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  • [RECENSIONE] Night Call (Michiel Blanchart)

    Corre Mady, in questo film franco-belga dal titoloNight Call(t.o.La nuit se traîne) che segna l’esordio nel lungometraggio diMichiel Blanchart.

    Ha poco tempo. Va di corsa per salvarsi la vita, capire chi lo ha incastrato, trovarlo, fuggire da chi lo vuole morto, convincere il capo dei capi (Romain Duris) della sua innocenza, innescando (non sempre volontariamente) una serie di eventi concatenanti che, come accade neinoir, non possono che concludersi in un solo modo.

    E poi c’è Bruxelles, notturna e con le sue manifestazioni di piazza ispirate ai movimenti politici delblack lives matter. Argomento che rimane sotto traccia, ma con il suo peso e senza mai sparire del tutto anche perché il protagonista Mady (Jonathan Feltre) è nero.

    Un protagonista bastonato dalla vita, che si sforza di rigare dritto e con deiprincipî, che sono poi quelli che muovono realmente le sue azioni, al di là dell’istinto di sopravvivenza.

    Al percorso tra le strade di Bruxelles, sempre di corsa, scappando o inseguendo, si affianca per Mady quello suo interiore e spirituale, la scoperta del vero sé in relazione con il mondo che lo circonda, travolto com’è da eventi più grandi di lui capaci di far uscire fuori il peggio degli esseri umani a cominciare da Claire (Natacha Krief) e il suo raggiro con cui il film si apre.

    Night Callha poi il pregio di avere delle belle sequenze d’azione, ben orchestrate daMichiel Blanchartsenza scimmiottare le produzioni testosteroniche statunitensi.

    Un talento questo suo che non è passato inosservato ad Hollywood.

    Sarà lui infatti a dirigere il nuovo capitolo della saga horror Final Destination (link skytg24).

    Night CalldiMichiel Blanchart, distribuito in Italia daUnicorn, è in concorso a L’Aquila Film Festival.

    Curiosità: nel film si vede un televisore che trasmetteLa CasadiSam Raimi.

  • [RECENSIONE] Noir Casablanca (Kamal Lazraq)

    Dal Marocco arrivaNoir Casablanca(Les meutes): un thriller-noir scritto e diretto daKamal Lazraqe interpretato da attori non professionisti che a Un Certain Regard del 2023 ha vinto il premio della giuria.

    Protagonisti due poveri cristi: un padre (Abdellatif Masstouri) che coinvolge il figlio (Ayoub Elaid) in un lavoro per la malavita che si complica facendoli scivolare, nel corso della notte in cui si svolge la vicenda, sempre più in una situazione più grande di loro. Talmente complicata da assumere pian piano sfumature surreali se non addirittura da incubo.

    Un padre e un figlio che affrontano la situazione tra impulsività e raziocinio, con l’ago della bilancia impazzito tra i due comportamenti, con i ruoli tra loro in qualche modo ribaltati. Tra i due infatti chi appare da subito più impreparato a gestire la faccenda è il padre e il figlio lo rimprovera per questo, lo contesta, eppure non lo abbandona facendo crescere ancora di più la tensione e il pericolo.

    Al suo primo lungometraggioKamal Lazraqscrive e dirige un film teso che mostra un Marocco e una Casablanca notturna e periferica per nulla turistici. E come neinoirla tragedia è sempre dietro l’angolo, i protagonisti hanno costantemente il fiato sul collo di polizia e criminalità e la certezza che nulla mai cambierà è sempre presente.

    Noir Casablancaè statodistribuito nelle sale da Exit Media. Il film è andato in concorso quest’anno a L’Aquila Film Festival dove ha vinto il premio della giuria come miglior lungometraggio.

    Guarda in streamingNoir CasablancadiKamal Lazraq.

  • [RECENSIONE] Nope (Jordan Peele)

    Per prima cosaNope, terza regia cinematografica diJordan Peele, non si discosta dai canoni del sottogenere fantascientifico delleinvasioni aliene. La storia infatti si sviluppa secondo il solito schema fracassone in cui chi scopre l’attacco inizialmente resta solo ma poi troverà alleati che aiuteranno (anche sacrificando la loro vita) alla vittoria finale.

    Protagonisti sono due fratelli neri, discendenti da una famiglia di addestratori di cavalli per il cinema. Scoprono un disco volante che si nasconde dentro una nuvola sopra il loro maneggio e che va rapendo bestiame e persone. Sono OJ (Daniel Kaluuya, già protagonista di Scappa – Get Out) ed Emerald (Keke Palmer), tanto calmo e taciturno il primo quanto chiassosa ed espansiva è la sorella.

    Per lei è l’occasione della svolta, per diventare famosa ed andare in tv daOprah Winfrey. Tocca solamente portare le prove del disco volante ed ecco che entrano in scena il commesso di un negozio di elettronica (Brandon Perea) e successivamente un documentarista (Michael Wincott) solitario e misterioso.

    E c’è anche Ricky ‘Jupe’ Park (Steven Yeun): ex bambino attore e oggi proprietario di un maneggio vicino a quello dei due fratelli. Un personaggio dal passato tormentato, che rimanda in qualche modo al tema dell’ossessione per la popolarità dei nostri tempi, che non aiuta davvero lo sviluppo della trama. La sua presenza pare alla fine poco più di un riempitivo.

    Ma sono tante le cose messe lì inutilmente o solamente accennate quando invece avrebbero meritato un approfondimento. Come il rapporto tra i due fratelli, il tema degli sfruttamenti dell’industria cinematografica/televisiva (neri, animali vari), quello della notorietà a tutti i costi (sul web prima per poi approdare in tv, magari da Oprah).

    NopediJordan Peelerisulta alla fine un prodotto privo del coraggio di andare davvero contro le regole del mercato che solo qua e là accenna serie analisi socio-culturali e metacinematografiche. La qual cosa rappresenta un passo indietro nella filmografia del regista.

    Nopeè distribuito nellesale italianeda Universal Pictures.

  • [OLTRE LO SPECCHIO 2] Noise di Jeremy Laval. La recensione

    Noiseè il primo lungometraggio diJeremy Laval.

    Vincent (Guillaume Duhesme) diventa improvvisamente sordo. Perde lavoro, cambiano le abitudini e la sua vita. A un certo punto però si rende conto di riuscire a captare i pensieri della gente che ha vicino. Il suo medico ovviamente non gli crede ma Vincent se ne frega e comincia ad usare il suo superpotere (che perfeziona sempre più) per alzare un po’ di soldi. Come? Rubando i bancomat di chi ha appena prelevato dopo aver intercettato il pin. Va avanti così per un po’ finché non viene contattato da una ragazza (Bérangère Mc Neese) che invece crede nelle sue capacità straordinarie. La sua proposta è di ritrovare sua sorella, sparita nel nulla tempo prima. L’eogismo e la rabbia per la sua nuova condizione si faranno da parte. Perché da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

    Ed è questo il punto sia di unione che di rottura diNoisedai cinecomix.

    Qui non ci sono nemici pazzi da sconfiggere che hanno superpoteri devastanti e che minacciano una intera città se non il mondo intero. Qui c’è un eroe con una disabilità che diventa la sua forza, dunque prima contrario ad aiutare, poi esitante e infine pronto ad intervenire. E lo fa utilizzando un dono dal potenziale infinito ma che resta in qualche modo sempre invisibile. Niente effetti speciali sboroni quindi. Che l’evoluzione dei suoi poteri vada verso la direzione che poi effettivamente prende importa poco perché resta comunque la paura che nonostante questi non possa farcela, solo e con poca esperienza contro molti navigati criminali.

    ConNoiseil produttore, regista e sceneggiatore franceseJeremy Lavalsi muove nei territori noir e thriller, di una cupa storia di formazione. Tra modelli americani e non (What Women Want, Scanners, Inception, Drive e Baby Driver) si allontana volentieri da alcune convenzioni hollywoodiane. Ne esce è un film sorprendente ma non perfetto, teso ma anche ironico, disperato e con un finale azzeccato, inevitabilmente amaro ma a suo modo anche consolatorio, che apre e chiude allo stesso tempo.

    Noiseha vinto il Premio Ciciarampa come miglior film alla seconda edizione del festivalOltre Lo Specchio.

  • [RECENSIONE] Nightmare Symphony (D. Cristopharo, D. Trani)

    Omaggio aUn Gatto nel Cervello, ma più in generale al suo registaLucio Fulci,Nightmare Symphonyci racconta di un regista a lavoro su un film di paura.

    Se il film di Fulci con il personaggio dello psichiatra assassino voleva dirci che la realtà è più spaventosa di un film (horror) di finzione, in quello diDomiziano CristopharoeDaniele Trani, sceneggiato ancora una volta daAntonio Tentori, il mondo del cinema indipendente low budget è visto come una giungla fatta di produttori arroganti, attori fuori di testa, sceneggiatori insoddisfatti, assistenti che non ti degnano di uno sguardo.

    Il registaFrank LaLoggia(Scarlatti), qui praticamente nel ruolo di se stesso, si muove in questo mondo assurdo, paradossale, labirintico, snervante, in cui il confine tra la finzione del “suo” film su un serial killer mascherato e la “sua” realtà si andrà assottigliando sempre più.

    Nightmare Symphonyè un godibile film con degli omicidi ben costruiti e ansiogeni nei loro tempi dilatati, accompagnati da dei discreti effetti speciali. Al film però manca una buona dose di anarchica imprevedibilità che dava ai film diLucio Fulciquel qualcosa in più*.

    L’inatteso arriva nel finale in cui i due mondi di Frank si fondono definitivamente. Lì lo spiazzamento è molto fulciano perché piomba dal nulla catapultando il protagonista in un incubo reale e ad occhi aperti senza via d’uscita. Lì si omaggia il Fulci dei tempi migliori con la sua caratteristica “strana forma lirica, struggente e malinconica.”,come ci diceva Tentori qualche anno fa.

    Nightmare Symphonysarà distribuito in DVD il prossimo anno con TetroVideo.

    *: C’è da dire anche che alcune cose potevavo essere realizzate con un po’ più di accortezza, come alcune esterne in cui ignare persone guardano in camera. Ma sono dettagli alla fine di poco conto.
  • [RECENSIONE] Nahzar (Paolo Treviso)

    Mentre creavo il post in cui scrivere la recensione suNahzardiPaolo Trevisomi sono reso conto di una cosa: la religione è un argomento che sta tornando spesso nel cinema indipendente che più seguiamo.Fabrizio La Monicapartecipa al secondoAfter MidnightconAbyssuse realizza un lungometraggio dal titoloDio Non Ti Odia.Daniele Zinellirealizza il cortoGood Man – Onora il Padre e la Madre,vincendo il quinto Abruzzo Horror Festival. Di recente escono anche il corale internazionale7 Sinse i filmBuiodiEmanuela RossieBeyond The OmegadiMattia De Pascali.Davide Pescagira i dueSuffering Bibleed architetta il coraleDeath of the Ten Commandments.

    Sono lavori nei quali non c’è la classica guerra bene contro male: che so? Una persona o un luogo posseduto, da una parte, e un prete che libera con un esorcismo dall’altra.

    Si tende invece a mostrare la nostra religione non come salvifica ma come terreno di molestatori, luogo di ipocrisie e corruzione.

    Paolo Trevisopartecipa al collettivo di Pesca con la sua versione del comandamento “Non commettere atti impuri” e gira il lungometraggioNahzar: racconto dell’avvento di un nuovo messia ai giorni (più o meno) nostri.

    E lo fa con un linguaggio cinematografico inusuale che elimina (quasi) del tutto i dialoghi e li fa raccontare-interpretare dalla voce di un ambiguo narratore.

    Un nuovo salvatore che si aggira tra luoghi desolati abitati da persone ai margini della società, fricchettoni, prostitute, tossici e balordi ma che non disdegna l’alta società. Un redentore che appare in una allucinazione ed è capace di esorcizzare una indemoniata semplicemente dicendole “Non cercare di attirare la mia attenzione.”.

    Nahzarmostra numerosi corpi nudi, soprattutto femminili, vero tabù del mondo moderno occidentale fortemente manipolato dal cattolicesimo. Basti vedere quello che succede sui social network quando ne pubblichi uno. Corpi nudi che trombano anche, e in maniera molto realistica per giunta.

    Al di là di questa provocazione che sicuramente turberà qualche bacchettone moralista, la vita del nuovo salvatore è raccontata con un ritmo onirico e uno sguardo a volte visionario, altre volte poetico.

    Tutto molto poco mainstream e per questo da apprezzare.

    Il difetto del film sta nel finale un po’ affrettato, con la condanna a morte del nuovo Messia che arriva di colpo subito dopo l’ultima cena, accennando solamente al processo. Il confronto con le autorità, l’interrogatorio, forse doveva esserci.

    Una visioneNahzarla merita comunque tutta, considerando anche gli sforzi del registaPaolo Trevisoche realizza il suo film sperimentale autoproducendoselo.

    Link pagina facebook Piercindianart vintage.

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