Autore:Alberto Di Muzio

  • [VIDEOGIOCHI] The Hex: Sei personaggi in cerca di un giocatore

    Quando si parla diDaniel Mullins, sviluppatore canadese già autore diPony islande del suo ultimo capolavoroInscryption, stiamo trattando di uno dei più importanti autori videoludici indipendenti al mondo.The Hexè una certezza e Mullins dalla sua prima opera non sbaglia un colpo.

    La trama inizia come un giallo alla Agatha Christie: un gruppo di persone appartenenti a vari generi videoludici, si riunisce in un locale chiamato “Le sei pinte”.

    Il proprietario del locale riceve una strana telefonata anonima, dall’altra parte del telefono qualcuno comunica che nel locale verrà commesso un omicidio.

    Il giocatore si immergerà nei vari generi videoludici che ogni personaggio, tra cui uno misterioso con un punto interrogativo sul volto, interpreterà. Ma nulla è ciò che sembra.

    Infatti andando avanti nella storia dovremmo capire, tramite dialoghi segreti, elementi visivi e oggetti, cosa accomuna tutti queste persone all’omicidio.

    Graficamente il gioco si presenta in maniera gradevole, i personaggi sono disegnati e caratterizzati molto bene e gli input ed il passaggio tra i vari generi sono gestiti in maniera non frettolosa e con un buon ritmo.

    Essendo un gioco metanarrativo su molti punti, interagire e parlare con i personaggi sono una delle cose più utili per la comprensione del gioco, così come i vari segreti sparsi per i vari mondi che si andranno ad affrontare strizzando l’occhio e parlando molto spesso col giocatore.

    Daniel Mullinsci delizierà con tante piccole chicche e aneddoti all’interno del gioco, come ad esempio sviluppare un videogame in maniera semplificata tramite blocchi di azione, rompendo la quarta parete col giocatore.

    L’autore ci immerge subito nella storia che si andrà ad affrontare e non mancheranno le citazioni che vanno da titoli di spessore comeCrash BandicootaFallout.

    Gli oggetti e gli elementi interagibili sono molti, dalle macchinette per le bevande ai quadri (importanti da analizzare per la storia).

    Il gameplay è solido e si useranno i tipici tasti di movimento WASD e il click del mouse per tutti i generi creando un titolo solido anche da questo punto di vista.

    Il sonoro è molto profondo, gli effetti come le monetine o la pioggia sono molto suggestivi, ottime le musiche composte da Jonah Senzel. Strepitosa anche l’interazione con un giradischi che fermerà la musica ambientale de “Le sei pinte”.

    Mullins crea un altro mondo o meglio più mondi dove il giocatore sperimenterà e si divertirà affrontando i vari generi che compongono il gioco, dal classico platform al picchiaduro, passando per il GDR allo sparatutto con un finale che vi lascerà a bocca aperta.

    Toccherà a voi giocatori capire cosa si celerà dietro l’esagono narrativo diThe Hex. Sei personaggi, sei storie un solo omicidio.

    Il gioco è una perla videoludica che permetterà aDaniel Mullinsdi sviluppare il suoInscryptiondi cui parleremo prossimamente.

    Link steam:https://store.steampowered.com/app/510420/The_Hex/

  • [VIDEO GAME] Resident Evil VIII: Village uscirà nel 2021

    Finalmente sta per arrivare. Caricate le armi e copritevi bene per l’arrivo di un nuovo anno pieno di sorprese. È stato presentato infatti in maniera più approfondita qualche giorno fa (rispetto alGaming Show di Sonydello scorso 11 giugno 2020) alPs5 Showcase, il nuovo attesissimo titolo del nuovo arco narrativo della famosa saga horror targata Capcom. Stiamo parlando diResident Evil VIII: Village.

    Il gioco si presenta, da quel che abbiamo già potuto vedere dalle prime immagini del trailer, come un seguito del precedente “Resident Evil VII: Biohazard“.

    Ambientato diversi anni dopo il settimo capitolo, seguiremo di nuovo le gesta di Ethan e Mia Winters che dopo essere sopravvissuti alle spaventose vicende accadute a villa Backer, torneranno in questo Resident Evil VIII: Village. La coppia dovrà affrontare le disavventure dello storico Chris Redfield, (già protagonista del vecchio arco narrativo) che in questo nuovo capitolo escogiterà una vasta serie di avvenimenti brutali che costringerà Ethan Winters a cercare una spiegazione ai comportamenti di Chris incontrandolo in un misterioso villaggio pieno di creature nuove e spaventose, che potrebbero includere anche alcuni lupi mannari.

    Questa nuova ondata è differente rispetto alla precedente saga creata dal game designerShinji Mikami. Pur riprendendo atmosfere e gameplay dei precedenti capitoli, il nuovo ciclo narrativo si discosta sia graficamente che ludicamente come approccio alla saga.

    Il gioco prende redini nuove. È ormai chiaro che il brand zombie – horror di Capcom abbia cambiato vita dopo i disastrosi “action” Resident Evil 5 e 6, che ha portato la casa di produzione nipponica ad un drastico cambiamento per avvicinare sia giocatori alle prime armi che esperti della saga.

    Vedremo se dopo il successo di“REVII: Biohazard”i ragazzi di Capcom riusciranno a realizzare questo nuovo attesissimo prodotto, sperando sia all’altezza del suo predecessore.

  • [VIDEO GAME] 18 anni fa usciva Silent Hill

    Sono passati ormai diciott’anni da quando Konami (nota casa produttrice di videogiochi) fece uscire negli scaffali dei negozi, il 4 marzo 1999 in Giappone, uno dei videogiochi più rappresentativi per quanto riguarda il panorama dell’intrattenimento videoludico.

    Sviluppato dal Team Silent,Silent Hillnon è infatti solo un videogioco, come qualcuno può pensare, ma molto di più. Si tratta di un’esperienza che ha segnato molti giocatori che con in mano il proprio pad entrarono nella nebbia fitta delle colline silenziose esplorando così gli orrori e gli incubi appartenenti ad ognuno di noi.

    Nel gioco vestiremo i panni diHarry Mason, un padre di famiglia che perde la propria figlia adottata Cheryl la quale gli chiede proprio di visitare Silent Hill.

    Durante il corso della storia troveremo alcuni personaggi che renderanno ancora più interessante l’evolversi degli eventi come la poliziottaCybil Bennett, il dottorMichael Kaufmanno l’infermieraLisa Garland.

    Ma la vera protagonista del gioco è, come detto in precedenza, la nebbia, una nebbia fitta che oltre a nascondere alcuni difetti grafici del gioco, rendono il tutto molto più misterioso e inquietante. Tra le molteplici chicche che il gioco ha da offrire si può ricordare la radio che Harry prenderà all’inizio della storia, radio che gracchierà all’arrivo dei nemici.

    Harry infatti si troverà ad affrontare mostri degni di H.P Lovecraft come cani zombie, o esseri scarnificati di qualsiasi dimensione, per non parlare dei boss, che sono caratterizzati da un design studiato veramente in maniera professionale per l’epoca in cui è uscito, facendo omaggi alla letteratura e al cinema horror occidentale.

    Non a caso infatti il prodotto, pur essendo di fattura nipponica, presenta alcuni riferimenti all’occidente, ad esempio la religione cattolica, che nel gioco ha un ruolo fondamentale per lo svolgimento della trama, così come anche alcune pellicole di culto comeL’Aldilà di Lucio FulcioShining di Stanley Kubrick, il tutto condito da effetti sonori gracchianti e fastidiosi che immergono ancora di più il giocatore.

    Il comparto musicale è curato da Akira Yamaoka, entrato a far parte dello staff dopo che il compositore originale se n’era andato, realizzando temi che ricordano Angelo Badalamenti, i Metallica e i Depeche Mode.

    Concludendo,la serie dopo il terzo capitolo ha perso moltissimo e il brand di Silent Hill è ormai finito. Peccato che un gioco così geniale con il passare dell’età sia peggiorato dal punto di vista del racconto, riciclando idee dai primi capitoli (che erano uniti da una continuity) per poi staccarsi definitivamente con il quarto, dando origine a ridondanti e fastidiosi escamotage che dovrebbero spaventare il giocatore ma che lo continuano ad annoiare.

    Speriamo un giorno di rivedere un capitolo degno della saga che possa ancora emozionare come fece quasi vent’anni fa.

  • [RECENSIONE] Red State (Kevin Smith)

    Kevin Smith, noto sceneggiatore di fumetti, nonché regista di cult comeClerksoGenerazione X, uscì nel 2011 con un film controverso, folle e geniale che purtroppo in Italia non abbiamo avuto l’onore di vedere nelle sale.Red Stateinfatti è un esplosione di violenza, sia psicologica che fisica.

    Troviamo un magistraleMichael Parksnel ruolo di un reverendo, capo di una setta fanatica religiosa, che agendo in nome di Dio cattura alcuni ragazzi accusandoli di aver commesso atti impuri.

    Smith dirige un film non solo bello da vedere, ma che fa anche molto riflettere sull’attualità americana non solo sotto il lato religioso ma anche sul quello legislativo, che non a caso non riesce mai ad intervenire realmente sul caso.

    Infatti troviamoJohn Goodman, interprete del capo dell’FBI Joseph Keenan, che cerca in tutti i modi di sventare questa setta arrivando nella chiesa a fucili spianati contro il reverendo e la sua setta.

    Quello che colpisce del film non sono le scene action girate con grande maestria dal regista ma i dialoghi razzisti e omofobi che riescono a colpire lo spettatore allo stomaco riuscendo così a immedesimarsi con i personaggi seppur negativi.

    Il fulcro del film sono le contrapposizioni di poteri religiosi con quelli degli uomini di legge, infatti sembra quasi che i fanatici all’interno del loro luogo di preghiera stiano al sicuro, mentre gli agenti all’esterno sono esposti ai colpi dei seguaci del reverendo.
    Le musiche sono poche e generalmente country, le troviamo soprattutto nei titoli di coda del film dopo il colpo di scena finale di tutta la storia.

    Concludendo, Kevin Smithnon delude le aspettative, anzi le rialza e realizza un gioiello che sicuramente verrà rivalutato nel corso del tempo essendo un film veramente unico e mai banale come alcuni film di ora, facendo un mix di generi che vanno dall’horror, al thriller, all’action.