L’uomo deve sempre trovare una giustificazione per le sue cazzate, i suoi limiti, le sue cattiverie. E la religione è l’alibi perfetto per tutto ciò e molto altro. È il posto ideale dei vigliacchi dove potersi rifugiare.
A volte il raggiro religioso ci viene somministrato per tutta l’esistenza senza che neanche ce ne accorgiamo. Altre volte per i casi della vita ci sbattiamo il muso violentemente, o peggio ci viene chiesto di far parte di questo grande inganno. Il padre (Roberto Romano) protagonista diDio Non Ti Odia, secondo lungometraggio diFabrizio La MonicadopoVork and the Beast, apre gli occhi, non ci sta, si ribella e combatte. Lotta contro se stesso, la sua coscienza, i suoi sensi di colpa, si batte in opposizione alle norme umane dietro la giustificazione divina, alle leggi per piacere ad un dio che non c’è, forse non c’è mai stato, o forse è morto. Affronta una religione che fa rima con superstizione, ostacolato da chi ciecamente obbedisce, mosso da una paura che non ha età.
Fronteggia il lato peggiore dell’uomo, immerso in una natura che se ne sta a guardare indifferente, e dà il via ad una reazione a catena dagli effetti imprevedibili, ricca di colpi di scena spiazzanti.
La nota dolente diDio Non Ti Odiaè la recitazione degli attori, troppo caricata soprattutto nelle parti parlate. Va meglio quando si lavora di sottrazione e ad esprimersi sono solamente gli sguardi e il corpo.
Quello che più convince è l’ambiguità sotterranea, la non univocità delle interpretazioni che il film solleva e suscita. Un aspetto che era già emerso nel suo cortometraggioAbyssuspresente nel collettivoAfter Midnight 2 – The Evil Building.
Adesso aspettiamoIl Buio Del Giorno, il nuovo film del regista bagherese arricchito dagli effetti speciali di sua maestàSergio Stivaletti.

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