[EXTRA] Brood: qui “male” ci “cova”

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The Brood (conosciuto da noi come Brood – La covata malefica) è un film del 1979 scritto e diretto da David Cronenberg.

Cronenberg scrisse il film in seguito al tumultuoso divorzio da Margaret Hindson ed alla battaglia per la custodia dei figli; il regista ha inoltre dichiarato che il personaggio di Samantha Eggar, Nola Carveth, possedeva alcune delle caratteristiche della sua ex moglie.

La Eggar era famosa (almeno da noi) per aver precedentemente preso parte al capolavoro di Armando Crispino L’Etrusco uccide ancora (1972); Premiata con un Prix d’interprétation féminine nel ’65, e un Golden Globe nel 1966, ha fatto (poco) cinema fino al 1999 per poi dedicarsi a una forse più remunerativa carriera televisiva.

Se il protagonista è un congelato Art Hindle (già visto in Black Christmas e che col tempo si è sciolto un po’ di più in film come The Void) che scorre inoffensivo ed inespressivo, abbiamo come contrappunto un magnetico Oliver Reed, che rende oro tutto ciò che tocca. Reed è stato consacrato per film come Donne in Amore e I Diavoli di Ken Russell, ma anche per le sue performances in film come Ballata Macabra di Dan Curtis (con le straordinarie Karen Black e Bette Davis) e nel recente Gladiatore. Solo lui poteva rendere e reggere sulle spalle il peso di un personaggio complesso e magnetico come quello del Dr. Raglan, psicologo che sta studiando una pratica psicosomatica la “psicoplasmia” in grado di trasformare il corpo in seguito alle manifestazioni di rabbia.

Pregevole e memorabile anche il cameo di Robert A. Silverman un nome ricorrente nei film di Cronenberg (Rabid, Scanners, Pasto Nudo, Existenz) e nel panorama horror (Venerdi 13 la serie, Jason X, Prom Night) che interpreta uno dei sopravvissuti alle pratiche di Raglan, il cui corpo si sta rivoltando per vendetta, facendo nascere disgustosi fibromi e tumori.

L’ossessione delle/per le mutazioni/espressioni corporee care al regista canadese, qui passa in secodo piano per raccontare soprattutto un dramma familiare. Gli FX son ridotti al minimo ed il tema centrale è l’odio che sovrasta incontrollabilmente l’amore rendendo le persone cieche. Sotto questo punto di vista, il rapporto fra Nola e il marito è davvero tormentato e l’unica vera vittima/valvola di sfogo è la loro Bambina chiamata simbolicamente Candice/Candy (candore, caramella) interpretata da Cindy Hind al suo debutto (e che ritroveremo poi nel 1983 in La Zona Morta).

Alla colonna sonora, funzionale ma davvero banale e piena di clichè, un altro fido di Cronenberg, Howard Shore che darà nei film successivi (La Mosca, Pasto Nudo, M. Butterfly, Crash) il suo meglio, arrivando poi a scrivere le musiche dei film della trilogia de Il Signore degli Anelli vincendo il premio Oscar nel 2002 per la colonna sonora de La Compagnia dell’Anello e nel 2004 per quella de Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re e per la canzone “Into the West”, interpretata da Annie Lennox.

E veniamo finalmente ai piccoli assassini, o a quell’entità mutante che si moltiplica in tante facce di uno stesso odio, creature non-nate da una stessa madre e tutte fratelli/sorelle, plasmati sulla visione distorta della bambina Candy e che spesso ricordano la “bambina” di Don’t Look Now/A Venezia… Un Dicembre Rosso Shocking (1973) il capolavoro di Nicolas Roeg.

Curiosità: il film uscì anche in una rara VHS italiana edita per EUREKA VIDEO intitolato LA SETTA, con una cover alternativa!

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