[RECENSIONE] (1) It Follows

[RECENSIONE] (1) It Follows
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Dopo aver visto IT Folows in una calda serata d’estate, con un cinema stranamente pieno di gente di mezza età, mi sono fatto l’idea che il titolo abbia un doppio significato.
Non si riferisce solo a un’entità che, lentamente, ma inesorabilmente, insegue sotto varie sembianze. Si riferisce anche al fatto che il film segue un filone ben preciso e non fa niente per nasconderlo. Inevitabile che l’ambientazione riporti al primo “Halloween” di John Carpenter.
Lunghi viali alberati costeggiati da case di legno, intorno ai quali la macabra entità fa la sua comparsa da lontano. Quando i personaggi vanno poi a chiudersi in una casa sul lago, col pontile in bella vista, è stato inevitabile pensare a “Reazione a catena” di Mario Bava (ma anche a “Shock”) o al suo remake de facto, “Venerdì 13”.
Quando poi, in una scena del tutto interlocutoria, una bambina bionda attraversa la strada inseguendo una palla bianca, mi è sembrato evidente che questo film è fatto principalmente di rielaborazione di citazioni. Nonostante questo, il film ha alcuni buoni momenti di paura e soprattutto mostra una periferia americana non più così perfettina e curata. Abbonda infatti la descrizione di zone abbandonate, di case con le finestre murate, di famiglie distrutte in cui i genitori quasi non esistono più. E oggi queste notazioni fanno senz’altro onore all’autore.

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Stefano Nicoletti

Il cinema ci allena a guardare il mondo con distacco, eppur col massimo coinvolgimento. A immaginare, potendo pur tornare alla realtà. A giocare col fuoco, bruciandoci quel tanto che basta a farci sentire vivi. Sono un formatore in competenze relazionali, appassionato di racconti e di sviluppo personale.

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