Il destino. L’inevitabilità di certi eventi.
Nel cinema horror hanno avuto parecchie declinazioni: dagli scienziati pazzi alla Frankenstein convinti che il loro scopo sia quello di imitare dio, alle “final girl” degli anni ’70 e ’80 che a dispetto di tutto e tutti sopravvivono al mostro, a volte lo uccidono persino.
Questi temi sono centrali nel film horrorAntropophagus – Le Originidiretto daDario Germani. E il modo di trattarli, di ragionarci, ricorda quello di un altro lungometraggio del terrore del regista che èLettera H*.
In entrambi i filmla famiglia e il corredo geneticoche si tramanda sono elementi scatenanti dell’irreparabile.
Se lì c’era di mezzo il Mostro di Firenze e i suoi compagni di merende, qui rientriamo dentro la storia di uno dei cult horror italiani più noti, violenti e amati di sempre:AntropophagusdiJoe D’Amatodel 1980.
Antropophagus – Le Originici fa conoscere il punto di partenza e dove quel cannibalismo è arrivato adesso.
Una origine che nasce in un contesto disperato, ma da lì a restarne affascinati si fa presto, e arriva ai giorni d’oggi adattandosi bene alla vita metropolitana. Anzi verrebbe da dire che i tempi moderni in qualche modo facilitino lo sfogo del vizietto cannibale.
Protagonisti due cugini, Hanna e Ugo, Valentina Corti e Salvatore Li Causi, lei incinta e in fuga dall’Italia, lui solitario, sterile e in pianta stabile a Budapest.
Sono i figli dei fratelli Bruno e Klaus Wortmann i quali dopo la fine della seconda guerra mondiale, nella capitale ungherese, formarono una comunità che si arrangiava a sopravvivere fino ad abbattere le leggi morali.
Klaus era quello con le remore mentre Bruno quello senza scrupoli che intorta gli altri con deliri esistenziali e politici. Chi ha visto il film di D’Amato sa bene cosa farà dopo Klaus Wortmann in Grecia, ma il film diDario Germanice lo ricorda comunque per sottilineare in fin dei conti che c’è chi lascia la bestia interiore dormiente, negandola, e chi invece la lascia libera.
Antropophagus – Le Originiè distribuito nelle sale dal 28 luglio daFlat Parioli.
*:Lettera Hha vinto il premio comemiglior film all’Abruzzo Horror Festival del 2019.

