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  • [ESCLUSIVA] Ill: Final Contagium. Le interviste ai registi

    Distribuito il mese scorso daTetroVideoper l’Europa, e di prossima distribuzione internazionale con l’americanaGlass House,Ill: Final Contagiumè unBody Horrorcorale diretto dal cilenoLucio A. Rojas(regista del devastanteTrauma), il tedescoKai E. Bogatzki(suo lo spietatoScars of Xavier) e gli italianiLorenzo Dante Zanoni(A Taste of Phobia) eDomiziano Cristopharo(Red Krokodil,Mad Macbeth).

    Il film è frutto di una coproduzione internazionale fra Cile, UK, Germania e l’italia (grazie al contributo di Alfonso Maria Chiarenza).

    Ill(malato)Final Contagiumracconta di una pandemia che si diffonde in pochi mesi attraverso il denaro, infettato da uno scienziato pazzo con un virus da laboratorio.

    Inutile dire che in questo film a farne le spese maggiori sono le persone più avide, punite (o ripagate se vogliamo) quasi per una legge del contrappasso con l’amara moneta della delusione… e col vedere i propri sogni trasformati in incubi.

    Ogni segmento presenta una regia solida, una fotografia ineccepibile ed un lavoro straordinario di makeup che va dagli infetti stile primi anni ’80 del segmento di Rojas, fino al trucco disgustosamente iperrealista di Athanasius Pernath (ma quanto è bravo?) per Zanoni e Cristopharo, echeggiato poi nel segmento finale di Bogatzki.

    Illè un body horror con momenti molto disgustosi, ma lascia in bocca il sapore di un prodotto mainstream, per nulla avvicinabile all’indie… e non a caso laGlass Houseè una label di livello superiore agli standard indie.

    Forse se gli si può/vuol trovare un difetto, il film pecca proprio per questo sapore mainstream che “ammorbidisce” i toni ed i contenuti estremipossibilidel body horror.

    4 registi, 4 storie eppure sembra di assistere ad un unico film: il primo episodio funge da intro agli eventi, poi ci spostiamo in varie regioni del mondo – in tempi diversi – e vediamo come il virus mutante si sta spargendo; e se il denaro è stato la causa del male, alla fine di tutto sarà anche l’unico mezzo con cui sperare di potersi salvare…

    Per restare in tema col numero ricorrente, ho fatto 4 chiacchiere coi 4 registi… ponendo ad ognuno di loro le stesse 4 domande!

    AM – Dove hai preso l’ispirazione per il tuo segmento?

    Lorenzo Dante Zanoni:– Ho iniziato a scrivere il soggetto diGully, assieme a Luca Nicolai, in un momento in cui il tema della malattia mi toccava personalmente da vicino.

    Ho voluto che il tema della solitudine fosse centrale proprio perché mi sono reso conto di quanto autonoma sia la gestione di una malattia e di quanto a volte possa essere spaventoso ritrovarsi da solo ad affrontare una grave problematica.

    Owen, una persona dipendente in toto da un altro essere umano, si ritrova solo in una fase di cambiamento ad affrontare la sua vera natura e l’accettazione della sua condizione; muta, si riscopre nella paura dell’abbandono e dell’autocommiserazione.

    Il tema della perdita, centrale se si parla di malattia, è poi fondamentale anche nell’ambito delle relazioni umane, specie se sentimentali: ecco perché il segmento ruota attorno alla distruzione del rapporto personale di Owen, cannibalizzato dal suo status di parassita, di virus. -.

    Kai E. Bogatzki:– Onestamente, ho inizialmente avuto enormi problemi a trovare una buona storia per il mio segmento. Ho avuto molti colloqui con Domiziano e poi ho avuto l’idea di un mondo post apocalittico alla fine dell’umanità.

    L’idea è piaciuta a Domiziano e abbiamo deciso che il mio segmento sarebbe stato l’ultimo del film.

    Questo del post atomico è un qualcosa che ho sempre voluto fare. Ma con un budget limitato è anche molto difficile creare una credibile fine del mondo.

    Quindi ho limitato la storia a una sola location e due attori. Un grazie speciale va alla meravigliosa prova attoriale del mio amico Max Evans (il padre) e Justin Salowsky che interpreta il figlio. -.

    Domiziano Christopharo:– Quello della chirurgia che si trasforma in un “calvario” era un soggetto che già avevo, l’ho adattato alla tematica “infezione” grazie alla sceneggiatura di Lino Scalpellino che ha ampliato ed arricchito il tutto in una sorta di dantesco “contrappasso”!-.

    Lucio A. Rojas:– La storia nasce da subito come l’introduzione. Avevo in mente questa visione, di cosa potrebbe accadere se un uomo di potere fosse ingannato da due donne che lo seducono, ma con un twist finale.

    L’idea l’ho sviluppata insieme a Ximena del Solar, che recita anche nel film, contestualizzando l’inizio della pandemia; quello che mancava al Cile era proprio “anche” questa catastrofe e così…-.

    AM – Come è stato girare e quali problemi hai riscontrato?

    Zanoni:– Ho un ricordo bellissimo di questo set: la mia troupe è stata incredibilmente dedita, abbiamo girato con orari faticosissimi per una settimana continuativa e nonostante le mille difficoltà siamo riusciti a portarci il risultato a casa.

    Come ogni film indipendente che si rispetti ci sono stati un milione di problemi: hard disk col girato che si guastano, incidenti automobilistici ad un membro della troupe, stravolgimenti dell’ultimo secondo e il coproduttore del segmento operato d’urgenza ad un occhio il giorno prima del set, incidente che ha compromesso la sua presenza durante le riprese.

    Questo per dire che per realizzare un film come questo si dà l’anima, sia in termini economici che di energie mentali e fisiche.

    Sono stato aiutato da professionisti di livello quali Daniele Trani e Tommaso Arnaldi che hanno saputo dare il loro punto di vista e si sono fidati del mio modo di pensare la storia, contribuendo su alcuni aspetti fondamentali della narrazione, migliorando grazie al loro gusto alcuni passaggi del segmento.

    Ho sempre amato i mostri e la maestria dei MakeUp Artist, quindi guardare la trasformazione di Owen avvenire grazie alle mani di Domiziano è stato davvero affascinante e molto molto divertente.

    La nostra collaborazione è stata fondamentale. Ho realizzato un piccolo sogno infantile, uno di quelli che più di altri mi legano alla passione del cinema.-.

    Bogatzki:– Il problema più grande che ho avuto durante le riprese è stato il tempo, perché avevo la cabina in cui abbiamo girato per un solo giorno. Quindi si è rivelata una maratona di 19 ore per preparare e realizzare il mio segmento. Eravamo una squadra molto piccola tra cui Lucas Blank e Philipp Peißen come DOP, e il maestro degli effetti speciali Philipp Rathgeber.

    È stato molto stressante ed estenuante, ma ci siamo anche divertiti molto. Questo è qualcosa che è possibile solo con una grande squadra.-.

    Cristopharo:– Uno dei set più scorrevoli, puntuali e perfetti mai avuti. Chiara Pavoni è una garanzia; solo c’è stato da sostituire last minute l’attrice che faceva la dottoressa e son stato fortunatissimo (e felice) di avere un “rimpiazzo” come Arianna Bonardi (Matildà) che è stata per me una scoperta strepitosa.-.

    Rojas:– Il problema più grande come sempre è stato il budget ridotto. Molto poco.Contagiumè un cortometraggio girato in stile guerrilla che doveva essere completato in 3 giorni e mezzo. C’erano 4 locations: un bar, un’industria abbandonata, una cabina e una strada di campagna solitaria.

    Per un segmento di 25 minuti, il tempo era poco ed il risultato è stato raggiunto solo grazie al team di attori e tecnici, che ha dato più del loro talento: tutta la loro dedizione e amore per lavorare intensamente nonostante queste difficoltà.-.

    AM – La differenza fra il virus nel tuo segmento e l’attuale situazione Covid-19?

    Zanoni:– Il virus che colpisce Owen opera un indebolimento delle difese immunitarie, provoca la caduta dei capelli, delle unghie e dei denti nonché una perdita progressiva della vista e della capacità respiratoria: proprio quest’ultimo, devastante, effetto si presenta simile al Covid-19.

    Il personaggio soffre anche di un aumento dell’appetito con conseguenti disfunzionalità intestinali e di stomaco, un effetto del cibo avariato e marcio che Owen ingerisce e che conduce ad ulteriori infezioni e all’aumento di peso. A tutto ciò poi vanno aggiunti i problemi psicosomatici derivati dalla rottura brusca del suo rapporto amoroso- esistenziale con Stella.

    A livello più generale il virus della storia è cangiante, si sviluppa con sintomatologie differenti sui personaggi pur presentando alcune caratteristiche ricorrenti: sanguinamento del naso ed un terribile sfogo cutaneo composto da pus, vesciche e bolle infiammate.

    Un altro aspetto simile alla pandemia che ci sta affliggendo è l’altissimo e rapido tasso di contagio: in poco più di cento giorni il nostro virus colpisce gran parte della popolazione mondiale, veicolato principalmente tramite i soldi ed il contatto.-.

    Bogatzki:– Il virus inIll: Final Contagiumè, ovviamente, una versione estrema di ciò che sta accadendo in tutto il mondo in questo momento. Ma ad essere sinceri, le riprese del mio segmento sono state esattamente un anno fa e mi sono sentito un po’ come Nostradamus. Se guardi cosa sta succedendo, il mondo crolla, Netflix sta riducendo il suo bit-rate in streaming, le persone impazziscono per il cibo…

    Il Covid-19 e le sue conseguenze sociali/economiche mi fa capire/temere che quello che succede inIll: Final Contagiumalla fine, può essere uno scenario plausibile/possibile.-.

    Cristopharo:– Beh molta differenza… il Covid è subdolo e quasi invisibile, inIllil virus è spietatamente veloce nella devastazione fisica/psicologica dei malcapitati… la cosa curiosa è che il nostro virus non è detto porti alla morte, anzi… -.

    Rojas:– Onestamente non vedo molte differenze: il film con tutto il suo potere drammatico e terrificante tocca un argomento molto importante ed attuale… ossia come il denaro è ciò che non può salvarti, ma solo aiutarti a sopravvivere “un po’ di più”.

    Col Covid è stato lo stesso… chi aveva i soldi ha potuto sopravvivere meglio e più a lungo, avendo un migliore accesso alla salute. Questo mondo sta andando in pezzi, tutto è stato fatto male e siamo sotto un sistema neoliberista che è crollato nel modo più terribile.

    Ora era il Covid, tra 3-4 anni sarà un altro virus. E così, anno dopo anno, l’umanità si estinguerà.-.

    AM – Prossimi progetti in cantiere?

    Zanoni:– Sto lavorando alla scrittura di un lungometraggio la cui storia mi sta inghiottendo letteralmente, spero di riuscire a girarlo nel prossimo futuro. Prossimamente usciranno altri due film antologici ai quali ho collaborato assieme a Domiziano, ovveroXXX Dark WebeTales to tell in the dark. In questo momento poi sto studiando e facendo pratica sul montaggio preparando trailer di film e sperimentandone alcuni lati creativi.-.

    Bogatzki:– È buffa la domanda, perché proprio ieri ho terminato la prima bozza della mia nuova sceneggiatura.Ma è troppo presto per parlarne. La sceneggiatura è ora presso il mio produttore e spero che gli piaccia e che avremo il budget di cui ho bisogno…-.

    Cristopharo:– Data la situazione, per il momento ho rimandato i progetti che avevo, troppo rischioso in un set indipendente mescolare fra loro persone, specialmente gli attori che di certo non possono tenere distanze e mascherine.-.

    Rojas:– Per ora, sto lavorando a due progetti collegati tra loro. Un dittico horror / fantascientifico che filmeremo in Argentina uno alla fine di quest’anno, se possibile, e il secondo, nella seconda metà del 2021. È una coproduzione tra Cile, Argentina e Messico, esplorando i temi classici, ma mescolati con altri generi. Il primo film è uno slasher / sci fi e il secondo è un film horror apocalittico.

    Ma data l’attuale situazione mondiale, nulla sembra poterci impressionare più.-.

  • Davide Scovazzo scoperchia la bara del Principe delle Tenebre

    Davide Scovazzo, il regista genovese dietro il film collettivo a episodiSangue Misto, è impegnato sul suo prossimo progetto che avrà per protagonista ilDraculadiBram Stoker.

    Del nuovo lavoro Scovazzo ha già girato, poco prima che scoppiasse il cinema CoronaVirus, un teaser trailer, realizzato grazie a TeleVideo Liguria Sas e agli enti Fi.l.s.e. (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) e Genova Liguria Film Commission.

    Nel girato spiccano gli attoriFranco Leo(Salomè, Un Amleto di Meno di Carmelo Bene) nel ruolo del protagonista,Chiara Conti(L’Ora di Religione, Ti Piace Hitchcock?) eMery Rubes(Suffering Bible di Davide Pesca, Fame da Vampira di Roger Fratter) nelle parti di Mina e Lucy, l’internazionaleAndrea Bruschi(Il Partigiano Johnny di Guido Chiesa, I Tre volti del Terrore di Sergio Stivaletti, Le Valige Di Tulse Luper di Peter Greenaway, la serie tv 1993, è anche leader del gruppo musicaleMarti), Nicola Zunino, Fiorenza Pieri ed il sodaleEnrico Luly.

    Una volta che il trailer sarà montato e quando la pandemia Covid-19 sarà sconfitta lo si mostrerà in giro alla ricerca di produttori interessati a finanziare il lungometraggio.

    Incuriosito ho chiesto aDavide Scovazzodi dirci qualcosa sul progetto.
    Quello che è uscito fuori è un inarrestabile e appassionato torrente di parole.

    «Si è fatto un gran parlare, da anni ormai, di rinascita dell’ Horror Italiano. In verità, in verità ti dico che l’ Horror Italiano è Rinato e Rimorto. Il “nuovo che avanza” da dieci anni ormai,  tranne l’operato di pochi, è rimasto confinato in un limaccioso underground in cui “ci compriamo il film in DVD a vicenda”, quando va bene, oppure andiamo avanti a sorrisi finti, millantando una new wave che era lì lì per farcela ma poi è rimasta come un raviolo che ti si pianta in bocca e non riesci né a digerire né ad espettorare, rimanendo, tranne pochissimi casi, “quattro Nemici al bar”.

    Pochi sono coloro che “lo fa(ra)nno di mestiere”, perché alla nostra età bisogna guardare anche quello, non stiamo più giocando. L’Underground è una scuola, ma rischia di diventare un hobby, ombelicale, da fare nel weekend con gli amici.

    Sangue Mistoè stato “la rottura dell’imene”, ho imparato molto sia in positivo che in negativo da quella monumentale esperienza ed è stato un passo necessario di cui vado più che fiero, maDracula, per i motivi di cui sopra, vuole uscire da questo circuito, senza alcuna traccia di patetica superbia o di viscido arrivismo, ma con la consapevolezza dei propri mezzi, e la salutare voglia di passare dall’acqua dolce all’acqua salata.»

    «Non lo considero neanche un film Horror. Quasi per niente. Sarà una rilettura di un classico, gelido, si sentirà il vento della pestilenza (come sempre quando faccio qualcosa, nulla è per caso: abbiamo scampato l’outbreak, con conseguente divieto di girare, per UN giorno, dico UNO, mentre sul set iniziavano a trapelare notizie inquietanti dal “mondo esterno”, e guarda caso stavamo raccontando la più classica storia di un demone che porta la Morte Nera in Occidente. Tipica “non-coincidenza” alla quale sono avvezzo.

    Sul set accadono veramente “magie”, siano esse “bianche” o “nere”, che non possono in alcun modo essere frutto del caso. Non abbiamo neanche ancora montato il teaser per motivi logistici e già si sente che questo non è e non sarà  un semplice film), l’umido delle rocce del castello, del marmo del cimitero di Staglieno dove abbbiamo girato, del legno marcio del tavolaccio in cui Dracula accoglie Jonathan Harker.

    Quasi non abbiamo usato sangue. In netta controtendenza con la parkinsoniana macchina a mano e l’ipercromìa del cinema underground horror (e, come dicevo,Draculanelle intenzioni non è nessuna delle due cose, ci rifacciamo più ai TV Movies anni ’60, Il Segno Del Comando etc, è più Teatro Filmato che Videoclip, sarà Cinema) contemporaneo, io ho prediletto un B/N duro, crudo, scolpito, intagliato, “spietato”, e una macchina da presa ferma pur senza perdere il ritmo, a sviscerare le espressioni dei miei attori in primo piano, non le budella del solito malcapitato (non rinnego il gore, con cui sono cresciuto, che mi diverte e che amo, ma ogni frutto ha la sua stagione).

    Gli attori, appunto: tutti oggi sono feticisti del “mezzo:, e la Redcam, e il Drone, e qui e là (sia chiaro, anche noi abbiamo girato con camere e ottiche al top di gamma), ma tendono a dimenticarsi che la differenza nel Film te la fanno gli Attori, la risorsa più importante che fa la differenza tra un film “tra amici” e il Cinema.».

    «Ho avuto l’opportunità di avere nel mio cast un mostro sacro comeFranco Leo(che nella sua lunghissima carriera ha lavorato egregiamente e tenuto testa, per dirne due, a Carmelo Bene e a Klaus Kinski, o forse viceversa perché la leggenda è LUI, ma poi Nando Cicero, Fellini Satyricon, Enzo G. Castellari…ho imparato molto dirigendolo, e ottenere la sua stima è stata una medaglia al valore conquistata sul campo), la DivinaChiara Conti(Marco Bellocchio, Franco Battiato, Jodorowsky, Manetti Bros), l’attore genovese da esportazione per eccellenzaAndrea Bruschi(Peter Greenaway, Sergio Stivaletti, Squadra Antimafia- Palermo Oggi, Distretto di Polizia, per dirne alcuni, che già stimavo ma qui mi ha proprio stupito), l’astro nascente – ma dall’esperienza già iperconsolidata in anni di gavetta – Fiorenza Pieri(Non Mentire, Don Matteo, Mai Scherzare Con Le Stelle), il mio attore storicoEnrico Luly, protagonista di tutti i miei lavori, che per me in passato è stato Gesù Cristo, la Madonna, un sociopatico, uno Zombi, un kebabbaro arabo che gira snuff movies, e  ora mi ha dato un Renfield oltre il pensabile, e la vampira per eccellenza del cinema italianoMery Rubes, la Brigitte Lahaie/Lina Romay/Soledad Miranda italiana esule dai lavori dell’amico Roger Fratter, senza dimenticare il comparto tecnico, la produzione Televideo Liguria SAS di Alfredo Cretti & Son e il mio DoP Luca Bozzo che col poco che avevamo sono riusciti davvero a fare miracoli.

    Anzi, suFranco Leo, permettimi di aggiungere una cosa: senza tema di sembrare iperbolico e irrispettoso di una storia troppo più grande di me, affermo con sicurezza che, escludendo il Nosferatu di Kinski -che però era un tipo di personaggio relativamente differente-, Franco Leo ha incarnato il miglior Dracula della Storia del Cinema tutto. Meglio di Lugosi, bolso e caricaturale, meglio di Christopher Lee, lezioso e datato. Non scherzo. Lui è il vero Signore del Buio.

    Insomma un cast eterogeneo di primissima categoria per un teaser che spero giri il mondo, se il mondo esisterà ancora e se questa pandemia permetterà il prosieguo dell’umanità, e che spero di veder confermato nel lungometraggio che, come spero, ne scaturirà come frutto dal seme, perché stavolta si fa maledettamente sul serio. Se non fosse tremendamente di cattivo gusto in questo oscuro e mesto (ma interessante…) periodo storico, potrei lanciarmi in una delle mie solite sparate e dirti “Preparatevi, perché il Contagio sta per iniziare”………limitiamoci a dire che vogliamo solo tornare a poter lavorare sodo per regalarVi buon Cinema di qualità. E, come sempre, Rock’n’Roll.».

  • Il trailer di DegradAction, il nuovo film di Morgana Mayer

    Nell’ultimo giorno del 2019 è stato pubblicato il trailer diDegradAction, la nuova regia (la quarta) diMorgana Mayer.

    Attori principali sono Nausicaa Morgue, ShowMe, Olga Grunwalski, Malena. Le musiche sono diMale Prostitution.

    Potete vedere il video cliccando sul link qui sotto.

    https://vimeo.com/382089149

    DegradActionè un mediometraggio di quaranta minuti diviso in quattro atti. Di cosa trattano gli episodi lo abbiamo chiesto aLucio Massa, produttore con la suaAborsky Produktion:

    “I temi sono la rabbia, la carne, le interiora e la disabilità e sono trattati in modo crudo, realistico, vero, senza buonismi né pietà. È una fotografia cruda ma anche poetica di come tante persone vedono la vita ed è anche il primo film in cui i genitali sono mostrati solo se essenziali alla storia.”.

  • [ESCLUSIVA] “Odio la violenza ma ne abbiamo bisogno”. Intervista ad Alejandro Hernandez

    Alejandro Hernandezè laureato in design e comunicazione visiva, con un diploma in regia cinematografica.
    Ha iniziato a lavorare creando effetti speciali, props e marionette/stop motion (cosa che fa ancora nel suo tempo libero).
    Del fare “cinema indie” ama l’onestà e la libertà di fondo che girare questo tipo di film offrono.

    Questo giovanissimo autore mi ha colpita e affondata. Così giovane, dimostra una maturità intellettuale e tecnica da poter competere (e vincere) con i cineasti presenti sulla scena da decenni. Ho avuto il piacere di poterlo intervistare in merito alla sua opera prima.

    Blood For Fleshè una discesa nell’abisso della mente umana.

    La storia si svolge “da qualche parte in Messico” e non è necessario dire esattamente dove accade, il Messico è di per sé un paese surrealista e brutale.

    È la tragica storia di una famiglia che vive in una regione separata dalla società urbana (tema presente e “caratterizzante” anche per film comeNon Aprite Quella PortaoLe Colline Hanno gli Occhi).
    L’unica donna della famiglia è perseguitata dalle visioni di una tribù cannibale e comincia ad avere uno strano comportamento contro altri membri della famiglia.
    Il contesto della storia è quindi semplice, ma è lo sviluppo psicologico di ciascuno dei personaggi a rendere la storia “complessa.”.

    Hernandez dice:“Mi è sempre piaciuto sfruttare il trauma di ciascuno dei personaggi attraverso sogni e allucinazioni poiché lo scenario del caos psicologico ci dà la possibilità di sentire le esperienze più perverse e grottesche senza poter fuggire.”.

    Ha scelto meticolosamente gli attori, e si vede… mi confessa di aver pensato alla recitazione fin dall’inizio:“Volevo un modello di attore auto-disciplinato e non solo uno capace di gridare di dolore quando glielo chiedevo. Tutti gli attori che ho avuto avevano lavorato solo in teatro e poco in televisione o al cinema. Riconosco che hanno fatto un ottimo lavoro con lo sviluppo del loro rispettivo carattere, pur avendo solo commentato con un’idea generale l’aspetto psicologico del personaggio. Ho avuto pochissimo tempo per lavorare in modo personalizzato con ognuno di loro ma son soddisfatto dei risultati.
    Prima di andare in scena facevamo tutti assieme un rituale nudi recitando i dialoghi… e ovviamente anche io, che ero lì per guidarli”
    .

    AM: Perchè fare un film come Blood For Flesh?

    Alejandro Hernandez:“Mi piace fare questo tipo di film perché… anche se mi piacciono i film con violenza gratuita come i torture porn, io preferisco raccontare a modo mio una storia che abbia anche dei contenuti, e condirla con un bel po’ di sangue.

    È il primo film che faccio e sono felice di aver avuto la possibilità di filmare in totale libertà. Sono molto afflitto dal declino sociale che questo paese (il Messico) sta vivendo, ma proprio come riconosco la sottile linea tra finzione e realtà, sembra necessario che il resto della società (almeno in Messico) si riconosca in questa differenza.”.

    AM: Cosa volevi dimostrare con il tuo primo lavoro?

    Alejandro Hernandez:“Questo film è un esperimento che mostra quanto sia fragile il corpo umano e quanto possa essere violento l’uomo in una situazione di disperazione, amore e odio.”.

    Masina vi consiglia caldamente la visione di questa opera visionaria, brutale, poetica e sanguinaria dove incesti, torture e stupri sono all’ordine del giorno.

    Ottima fotografia (pecca un po’ in quella notturna), buoni effetti, tante idee non banali e una regia sicura che eleva al massimo il potenziale dei già buoni attori.

  • [INTERVISTA] Francesco Longo ci aggiorna su Clara

    Dopo alcuni corti comeSkizophreniaeNyctophobiail regista Francesco Longosta per esordire nel lungometraggio conClara.

    Il film rielabora la leggenda intorno alla Villa Malvasia di Bologna, un luogo in cui agli inizi del ‘900 fu murata viva una bambina di nome Clara perché manifestava doti di preveggenza, oppure perché beccata ad amoreggiare con il figlio del padrone di casa, le principali versioni sono queste due.
    Si dice che oggi passando da quelle parti sia facile ascoltare i lamenti della ragazzina, se non le sue grida, addirittura sembra che in certi giorni il fantasma della bimba sia possibile vederlo aggirarsi nell’incolto giardino che circonda la disabitata abitazione.

    Abbiamo già avuto modo di parlarne con Longo questa estate,  prima che le riprese iniziassero a settembre.
    In questi ultimi due mesi sulla pagina FB ufficiale del filmsono state pubblicate un bel po’ difoto sulla lavorazione.

    Cercando di saperne qualcosa in più siamo tornati a chiacchierare col regista.

    «Clararichiama tantissimo gli anni ’80: il cinema italiano diArgento e Bavae tanto Sam Raimi, anche se Clara è abbastanza serio come film. Ci sono tanti omaggi e citazioni. Il 90% degli effetti del film sono analogici, ci sono state sessione di 6-7 ore di trucco, abbiamo rispettato anche questo degli anni ’80. Ci sarà anche qualche visual effect curato da me solo però dove serve, perché nell’horror sono spesso superflui e troppo finti. Abbiamo usato tanto trucco e sono contento del risultato. La produzione si è concentrata soprattutto su quello perché ce n’è stato davvero parecchio, soprattutto in una scena.».

    Il teaser trailer uscirà a breve, il tempo di girare le ultime due veloci sequenze rimaste.
    La data di pubblicazione si saprà sulla pagina FB, come da annunciolì fatto poche ore fa.

    Interpreti principali del film sonoVeronica Urban(già apparsa in altri lavori di Longo),Alice Ronsisvalle,Natasha Gosgnach,Caterina Cioli Puviani,Giada Cameriere,Charles Goodger,Kelevra Keila,Andrea Dante Monari,Michael Segal(Colour From the Dark,Virus – Extreme Contamination,Lion,The Wicked Gift,Fino All’Inferno),Orfeo Orlando,David WhiteeAurora Elli (nella parte di Clara).

    FL:«Lo abbiamo girato in inglese, anche perché all’estero abbiamo più risposta, tenterò di venderlo così anche in Italia, se poi ci fanno qualche bella proposta per doppiarlo lo faremo, le attrezzature e gli studi per farlo li abbiamo.».

    David White e Michael Segal, oltre ad aver recitato nel film, hanno supervisionato le pronunce in inglese degli attori. Anche per questo, ci dice il regista,

    «Abbiamo deciso di trasformare la protagonista da americana ad inglese.».

    Dietro le telecamere hanno lavoratoNicola Pegg (Escape From Madness) come assistente alla regia, «ma io l’ho considerato quasi un co-regista» ci ha confessato Longo, l’aiuto regista Manuel Cavallina, la direttrice della fotografia Elisa Russo, le truccatrici ed effettiste Silvia RosaeCristina Forgione, Chiara Scaglianti come fonico di presa diretta eZoe InnocentieDebora Zennarocome segretarie di edizione.

    Prodotto dallaMoonlight LegacyeThe Bloor Pictures, musicato daiDead Like JulietClarasarà presentato in anteprima assoluta al Creepy Crypt di Berlino, festival dove c’è stata la prima anche di After Midnight.

  • INTERVISTA a Francesco Longo per Clara, film ispirato alla stregata Villa Malvasia di Bologna

    Francesco Longoè un ragazzo pugliese che vive da anni a Bologna. Da sempre appassionato di cinema, dopo gli studi frequenta due corsi di visual effects. Un po’ per gli esami degli stage un po’ per sperimentare per fatti suoi comincia a realizzare i suoi primi cortometraggi da regista con la sua casa di produzioneMoonlight Legacy.

    SKIZOPHRENIA, CLAUSTROPHOBIA, NYCTOPHOBIA, da lui anche sceneggiati e musicati, vengono selezionati e premiati in vari festival italiani ed internazionali. VENIA MORTIS, il suo primo corto, entra a far parte del film a episodi 17 A Mezzanotte.

    Iniziano contemporaneamente lecollaborazioni da effettista per registi come Ivan Zuccon, i fratelli Eros e Roberto D’Antona e Francesco Mirabelli.

    A quanto pare però la dimensione del corto non basta più a Longo.
    A breve infatti inizierà a girare il suo primo lungometraggio dal titoloClara.
    Il film prende spunto dalla leggenda legata al Palazzo Malvasia: un’abitazione di Bologna avvolta dal mistero, meglio nota come Villa Clara.

    Questa la trama del film.

    Helen Ludovisi, una newyorchese di origini italiane laureata in arte, riceve in eredità un’antica villa nella pianura bolognese conosciuta dai locali come Palazzo Malvasia o più comunemente come “Villa Clara”. La giovane decide così di partire, per andare in Italia con il suo ragazzo Jacob e tre membri della sovrintendenza ai beni culturali dello stato di New York. Questi incontreranno una delegazione della sovrintendenza dei beni culturali di Bologna per pianificare il restauro della villa, la quale sembra avvolta da un alone di mistero. Nell’Ottocento nella casa abitavano i Ludovisi. Clara, la piccola della famiglia, fu uccisa e murata all’interno del palazzo dal padre perché credeva che i suoi poteri di chiaroveggenza fossero un dono del diavolo. Si dice che ancora oggi quegli orrori echeggino in quella casa e che lo spirito di Clara continui a vagare tra le sue mura. La storia non fermerà Helen e la troupe da un sopralluogo mirato al restauro. Uno di loro scomparirà in circostanze misteriose costringendo Helen, Jacob e il team di studiosi a recarsi di notte nella villa per cercare l’amico. Dopo essere rimasti bloccati all’interno della villa si troveranno a fronteggiare le forze oscure che la dimora nasconde.

    Incuriosito ho raggiunto telefonicamente il regista.

    «Passo al lungometraggio spinto dal fascino della leggenda, ma anche dai successi dei miei corti e dagli apprezzamenti per il teaser trailer di Clara, girato in un giorno con zero soldi.».

    Clarasarà prodotto dallaMoonlight Legacy, daRoberto Ramon(attore apparso nella trilogia sulle fobie di Longo) eAlberto Cella.

    Quando si comincia?

    «Le riprese inizieranno il 1 settembre. A giugno però gireremo delle interviste a persone che sono state nella vera Villa Clara, da inserire prima del film. Io sono scettico ma una di queste sarà una testimonianza particolarmente spaventosa.».

    Occhio però a non lasciarsi ingannare da questa cosa delle interviste. Il film non sarà un mockumentary o un found footage, anche se l’idea era stata considerata dal regista:

    «Inizialmente pensavo di girarlo come found footage, parlando con gli attori e con gli altri collaboratori ci siamo resi conto che poteva funzionare fino a un certo punto, e poi fare un film del genere originale e fatto bene richiede tantissimo lavoro, sembra il contrario -che fai prima- invece non è così. Abbiamo pensato di dare lo stesso questo tocco di realtà all’inizio con le interviste, il resto però sarà girato in modo classico.».

    La villa maledetta è la vera protagonista.

    Eravamo anche in contatto con il proprietario della vera Villa ed eravamo vicini dall’usarla come location per le riprese, poi però è saltato tutto.
    Lo giriamo in una location sempre a Bologna che è comunque molto suggestiva»
    .

    Interessante il cast coinvolto: la protagonista sarà Veronica Urban(già apparsa in altri lavori di Longo). Altri attori Michael Segal (Colour From the DarkVirus – Extreme ContaminationLionThe Wicked GiftFino All’Inferno), Orfeo Orlando(il Glauco di Boris) e David White.

    Sicuramente a settembre ci torneremo.