[RECENSIONE] The Nest – Il Nido

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In questo periodo di isolamento mi è finalmente capitato di vedere The Nest – Il Nido, opera prima di Roberto De Feo. Non poteva forse esserci periodo migliore.

Si racconta di Samuel (Justin Korovkin) un ragazzino disabile che vive con la iperprottettiva madre Elena (Francesca Cavallin), un medico (Maurizio Lombardi), ed una serie di domestici/factotum in una isolata villa (è stato girato al Castello dei Laghi, vicino Torino) con molto verde intorno. Di uscire neanche a parlarne, di più: è addirittura vietato per chi vi abita e lavora solamente parlare del mondo esterno, manifestarne nostalgia onde evitare nel figlio domande, desideri di conoscerlo. Andare via o entrare in quel luogo è difficile: chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Finché una vecchia conoscenza della mamma non si presenta chiedendo alla signora di prendere in casa la giovane Denise (Ginevra Francesconi). Male fa Elena ad accettare: la quindicenne porterà scompiglio e una voglia di ribellione in Samuel a tal punto da far venire in lui per la prima volta il desiderio di andare via da lì.

Mi fermo qui con lo sviluppo della storia per non rovinare la visione a chi volesse vederlo, perché The Nest è un film che davvero riesce a sorprendere per come porta avanti gli eventi.

È un film sul folle amore di una madre, sul limite che supera pur di proteggere chi ha a cuore, su una educazione che pare esagerata, anche crudele e fuori dalla logica. Pare, appunto. Perché se le prudenze di Elena per il figlio Samuel appaiono fuori misura nonostante il suo handicap fisico è solo, appunto, illusione. In qualche modo The Nest – Il Nido vuole forse ricordarci che non bisogna mai fidarsi delle apparenze, un po’ come nel film The Village, altra storia su un luogo isolato fuori dal tempo. Che chi prenderesti a legnate, o faresti rinchiudere in un manicomio, forse non è poi così colpevole o matto, e se è matto ha i suoi buoni motivi per esserlo. Anche se Elena per protegge l’indifeso figlio gli racconta bugie su bugie e si avvale di un medico che ne blocca le gambe e dunque la fuga da quel posto (il dubbio a un certo punto viene ma forse sono io che sbarello) non possiamo condannarla. Anche se ogni luogo affidabile, isolato, e di rimando ogni utopia di perfezione e sicurezza, si rivela prima o poi per quello che è: una trappola. Mi taccio, mi taccio per non confondere e sviare.

Ma The Nest- Il Nido (che De Feo ha scritto con Lucio Besana, David Bellini e Margherita Ferri) è uno di quei film che soprende ingannando, a cominciare dalla locandina che fa pensare ad una storia da casa infestata. Non è un caso che gli americani (sempre più senza idee nuove) ne abbiano acquistato i diritti per farne un remake.

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