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  • La protesta di Luigi Pastore sulla chiusura di cinema e teatri

    Dal 16 gennaio il registaLuigi Pastoresosta dalla mattina alla sera davanti Montecitorio per protestare contro la chiusura delle sale cinematografiche e teatrali. Più in generale di tutti i luoghi in cui si fa spettacolo e intrattenimento.

    Durante il suoi presidi gli hanno fatto visita esponenti del mondo del cinema che più ci piace comeLamberto Bava,Claudio Lattanzi,Antonio Tentori. Si è fatto vedere ancheAlvaro Vitali, che dovrebbe realizzare con Pastore il filmDeliriumpsyke.

    La protesta è poi accompagnata da una serie di trovate come quella di scrivere col gesso sui sanpietrini il titolo di un film.

    La proposta è quella di una ripartenza graduale di tutte le attività di settore, nel rispetto dei protocolli e con una serie di già collaudate precauzioni.

    La contestazione davanti Montecitorio viene trasmessa online da Luigi Pastore sullasua pagina Facebookdalle 10.00 alle 17.00.

  • Riparte la lavorazione di Deliriumpsike, thriller di Luigi Pastore con Alvaro Vitali

    ConLuigi Pastoreavevamo iniziato a parlare del suo thrillerDeliriumpsikea settembre del 2017. Dopo la notizia all’inizio del 2018 diAlvaro Vitalitra i protagonisti, nel ruolo di un matto che si esprime solamente attraverso le espressioni di una maschera da lui costruita, del film non si è saputo più niente se non che stava incontrando dei non meglio precisati problemi produttivi/organizzativi.

    A distanza di due anni la situazione pare essersi sbloccata, come leggiamo sulsito della casa di produzione di Pastore:

    Dopo una lunga gestazione e un avvio di produzione travagliato, finalmente il nuovo thriller di Luigi Pastore sembra aver trovato la strada giusta per ripartire.Deliriumpsikesarà uno dei prossimi titoli nel listino della Ipnotica Produzioni, che lo annuncia ufficialmente sul proprio sito web.

  • Alvaro Vitali in Deliriumpsike, il nuovo thriller di Luigi Pastore

    Luigi Pastoresiamo stati i primi (grazie aStefano Nicoletti) adintervistarlo sul suo nuovo lavoro dal titoloDeliriumpsike, per la legge degli equilibri dovevamo bucare la notiziona di ieri che vedeAlvaro Vitalientrare a far parte del cast del film.

    Alvaro Vitali, il Pierino Nazionale (ebbene sì anche qui usiamo questa definizione che sarà pure banale, strausata e quello che volete ma Vitali -d’accordo su Fellini e Sergio Citti e quello che volete- è Pierino così come Paolo Villaggio è Fantozzi e, mi spingo più in là, Ugo Tognazzi è il Conte Mascetti), era sparito da un po’ di tempo. Poi per un periodo lo abbiamo visto aStriscia la Notiziacome sosia perfetto diJean Todt. Dopo quella parentesi esce dal cono d’ombra e recita in qualche commedia che in pochi però hanno visto comeTutti a Ostia Beach – Il FilmEffetti Indesideratidi Claudio (fratello minore di Pino) Insegno eMò Vi Mentodi Stefania Capobianco.

    Adesso per la prima volta nella sua carriera reciterà in un film thriller (un’altra sua parentesi fuori genere è stataIl Tempo Degli Assassini, un action-crime del 1975 con Joe Dalessandro, Martin Balsam e Ottaviano Dell’Acqua diretto da Marcello Andrei) e a quanto pare non avrà un ruolo comico/leggero nel film.

    Il registaLuigi Pastoreha dichiarato:

    «Ho pensato ad Alvaro Vitali mentre scrivevo la sceneggiatura e, nello sviluppo del suo personaggio, non ho avuto dubbi sul volto di questo grande interprete, che ha dato tanto al cinema italiano e che ha ancora molto da esprimere. Il mio è uno schiaffo morale ad un cinema ormai standardizzato, troppo politicamente corretto e infarcito di banalità e buonismo da bravi scolaretti. Non c’è più il coraggio di rischiare, privilegiando solo prodotti dozzinali, senza dare al pubblico la possibilità di scegliere veramente»*.

    Ecco invece cosa ha dichiarato Vitali a proposito della sua partecipazione al film diLuigi Pastore:

    «Far ridere è molto più difficile che interpretare un film drammatico o di paura. Per questo motivo, ora, voglio entrare in questo mondo, al fine di vedere cosa vi è di diverso tra le due tipologie di film. Voglio toccare con mano.»*.

    DopoCome una CrisalideeViolent ShitDeliriumpsike sarà il primo film diLuigi Pastorea non premere l’acceleratore sul sangue ma a ricercare gradualmente sensazioni di disagio.

    Ai nostri microfoni così disse:

    «È un titolo che mi porto dentro da molti anni ma che avevo quasi dimenticato ed è ritornato quando ho riaperto una vecchia scatola, dove conservavo alcune musicassette su cui da ragazzo ho inciso dei brani da me composti al pianoforte. Uno di questi si intitolava proprio così e mi ha fatto ricordare quella forte passione originaria che mi ha spinto poi ad intraprendere questa strada.».

    Speriamo che il film porti fortuna all’attore ma anche al suo regista.

    *: fonteAGI.

  • [ESCLUSIVA] Il ritorno alle origini. INTERVISTA a Luigi Pastore per Deliriumpsike

    Sempre alla ricerca di visioni originali, ho cercatoLuigi Pastoreper parlare del suo nuovo thriller,Deliriumpsike, un progetto improntato alla più grande libertà. Luigi ci ha raccontato molto anche di sé, della sua visione del cinema, di un nuovo modo di lavorare.

    STEFANO NICOLETTI: C’è un discreto e nemmeno tanto silenzioso ritorno al giallo nelle produzioni indipendenti. Cos’è che affascina tanto nel giallo all’italiana?

    LUIGI PASTORE: Per quanto mi riguarda, in questo momento trovo il genere horror troppo ripiegato su se stesso. Stessi cliché ripetuti fino alla nausea, atmosfere da videogioco, abuso del digitale, insomma è un genere che sento molto lontano dai miei interessi. Anch’io, lo ammetto, sono caduto nella trappola di un filmaccio horror splatter comeViolent Shit – The Movie, che se potessi tornare indietro non rifarei proprio per i troppi condizionamenti che ho subìto durante la lavorazione. Trovo più interessante ritornare al thriller d’atmosfera, cosa che già avrei voluto fare conLa Fiaba di Dorianma che non ho più avuto voglia di riprendere dopo la scomparsa della sua protagonista.

    Adesso, dopo una lunga pausa di riflessione, sento di voler raccontare una storia che è nata quasi spontaneamente in un periodo particolare della mia vita. È un po’ un ritorno alle origini, come accade al protagonista e come è accaduto anche a me per vicende personali che mi hanno costretto a ritornare di frequente nei luoghi della mia infanzia. Giù in Puglia, infatti, ho una vecchia casa di famiglia vicino al mare, priva di ogni comfort moderno, che per anni è rimasta quasi abbandonata.

    Vi ho trascorso buona parte dell’autunno e anche qualche settimana in pieno inverno, scaldandomi solo con la legna nel caminetto e una piccola stufa. Ho riscoperto il piacere della solitudine, anche se soffrivo contemporaneamente i miei stati d’animo contrastanti e la lontananza dai miei affetti, ma questa vena malinconica e la precarietà della mia condizione hanno fatto leva sulla creatività ed è venuta fuori una storia molto particolare di cui però cerco di mantenere l’assoluta segretezza.

    Ho acquistato un grosso quaderno e ho scritto tutto a mano, non voglio far leggere niente a nessuno e l’ho nascosto in un luogo sicuro. Quando arriverà il momento di girare, darò agli attori solo i fogli con le battute stampate e loro dovranno fidarsi di me. Tutto quello che ho già raccontato, tutto quello che ho pubblicato e che continuerò a pubblicare sulla pagina social del film, sono solo suggestioni che hanno comunque una sorta di legame con la storia vera e propria.

    SN: Deliriumpsike sembra parlare di follia. Ci sono ispirazioni di cronaca o riferimenti alla nostra confusa situazione sociale di questi giorni?

    LP: No, non ci sono riferimenti alla cronaca ed è ben lontano dalla nostra realtà quotidiana. IlDeliriumpsikeè solo una definizione, una parola inventata per descrivere uno stato mentale che è il preludio della follia. È un titolo che mi porto dentro da molti anni ma che avevo quasi dimenticato ed è ritornato quando ho riaperto una vecchia scatola, dove conservavo alcune musicassette su cui da ragazzo ho inciso dei brani da me composti al pianoforte.

    Uno di questi si intitolava proprio così e mi ha fatto ricordare quella forte passione originaria che mi ha spinto poi ad intraprendere questa strada. Non sono un musicista professionista, anche se da bambino ho studiato pianoforte per cinque anni, ma riascoltando quelle registrazioni mi sono convinto di comporre anche la colonna sonora del film con l’aiuto di mio fratello Simone, lui sì musicista e arrangiatore professionista, con cui ho già avuto modo di collaborare per completare la colonna sonora diCome una Crisalide.

    SN: Cosa si può aspettare il pubblico che ha apprezzato il tuo precedente “Come una crisalide”? C’è un fil rouge che lega questi film?

    LP:Deliriumpsikesarà molto diverso daCome una crisalide, proprio perché avverto questa esigenza di non riproporre cose già viste ma di osare con qualcosa di nuovo. Forse il fil rouge sarà lo stesso spirito con cui intendo girarlo, con assoluta libertà, cercando quella sperimentazione anche in termini visivi e con una certa anarchia espressiva.

    SN: La produzione coinvolgerà il pubblico con iniziative di crowdfunding o simili? Sappiamo che accadrà qualcosa il 13 ottobre in merito al film: ci puoi anticipare qualcosa?

    L.P.: Cerco sempre di ottimizzare i costi di un film, grazie anche all’esperienza maturata negli anni. Tuttavia una produzione ha bisogno comunque di un budget, anche se piccolo, perché chi lavora deve essere gratificato per il tempo che sta dedicando al tuo progetto. Così ho pensato di proporre un crowdfunding alternativo, in cui metterò all’asta degli oggetti di scena utilizzati nei miei film precedenti.

    Ma offrirò anche dei pacchetti turistici per trascorrere dei “weekend del terrore” proprio nella mia vecchia casa sul mare, che nel frattempo ho iniziato a ristrutturare e che utilizzerò anche come location del film. Accoglierò i miei ospiti organizzando per loro tour misteriosi, sedute spiritiche, proiezioni di film (anche miei si intende), ma soprattutto deliziandoli con la cucina pugliese.

    Buon cinema e buon appetito, dunque. Il progetto può essere seguito sulla paginaFacebookdedicata.

  • PREPARARSI ALLA MORTE: Intervista a Luigi Pastore

    Luigi Pastoreha perfettamente ragione quando scrive sulla pagina Facebook del suo nuovo progetto, il web format “Prepararsi alla morte”, che la morte è un argomento da cui molti fuggono istintivamente, nonostante sia una delle poche certezze che la vita ci riserva.

    La prima puntata sarà diffusa il13 gennaio sul canaleYoutubee suTVDigit.it.

    SN: È un progetto nuovo rispetto a quelli che ti hanno fatto conoscere. È venuta prima l’idea di misurarti su questo format particolare o quella di affrontare questo tema specifico, quello della morte?

    LP: Il format sul tema tanatologico era in preparazione già da tempo, doveva trattarsi di raccontare la storia di personaggi importanti partendo dalle loro tombe. Il titolo doveva essere “Sepolcri”, ma non ho mai trovato la giusta forma editoriale finché la scintilla è scattata in un momento doloroso per me, la morte di mio padre. Mentre ero lì nella camera mortuaria ho notato un tavolo autoptico e ho scattato lì la prima foto che poi lancerà il programma.

    SN: Come saranno strutturate le varie puntate?

    LP: Saranno 5 puntate settimanali. Il tema della morte ha sempre affascinato artisti, poeti, scrittori… e il senso del programma è raccontare la morte attraverso le testimonianze di cinque personaggi che hanno affrontato direttamente l’argomento. Nella prima puntata ci saràPaola Giovetti, autrice di un libro che ho letto a tredici o quattordici anni e che è stato anch’esso una fonte di ispirazione per il programma. Nelle successive puntate ci sarannoMauro Petrarca,Giacomo Taffodelle Onoranze Funebri Taffo, che è diventato noto per questo suo modo originale di fare marketing, poiSergio Stivalettie chiuderemo con una bella intervista aCadaveriapasseggiando nella città magica di Torino.

    SN: Cosa lega i tuoi vecchi lavori a questo?

    LP: Il tema della morte è sempre presente nella mia cinematografia. Già in un mediometraggio del 1996,“Fine millennio”, ispirato da un incubo, mi trovavo a vagare in una città di morti, fino a incontrare la morte stessa. Anche in“Come una crisalide”c’è una scena in un cimitero in cui il personaggio principale dice di essere ossessionato dalla morte. Quindi questo tema mi ha sempre accompagnato, messa in scena compresa.

    SN: Nella pagina Facebook si dice che il tema affascina, ma è anche molto delicato da affrontare. Come metterai insieme questi due aspetti?

    LP: Lo scopo del format è proprio affrontare i vari punti di vista degli ospiti sul tema della morte, penso a Sergio Stivaletti che con i suoi effetti ha dovuto costantemente affrontare la morte, fino a doverla rappresentare fisicamente in“Dellamorte Dellamore”di Soavi e Sclavi. Penso a Mauro Petrarca, che ha proposto spesso in TV il personaggio del poeta cimiteriale con il suo canzoniere macabro.

    SN: Ci saranno le musica dei Cadaveria.

    LP: Sì, li ho conosciuti nell’ambito dell’Italian Horror Festival,la loro musica mi piace particolarmente e quando ho dovuto pensare a musiche adatte per il format ho fatto loro questa proposta che è stata accettata immediatamente.

    SN: I promo del format sono molto cinematografici, c’è un’intenzione precisa in questo senso?

    LP: Assolutamente sì, l’accostamento mi sembrava adatto e ho proceduto in questo senso.

    SN: Prossimi progetti?

    LP: Tornerò al thriller che è il genere che preferisco, i tempi non sono brevissimi, ma ci stiamo lavorando.

    La pagina Facebook del progetto si trova al link: https://www.facebook.com/prepararsiallamorte/