Tag:Hokum

  • [RECENSIONE] Hokum (Damian McCarthy)

    HokumdiDamian McCarthyparte mettendo subito in chiaro le intenzioni con la sequenza in cui il protagonista (Adam Scott), mentre sta scrivendo la parte finale del suo nuovo romanzo, vede una presenza avvolta nella penombra che sparisce per riapparire alle sue spalle. Sequenza anticipata dal distributoreLucky Redgiorni prima l’uscita.

    Salto dalla sedia che sin dall’inizio lascia capire quale sia la grammatica adottata dal film. Un linguaggio canonico per una storia convenzionale in cui i mostri sullo schermo sono un riflesso di quelli interiori del protagonista. Personaggio principale e i suoi sensi di colpa, che maschera con degli atteggiamenti verso gli altri che più stronzi e antipatici non si possono.

    Ma nel corso della vicenda che lo vede coinvolto, e che ruota attorno ad una stanza di hotel infestata da una strega e alla sparizione di una barista che in quel posto lavorava, lo scontroso farà pace con i suoi demoni smettendo di essere così cinico e insopportabile.

    Nella storia raccontata dall’irlandeseDamian McCarthy(Oddity) il personaggio destinato a finire male, perché ancora più stronzo dello scrittore, è un altro. Per il protagonista e per il film quindi ci sarà il lieto fine, che è una cosa che neglihorrorandrebbe abolita per legge insieme alla regola secondo la quale i cattivi muoiono e i buoni sopravvivono.

    Si salvano comunque le sequenze dentro la stanza maledetta, i racconti sulla strega fatti dai lavoratori del fatiscente hotel, le immagini televisive che stuzzicano i sensi di colpa del protagonista.