[ToHorror 2022] Skinamarink (Kyle Edward Ball). La recensione

[ToHorror 2022] Skinamarink (Kyle Edward Ball). La recensione
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In questo periodo in cui sul tema horror delle case infestate la fa da padrone Jason Blum con le sue produzioni ruffiane, patinate, banali ma ricche di seguaci (non solo spettatori, ma anche registi), arriva dal Canada come un fulmine a ciel sereno Skinamarink di Kyle Edward Ball.

Skinamarink è un film che accoglie alcune caratteristiche del sottogenere per raccontarle con un approccio d’altri tempi: vicino a Val Lewton e, andando ancora più indietro, George Méliès.

Si racconta di due fratellini che si svegliano di notte scoprendo che i genitori sono spariti. Con loro ci sono delle presenze che gli parlano e si manifestano facendo sparire oggetti, trasmettendo un (profetico) vecchio cartone in tv, sovvertendo la logica dello spazio-tempo.

Kyle Edward Ball narra la vicenda attraverso una fotografia buia e sgranatissima, utilizzando un sonoro disturbato dai fruscii perenni. In altre parole suggerendo l’orrore.

Il non visto è la carta vincente di Skinamarink. Neanche i due bambini vengono mostrati chiaramente in volto e sono sempre inquadrati di spalle, o tagliando loro la testa (giusto un profilo verso la fine). Due ragazzini che sono la cosa più inquietante del film per come affrontano gli eventi misteriosi, con una naturalezza che va dallo spavento all’accettazione delle nuove crudeli e spaventose regole del gioco.

Skinamarink è il primo lungometraggio di Kyle Edward Ball ed è in concorso al TOHorror Fantastic Film Fest 2022.

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Roberto Junior Fusco

Fondatore e amministratore del sito. Contatto: robertojuniorfusco@klub99.it Collabora con klub99.it.

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