Tag:Paolo Del Fiol

  • Apocalypse Tape 1990: foto esclusive dall’horror italiano realizzato con le AI

    Vi mostriamo due foto esclusive tratte daApocalypse Tape 1990, il film horror scritto e diretto daPaolo Del Fiolprimo al mondo ad essere interamente realizzato con l’utilizzo delle intelligenze artificiali.

    Dietro la sua lavorazione c’èOTX.LAB, la costola diOutroNoxdedicata alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione di nuove forme di horror attraverso le AI.

    L’obiettivo è esplorare le possibilità creative offerte da queste nuove tecnologie senza concepirle come sostitutivi del cinema tradizionale ma come uno strumento capace di ampliare le possibilità espressive del cinema horror indipendente.

    Sotto la direzione di Antony Coia, fondatore e proprietario diOutroNox,TetroVideoeGoredrome Pictures,OTX.LABsi prepara dunque a distribuireApocalypse Tape 1990.

    Attivo come regista dal 2002 e vincitore del “Joe D’Amato Horror Festival” nel 2005 conWhere Am I?,Paolo Del Fiolfonde inApocalypse Tape 1990le due cinematografie che più hanno influenzato il suo immaginario: da un lato il cinema estremo giapponese, tra tentacle horror, splatter e kaiju eiga, dall’altro il cinema di genere italiano degli anni Settanta e Ottanta, con richiami ai polizieschi erotici di Fernando Di Leo, ai cannibal movie di Ruggero Deodato e Umberto Lenzi, alla fantascienza erotica deLa bestia nello spaziodi Alfonso Brescia e agli horror visionari di Lucio Fulci e Renato Polselli.

    Apocalypse Tape 1990attraversa dunque numerosi sottogeneri, dalla tentacle erotica al cannibal horror, dagli zombie movie allo splatter fantascientifico, fondendo influenze orientali e occidentali.

    La storia è presentata come la registrazione VHS di una trasmissione notturna andata in onda nel 1990 sulla fittizia emittente locale Telelaguna, come accadeva nel suoDevil Times Two.

    La narrazione principale viene intervallata da falsi spot pubblicitari e da quattro trailer autonomi concepiti come mini-film, nei quali lo stesso Del Fiol interpreta un personaggio ricorrente che,stando a quanto riporta l’imdb, dovrebbe chiamarsi Toto come quello da lui interpretato inA Melty Kiss Lost in the Abyss.

    La colonna sonora originale diApocalypse Tape 1990è firmata da Antony Coia (Dolcezza Extrema,Nightmare Symphony), che torna a collaborare con il regista dopoKokeshi(2013) eNeo Sekigun(2015).

    OTX.LAB porta avanti già prossimi progetti. Sono infatti in lavorazione due lungometraggi antologici realizzati interamente con l’intelligenza artificiale:Neural Terrors, ispirato ai classici horror a episodi degli anni Ottanta, eXXX: Machine Proxy, il nuovo capitolo della saga extremeXXX(Deep Web XXX, XXX Dark Web).

    Entrambe le produzioni saranno sviluppate utilizzando modelli open source, sistemi di addestramento proprietari e server dedicati, senza ricorrere a servizi cloud esterni, con l’obiettivo di mantenere il controllo dell’intero processo produttivo e preservare un’identità autoriale precisa.

    Ed ecco le due foto esclusive tratte daApocalypse Tape 1990gentilmente offerte da OutroNox aklub99.it.

    Credit: OutroNox Dark Division.
    Credit: OutroNox Dark Division.
  • [RECENSIONE] A Meltykiss lost in the Abyss (Paolo Del Fiol)

    Paolo Del Fiolcon il suo nuovo lungometraggioA Meltykiss lost in the abysssi dimostra ancora una volta un autore indipendente ma nel vero senso del termine, capace cioè di fregarsene delle mode.

    E il suo sguardo originale sta anche nel fatto che ha avuto la fortuna di incontrareReiko Nagoshi, la sua compagna giapponese portatrice sana di una serie di influenze artistiche che i due fanno confluire in storie, in film e cortometraggi, originali.

    Qui lei interpreta Umeko: un personaggio che, anche se si vede poco, è importante per lo sviluppo della storia che ruota attorno a cinque donne che si sottopongono ad una terapia medica innovativa che promette di riequilibrare il cervello (superando così problemi psicologici di vario genere) grazie all’ascolto di suoni ad alta frequenza provenienti dall’oceano.

    L’attrice che nessuno vuole più (Erika Saccà, di nuovo con Del Fiol dopoDevil Times Two), la ballerina infortunata (Martina Vuotti), l’ex tossica (Francesca Cavallo), la donna in carriera dall’appetito incontrollabile (Ilaria Monfardini), e per finire la candida assistente dello studio medico (Fabiola La Gala) dove la terapia viene effettuata.

    Trattamento condotto dai dottori Fabio Moretti (Paolo Salvadeo) e Carmen (Amira Lucrezia Lamour) Hernandez. Con loro c’è anche il fratello di Carmen, Toto, (lo stesso Del Fiol).

    Che la cura miracolosa diA Meltykiss Lost in the Abyssavrà le sue micidiali conseguenze sulle povere cinque cavie è abbastanza scontato, perché è così che deve andare in questo genere di storie. DovePaolo Del Fiolsi differenzia è negli sviluppi di questo declino che si fa sempre più lisergico, folle e splatter (effetti curati da Davide Pesca), tra influenze orientali e occidentali. In questo audace accostamento degli opposti, potremmo dire, il sorpasso definitivo dalla massa Del Fiol lo effettua forse nel poetico finale: in quell’ingresso nell’aldilà in bilico tra crudeltà e dolcezza, realtà e allucinazione finale.

  • Abruzzo Horror Festival 2023: i film selezionati

    L’Abruzzo Horror Festivalha ufficializzato i5 lungometraggi in concorsoper l’edizione 2023, in programma nel capoluogo abruzzese dal 31 ottobre al 5 novembre.

    Ve li presentiamo qui di seguito.

    Pantafa di Emanuele Scaringi. Italia. 1h 45′.

    Cast: Kasia Smutniak, Greta Santi, Francesco Colella, Giuseppe Cederna, Ugo De Cesare, Betty Pedrazzi.

    Sceneggiatura: Vanessa Picciarelli, Tiziana Triana, Emanuele Scaringi.

    Marta è una donna indipendente e orientata alla carriera. Sua figlia Nina soffre di disturbi del sonno e Marta coglie l’occasione per trasferirsi nel villaggio montano di Malanotte. Adattarsi a quella vita si rivela più difficile del previsto. I sintomi di Nina peggiorano, al punto da soffrire di allucinazioni, e i lividi sul suo corpo dimostrano che si sta facendo del male per punire la madre. La ragazza dice di essere stata aggredita da una vecchia, che si siede sul suo petto per rubarle il respiro. Questa strega è la Pantafa, leggenda che abita i sogni di Malanotte. E se quello che dice Nina fosse vero?

    Qui la nostra recensione sul film Pantafa.

    Eight Eyes di Austin Jennings. Stati Uniti. 1h 26′.

    Cast: Emily Sweet, Bradford Thomas, Bruno Veljanovski.

    Sceneggiatura: Austin Jennings, Matthew Frink.

    Una coppia di statunitensi è in vacanza nell’ex Jugoslavia. Lì conoscono un abitante del posto che si offre come cicerone. Il fin troppo disponibile uomo trasformerà presto la loro permanenza in un incubo.

    Girato in Serbia e Macedonia utilizzando cineprese 16mm,Eight Eyesattinge in egual misura dal cinema di genere dell’Europa orientale e dai film horror americani degli anni ’70 per creare un incubo distorto e folle.

    Cieco Sordo Muto di Lorenzo Lepori. Italia. 1h 20′.

    Cast: David Brandon, Simona Vannelli, Pio Bisanti, Rossella De Luca, Nazarena Di Bella, Stefano Gianassi, Antonio Tentori.

    Sceneggiatura: Lorenzo Lepori, Antonio Tentori.

    David, scrittore cieco, sordo e muto, si stabilisce in un albergo dove sono accaduti fatti tragici e misteriosi. Con lui ci sono i suoi due assistenti Simona e Pio. Presto David entrerà in contatto con le presenze che infestano il luogo e che confondono, plagiano e occupano anche le menti dei suoi occupanti.

    Devil Times Two di Paolo Del Fiol. Italia. 1h 28′.

    Cast: Enrico Luly, Paolo Salvadeo, Erika Saccà, Reiko Nagoshi, Amira Lucrezia Lamour, Paolo Del Fiol.

    Sceneggiatura: Paolo Del Fiol.

    In un convento vicino Milano, alla fine degli anni ’70, avvengono alcuni misteriosi omicidi. Un paio di esperti esorcisti vengono mandati ad indagare, perché si pensa ci sia la mano del diavolo. Sarà una dura lotta tra il bene e il male.

    Qui la nostra recensione su Devil Times Two.

    Behave di Francesco Gabriele. UK. 1h 18′.

    Cast: Georgia Viero, Stacy Thunes, Gabriel Constantin, Christian Vit, Lauren Pepler, David Bourne, Ema Kosac, Nicolas Vaporidis, Jacques Ross, Eleonora Bindi.

    Sceneggiatura: Dan Sproson, Georgia Viero.

    Un gruppo di giovani si riunisce in una villa alla periferia di Londra per prendere lezioni di buone maniere da una web influencer. Ma un’entità misteriosa inizia a perseguitarli nella loro lussuosa vacanza.

  • [RECENSIONE] Devil Times Two (Paolo Del Fiol)

    Paolo Del Fiolha qualche anno meno di me ma appartiene comunque alla stessa generazione, cresciuta a guardare e registrare in VHS film horror trasmessi di notte in tv.

    Devil Times Two – Quando le tenebre escono dal boscoparte da qui, dall’invenzione di un vecchio b-movie del terrore perduto (e poi ritrovato) le cui uniche due messe in onda sono avvenute su un canale privato veneto nei primi anni ’80.

    Ruota intorno ad un convento di campagna in rovina, circondato dai boschi, dove avvengono dei brutali omicidi. Sono collegati ad una leggendaria porta dell’inferno e ad unesorcismoavvenuto lì anni prima. Due preti e una suora tenteranno di fermare le forze del male, incarnate in due ragazze ritornanti, belle, provocanti, seduttrici, ingannatrici, letali.

    Il trio di religiosi è interpretato daEnrico Luly(indimenticabile kebabaro pazzo nel corto diDavide Scovazzodal titoloRigorosamente Dissanguati Vivi, contenuto nel collettivoSangue Misto),Paolo Salvadeo(attore ricorrente nei lavori di Del Fiol) e dalla ballerina e performerAmira Lucrezia Lamour. Le due ritornanti sono invece impersonate daReiko Nagoshi, moglie ed effettista del regista già apparsa in altri suoi corti (comeMochi, altro frammento diSangue Misto) e dall’esordienteErika Saccà.

    Cinque attori tutti convincenti nel loro ruolo, in special modo le tre donne con i loro sguardi folli.

    Devil Times Two – Quando le tenebre escono dal boscoci immerge in un’atmosfera onirica che scivola sempre più in un incubo.

    Un brutto sogno diabolico, efferato, fatto di squartamenti, mostruose apparizioni, sparizioni che vanno contro ogni regola della logica, sodomie e uno snuff movie che vede come vittima lo stesso registaPaolo Del Fiol,qui al suo primo lungometraggio, per mano delle due tremende ragazze.

    A determinare la buona uscita del film contribuiscono le musiche diWilliam Novati. Il brano principale non te lo togli più dalla testa e funziona al meglio come contrappunto nei momenti horror, comeCannibal Holocaustha insegnato.

    A riportarci nelclima cinematografico di quel periodo(a cavallo tra gli anni ’70 e ’80) contribuiscono i vari rimandi a titoli comeL’aldilà, per il portale infernale,La Casa, per il bosco malefico,Antropophagus, per alcuni suggerimenti musicali iniziali. Senza contare i vari film legati al filone demoniaco che daL’Esorcistain poi si sono diffusi un po’ a macchia d’olio in Italia.

    Sono richiami però più che altro concettuali, tematici, di ambientazione, solo qua e là più chiaramente citazionisti come nei momenti in cui le due entità femminili spariscono dietro gli alberi, un po’ come faceva la resuscitata Linda nel secondoEvil Dead(che a sua volta richiamava Freddy Krueger apparire con un balzo dietro il lampione nel film di Wes Craven).

    A trasportarci indietro nel tempo è anche la postproduzione, ricreando i colori impastati delle VHS, le immagini distorte (e fuori sync) dovute al deterioramento del nastro magnetico.

    Devil Times Twoguarda al cinema horror del passato con amore, rispetto e un pizzico di nostalgia, ma cerca comunque una sua strada.

    Il difetto principale è l’eccessiva durata della versione estesa da noi visionata che si dilunga su momenti tutto sommato accorciabili come le camminate nel bosco del trio religioso. Quella da un’ora e mezza circa realizzata daRoger Fratter(se ricordo bene ciò che il regista ha detto in una diretta suOre d’orrore), che non abbiamo visto, sicuramente giova al film avvicinandosi, tra le altre cose, alla durata canonica dei film dell’epoca.

  • Il trailer di Devil Times Two, primo film horror di Paolo Del Fiol

    Pubblicato il trailer dell’horror indipendente italianoDevil Times Two.

    È il primo lungometraggio diPaolo Del Fiol, dopo diversi corti inclusi nei collettivi17 a Mezzanotte,Sangue Misto,Death of the Ten Commandments.

    Dal filmato promozionale da poco pubblicato e dal comunicato stampa arrivatoci,Devil Times Twocontiene riferimenti a pellicole del terrore classiche degli anni ’70, italiane ed estere.

    InDevil Times Two, chePaolo Del Fiolha anche sceneggiato, fotografato e montato, si parla di una vhs ritrovata contenente la rara messa in onda in una tv privata veneta (nel 1983) di un film horror estremo.

    Nei boschi attorno ad un vecchio convento in rovina, a pochi km da Milano, teatro di una strage nel ventennio precedente, si dice esista una delle porte dell’inferno. Dopo il ritrovamento di alcuni cadaveri, vengono inviati sul posto ad indagare due esorcisti esperti che, con l’aiuto della severissima Madre Dolores, cercheranno di fare luce sulla vicenda. Ma il male è in agguato nella forma di due bellissime e letali “ritornanti”, anime dannate fuggite dall’inferno, che daranno del filo da torcere al team di ecclesiastici.

    Il cast diDevil Times Twoè composto da attori noti nel cinema horror indipendente come Paolo Salvadeo ed Enrico Luly, nei ruoli dei due preti esorcisti incaricati di indagare. Amira Lucrezia Lamour veste i panni della severa madre superiora che aiuta i due sacerdoti. Nel cast anche Reiko Nagoshi (autrice anche degli effetti speciali), Alessandro Carnevale Pellino, Denise Brambillasca e gli esordienti Erika Saccà, Martina Vuotti. In ruoli minori Giulia Reine, Laura Avogadri, Desiree Boschetti, Tito Bianchi.

    Devil Times Twoè musicato daWilliam Novati, mentre le creature sono state realizzate daFabio Taddi.

    Concludiamo mostrandovi qui in basso il primo trailer diDevil Times Two, caricato dal regista sul suo canale YouTube.

    Prodotto daHimechan Movie Production, il film dovrebbe essere pronto per la fine del mese.

    Fonte:Sentai Girls Project YouTube.
  • [RECENSIONE] Death of the Ten Commandments (AA.VV.)

    Death of the Ten Commandmentsè il corale diretto da dieci registi sul tema dei comandamenti biblici. Dopo averne parlato per mesi eccoci qui con la recensione.

    Dieci episodi orchestrati dall’infaticabileDavide Pescacon l’aiuto dell’abituale collaboratoreFrancesco Longo.

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    Guarda il trailer del film.

    Cortometraggi in cui ossessioni, plagi, prigioni di varia natura, architettoniche ma soprattutto mentali, sono un po’ i fili conduttori che qua e là tengono insieme il tutto.

    Non avrai altro dio all’infuori di me. Dario Almerighi.

    Un musicista pazzo (Andrea Al Bettini) cerca il suono perfetto per il suo disco. È la versione perversa diBlow Outdi Brian De Palma.

    Non nominare il nome di dio invano. Nicola Pegg.

    Un uomo (Lorenzo Turco) è tormentato da incubi e sensi di colpa impersonificati da un antropofago David White. Nel delirio in cui precipita c’è però di mezzo un qualche rito esoterico (e lo zampino di Tsukamoto). Buone le ambientazioni nel rappresentare il degrado interiore del personaggio.

    Ricordati di santificare le feste. Matteo Scarfò.

    Due rapinatori, uno del nord, l’altro del sud Italia, (Indri Qyteza Shiroka, Andrea Lupia) si introducono in una casa approfittando che gli anziani abitanti sono assenti per la messa domenicale. Si gioca sul niente è come sembra, sulle ipocrisie e falsità di certe istituzioni. Il tutto raccontato con un’atmosfera da commedia che scivola sempre più nei territori del grottesco. Nel cinema dello sceneggiatoreMattia De Pascalitornano i bambini terribili (tema che aveva già trattato nel suoMcBetter).

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    Foto esclusive dal set di ricordati di Santificare le feste.

    Onora il padre e la madre. Diego Carli.

    Una ragazza (Camilla Carli) vive con il padre (Paolo Rozzi) che non fa altro che passare tutto il giorno davanti la tv bevendo birra guardando un violento cartone animato dai temi religiosi. Qui siamo dalle parti della psichedelia, dell’onirismo, tra doppelganger, dei bisogni di evadere (anche attraverso il cibo) e di emanciparsi e della consapevolezza che sarà difficile. Buono il comparto audio. Recitato in inglese.

    Non uccidere. Josh Heisenberg.

    Due fratelli (Massimiliano D’Aloiso, Guglielmo Paradisi) lavorano e vivono insieme in campagna. Ruggine e rancori rendono il loro rapporto difficile. La situazione esploderà. Anche qui si parla di proiezioni e mostri che la mente umana può generare, di allucinazioni da sensi di colpa, di plagi religiosi.
    Del corto di Heisenbergne avevamo già parlato qualche tempo fa, quando fu caricato in anteprima per pochi giorni dal regista sul suoYouTube.

    Death of the ten commandments - Non Uccidere
    Death of the ten commandments, l’episodio Non Uccidere.

    Non commettere atti impuri. Paolo Treviso.

    Ragazzo cresciutello e vergine (Christian Catinello) è vittima della bigotta vedova madre (Stefania Antonucci). La frequentazione con una ragazza (Annalica Bates) farà precipitare la situazione. Quando un plagio rovina per sempre una esistenza. Quello di Treviso è il segmento che più corre spericolato sul filo del rasoio senza però cadere nel ridicolo involontario, ed è uno dei pochi che va dritto al punto senza girarci attorno con metafore e giri di parole. Il lavoro si differenzia dagli altri anche dal punto di vista stilistico e di linguaggio.

    Non rubare. Paolo Del Fiol.

    Una volante della polizia (Paolo Salvadeo, Amira Lucrezia Lamour, Emanuela La Neve) va ad ispezionare una casa dove c’è stata una segnalazione. Si andrà presto nel paranormale tra possessioni diaboliche e credenze popolari esotiche e il termine “rubare” assumerà un significato spirituale-religioso e non materiale.

    Non dire falsa testimonianza. Francesco Longo.

    Due ladri (Roberto Ramon, Alessandro Leo) si minacciano tramite sms: uno accusa, l’altro nega. Il tutto raccontato con un po’ di depistaggi e con un cerchio che chiudendosi riparte, come a voler dire che alcune cose non si fermeranno mai. Anche qui c’è il tema del doppio.

    Non desiderare la donna d’altri. Ildo Brizi.

    Un uomo (Alessandro Bergallo) paga altri uomini per fare sesso con una donna sposata, forse sua moglie (Simona Fasano). Qui si parla di gelosia, ossessione e possessione da intendere seriamente come possedimento, come donne oggetto.

    Non desiderare la roba d’altri. Davide Cancila.

    Una moneta antica passa di mano in mano (Giulia Gatti, Alberto Marconcini, Andrea Falaschi) mietendo vittime. Moneta come simbolo del potere, che è sì da interpretare come autorità e comando (la ricca ragazza che vive nel castello, il prete) ma anche come potere negativo dell’avidità e del bisogno di accumulare.

    My Name is Mosè. Davide Pesca.

    È l’episodio cornice del film. Protagonista un pazzo esaltato (Samaang Ruinees) in fissa con i dieci comandamenti.

    Dieci cortometraggi girati in economia che a tirar le somme non sono male.

    Qualcuno ha la pecca, caratteristica piuttosto costante delle produzioni indipendenti, di una recitazione non sempre convincente se non addirittura al limite dell’imbarazzante. Al di là di questo si apprezza comunque il tentativo generale, in chi più, in chi meno, di intraprendere strade originali, metaforiche e non superficiali: il tema dei dieci comandamenti a quanto pare ha stimolato. Forse, vista latotale libertà creativache il progetto prometteva e richiedeva, si poteva qua e là osare qualcosa in più, magari esasperando alcuni concetti tabù legati al decalogo biblico.

    Death of the Ten Commandmentssarà distribuito in DVD negli Stati Uniti daSCS Entertainmentcon il titolo diTen commandments of Terror.