all’inizio del film di Bava.