[RECENSIONE] Senza Rimorso di Stefano Sollima

[RECENSIONE] Senza Rimorso di Stefano Sollima
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Secondo film americano di Stefano Sollima dopo Soldado, Senza Rimorso racconta una storia di spionaggio, di apertura degli occhi di un soldato dei Navy Seal, della sua elaborazione di un terribile lutto che lo colpisce. Punto di partenza il romanzo di Tom Clancy.

E per arrivare al suo obiettivo non si ferma, ovviamente, davanti a niente. John Kelly fa fuori chiunque lo ostacoli ma, a differenza del solito action americano, lo fa con un certo grado di sofferenza. Suda, ansima, sputa, sanguina, tribola e patisce, rischia la vita ogni volta ma ogni volta ce la fa, lottando minuto dopo minuto, centimetro dopo centimetro. La prima cosa che esce fuori del film è, di conseguenza, una certa concretezza e fisicità. Una consistenza che si trasforma in piani sequenza al cardiopalma come quelli all’interno dell’aereo che precipita di notte in mare. L’Acqua, il fuoco, la notte. Sono temi cari a Sollima che tornano anche qui insieme a quello del Potere (poco o tanto criminale) che tutto manovra senza farsi vedere*.

John Kelly (Michael B. Jordan) è un personaggio consapevole di questo. Sa benissimo di essere una pedina ma ha perso tutto e si ribella alle regole, diventando un pedone che sfida il re. E lo fa con una certa ironia: da archetipo di eroe che gioca (quasi?) a fare lo stereotipo. Tutti i personaggi che incontra sono rappresentati in modo da essere sin da subito associabili ad un archetipo. Ed è questo forse il punto debole del film: la monodimensionalità di parecchi personaggi di contorno. Il che si traduce in una certa prevedibilità loro e della storia.

Ma questo è il prezzo da pagare quando giri ad Hollywood.

Senza Rimorso alla fine dei conti risulta essere discontinuo, con momenti altissimi e lontani dal solito film d’azione americano, ma rivela anche la solita retorica americana dell’eroe puro e disposto a tutto pur di ammazzare i suoi demoni e sconfiggere i nemici che credeva “amici”, anche se sono potenti e intoccabili in cima alla piramide.

E qui Sollima dimostra la sua impotenza, quando il film si conclude in modo cazzuto e aperto proprio come Hollywood ordina. Il finale alla Sollima che ti lascia stordito, depresso e senza parole per tre giorni è stato anche girato e inserito nel film. In una realtà parallela il film si sarebbe chiuso lì. La coda che (purtroppo) segue, conoscendo Sollima come un autore pessimista, è il contentino per le major e il loro pubblico allargato. Quel resto lo voglio leggere come il compromesso, la paraculata.

Considerando le mille regole economiche che Hollywood impone bisogna ritenersi soddisfatti del risultato.

*: e alle automobili che investono personaggi da eliminare.

Jodie Turner-Smith e Michael B. Jordan nel film Senza Rimorso di Stefano Sollima
Jodie Turner-Smith e Michael B. Jordan nel film Senza Rimorso di Stefano Sollima.

Dopo aver proseguito con Soldado il Sicario di Denis Villeneuve, questa volta Stefano Sollima apre con Senza Rimorso la strada ai probabili sequel che la storia e il finale lasciano intuire. Insomma, si è adattato bene nel sistema Hollywood, esperienza che gli tornerà sicuramente utile in futuro. Non sappiamo se ci sarà sempre lui dietro la macchina da presa semmai questi seguiti si dovessero fare.

A quanto pare il suo prossimo progetto sarà Colt, storia di formazione di tre giovani che diventano uomini nel far west. Un western con cui si confronterà con il genere cinematografico che ha reso celebre suo padre Sergio.

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Roberto Junior Fusco

Fondatore e amministratore del sito.

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