Risultati della ricerca per: “ToHorror 2022”

  • [ToHorror 2022] A Wounded Fawn (Travis Stevens). La recensione

    10, 100, 1000 film come questoA Wounded Fawnsarebbero linfa vitale per il cinema horror. Rimangono purtroppo casi isolati che si perdono nel mare delle cose viste e riviste, tutte uguali l’una all’altra.

    A Wounded Fawnparte nella maniera più classica, con una donna (Sarah Lind) in pericolo a causa della sua fresca relazione con un pazzo pluriomicida di donne (Josh Ruben). Informazione che noi conosciamo a differenza di lei, come nella classica suspense alla Hitchcock. Finché il sospetto non inizia ad insinuarsi tra i suoi pensieri, durante un fine settimana romantico in una casa in montagna di proprietà di lui.

    Poi però, dopo un avvenimento per nulla scontato, il film prende una strada imprevedibile con l’entrata in scene delle mitologiche Erinni, giunte sul posto per vendicare tutte le donne da lui uccise, farlo impazzire, eliminarlo una volta per sempre.

    A Wounded Fawnper tutta la seconda parte spiazza di continuo, sempre immerso com’è in un caos in bilico tra follia autoindotta oppure generata da un evento soprannaturale.

    Perché qui resta valida l’idea che a farlo crollare psicologicamente non siano degli interventi ultraterreni ma un suo lato in qualche modo ancora razionale che vuole porre fine ai suoi omicidi, forse corroso dai sensi di colpa. Perché il nostro assassino è una persona acculturata che conosce bene la furia vendicativa delle grecheErinni.

    Una vendetta che si immerge sempre più in un’atmosfera allucinata e da incubo. Un’anarchia surrealista spiazzante che raggira lo stronzo protagonista (e noi spettatori con lui) fino al delirante finale in cui la logica viene annullata del tutto.

    Tra echi e rimandi a titoli comeLa Casa(per l’ambientazione nel bosco) eDeliriadiMichele Soavi(per l’aspetto di una delle allucinazioni che tormentano il serial killer),A Wounded Fawnha il coraggio di raccontare una storia divendetta femminileattraverso un percorso lisergico, pazzo, sanguinoso.

    Nulla a che fare con le solite produzioni indipendenti horror, attente il più delle volte a scimmiottare i successi blockbuster per accaparrarsi una fetta di pubblico di bocca buona. Ci si specchiassero.

    Presentato in anteprima alTribeca Film Festival,A Wounded Fawn(terzo lungometraggio diTravis Stevens) è andato inconcorso al ToHorror Film Festival 2022.

  • [ToHorror 2022] Mandrake (Lynne Davison). La recensione

    Ruota attorno al tema della maternità il film irlandeseMandrakediLynne Davison.

    Alla differenza tra il rapporto che (la da poco scarcerata) Mary Laidlaw (Derbhle Crotty) ha con suo figlio Thomas (Seamus O’Hara) rispetto a a quello difficile tra la divorziata Cathy (Deirdre Mullins) e il suo piccolo Luke (Jude Hill), che chiama “mamma” la nuova compagna (Roisin Gallagher) del papà (Paul Kennedy).

    Da questo contrasto nasce il legame tra le due donne che solo le apparenze tengono a distanza. La strega Maria da una parte, la poliziotta Cathy dall’altra. Tra di loro, a separarle, una indagine legata alla sparizione di due bambini.

    E se i ruoli sociali impongono abissali differenze, conflitti e contrasti, la sostanza dell’istinto materno (di una prole ritrovata e da ritrovare) le avvicinano.

    Il tutto è immerso in un’atmosfera cupa, opprimente, notturna, pessimista, negativa, in cui la stregoneria è il mezzo per rappresentare un mondo fatto di rabbia, frustrazione, paure, folle forcaiole, differenze di classe insormontabili.

    Mandrake(damandragora) diLynne Davisonera inconcorsoalTOHorror Fantastic Film Fest 2022.

  • [ToHorror 2022] Devil’s Residents (Katsumi Sasaki). La recensione

    Come se fosse posseduto dallo spirito di Lucio Fulci che più ci piace, l’horrorDevil’s Residentsblocca la razionalità oltre il normale film di genere.
    E lo fa per raccontare questo nostro pazzo mondo fatto di inganni e basato sulle apparenze qui rappresentato dalle tre protagoniste ma soprattutto dal loro agente.

    Devil’s residents, del giapponeseKatsumi Sasaki, ti inganna per prenderti e trascinarti verso una seconda parte folle e ultra splatter. Un’anarchia totale che arriva senza logica né preavvisi annullando quanto precedentemente raccontato.

    Nel film si narra di un terzetto di giovani donne in cerca di fama e successo inviate a passare una serie di giorni (e di notti) in un complesso residenziale che una leggenda locale dice infestato.

    In scarsi 80 minutiDevil’s Residentsdepista, diverte, disgusta, sciocca, ribalta più volte le carte e le aspettative fino al suo epilogo tanto liberatorio quanto disturbante.
    Un film in cui la brutale violenza ha uno spirito così esagerato da spiazzare anche l’appassionato più incallito.

    Devil’s Resident, secondo lungometraggio diKatsumi Sasaki, è inconcorsoalTOHorror Fantastic Film Fest.

  • [ToHorror 2022] Syk Pike/Sick of Myself (Kristoffer Borgli). La recensione

    Dalla Norvegia arrivaSyk Pike(a. k. a.Sick of Myself) diKristoffer Borgli, suo secondo lungometraggio dopoDRIB.

    Protagonista una ragazza e la sua folle ricerca di attenzioni.

    Signe (Kristine Kujath Thorp) è una bella barista mentre il suo fidanzato Thomas (Eirik Sæther) comincia a farsi notare come artista nel circuito norvegese che conta. La sua fama crescente fa diventare Signe sempre più invisibile, anche tra la sua cerchia di amici. Per porre fine alla cosa, ed avere gli occhi su di sé, Signe assume una droga illegale russa che le deturpa la pelle (ricordate la krokodil?).

    Otterrà attenzioni (e la tanto agognata fama) ma la situazione gli sfuggirà presto di mano, perché come body horror impone cambiamento del corpo e mutamento dello spirito sono correlati.

    Syk Pike/Sick of Myselfci racconta un mondo orribile fondato sul desiderio di fama e successo, sulla immagine e la sua monetizzazione, sul tutto e subito, sull’esaltazione (del superfluo). Un mondo folle che alimenta la follia.

    Non è però un film cupo, attenzione. È anzi parecchio divertente il modo nero e cinico di narrare il cul de sac in cui finisce Signe, tra sensi di colpa, incubi e paranoie da una parte, e un mondo dello show biz che non guarda in faccia a nessuno.

    Syk Pike/Sick of Myselfè inconcorsoalTOHorror Fantastic Film Fest.

  • [ToHorror 2022] Skinamarink (Kyle Edward Ball). La recensione

    In questo periodo in cui sul tema horror delle case infestate la fa da padrone Jason Blum con le sue produzioni ruffiane, patinate, banali ma ricche di seguaci (non solo spettatori, ma anche registi), arriva dal Canada come un fulmine a ciel serenoSkinamarinkdiKyle Edward Ball.

    Skinamarinkè un film che accoglie alcune caratteristiche del sottogenere per raccontarle con un approccio d’altri tempi: vicino aVal Lewtone, andando ancora più indietro,George Méliès.

    Si racconta di due fratellini che si svegliano di notte scoprendo che i genitori sono spariti. Con loro ci sono delle presenze che gli parlano e si manifestano facendo sparire oggetti, trasmettendo un (profetico) vecchio cartone in tv, sovvertendo la logica dello spazio-tempo.

    Kyle Edward Ballnarra la vicenda attraverso una fotografia buia e sgranatissima, utilizzando un sonoro disturbato dai fruscii perenni. In altre parole suggerendo l’orrore.

    Il non visto è la carta vincente diSkinamarink. Neanche i due bambini vengono mostrati chiaramente in volto e sono sempre inquadrati di spalle, o tagliando loro la testa (giusto un profilo verso la fine). Due ragazzini che sono la cosa più inquietante del film per come affrontano gli eventi misteriosi, con una naturalezza che va dallo spavento all’accettazione delle nuove crudeli e spaventose regole del gioco.

    Skinamarinkè il primo lungometraggio diKyle Edward Balled èin concorsoalTOHorror Fantastic Film Fest 2022.

  • [ToHorror 2022] Tiny Cinema (Tyler Cornack). La recensione

    Tiny Cinemaè un film a episodi diretto daTyler Cornack(Butt Boy).

    Sei episodi dai toni comici e grotteschi presentati da Paul Ford (attore affetto da nanismo in sedia a rotelle che nel suo curriculum la serie tv Midget Mafia of KC e anche uno spot della Barilla con Sophia Loren).

    Tiny Cinemanasce dall’omonima serie tv diTyler Cornack, composta da tre stagioni andate in onda dal 2016 al 2018.

    Si comincia con un uomo che di punto in bianco impazzisce accusando la moglie non si capisce bene di cosa. Unico indizio un pronome personale.

    Si va avanti con una donna single che riesce in qualche modo a sbloccare la situazione. La gioia durerà poco.

    Arriva poi la storia di un ragazzo coinvolto da due suoi amici in una rapina che ha lo scopo di sbloccarlo da un suo problema.

    Proseguiamo con un corriere che viene contattato da un uomo che gli dice di essere lui stesso venuto dal futuro.

    Ci sono poi un gruppo di gangster. Uno di loro durante una serata di baldorie fa un commento sbagliato che cambia radicalmente lo spirito goliardico.

    Si finisce con un appuntamento al buio. Tra lui e lei sembra andare tutto bene fino a quando la situazione non precipita.

    Si parte in un modo, si finisce prestissimo tra amori necrofili, problemi eretti, apocalisse alle porte, raggiri sessuali, strane regole d’onore tra malavitosi, ossa umane sniffate, possessioni ultraterrene.
    Questo èTiny Cinema: un divertente vortice di leggerezza e cialtronerie varie ricco di citazioni cinematografiche. Che per una serata da rutti e birre è l’ideale.

    Tiny CinemadiTyler Cornackfa parte della sezioneFreakshowdelTOHorror Fantastic Film Fest 2022.