Risultati della ricerca per: “invasione aliena”

  • [RECENSIONE] Attack the block – Invasione aliena (Joe Cornish)

    Quando in un film fantasy i protagonisti sono giovani ragazzi per forse di cose a noi che stiamo intorno ai quaranta il pensiero corre a titoli come E.T.GremlinsI GooniesJoe Cornish, che di anni ne ha quarantaquattro, cerca di portare parte di quello spirito ambientando Attack the block-invasione aliena (Attack the block) nella sua Londra.

    Niente o poca computer grafica ma i cari vecchi mostri di lattice e animatronics (questi qui sono pelosi è hanno i denti fosforescenti), o tutt’al più con un attore dentro il costume, un po’ perché così si usava a quei tempi, un po’ per motivi di budget risicato.

    Niente ragazzi sfigati come quelli che tanto amava Spielberg e che J.J. Abrams ha omaggiato nel suo Super 8, certo, a ben vedere sfigati sono anche questi perché anche loro con i piccoli-grandi problemi famigliari-personali, solo che per reagire invece di formare la banda dei piccoli nerd questi qui decidono di essere dei teppistelli organizzati.

    All’inizio del film rapinano un’infermiera (Jodie Whittaker) con la quale in seguito all’invasione, perchè in questo film si parla di un’invasione aliena, si rincontrano per formare un’alleanza-amicizia. Oltre agli alieni devono vedersela anche con il boss del quartiere: uno spacciatore che li vuole morti perché sono degli stronzetti irrispettosi. Riusciranno soli contro tutti a salvarsi il culo salvando così il mondo? Risposta facile. Perché l’invasione è capitata proprio a Londra e nel loro malfamato quartiere? Perché sembra che la vita del pianeta dipenda da loro ed in particolare dalle decisioni che prende Moses (John Boyega) il capobanda? Tranquilli, a queste domande non rispondiamo. 

    Attack the block per allontanarsi ancora di più dal modello spielberghiano e dal superottopensiero colora di politica (e anche di retorica, se vogliamo) la sua storia.

    Dice Moses che gli alieni sono stati mandati dal governo per eliminare quelli come lui, cioè i neri, che prima di allora ci avevano provato con le droghe e con le armi. Ovviamente anche il sangue, rispetto ai modelli di riferimento in cui non compariva affatto, trova il suo spazio. A parte questi aspetti Attack the block però non ha il coraggio di separsi definitivamente dal modello anni ottanta. Alla fine l’aspetto nostagico ha la meglio su quello innovativo, prova ne è il fatto che l’impianto narrativo, il soggetto ridotto all’osso, così come lo spirito, sono identici a quelli usuali in quel decennio: benevoli nei confronti della specie umana il che fa della pellicola un prodotto alla fin fine gradevole ma niente più.

    Joe Cornish ha nel frattempo scritto insieme ad Edgar Wright (coproduttore di Attack the block) la sceneggiatura del cinecomix Ant-Man che Wright dovrebbe iniziare a girare tra un po’.
    Dopo L’ora nera, e L’arrivo di Wang che sono di quest’anno, e il meraviglioso District 9, un altro film di invasioni extaterrestri non ambientato in America.

  • Daniela Forever: una clip dal film sui sogni lucidi diretto da Nacho Vigalondo

    Well Go USA ha pubblicato una clip tratta daDaniela Forever: il film drammatico efantascientificoscritto e diretto daNacho Vigalondosu una elaborazione del lutto affrontata attraverso i sogni lucidi.

    Daniela Forevernon ha ancora una distribuzione italiana (negli Stati Uniti è uscito due giorni fa on demand) ma è stato proiettato da noi durante l’ultimoTrieste Science + Fiction Festival.

    La trama:

    Nick (Henry Golding) è disperato per l’improvvisa morte della sua amata Daniela (la romana ma sempre più internazionale Beatrice Grannò). Consigliato da un’amica a partecipare a test clinici sui sogni lucidi, scopre che può riscrivere la sua storia controllandoli. Ma quanto può durare la fantasia? Utilizzando molteplici stili e tecniche emozionanti per distinguere realtà e fantasia, Vigalondo si avvale abilmente della fantascienza per esplorare profonde verità sull’amore, la perdita e la condizione umana in un incanto visivo poetico e divertente.

    Nacho Vagalondoè il regista e sceneggiatore dei filmExtraterrestre(2011), storia di una invasione aliena raccontata attraverso una coppia occasionale che non può lasciare un appartamento,Open Windows(2014), thriller informatico conSasha GreyedElijah WoodeColossal(2016), fantascientifico conAnne Hathawaynel ruolo di una donna che scopre di essere “collegata” con un lucertolone gigante che distrugge Seoul.

    Ed eccovi la clip tratta daDaniela ForeverintitolataDracula. Subito dopo vi facciamo vedere anche il trailer. Tutto rigorosamente in lingua inglese ma se siete bravi riuscite ad attivare i sottotitoli in italiano.

  • Primitive War: il teaser trailer del film su una guerra contro i dinosauri

    Torniamo a parlare diPrimitive War, il film scritto e diretto daLuke Sparkeche unisce il genere bellico con i dinosauri, per mostrarvi il teaser trailer in lingua originale.

    Trasposizione del romanzo di fantascienza del 2017 scritto daEthan PettusPrimitive Warè interpretato da Jeremy Piven  (Spy Kids 4),  Tricia Helfer (Battlestar Galactica), Ryan Kwanten (True Blood) e  Nick Wechsler  (The Boys).

    Luke Sparkeè il regista diRed Billabong(2016), del fantascientifico su una invasione alienaOccupation(2018), seguito due anni dopo dal sequelOccupation – Rainfall,Devil BeneatheBring Him To Me, entrambi del 2023, e diScurry(2024).

    Guarda una clip sulla lavorazione del film.

    Vietnam. 1968. Un’unità di ricognizione nota come Squadra Avvoltoi viene inviata in una valle isolata nella giungla per scoprire il destino di un plotone di Berretti Verdi scomparso. Presto scoprono di non essere soli e devono affrontare le creature più terrificanti che abbiano mai camminato sulla Terra.

    Ed eccovi il teaser trailer in lingua inglese diPrimitive WardiLuke Sparke.

    Fonte:Fathom Entertainment.
  • Sognielettrici 2024: tutti i cortometraggi e lungometraggi in concorso

    Da oggi fino al 12 ottobre alla IULM di Milano si tiene ad ingresso gratuito la terza edizione diSognielettrici: il festival dell’immaginario fantastico e della fantascienza.

    Con la direzione artistica del docente IULM Stefano Locati, Sognielettrici(qui il link al sito dell’ateneo) vuole indagare il concetto di immaginazione a partire dal cinema, per estendersi ad altre arti come letteratura, fumetti, videogiochi, televisione e aprirsi a contaminazioni con nuovi media e discipline.

    Qui ci soffermiamo brevemente sui lungometraggi e i cortometraggi in concorso.

    CONCORSO LUNGOMETRAGGI.

    Lunedì 7 ottobreore21.00c/o Sala dei 146 – Anteprima italiana
    Aire: Just BreathediLeticia Tonos Paniagua(Repubblica Dominicana/Spagna, 2024, 98’).
    In un futuro vicino, una biologa conservazionista combatte l’estinzione umana con l’aiuto di un’intelligenza artificiale (con la voce di Paz Vega). Tutto bene, almeno fino all’arrivo un enigmatico viaggiatore… Robusto debutto nella
    fantascienza per la pluripremiata regista domenicana Leticia Tonos Paniagua.

    Martedì 8 ottobreore19.00c/o Sala dei 146 – Anteprima italiana
    HeresydiDidier Konings(Olanda, 2024, 61’).
    Olanda, medioevo. Frieda è una giovane abitante di un villaggio in bilico tra la sua fede, il fanatismo dei suoi bigotti concittadini e le forze oscure che si nascondono nei boschi. C’è del marcio in Olanda in questo stregonesco esordio alla regia per il concept artist agli effetti visivi di Il regno del pianeta delle scimmie e Thor: Love and Thunder.

    Martedì 8 ottobreore20.30c/o Sala dei 146 – Anteprima italiana, introdotto dalla regista –The FixdiKelsey Egan(Sud Africa, 2024, 98’).
    In un futuro devastato dalla tossicità dell’aria, la modella Grace assume un farmaco che le provoca una mutazione fisica. Cercando una guarigione, viene a conoscenza di uno scioccante verità. Una nuova fiaba distopica per la
    sudafricana Kelsey Eagan, già vincitrice di Sognielettrici 2022 con Glasshouse.

    Mercoledì 9 ottobreore21.00c/o Sala dei 146 – Anteprima italiana
    Lovely, Dark, and DeepdiTeresa Sutherland(USA, 2023, 87’).
    Lennon, una nuova guardia forestale, viaggia da sola attraverso la pericolosa natura selvaggia, sperando di scoprire le origini di una tragedia che la perseguita da quando era bambina. Un thriller sovrannaturale in cui il paesaggio assume
    toni alieni, con una splendida Georgina Campbell e presentato al Fantasia Film Festival.

    Giovedì 10 ottobreore21.30c/o Sala dei 146 – Anteprima italiana, con la protagonista Julia Martínez Rubio,BionicadiSebastian Perillo(Argentina, 2024, 82’).
    Una donna tetraplegica si sottopone a un trattamento per riacquistare la mobilità che a lungo andare le darà anche nuove e inaspettate abilità. Quanto si può cambiare il corpo di una persona prima che smetta di essere sé stessa? È la
    domanda a cui cerca di rispondere il film, anche grazie alla grande prova d’attrice di Julia Martínez Rubio.

    Venerdì 11 ottobreore20.30c/o Sala dei 146.
    I Saw Three Black LightsdiSantiago Lozano Álvarez(Colombia, 2024, 87’).
    Un uomo anziano si addentra nella giungla colombiana alla ricerca di un luogo tranquillo dove morire, ma i soldati paramilitari che controllano la zona minacciano il suo viaggio verso la morte. Un fiabesco intreccio tra folklore e
    realismo con un adorabile e silenzioso protagonista, presentato alla Berlinale.

    Sabato 12 ottobreore12.15c/o Auditorium – Anteprima italiana
    The Dead ThingdiElric Kane(USA, 2024, 94’).
    Una giovane donna reduce da una serie di relazioni senza senso si innamora di un uomo carismatico e sensibile, ma che nasconde un oscuro segreto trasformando il rapporto in una pericolosa ossessione. Unhorrordrammatico,
    malinconico e inquietante già apprezzato al Fantasia International Film Festival di Montreal e al FrightFest di Londra.

    Sabato 12 ottobreore14.30c/o Auditorium – Anteprima italiana
    Sasquatch SunsetdiDavid ZellnereNathan Zellner(USA, 2024, 88’).
    Un anno nella vita di una famiglia di Bigfoot, gli ultimi della loro specie, mentre cercano di sopravvivere all’avanzata di un mondo esterno sempre più invadente. Un folle, improbabile e commovente film prodotto daAri Aster(Midsommar, Beau ha paura) con Jesse Eisenberg e Riley Keough irriconoscibili nelle pellicce di queste indolenti e adorabili creature.

    Sabato 12 ottobreore16.30c/o Auditorium – Anteprima italiana
    KrypticdiKourtney Roy(Canada, 2024, 96’).
    Kay cammina in un bosco alla ricerca di una persona scomparsa. Nel suo viaggio scoprirà di avere un legame inestricabile con una misteriosa creatura. Un horror dal sapore fantascientifico con un’intensa Chloe Pirrie (Youth – La giovinezza, La regina degli scacchi) costruito come un’appagante riflessione sul tempo, la sessualità e la memoria.

    Sabato 12 ottobreore18.30c/o Auditorium – Anteprima italiana
    Milk TeethdiSophia Bösch(Germania, 2024, 97’).
    Skalde vive in una piccola comunità, lontana da un mondo che potrebbe non esistere più. È un’intrusa, perché nata da un’“estranea”, ma si è guadagnata il rispetto dell’anziano del villaggio. Un giorno incontra una misteriosa ragazza nel
    bosco… Una sorprendente distopia rurale presentata all’International Film Festival Rotterdam.

    Sabato 12 ottobreore21.00c/o Auditorium – Anteprima italiana
    She Loved Blossoms MorediYannis Veslemes(Grecia, 2024, 86’).
    Tre fratelli costruiscono un’insolita macchina del tempo per riportare in vita la madre, morta da tempo. Un film visionario e psichedelico ricco di invenzioni visive e allucinazione a occhi aperti, presentato al Tribeca Film Festival e in
    concorso al Neuchâtel International Fantastic Film Festival.

    CONCORSO CORTOMETRAGGI.

    Lunedì 7 ottobreore17.30c/o Sala dei 146.

    CONCORSO CORTOMETRAGGI #1 | FANTA-RELAZIONI.

    Game OverdiAdrian Cacciola(Francia, 2024, 9’) – Anteprima italiana
    Un’accesa partita a Scarabeo tra un uomo e la sua odiata moglie trasforma le parole in realtà.

    KokalodiMarios Evangelou(Grecia, 2024, 18’) – Anteprima italiana
    Unitevi ad Anastasia e Ilia in un viaggio ipnotico – e a volte spirituale – attraverso gli alti e i bassi dell’amore.

    Idioms SolitairediZhou Bozhi(Cina, 2024, 14’) – Anteprima italiana
    Come fanno a salvarsi coloro che sono intrappolati nel tempo e nello spazio?

    Last CigarettediDarío Caamaño(Giappone, 2024, 14’) – Anteprima italiana
    Jane ed Emily affrontano la fine della loro relazione su un muretto vista mare.

    A ReflectiondiLaurie Barraclough(UK, 2023, 14’) – Anteprima italiana
    Cam ha tre cose con cui fare i conti: la morte del padre, l’allontanamento della madre e il drago che la segue.

    Small StepdiJimmy G. Pettigrew(Canada, 2024, 14’) – Anteprima italiana
    Il piccolo e introverso Antoine sogna di andare nello spazio sotto al casco della parrucchiera.

    Time Before KevindiRaine Gado(Filippine, 2023, 10’) – Anteprima italiana
    Kevin deve assolutamente costruire una macchina del tempo per salvare il giovane sé stesso.

    Martedì 8 ottobreore11.30c/o Sala dei 146.

    CONCORSO CORTOMETRAGGI #2 | FANTA-WEIRD.

    Les BêtesdiMichael Granberry(USA, 2024, 12’)
    Un coniglio magico intrattiene un re malvagio. Un gioiello in stop motion ispirato alle opere di Ladislas Starevich.

    Gator GirldiMichelle Craig(USA, 2024, 18’) – Anteprima italiana
    Quando Elle torna a casa per prendersi cura della sorellina, le appaiono le bestie del passato… letteralmente.

    KalimeradiFrancesco Mastroleo(Italia, 2024, 18’) – Anteprima italiana
    Irene, oppressa da una relazione tossica, libera l’antica identità femminile grazie al rituale del tarantismo.

    In the Name of GoddiAzhman Bizhani Nasab(Iran, 2024, 4’) – Anteprima italiana
    Un viaggio magico tra le credenze popolari di una remota provincia iraniana.

    Ofelia’s EyediGabriel Sanper(Spagna, 2024, 6’) – Anteprima italiana
    All’ombra di un palazzo avvolto da un’eterna tempesta, una giovane donna lotta per liberarsi dalle sue paure.

    TonguediMohammad Siyamaknia(Iran, 2023, 18’) – Anteprima italiana
    Perché parlare? Meglio restare con la lingua a penzoloni. Una muta e surreale distopia.

    TriptychdiSophia Ray(UK/Bulgaria, 2024, 15’) – Anteprima italiana
    Una mercante d’arte è perseguitata da una forza misteriosa proveniente dal suo passato.

    Sabato 12 ottobreore10.30c/o Auditorium.

    CONCORSO CORTOMETRAGGI #3 | FANTA-SCIENZA.

    Algorithmic MusicdiAdrian Jamil Siry(Indonesia, 2023, 8’) – Anteprima italiana
    Un robot trova la gioia componendo musica.

    FigmentdiIan Sweeney(New Zealand, 2024, 20’) – Anteprima italiana
    Afflitta da solitudine, una donna assume un farmaco che le dona un amico immaginario.

    Line up – Programma.

    OuroborosdiLi Xiaorui(Cina, 2024, 10’) – Anteprima italiana
    In un futuro in preda alle guerre e supportato da tecnologie avanzate, l’umanità sopravvive a malapena.

    PleasureDoradiMarion & Mark Prebble(New Zealand, 2024, 9’) – Anteprima italiana
    Una escort IA difettosa e il suo ultimo cliente si confrontano con la mortalità e le seconde possibilità.

    RodentdiJoe Fereday(UK, 2023, 8’) – Anteprima italiana
    In un futuro non troppo lontano, un piccolo topolino ci fa viaggiare tra le ultime vestigia dell’umanità.

    The Sky MachinesdiCarlos Bocardi(Argentina, 2024, 19’) – Anteprima italiana
    Gli abitanti di una piccola cittadina di Alta Gracia in Argentina devono sopravvivere a un’invasione aliena.

    The StrandeddiSergi Páez(Spagna, 2023, 13’) – Anteprima italiana
    L’ultima sopravvissuta di una base nell’estremo lembo dello spazio conosciuto attende di essere salvata.

  • [EXTRA] Il cinema horror e sci-fi degli anni ’80 (ma non solo) che ha criticato il consumismo

    Dagli anni ’50 grazie alla ripresa economica si è andata intensificando sempre più, in tutti gli Stati vincitori e vinti del secondo conflitto mondiale, laproduzione in serie di oggetti vari di consumo. Non solamente cose utili come possono essere i mezzi di trasporto: quello che si va a produrre nelleindustriee distribuire in numeri sempre maggiori sono anche oggetti che hanno come solo scopo il divertimento.

    A contribuire alla loro diffusione ci sono lepubblicitàche arrivano ovunque attraverso manifesti e cartelloni, radio e giornali. Ma soprattutto utilizzando il nuovo mezzo di comunicazione dellatelevisione. È lì che vanno in onda spot studiati per entrare in testa con immagini, frasi e musichette che acchiappano affinché si esca di casa per acquistare quel prodotto.

    Pubblicità che col passare degli anni vanno sempre più inventando un altro mondo, un’altra realtà. Si rappresenta una società perfetta, la nostra felicità, che si ottiene però solamente se si acquista quel prodotto. È questo il messaggio che subdolamente ci arriva. Sei qualcuno solamente se possiedi quel prodotto. Una volta però comprato quell’oggetto accade che ne esce subito un altro: migliore, aggiornato, più bello. Magari di una società-industria concorrente a quella del prodotto che abbiamo noi. E scatta qualcosa nella nostra testa che ci invoglia a ripetere il senso di appagamento che l’acquisto ci aveva dato.

    Gioca un ruolo importante in questo ambito per moltissimi prodotti anche l’obsolescenza programmata: un’area temporale di scadenza prestabilita superata la quale l’oggetto diventa inutilizzabile.

    Questo è ilconsumismo.

    Le inserzioni pubblicitarie, gli spot televisivi, spingono non solo la vendita dei prodotti in sé ma anche dei loro accessori. Perché l’oggetto che vende davvero ha intorno tutto un mondo fatto di altri prodotti da abbinare al principale.

    Questo tipo di economia è andato sempre più aumentando negli anni grazie non solo alle pubblicità e al loro mondo perfetto. A disegnare gli oggetti industriali che vanno per la maggiore sono spesso artisti affermati capaci di unire utilità e bellezza in un unico prodotto. Pensiamo ad esempio a Corradino D’Ascanio e alla sua Piaggio Vespa, o alla radio cubo di Brionvega dell’architetto Marco Zanuso e del designer Richard Sapper. Dueprodotti industrialiesposti oggi nei musei.

    Cinema horror e fantascientifico degli anni ’80 e consumismo.

    Negli anni ’80 questa economia esplode e il cinema horror l’ha raccontata e criticata abbandonando i vecchi personaggi maligni in carne ed ossa, o comunque dall’aspetto umano, a favore di oggetti di uso comune apparentemente innocui. Accessibili a tutti o molto desiderati, questi oggetti (maledetti, stregati, diabolici, viventi) diventano facilimetafore del consumismo e quindi una critica al capitalismo. Anche perché con il loro fascino riescono spesso ad abbindolare il povero malcapitato protagonista. Lo trasformano in un oggetto a sua volta, nel mezzo per diffondere prima e meglio il male che rappresentano. In altre parole nel loro schiavo. Vuoi che siano dei barboni della cui sorte non interessa a nessuno. O degli adolescenti con i loro problemi (tra bullismo e puritanesimo).

    Avviso importante.

    Nel post prenderemo come esempi un po’ di film,parlando spesso delle loro trame.

    I film sono (in ordine alfabetico):

    Bad Taste – Fuori di testa(1987) diPeter Jackson.
    La bambola assassina(1988) diTom Holland.
    La bambola assassina(2019) diLars Klevberg.
    Christine: la macchina infernale(1983) diJohn Carpenter.
    Dèmoni 2… L’incubo ritorna(1986) diLamberto Bava.
    Halloween III – Il signore della notte(1982) diTommy Lee Wallace.
    Horror in Bowery Street(1987) diJim Muro.
    L’implacabile(1987) diPaul Michael Glaser.
    M3GAN(2022) diGerard Johnstone.
    Poltergeist(1982) diTobe Hooper.
    Small Soldiers(1998) diJoe Dante.
    Stuff: il gelato che uccide(1985) diLarry Cohen.
    Terror Vision – Visioni del terrore(1986) diTed Nicolaou.
    Videodrome(1983) diDavid Cronenberg.
    Videokiller(1988) diJeff Lieberman.
    Vivarium(2019) diLorcan Finnegan.

    Bambole e affini.

    Le bambole (possedute, assassine) erano un tema ricorrente nel cinema horror: dai pupazzi dei ventriloqui di Incubi Notturni (1945) e Il mostro e le vergini (1964), ai feticci messicani di Trilogia del terrore* (1975).

    Sono bambole però uniche nel loro genere. Nel senso che sono pezzi unici, artigianali, realizzati a mano.

    ConLa bambola assassina(t.o.Child’s Play, 1988) diTom Hollandil discorso cambia.

    Il film si apre sul serial killer Charles Lee Ray (Brad Dourif) braccato dalla polizia e morente che si rifugia in un negozio di giocattoli dove sono accatastate enormi pile di una bambola parlante all’ultimo grido. L’assassino attraverso il voodoo, prima di spirare, riesce a traferire la sua anima in una di quelle bambole, che poco dopo viene regalata da una mamma single (Catherine Hicks) al figlio Andy di sei anni.

    Bambino problematico e il suo inseparabile pupazzo Chucky, che però quasi da subito inizia ad ammazzare. Il primo indiziato è proprio l’innocente Andy (Alex Vincent), ed ad incastrarlo c’è anche il consumismo. Lo si vuole colpevole perché si trova sempre vicino ai luoghi degli omicidi, in più ha più o meno la stessa altezza della bambola ed indossa persino un paio di scarpe uguali. Perché di questa bambola vendono bene anche gli accessori.

    Ovvio che il mondo adulto razionale pensi ad un bambino assassino piuttosto che ad una bambola. E il fatto che Andy dica il contrario aumenta ancor di più la loro certezza sulla sua colpevolezza: è un bambino senza un padre che sta reagendo all’evento in modo sbagliato perché deve avere qualche rotella fuori posto.

    Madre e investigatore (Chris Sarandon), neanche a dirlo, si ricrederanno e lotteranno insieme al piccolo per distruggere la bambola.

    Ma eliminarla sarà difficile perché la possessione annulla la logica che un oggetto rotto smetta di funzionare.

    La bambola assassinaesce in un momento in cui la tecnica animatronica faceva passi da gigante. Il momento in cui Chucky (disegnato da Kevin Yagher) prende vita e inizia ad insultare con la faccia incazzata mamma Karen resterà per sempre un grande momento.

    Chucky per ironia della sorte è divenuto pian piano nel tempo, tra sequel, reboot, serie tv e action figures, un vero e proprio prodotto di consumo passando in questo modo dall’altra parte della barricata, trasformandosi in ciò che velatamente il primo film scritto da Don Mancini criticava.

    In tempi recenti (2022) la Blumhouse ha portato sul grande schermo la sua versione di Chucky con il filmM3GANdiGerard Johnstonein cui la bambola assassina è un androide progettato per il mercato dei giocattoli dotato di una sofisticata intelligenza artificiale. Balocco che a un certo punto va fuori controllo mandando in malora le regole della robotica di Isaac Asimov secondo le quali un robot non deve recare in nessun caso danno ad un umano.

    InM3GAN(qui la recensione) si evidenzia molto bene l’attaccamento morboso ed innaturale che Cady (ragazzina da poco orfana affidata alla zia ingegnere) inizia a manifestare verso la bambola. Un legame che diventa presto una vera e propria dipendenza dall’oggetto, a tal punto che quando vengono separati lei (Violet McGraw) sclera come una tossica in astinenza.

    Perché come diceva Tyler Durden “gli oggetti che possiedi alla fine ti posseggono.”.

    Intelligenza artificiale e pupazzierano già il fulcro, nel 1998, del filmSmall SoldiersdiJoe Dante. Lì uno microchip militare viene impiantato per errore su due linee di giocattoli, una pacifica l’altra molto meno. Toccherà ai giovani Alan e Christy (Gregory Smith e Kirsten Dunst) risolvere la situazione combattendo contro i giocattoli e lo scetticismo del mondo degli adulti.

    E diventano il binomio cardine anche del reboot deLa Bambola Assassinadiretto daLars Klevbergnel 2019 e scritto daTyler Burton Smith, sceneggiatore proveniente dal mondo dei videogiochi.

    Ad attivare volontariamente la bambola dotata di AI, in modo però che sia pericolosa, è un lavoratore della fabbrica che costruisce i giocattoli perché umiliato dal suo superiore. Industria situata in Vietnam appartenente ad una multinazionale; bambola difettosa che finirà a Detroit in mano al quattordicenne Andy (Gabriel Bateman). Cioè il terzo mondo sfruttato che si ribella, o almeno ci prova, all’arrogante padrone occidentale.

    *:Trilogia del terrorea dir la verità è un film per la televisione.

    La seduzione dell’automobile.

    La vecchia automobileChristine, inventata daStephen Kinge portata sul grande schermo nel 1983 daJohn Carpenter, con la sua affascinante demoniaca presenza è capace di trasformare l’adolescente imbranato Arnie (Keith Gordon) in un ragazzo popolare che conquista la bella della scuola.

    Almeno inizialmente, apparentemente. Perché man mano che la storia va avanti l’auto prende il controllo sul ragazzo trasformandolo nella sua ombra, in uno stronzo sbruffone che ha dimenticato in un baleno lo sfigato che era. Fino a non fargli comprende la letalità della sua gelosa automobile.

    Un’auto davvero diabolica che si presenta all’improvviso ad Arnie come la risposta, la soluzione, ai bulli della scuola che lo hanno preso di mira, ai suoi genitori bacchettoni, puritani, vecchi dentro. Anche la musica rock and roll che misteriosamente la sua radio trasmette vuole simboleggiare questa ribellione.

    La fascinazione che Christine esercita su Arnie, una seduzione legata al suo possedimento, diventa per il ragazzo una vera e propria dipendenza, come con le droghe, che prima ti fanno toccare il cielo con un dito e poi ti lasciano precipitare giù sfracellandoti al suolo.

    Prodotti da mangiare e bere, che ti si mangiano e bevono.

    Gli oggetti e i prodotti dei film horror anni ’80 che qui vi presentiamo, lo abbiamo già detto, rendono spesso il loro proprietario incapace di vedere l’orrore che dilaga, oppure lo lasciano solo contro tutti, contro lo scetticismo di chi non accetta l’arrivo del male. Sono abili dunque nel ribaltare i ruoli, trasformando l’uomo in un oggetto, in uno strumento per i loro scopi.

    Può capitare infatti che dietro i prodotti di consumo che tanto ci acchiappano si nasconda addirittura una cospirazione aliena. È il caso diStuff: il gelato che uccide(t.o.:The Stuff), pellicola del 1985 scritta e diretta daLarry Cohenin cui un gelato spuntato dal nulla -di cui tutti vanno ghiotti fino allatotale dipendenza– risulta poi essere un organismo extraterrestre che si nutre di corpi umani.

    Prodotto alimentare antropofago un po’ come nel film del 1987Horror in Bowery Street(t.o.:Street trash) (1987) diJim Muro, in cui un liquore a basso prezzo, scadentissimo, viene consumato dai barboni di New York. La bevanda però rovescia i ruoli e inizia a consumare i clochard che la tracannano sciogliendo l’interno dei loro corpi. Questo perché il Viper in realtà era un’arma non convenzionale che veniva usata in Vietnam.

    Accade anche che gli alieni scendano sulla Terra per trasformarci in cibo per la loro catena di fast food, come inBad Taste – Fuori di testa(1987), dinamico e ironico esordio registico diPeter Jackson(futuro regista della trilogia cinematografica de Il Signore degli anelli).

    La televisione… che felicità!

    “Noi siamo stupidi forse e forse tu lo sai
    Per questo ci vuoi bene e non ci lasci mai”

    Così canta Edoardo Bennato nel suo brano del 1987La televisione che felicità.

    E se fino ad ora abbiamo parlato di cose spuntate quasi sempre dal nulla per conquistarci, il televisore è dagli anni ’50 uno degli oggetti più venduti e presenti nelle case di ognuno di noi. Ed è uno di quei prodotti che, grazie allosviluppo tecnologico sempre più accelerato, spinge molto sulle prestazioni che offre. Per vedere cosa poi?

    Gli anni ’80 televisivi sono stati quelli delle esplosioni delle soap opera, del colore, del corpo della donna come oggetto da esporre, delle televendite, della tv utilizzata per rincitrullire le masse.

    Il cinema horror e fantascientifico degli anni ’80 coglie queste cose e dal tubo catodico fa uscire fuori segnali ed esseri mortali, spiriti e cospirazioni.

    Nel film del 1983Videodrome, scritto e diretto daDavid Cronenberg, dalla televisione pirata che dà il titolo al film vanno in onda immagini estreme di snuff movie che provocano allucinazioni e morte in chi le guarda. Chi diffonde quel segnale vuole ripulire il mondo dagli zozzoni e il prossimo passo è quello di sfruttare le antenne della tv via cavo dell’amorale imprenditore Max Renn.

    Videodromeresta in bilico tra realtà e allucinazione, mantiene per tutta la durata ambiguità camminando sul filo del rasoio tra due mondi opposti che vanno sempre più sovrapponendosi. Max Renn (James Woods) oltrepassa quel limite, approda nell’altro mondo, attraversa la soglia, entra nella caverna più oscura e remota. Il suo è un viaggio da cui si torna indietro, se si torna indietro, trasformato per sempre. E la sua presa di coscienza, il suo cambiamento, è sia fisico che mentale, come accade spesso neibody horror. Tutto in un certo senso è doppio ed ha la sua controparte nell’altro mondo, nell’altra realtà.

    Le trasformazioni fisiche di Max, disegnate da Rick Baker (Un lupo mannaro americano a Londra) e realizzate da una squadra di talenti come Steve Johnson (Nightmare 4, Freaked – sgorbi) e Bill Sturgeon (L’Armata delle tenebre), sono entrate nella storia del cinema, due in particolare: la sua pancia con lo squarcio verticale che accoglie una pistola, che più in là si fonde con la mano.

    Chi unisce consumismo e televisione èHalloween III – Il signore della notte, diretto un anno prima daTommy Lee Wallace: terzo film della saga, l’unico in cui non appare Michael Myers. Antagonista è un imprenditore-scienziato pazzo irlandese deciso ad ammazzare più bambini possibili la notte di Halloween. Il che ci riporta in qualche modo a certe vecchie ma mai superate paure verso il diverso, lo straniero. Per farlo all’inventore occorrono un martellante spot tv con un segnale nascosto e una maschera per bambini contenente un microchip che si attiva con la pubblicità televisiva. Un sistema di trasmissione (e di cospirazione) che ricorda quello utilizzato l’anno dopo da Cronenberg.

    Nello stesso anno diHalloween III, nella produzione hollywoodianaPoltergeist, finanziata da Steven Spielberg e diretta daTobe HooperdiNon aprite quella porta, la televisione diventa il mezzo utilizzato dai fantasmi che infestano la nuova casa dei Freeling per comunicare con la piccola Carol Anne. La stessa bambina una volta rapita dai poltergeist comunicherà con i suoi famigliari attraverso il tubo catodico. Il che li costringerà a tenere il televisore accesso tutto il tempo sulla così detta “neve”, che equivale all’assenza di segnale.

    Quel che non deve passare inosservato in questo classico del cinema horror degli anni ’80 è l’inno nazionale statunitense che chiude la trasmissione televisiva, prima della neve, con le immagini dei suoi soldati a cavallo, poco prima che Carol Anne parli per la prima volta coi fantasmi.

    Perché dopo si scoprirà che il nuovo complesso residenziale, dove si è trasferita da poco la famiglia, è stato costruito (senza dire niente a nessuno) sopra un vecchio cimitero indiano e Steve Freeling (ignaro della magagna tant’è che lì ci abita con la sua famiglia) di mestiere fa l’immobiliarista.

    Da qui il rancore dei fantasmi verso la sua famiglia, e di rimando verso gli Stati Uniti d’America che hanno fondato le loro ricchezze sulle violenze e gli espropri verso i nativi.

    Guarda o acquistaPoltergeist(1982) diTobe Hooper.

    Piccola divagazione.

    Si parla di furti ed espropriazioni anche inThe FogdiJohn Carpenter. Lì però l’allusione e di conseguenza la critica è più velata e sottile, non come la densa nebbia che avvolge la colpevole città americana di San Antonio Bay. Ma questo è un discorso da affrontare da un’altra parte.

    A proposito di case invece, un quartiere residenziale di nuova costruzione diventa la trappola della coppia (Imogen Poots e Jesse Eisenberg) protagonista del filmVivarium(2019) diLorcan Finnegan.

    Tornando al nostro argomento, la televisione diventa il mezzo utilizzato da un mostruoso e pericoloso galeotto-rifiuto spaziale per arrivare sul pianeta Terra. L’opportunità gliela dà una cafonissima famiglia americana e la loro nuova parabola satellitare.

    Stiamo parlando diTerror Vision – Visioni del terrore, film a basso costo del 1986 scritto e diretto daTed Nicolaoue prodotto da Charles Band con la sua Empire Pictures.

    Una famiglia protagonista che rappresenta il peggio degli Stati Uniti d’America: competitiva ad ogni costo, dove bisogna avere sempre il prodotto all’ultimo grido per vantarsene con tutti. Nucleo sociale che più disfunzionale non si può. Con i genitori (papà Stan è interpretato da Gerrit Graham, il Beef deIl Fantasma del palcoscenico, mamma Raquel è Mary Woronov già vista neLa notte della cometa) che praticano lo scambio di coppia, due figli diversamente problematici, e un nonno rimasto sotto con la guerra.

    Il mostro spaziale, che esce ed entra dalle varie tv sempre accese presenti nella lussuosa e kitsch abitazione, ammazzerà tutta la famiglia (più altri sfortunati) ed uscirà infine di casa, iniziando così lo sterminio dell’umanità. Un quadro generale desolante ed apocalittico, raccontato però con ironia e un bel tocco di grottesco, presente anche nell’aspetto dellacreatura extraterrestre disegnata dal maestro John Carl Buechlere realizzata da un team composto da Robert Kurtzman, John Vulich e Brent Armstrong.

    Un mostro che assimila nel suo corpo gliumaniammazzati tirandoli fuori all’occorrenza come delle vere e propriemarionetteper ingannare chi resta da uccidere.

    Sempre in quell’annoDario ArgentoeLamberto Bavacavalcano l’onda di successo del loro primoDèmonicon il sequelDèmoni 2… L’incubo ritorna. E se nel primo il contagio avveniva in una cinema attraverso una maschera promozionale indossata dall’incauta spettatrice Geretta Geretta, nel seguito è un televisore a dare il via alla pandemia con un effetto che omaggiaVideodrome.

    Un anno dopo la televisione diventa il mezzo propagandistico di un governo dittatoriale nel film fantascientificoL’implacabilediPaul Michael Glaser.

    Un regime totalitario che odia la cultura (quindi il libero pensiero) e per spegnerla manda in onda un reality show chiamatoRunning Manin cui alcuni galeotti lottano fino alla morte per avere la grazia.

    Ambientato negli Stati Uniti del 2019, tratto dal romanzoL’uomo in fugadi Stephen King (di nuovo lui ma con lo pseudonimo Richard Bachman), diretto daPaul Michael Glaser(interpretava Starsky della serie tvStarsky & Hutch),L’implacabileè una feroce satira sul potere della tv di manipolare le masse rendendole ignoranti e fomentando i suoi istinti peggiori, anche attraverso la creazione di fake news rese credibili grazie a fasulli filmati che paiono autentici e veri.

    Una trasmissione capace di imbambolare tutte le classi sociali, dai poveracci che scommettono clandestinamente, alle vecchie signore benestanti che confessano emozionate il loro sterminatore preferito.

    Ma le bugie del regime e del presentatore Damon Killian verranno a galla grazie adArnold Schwarzeneggernel ruolo protagonista di Ben Richards: un pilota militare colpevole di essersi opposto all’ordine di sparare sulla folla disperata che chiedeva cibo e che ora è costretto a partecipare al gioco mortale.

    Ah tra l’altro, notizia di un po’ di tempo fa:Edgar Wright(la trilogia del cornetto) sta preparando un remake del film che sarà interpretato da Glen Powell.

    Nel 1988Jeff Lieberman(I carnivori venuti dalla savana, Halloween killer) dirige Kevin Dillon e Deborah Goodrich nel filmVideokiller.

    La storia (Lieberman è autore anche della sceneggiatura) è quella di un giovane commesso in un negozio di videonoleggio che scopre una invasione aliena che utilizza una videocassetta VHS contenente un film di fantascienza (Remote control, che è anche il titolo originale) degli anni ’50. La cassetta ipnotizza chi la guarda spingendo ad uccidere. A Cosmo, il suo collega George (Christopher Wynne) e Belinda (Deborah Goodrich) il compito di salvare l’umanità dalla cospirazione, prima che la cassetta invada il mercato del mondo.

    Conclusioni (si fa per dire).

    Il cinema racconta sempre in fin dei conti storie di personaggi in balia delle onde del caos. C’è sempre un evento che sconvolge la quotidianità, un ostacolo da superare, un traguardo da raggiungere, un amore da conquistare, un lutto da elaborare, un antagonista da battere.

    Il cinema horror degli anni ’80 si è spesso concentrato sugli oggetti di consumo che smettono di essere utili o piacevoli per rivelarsi mortali.

    A pensarci un attimo è una visione del mondo che non cambia rispetto al decennio precedente. Se lì c’era un mostro umano proveniente dagli stessi posti dei protagonisti, negli anni ’80 sono gli oggetti che abbiamo sempre avuto accanto, o che abbiamo sempre desiderato, a rivoltarcisi contro, ribadendo ancora una volta come il male non arrivi da lontano, anzi. Sono oggetti dotati di vita propria e di una loro volontà.

    Un po’ comel’hula hoop nel film dei fratelli Coen del 1994che lanciato da un disperato negoziante inizia a vagare verticale per la città fino ad attirare l’attenzione di un bambino che istintivamente lo prende e inizia a giocarci come se ne fosse un esperto, come se fosse posseduto dalla volontà dell’oggetto, contagiando in un attimo tutti gli altri bambini.

  • Il nuovo film di Jordan Peele uscirà alla fine del 2026

    Universal Picturesha rimandato al 23 ottobre 2026 l’uscita del nuovo film diJordan Peele, il quarto da lui diretto dopoGet Out,NoieNope.

    Sono ancora sconosciuti al momento titolo, trama e cast.

    Jordan Peeleha fatto il suo esordio registico nel 2017 con l’acclamato horror-thrillerScappa – Get Out. Il film racconta di un ragazzo di colore (Daniel Kaluuya) che va a conoscere i genitori della sua ragazza bianca (Allison Williams). L’incontro prende una piega sempre più inquietante.

    Con il successivoUs-Noi(2019), è protagonista una agiata famiglia afroamericana (Lupita Nyong’o, Winston Duke, Shahadi Wright Joseph, Evan Alex) che si vede assediata nelle casa delle vacanze da degli individui che sono le loro copie.

    La sua successiva, terza, regia èNope(2022): storia di due fratelli (allevatori e addestratori di cavalli per il cinema, interpretati da Daniel Kaluuya e Keke Palmer) alle prese con una invasione aliena nell’arido entroterra californiano.