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  • Stefano Bessoni a L’Aquila per una masterclass sulla stop-motion

    Il regista e animatore stop-motionStefano Bessonisarà a L’Aquila nel pomeriggio di venerdì 28 novembre per una masterclass in occasione della winter edition 2025 diCartoons on the Bay.

    L’incontro-lezione si svolgerà dalle 16.00 alle 17.00 nella Sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo.

    Dato che la sala può ospitare solamente 250 persone è consigliabile la prenotazione scrivendo una email acartoonsbay@rai.it.

    Stefano Bessoniè il regista dei lungometraggiImago Mortis(2009) eKrokodyle(2011) e del cortoCanti della Forca(2013).

    Nel 2023 il Museo del Cinema di Torino gli ha dedicato una mostra (link alla notizia) dal titoloLa Mole delle Meraviglie.

    Clicca qui per avere maggiori dettagli sul programma completo di Cartoons on the Bay.

  • I registi di La Profezia del Male firmano per Grandview

     
    Spenser Cohen e Anna Halberg, i due registi e sceneggiatori dell’horrorLa Profezia del Male hanno firmato un contratto conGrandview.

    Lo fa saperedeadline.com.

    Grandviewè una agenzia con sede a Los Angeles che rappresenta scrittori, registi, attori, creatori e artisti di fama mondiale.

    Il duo di recente ha concluso un accordo per scrivere e dirigere You Take Care Now, basato su un loro racconto originale. Distribuirà Universal, mentre a produrre ci penserannoAtomic Monster e Blumhouse.

    Nel 2024 hanno anche venduto la sceneggiatura del thriller fantascientifico Raindrop ad Amazon Studios.

    Cohen ha scritto la sceneggiatura di Distant: film fantascientifico (senza una distribuzione italiana) diretto daWill SpeckeJosh Gordonsu un minatore di asteroidi che si ritrova su un pianeta sconosciuto, con poco ossigeno a disposizione, animali sconosciuti attorno e una collega da trovare. Attori protagonisti Anthony Ramos e Naomi Scott.

  • Aaron Schimberg (A Different Man) parla del mestiere di regista e sceneggiatore

    Aspettando che arrivino buone notizie su una distribuzione italiana della commedia nera-thriller prodotta daA24A Different Man(di solito se ne occupa I Wonder Pictures, vedremo) vi facciamo leggere una nota introduttiva scritta dal suo sceneggiatore e registaAaron Schimberg.

    A Different Manracconta la storia di Edward (Sebastian Stan): un aspirante attore affetto da neurofibromatosi che si sottopone a un intervento di ricostruzione facciale. Dopo che l’intervento va a buon fine sviluppa però un’ossessione per Oswald (Adam Pearson): l’attore che lo interpreta, affetto anch’egli dalla stessa malattia, nella pièce teatrale basata sulla sua vita.

    Aaron Schimbergha già scritto e diretto i filmGo Down Death(2013) eChained for Life(2018), entrambi inediti in Italia. Anche inChained for lifesi parla di attori e di volti sfigurati e vi recita Adam Pearson, già visto inUnder the SkindiJonathan Glazer.

    Una Cosa Divina: una nota di Aaron Schimberg.

    “La parte peggiore del fare film, parlo solo per me, è fissare una pagina bianca. 0 pagine, 120 da fare, forse 210 se mi sento ambizioso. Teoricamente lo sono, ma sono anche pigro. Come riempire quello spazio vuoto e non solo con parole a caso? Niente si frappone tra me e il più grande capolavoro mai scritto, tranne la mia mediocrità.

    La prima cosa da fare è smettere di paragonare la mia sceneggiatura non scritta ai grandi romanzi. Almeno confrontarla con qualcosa che può essere facilmente eseguito, comeAmleto.

    Perché scrivere una sceneggiatura? Chi lo chiede? Nessuno, ovviamente. Devo farla diventare realtà sotto il mio sguardo autocritico e nonostante le mie innovative tecniche per rimandare. Sfortunatamente il peso del non scrivere è troppo da sopportare. Il potenziale film, anche nella sua forma irrealizzata e confusa, è un demone che mi possiede e l’unico modo per esorcizzarlo è metterlo sulla pagina e infine sul “grande schermo”, per liberarlo nel mondo.

    Una metafora scadente. Il mio film non è un demone,è una cosa divinache proviene da un luogo di amore, integrità, virtù. E di ego: il mio bisogno fondamentale, per quanto vergognoso, è di essere visto e ascoltato, di esprimere parti di me che sono state negate.

    Se un regista (che scrive) riesce a superare quelle 120 pagine circa, inizia la parte divertente. La verità è che non sono mai felice come quando giro un film, non tanto perché mi diverto attivamente ma per lo stress implacabile che mi toglie anni di vita.

    Ciò che rende il cinema così gratificante è la possibilità di lavorare con tante persone di talento che portano pezzi di sé a una visione che inizialmente era compromessa dai miei limiti.

    Ho offerto indicazioni, idee e riferimenti, ma non ero personalmente responsabile, anche se ho sempre sentito il peso di quelle responsabilità. Per lo più ho detto “sì” o “no”. Ogni tanto “Non lo so, cosa ne pensi?”. Accettavo, rifiutavo, adattavo, perfezionavo, chiedevo educatamente, cambiavo idea, anche se non troppo spesso, con solo 22 giorni a disposizione.

    La prima idea è di solito quella su cui abbiamo agito. Ho scelto grandi attori, ho assunto collaboratori straordinari, mi sono fidato delle persone giuste e loro si sono fidati di me. Sebbene appartenga a tutti coloro che l’hanno realizzato,A Different Manrimane estremamente personale per me, e anche se non è Moby Dick, ci sono alcuni sentimenti e idee che ho espresso in questo film che ho desiderato condividere per gran parte della mia vita.”.

    La versione integrale in lingua inglesela potete leggere a questo link.

  • Il corto Los Huesos nella collezione del MOMA di New York

    Sul duo cileno di registi-animatori formato daCristóbal León e Joaquín Cociñaabbiamo una certa fissa, e il numero di articoli che gli abbiamo dedicato ne è la prova.

    La loro stop-motion sperimentale unita al loro interesse per la storia (passata e presente) del loro paese ci intrigano.

    Ebbene, il loro cortoLos Huesos, giàvincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2021, entra a far parte dellacollezionedelMuseum Of Modern Art(MOMA)di New York.

    Lo annuncia Leonsul suo profilo instagramcon queste parole:

    Siamo orgogliosi di condividere cheLos Huesosè stato recentemente acquisito dal MOMA di New York per entrar a far parte della loro collezione. Per noi è molto significativo che Los Huesos entri in una delle principali collezioni di arte moderna e contemporanea del mondo, dove sappiamo che sarà nelle migliori mani per garantirne la conservazione e l’adattamento alle tecnologie future.

    Vedete il post originale in basso.

    Di cosa parla il corto?

    Los huesos è un resoconto immaginario del primo film animato in stop-motion al mondo. Realizzato nel 1901 e riscoperto solo oggi, mentre il Cile lavora a una nuova costituzione, il film mostra un rituale eseguito da una ragazza che sembra utilizzare dei cadaveri. Tra questi appaiono anche Diego Portales e Jaime Guzmán, due figure cruciali nella costruzione del Cile autoritario e oligarchico.

  • Alla Mole Antonelliana una mostra sull’animatore Stefano Bessoni

    Da queste parti, quei tre-quattro che ci seguono dovrebbero averlo capito: siamo abbastanza fissati con l’animazionestop-motion.

    In Italia tra gli artisti che utilizzano questa complicata e meticolosa tecnica c’èStefano Bessoni. Da ieri alMuseo Nazionale del cinema di Torinounamostra a ingresso liberodal titoloStefano Bessoni: la Mole delle Meraviglielo omaggia.

    Chi èStefano Bessoni.

    Dalsito del Museo Nazionale del Cinemaprendiamo:

    IlMuseo Nazionale del Cinemapropone la prima grandemostradedicata al genio creativo diStefano Bessoni, regista, illustratore e animatore.

    Oltre 150 opereesposte – per lo più provenienti dall’archivio privato di Bessoni e dalle collezioni del Museo del Cinema – raccontano gli ambiti in cui si muove la sua ricerca espressiva: dalle fiabe al mondo della scienza, dalle illustrazioni all’animazione stop-motion e alla fabbricazione di burattini, fino al grande amore per il cinema.

    Tra fantastico e fiabesco, in un percorso popolato da burattini, illustrazioni, filmati, reperti e preparati scientifici, ci si ritrova immersi nel mondo di Stefano Bessoni, un’affascinanteWunderkammerall’interno della più maestosa e imponente fra le “camere delle meraviglie” torinesi, la Mole Antonelliana.

    Figure illustri comeAntonelli,Prolo,Darwin,LombrosoeGreenaway, seppur in epoche e ambiti diversi, sono unite fra loro da una medesima vocazione: raccogliere e catalogare oggetti e idee. L’arte e l’opera di Stefano Bessoni raccontano questofil rouge.

    Dallapagina facebook del Museo:

    Burattini, illustrazioni, filmati, reperti: un viaggio all’interno della mente visionaria di Bessoni, che con Maria Adriana Prolo – fondatrice del Museo – condivide la fascinazione per gli oggetti e la passione per la catalogazione. Fra film sperimentali che si sono aggiudicati diversi premi in festival nazionali e internazionali, libri illustrati e cinema animato, oggi Bessoni è coordinatore del corso di illustrazione e animazione allo IED Roma e tiene un corso di alta specializzazione di puppet making e animazionestop-motionalla Scuola Holden di Torino.

    La mostra, curata da Bessoni insieme al direttore del museo Domenico De Gaetano, resterà aperta al piano zero delMuseo Nazionale del Cinema di Torinofino all’11 settembre.

    Maggiori dettagli li trovate sul sito del Museo.

    E se tutto questo non ha acceso la vostra curiosità, vi salutiamo con due lavori di Bessoni in cui realtà e fantasia si sovrappongono.

    Cominciamo con il suo lungometraggioKrokodyle, del 2011. Protagonista un filmmaker polacco (Lorenzo Pedrotti) in attesa di realizzare i suoi ambiziosi progetti cinematografici.

    Canti della forcaè invece un corto del 2013. Racconta di un illustratore (sempre Pedrotti) a lavoro sull’operaGalgenliederdel poeta e scrittoreChristian Morgenstern.

  • Prosegue fino a maggio la mostra “Dario Argento – The Exhibit”

    Prosegue fino a maggio la mostra “Dario Argento – The Exhibit”

    Ogni tanto una bella notizia. Con un annuncio fatto poche ore fa, il Museo Nazionale del Cinema di Torino rende noto che la mostra alla Mole AntonellianaDario Argento – The Exhibitsi prolungherà fino al15 maggio.

    Curata dal direttore delMuseo Nazionale del Cinema,Domenico De Gaetano, e dal saggista e registaMarcello Garofalo,Dario Argento – The Exhibitripercorre la cinquantennale carriera cinematografica diDario Argentopartendo dal suo esordio conL’uccello dalle piume di Cristallofino ad arrivare all’ultimoOcchiali Neri.

    Hanno dato il loro contributo al lungo itinerario visivo ospitato dallaMole Antonellianaanche Sergio Stivaletti, Luigi Cozzi, Franco Bellomo, Pupi Oggiano, Gabriele Farina: collaboratori ed esperti di Dario Argento.

    Chi vi scrive c’è stato durante i giorni delToHorror Film Festivale può assicurarvi che, in qualche modo, una parte della sua testa è rimasta a lungo imbrigliata là, nell’affascinante percorso che la mostra propone.

    Anzi avevo intenzione il 16 gennaio, quando era prevista la chiusura, di pubblicare un po’ di foto da me scattate (con un cellulare, niente di che). Quell’appuntamento è solo rimandato, ve ne voglio dare giusto un piccolo assaggio sopra.

    Qui il post pubblicato su facebook dal Museo del Cinema di Torino con l’annuncio della proroga a maggio della mostraDario Argento – The Exhibit, con i due curatori in compagnia di Asia Argento.