Risultati della ricerca per: “luciano onetti”

  • Le Vortex Monopolaire esordio nel corto di Luciano Onetti

    Il debutto nel cortometraggio diLuciano Onettidal titoloLe Vortex Monopolairesta per iniziare la sua partecipazione in diversi festival internazionali.

    Interpretato da Cecilia Azzolina e Camille ValenzuelaLe Vortex Monopolaireracconta il viaggio verso l’aldilà di una ragazza deceduta.

    Questo primo corto del regista argentino diFrancescaeWhat waters left behindè girato e ambientato in Francia, prodotto da Stewart David Johnson e dallo stesso Onetti.

    Tra le società che hanno collaborato alla realizzazione diThe Vortex Monopolaireanche l’italianaBlack Widow Records.

  • [RECENSIONE] What The Waters Left Behind – Los Olvidados (Nicolas e Luciano Onetti)

    Dopo aver omaggiato il giallo italiano conSonno ProfondoeFrancesca, i fratelli argentiniNicolas e Luciano Onetticon il loro terzo lungometraggioWhat The Waters Left Behind – Los Olvidadosrendono grazie al classico statunitenseNon Aprite Quella Porta.

    Lo spunto di partenza è un fatto di cronaca argentino avvenuto a Villa Epecuén: una città turistica nella provincia di Buenos Aires inondata nel 1985 per il cedimento di una diga, per fortuna evacuato in tempo e da allora disabitato.

    Lì si recano ai giorni nostri i sei protagonisti -provenienti dalla capitale argentina- per girare un documentario sulla tragedia. Tre ragazzi e altrettante ragazze, una delle quali (Victoria Maurette) avendo abitato lì al tempo dell’inondazione farà da guida e sarà l’intervistata principale del film in lavorazione.

    Come è facile immaginare il gruppetto diventa presto vittima della famiglia disfunzionale e assassina che dai quei posti non è mai andata via e che nutre nei confronti della città capitale un odio mai sopito.

    Da aquilano terremotato ho rivisto nel gruppetto di videomaker lo sciacallaggio di tante televisioni e di tanti fotografi arrivati dopo il sisma del 2009. Lì però la situazione è decisamente diversa: se L’Aquila piano piano si sta ricostruendo, Epecuén è invece abbandonata da trent’anni, una città fantasma che il governo argentino ha dimenticato (insieme ai suoi abitanti: il titolo originale del film è Los Olvidados, i dimenticati*) e che adesso è meta dei turisti e dei professionisti della tragedia. Ecco spiegato l’odio della famiglia antagonista nei confronti delle istituzioni che la città di Buenos Aires rappresenta e da dove i malcapitati protagonisti arrivano.

    Tornando al film, la folle famiglia dai mascheroni animaleschi si accanisce sui poveri sei in ogni modo: uccisioni e torture varie, stupri (ma senza nudità), amputazioni, sbudellamenti e tutto quello che negli slasher deve esserci. Situazioni che in qualche caso tireranno fuori il meglio e il peggio dei protagonisti e che daranno possibilità al loro sotterraneo di riemergere.

    Oltre ai naturali scenari di Epecuén, sono da apprezzare le scenografie di Sebastián del Prado, la fotografia di Facundo Nuble e gli effetti speciali di makeup di Roman Kampelmacher, Simon Ratziel, Rodrigo Guerechit e Franco Burattini, vincitori del premio al Horrorant Film Festival FRIGHT NIGHT nel 2018.

    Qualcosa che non convince c’è. La caratterizzazione troppo sopra le righe e stereotipata della famiglia, in particolare del meccanico con la cresta Chimango interpretato da Chucho Fernandez e di quello immancabilmente un po’ tardo e con il viso deforme (Evan Leed), meglio German Baudino, pervertito davvero spaventoso con le sue poche chiacchiere, e mamma Mirta Busnelli.

    A voler dirla tutta quello che dispiace è vedere i fratelli Onetti sempre troppo impegnati a rendere omaggio al cinema del passato, vuoi che sia italiano o statunitense.

    SeLos Olvidados – What the Waters Left Behind, nelle sua denuncia e nel suo ricordo di una vergognosa pagina della recente storia argentina, non avesse ricalcato sfacciatamenteNon Aprite Quella Porta(e un altro grande classico comeLe Colline Hanno gli Occhi) ma tentato un’altra strada più coraggiosamente originale sarebbe stato con buona probabilità un gran film, perché il loro talento, nello scrivere e nel dirigere, è innegabile. Un’occasione sprecata? In questo senso sì. Resta comunque un buon film, uno slasher crudo che gli appassionati dovrebbero apprezzare.

    In fondo trovate il film completo, in lingua orginale spagnola con i sottotitoli in inglese. Tutto caricato legalmente, tranquilli.

    *: C’è un film del 1950 dal titolo uguale diretto da Luis Buñuel.

  • [ESCLUSIVA] Il Giallo quarant’anni dopo: intervista a Luciano Onetti per Francesca

    Dopo il buon successo di critica e pubblico diSonno profondo(2013), i due fratelli argentiniNicolás e Luciano Onettitornano a illuminare i Festival internazionali con il Giallo del nuovo filmFrancesca. È un dovere e un piacere seguire chi, come loro, riesce con pochi mezzi a suggestionare le platee mondiali. Quindi ho chiesto a Luciano se poteva rispondere a qualche domanda per Klub 99 e ne è stato ben felice.Ecco cosa ci ha risposto.

    Stefano Nicoletti: Con “Sonno profondo” sei riuscito, insieme a tuo fratello, a realizzare ciò che ogni videomaker sogna, cioè produrre un film con pochissimi soldi e farlo girare per tutto il mondo: secondo te è stato un caso irripetibile o potrebbe essere davvero un modo realistico di fare cinema?

    Luciano Onetti: Oggi giorno grazie all’avvento della tecnologia è molto più facile riuscire ad avere risorse che una volta non si potevano. In effetti, nell’ambito della musica oggi è molto più facile registrare il tuo album comodamente da casa e anche con il cinema succede qualcosa di simile. Se tu hai una videocamera non professionale puoi comunque plasmare la tua idea senza il bisogno di ricorrere a macchine grosse e nemmeno devi spendere un sacco di soldi.

    Devo però sottolineare, che non è facile fare un prodotto che poi arrivi a tutti o che almeno raggiunga certe gare nei festival di cinema. Sappiamo che oggi è più facile fare un film ma questo non vuol dire che sia più facile raggiungere gli obiettivi. Bisogna dedicare tantissime ore di lavoro, sforzo, volontà, ore e ore di tutto questo e in mezzo ci sono i contrattempi, gli stati d’animo, a volte le frustrazioni, è vero: è un modo realistico di fare cinema, però alla fine tutto questo si vede nel prodotto.

    Se devo essere sincero, posso dire che oggi come oggi chiunque può fare un film, da quello che ha già la storia fino a quello che poi fa la regia. Il motivo per il quale esistono i festival è proprio per fare una selezione della quantità incredibile che ci sono di film e quelli che poi vengono fuori sono film che hanno qualcosa di diverso. Attualmente, ci sono un sacco di film sui fantasmi, con un livello di produzione molto buono e non è strano che un film fatto con meno risorse chiami l’attenzione, magari perché è diverso, ha un aria differente da respirare in mezzo a tutto quello che esce e che si assomiglia.

    Probabilmente questo è successo conSonno profondo, magari potrebbe ripetersi, ma è difficile, soprattutto in un genere come il giallo, che,sinceramente, poca gente conosce. Qualsiasi film del genere giallo degli anni ’70 è molto difficile che oggi venga percepito bene da un ragazzo di 18 anni. Loro vogliono zombies, fantasmi, esorcismi ma ci sono migliaia di film di questo genere ogni anno. Perché è quello che vende di più, giusto? Noi siamo molto felici di essere riusciti a fare un film comeSonno profondocon pochi soldi e di essere arrivati in tanti paesi, visto che questa era la mia prima composizione visuale. Potrebbe ripetersi la stessa cosa e succederà sempre che ci si metta in gioco con qualcosa di diverso in mezzo a tanti prodotti.

    S.N.: Sono un grande appassionato del Giallo all’italiana, ma non riesco a spiegare cosa mi attrae così tanto di questo genere… forse il fatto di vedere sempre i personaggi usati come cavie… cos’è che invece ha spinto te a riproporre oggi questo genere?

    L.O.: Il giallo è un bellissimo genere da tanti punti di vista: estetico, narrativo, l’ambientazione, la musica, il modo di recitare. Io ho sempre detto che è la bellezza della semplicità. Non c’è presunzione nei film del genere giallo. L’idea era di tornare a fare un giallo ma come se non fossero mai passati gli anni. Riuscire a ricreare l’atmosfera dei film di quel periodo. Il giallo non è un genere molto usato per fare un film, come dicevo prima, perché non è commerciale, non vende.

    Però è una bellissima opportunità per fare vedere i lati artistici, oltre al fatto che io mi sono sentito molto a mio agio con questo genere sin dall’inizio e potevo anche cogliere l’opportunità per mostrare il mio lato musicale. Siccome non conoscevo gente che si occupasse di cinema nella mia città, non ho potuto affrontare un progetto troppo ambizioso dove ci voleva più gente, più soldi, più attrezzature. Ho scelto quello più semplice ma altrettanto bello per cominciare.

    S.N.: Oggi si può riuscire a essere originali realizzando cinema di genere, come il Giallo? Che valore ha per te l’originalità?

    L.O.: È possibile essere originali in questo genere ma è abbastanza difficile. Il giallo ha dei cliché ben definiti in tutti i film che sono stati fatti, quindi quando si usano quei cliché i critici subito dicono che è stata fatta una parodia, un omaggio o un’altra cosa. Insisto sul fatto che è qualcosa che non capisco. I film gialli di una volta erano tutti simili, uguali. Nessuno faceva riferimento a un altro e se tu li guardi si assomigliavano parecchio!

    Attualmente ti paragonano su tutto, dicono che imiti sempre qualcosa e quindi è molto complicato. Così succede con la musica. Se fai qualcosa, subito dicono “Mi fai ricordare i Doors” oppure “Il suono è uguale a quello dei Pink Floyd”. Non si possono negare le influenze del passato che uno ha già nel suo background, è stato fatto tutto. È vero che in quel periodo potevi essere più originale perché cominciavano a inventarsi delle cose. Per esempio Amer (film diHélène CatteteBruno Forzani, gli stessi diL’étrange couleur des larmes de ton corps, N.d.r.) ha usato praticamente i primi piani del giallo e le luci blue e rosse, ma per me il giallo è molto più di questo. Per non parlare quando viene usata la stessa musica che è stata usata in altri film.

    Quindi, fino a che punto possiamo parlare di originalità? Posso dire che l’originalità di questo film è l’assenza di dialoghi, perché se fai un giallo “parlato” diventa subito un poliziesco. Nel caso diSonno profondoè stato fatto al 100% dal punto di vista dell’assassino, tralasciando il lato poliziesco e sapevo benissimo che non volevo fare qualcosa di commerciale, allora mi sono permesso di giocare con alcune scene deliranti che solo i fan del genere possono capire.

    Sonno profondonon è per tutti, coloro che dicono cheSonno profondonon ha una storia devo dire che si sbagliano. Ha una trama molto interessante, so che è difficile da capire, e questa è una cosa voluta. L’altra cosa originale è che è stata ambientata praticamente negli anni ’70 sia da un punto di vista visivo che per l’audio, perché penso che un giallo moderno non sia un giallo, non riesco a immaginarmi un assassino con i guanti di pelle nera che usa uno smartphone, perché il dito non potrebbe assolutamente scivolare sul display e se vuoi essere originale, sicuramente finisci per trasformare l’assassino classico del giallo in un criminale come Jigsaw nel filmSaw.

    S.N.: Mentre realizzavi “Francesca” hai pensato di migliorare qualcosa di cui non eri contento in “Sonno profondo”?

    L.O.: Quando abbiamo pensato aFrancescacon mio fratello Nicolas, sapevamo che sarebbe stato diverso rispetto aSonno profondo, perché quando abbiamo fatto il nostro primo film non pensavamo di partecipare ai festival di cinema. Avevo quindi un altro tipo di libertà che invece dopo ho perso.

    Abbiamo imparato molto sui festival, le critiche… Sono cose che ti portano a valutare molto se vuoi continuare con il mondo del cinema, devi migliorare certi aspetti. Pensiamo cheFrancescasignifichi una crescita per noi, nella parte tecnica, visiva, sonora, narrativa.Francescaè un film giallo che non soltanto piacerà ai fan ma anche a quelli che non conoscono il genere.

    S.N.: Potendo scegliere, quali sarebbero stati gli attori ideali per “Francesca”, anche tra quelli del passato?

    L.O.: Ci sono dei grandi attori italiani che andavano benissimo perFrancesca:Giancarlo Giannini, ad esempio… però voglio rispettare gli attori che mi hanno aiutato in questo progetto, perché loro sono stati bravissimi nel rappresentare il soggetto che abbiamo scritto io e mio fratello. La mia idea era trovare dei visi che fossero perfetti per la macchina da presa ma soprattutto che fossero facce dell’epoca nella quale è stato ambientato il film.

    S.N.: Da “Francesca” ci possiamo aspettare più paura o suspense?

    L.O.:Francescaha molta suspense, ha tutto del film del genere giallo classico di quel periodo ma diversamente daSonno profondo, inFrancescaci sono attori, come in qualsiasi altro film normale, ed è un giallo poliziesco come quelli di una volta. Ci sono degli elementi personali come inSonno Profondo, scene asfissianti e ipnotiche, ma soprattutto è tutto incentrato nella storia raccontata nella trama. Una storia che ti tiene inchiodato alla sedia dall’inizio alla fine.

    S.N.: Quale complimento in particolare  ti piacerebbe ricevere per “Francesca”?

    L.O.: Mi piacerebbe che dessero valore alla crescita che abbiamo potuto far vedere nel film. È sempre positivo che la critica sappia riconoscere certi aspetti del film, al di là del fatto che la critica sia positiva o negativa, siamo consapevoli che ci può servire in futuro quando arriva il momento di affrontare un progetto e chiaramente gli elogi ti fanno sentire che sei apprezzato e ti invogliano a continuare a produrre.

    S.N.: Qual è il film più pauroso che hai mai visto?

    L.O.: È una domanda un po’ difficile cui rispondere perché secondo me i film che producono una paura reale sono quelli che vedi quando sei piccolo. Infatti il film che mi ha fatto davvero paura l’ho visto da piccolo ed eraIl giorno degli zombidiGeorge Romero. Ora è un po’ difficile fare paura. Ti spaventi molto con gli impatti visivi della cinepresa, fatti con un movimento repentino della macchina abbinato a un suono molto forte. Queste sono le cose che ti fanno fare un salto dalla tua poltrona al cinema!

    (traduzione diSilvina Grippaldi).

  • 1978: un nuovo trailer per l’horror dei fratelli Onetti

    È stato pubblicato il secondo trailer del nuovo horror diretto dai fratelli argentiniNicolás e Luciano Onettiche ha per titolo1978.

    La trama:

    Durante la finale della Coppa del Mondo tra Argentina e Olanda, nel pieno della dittatura militare, un gruppo di torturatori del regime fa irruzione con la violenza in una casa e sequestra un gruppo di giovani per portarli in un centro di detenzione clandestino. Ciò che inizia come un interrogatorio disumano si trasforma in un vero e proprio calvario: è stato rapito il gruppo sbagliato di persone. I giovani sequestrati si rivelano parte di una setta macabra guidata da una forza soprannaturale sconosciuta. Il centro di detenzione clandestino diventerà l’inferno per i torturatori…

    Prodotto daBlack Mandala, scritto dagli Onetti con Camilo Zaffora,1978vede nel cast le partecipazioni degli attori: Agustin Pardella, Carlos Portaluppi, Mario Alarcon, Agustin Olcese, Jorge Lorenzo, Santiago Rios, Gustavo Bonfigli, Paula Silva, Gustavo Bayley, Gustavo Pardi, Maria Eugenia Rigon, Justina Ceballos.

    Nicolás e Luciano Onettihanno diretto i gialli in lingua italianaSonno profondo(2013),Francescae lo slasherWhat the Waters Left Behind(2017).

    A questo link potete leggere una nostra intervista a Luciano fatta ai tempi diFrancesca(2015).

    Ed eccovi il nuovo trailer di1978.

    Fonte:Black Mandala Films.
  • 1978: il trailer del nuovo thriller dei fratelli Onetti

    Black Mandala tira fuori il trailer di1978: il nuovo film thriller diretto daifratelli argentiniLuciano e Nicolás OnettidiFrancescaeWhat the Waters Left Behind.

    1978sarà presentato in anteprima mondiale il 4 ottobre nel corso del Festival di Sitges.

    La trama:

    Durante la finale dei Mondiali tra Argentina e Olanda, in tempi di dittatura militare, un gruppo di torturatori fa irruzione in un’abitazione e rapisce un gruppo di giovani per portarli in un centro di detenzione clandestino.

    Quello che inizia come un interrogatorio disumano si trasforma in un vero e proprio martirio: il gruppo rapito fa parte di un macabro culto guidato da una forza soprannaturale sconosciuta. La prigione clandestina diventerà l’inferno stesso…

    Scritto daLuciano e Nicolás Onettiinsieme a Camilo Zaffora,1978è interpretato da Agustín Pardella (La società della neve), Carlos Portaluppi (Argentina 1985), Mario Alarcón (Il segreto dei suoi occhi), Agustin Olcese (What the Waters Left Behind: Scars), Jorge Lorenzo, Santiago Ríos, Gustavo Bonfigli, Paula Silva, Gustavo Pardi.

    Ed eccovi il trailer di1978, caricato da Black Mandala sulsuo canale YouTube.

    Sul finale della clip, dopo la parte iniziale con le torture, entrano in gioco un libro di formule magiche, una ragazza incinta, un essere che cammina stile ragno-Regan, e un’altra creatura che parrebbe essere una scimmia ricoperta di sangue.

  • 1978: le prime foto dal nuovo film horror dei fratelli Onetti

    Black Mandala Filmspubblica le prime foto tratte dal nuovo film horror diretto dai fratelli argentiniLuciano e Nicolás Onetti(Francesca, Abrakadabra,What the Waters Left Behind) che ha per titolo1978.

    Sinossi:

    Durante la finale della Coppa del Mondo tra Argentina e Olanda, in tempi di dittatura militare, un gruppo di torturatori irrompe violentemente in una casa e rapisce un gruppo di giovani per portarli in un centro di detenzione clandestino.

    Quello che inizia come un interrogatorio disumano si trasforma in un vero e proprio martirio. Si scopre infatti che il gruppo rapito fa parte di una setta macabra che venera ed è guidata da una forza soprannaturale sconosciuta. Il centro di detenzione clandestino diventerà l’inferno stesso…

    Scritto dai due Onetti insieme a Camilo Zaffora,1978è interpretato da Agustín Pardella (La società della neve), Carlos Portaluppi (Argentina 1985), Mario Alarcón (Il segreto dei suoi occhi), Agustin Olcese (What the Waters Left Behind: Scars), Jorge Lorenzo, Santiago Ríos, Gustavo Bonfigli, Paula Silva, Gustavo Pardi.

    Ed eccovi le prime foto tratte da1978, prese dalla pagina facebook della casa di produzione-distribuzione.