[RECENSIONE] What The Waters Left Behind – Los Olvidados

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Dopo aver omaggiato il cinema italiano di genere con Sonno Profondo e Francesca, i fratelli argentini Nicolas e Luciano Onetti con il loro terzo lungometraggio What The Waters Left Behind – Los Olvidados rendono grazie al classico statunitense Non Aprite Quella Porta.

Lo spunto di partenza è un fatto di cronaca argentino avvenuto a Villa Epecuén: un villaggio turistico nella provincia di Buenos Aires inondato nel 1985 per il cedimento di una diga, per fortuna evacuato in tempo e da allora disabitato.

Lì si recano ai giorni nostri i sei protagonisti -provenienti dalla capitale argentina- per girare un documentario sulla tragedia. Tre ragazzi e altrettante ragazze, una delle quali (Victoria Maurette) avendo abitato lì al tempo dell’inondazione farà da guida e sarà l’intervistata principale del film in lavorazione.

Come è facile immaginare il gruppetto diventa presto vittima della famiglia disfunzionale e assassina che dai quei posti non è mai andata via e che nutre nei confronti della città capitale un odio mai sopito.

Da aquilano terremotato ho rivisto nel gruppetto di videomaker lo sciacallaggio di tante televisioni e di tanti fotografi arrivati dopo il sisma del 2009. Lì però la situazione è decisamente diversa: se L’Aquila piano piano si sta ricostruendo, Epecuén è invece abbandonata da trent’anni, una città fantasma che il governo argentino ha dimenticato (insieme ai suoi abitanti: il titolo originale del film è Los Olvidados, i dimenticati*) e che adesso è meta dei turisti e dei professionisti della tragedia. Ecco spiegato l’odio della famiglia antagonista nei confronti delle istituzioni che la città di Buenos Aires rappresenta e da dove i malcapitati protagonisti arrivano.

Tornando al film, la folle famiglia dai mascheroni animaleschi si accanisce sui poveri sei in ogni modo: uccisioni e torture varie, stupri (ma senza nudità), amputazioni, sbudellamenti e tutto quello che negli slasher deve esserci. Situazioni che in qualche caso tireranno fuori il meglio e il peggio dei protagonisti e che daranno possibilità al loro sotterraneo di riemergere.

Oltre ai naturali scenari di Epecuén, sono da apprezzare le scenografie di Sebastián del Prado, la fotografia di Facundo Nuble e gli effetti speciali di makeup di Roman Kampelmacher, Simon Ratziel, Rodrigo Guerechit e Franco Burattini, vincitori del premio al Horrorant Film Festival FRIGHT NIGHT nel 2018.

Qualcosa che non convince c’è. La caratterizzazione troppo sopra le righe e stereotipata della famiglia, in particolare del meccanico con la cresta Chimango interpretato da Chucho Fernandez e di quello immancabilmente un po’ tardo e con il viso deforme (Evan Leed), meglio German Baudino, pervertito davvero spaventoso con le sue poche chiacchiere, e mamma Mirta Busnelli.

A voler dirla tutta quello che dispiace è vedere i fratelli Onetti sempre troppo impegnati a rendere omaggio al cinema del passato, vuoi che sia italiano o statunitense.

Se Los Olvidados – What the Waters Left Behind, nelle sua denuncia e nel suo ricordo di una vergognosa pagina della recente storia argentina, non avesse ricalcato sfacciatamente Non Aprite Quella Porta (e un altro grande classico come Le Colline Hanno gli Occhi) ma tentato un’altra strada più coraggiosamente originale sarebbe stato con buona probabilità un gran film, perché il loro talento, nello scrivere e nel dirigere, è innegabile. Un’occasione sprecata? In questo senso sì. Resta comunque un buon film, uno slasher crudo che gli appassionati dovrebbero apprezzare.

In fondo trovate il film completo, in lingua orginale spagnola con i sottotitoli in inglese. Tutto caricato legalmente, tranquilli.

*: C’è un film del 1950 dal titolo uguale diretto da Luis Buñuel.

I fratelli Luciano e Nicolás Onetti nel film What The Waters Left Behind – Los Olvidados
https://www.youtube.com/watch?v=vaC2XDO8VK8
What The Waters Left Behind – Los Olvidados dei fratelli Onetti.
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