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  • Alla Mole Antonelliana la mostra “Dario Argento – The Exhibit”

    Si inaugurerà il 6 aprile al Museo Nazionale del Cinema di Torino la mostraDario Argento – The Exhibit, a cura diDomenico De GaetanoeMarcello Garofaloin collaborazione con Solares Fondazione delle Arti.

    L’esposizione percorrerà tutta la filmografia diDario Argento, daL’Uccello dalle piume di Cristallofino ad arrivare al recentissimoOcchiali Neri, attraverso foto, locandine e oggetti di scena provenienti dal Museo Nazionale del Cinema, dall’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia e da numerosi collezionisti privati. Hanno dato il loro contributo al lungo percorso visivo nellaMole Antonellianaanche Sergio Stivaletti, Luigi Cozzi, Franco Bellomo, Pupi Oggiano, Gabriele Farina: collaboratori ed esperti di Dario Argento.

    Domenico De Gaetanoè direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, docente all’Università Ca’ Foscari, vicepresidente della Film Commision Torino Piemonte. È fondatore e direttore artistico dell’associazioneVoluminaper la quale ha curato mostre e libri su David Cronenberg, Atom Egoyan, Emir Kusturica, Brian Eno, Peter Greenaway, Michael Nyman.

    Marcello Garofaloha scritto libri su Sergio Leone (Il cinema è mito, Minimum Fax), Bernardo Bertolucci, Walt Disney. Il suo ultimo romanzo si intitolaIl ritorno del diabolico Dr. Carelli-Apocalisse infernale(Dark Gem Press, 2021). Collabora conCiake fa parte del comitato di redazione diSegnocinema. Ha diretto il cortoWestmoreland Naplese il filmTre donne moralicon Piera Degli Esposti. È stato capo giuria cinematografica dell’ultimo Abruzzo Horror Festival.

    La mostraDario Argento – The Exhibitresterà aperta al pubblico fino al 16 gennaio 2023.

  • [RECENSIONE] Grand Guignol Madness – Show Your Fear (Davide Pesca)

    Davide Pescaè un personaggio particolare del sottosuolo indie italiano. Talmente insolito che ancora non riesco a inquadrarlo bene, a decifrare il suo stile e la sua poetica, ad ingabbiarli in una definizione. Il che, quando non si riesce a dare una etichetta, è un bene più che un male. Dannate siano le inutili e riduttive catalogazioni.

    È difficile schedarlo e classificarlo non tanto per le storie che racconta ma soprattutto per come le racconta. Pesca infatti utilizza una grammatica che più che al cinema fa pensare alla videoarte.Lo avevo già dettoa proposito del suo cortoIpocondria, lo ha in qualche modo confermato in una recentediretta facebooklo stesso regista delebiese. La quasi assenza di parole pronunciate, una narrazione a volte asciutta altre invece dilatata, un certo tipo di fotografia, sono tutti elementi che portano in qualche modo da quella parte e che raccontano un mondo sospeso in cui il tempo segue altre regole (cinematografiche e mi verrebbe da dire anche fisiche).

    Con questa sintassi, che è un po’ cinema e un po’ sperimentazione,Davide Pescaracconta storie splatter in cui i corpi subiscono martiri e trasformazioni. Le due cose insieme, linguaggio narrativo e temi raccontati, fanno di lui un qualcosa di atipico, soprattutto nel panorama italiano.

    Grand Guignol Madness – Show Your Fearè il suo nuovo film a episodi da lui scritto, diretto, fotografato, montato ed effettato.

    Sei storie più una cornice. Il titolo principale è un po’ ingannevole ed è giustificato più che altro dalla cornice conChiara Digonzellie da un paio degli episodi (The Competition,Shot My Soul), ambientati in teatri di posa. È la seconda parte del titolo ad introdurci meglio nel film:Show Your Fear, mostraci la tua paura.

    Si comincia conDust To Dust.

    ProtagonistaMery Rubesnella parte di una ragazza che si spoglia su internet e inizia a decomporsi dopo aver ricevuto un mazzo di rose.

    Save the Planet.

    Nasce da una idea diChiara Digonzelli.
    Si racconta di un ecologista (Paolo Salvadeo) bacchettone e delle sue vittime Giorgio Recchia, Alessandro Carnevale Pellino, Giulia Reine, Laura Avogardi.

    The Competition.

    Qui assistiamo ad una gara di seduzione tra Catlin Strange (nome d’arte di Stefania Venneri), Mery Rubes e Gloria D’Osvaldo.

    Muscles.

    Un atleta/cavia (Ramon Bettega) si allena prendendo pasticche.

    The Heartbreaker.

    Uno degli episodi più interessanti nasce da una idea di Stefania Venneri che ne è anche attrice protagonista nel ruolo di una ragazza tormentata dagli incubi. Le musiche sono qui di Cris Mantello*, sue anche le mani (e di Pesca) nel brutto sogno iniziale.

    Shot My Soul.

    Una modella (Sveva Cariboni) posa per un fotografo dall’apperacchiatura “mortale”.

    Prima, durante e dopo c’è l’episodio corniceBroken Mindcon una ragazza (Chiara Digonzelli) rapita a Parigi.

    InGrand Guignol Madness – Show Your Fearsi parla di vanità, di medicina malata, più in generale di inappagamento, frustrazione e desideri di colmare vuoti spesso inesistenti e superflui. Dunque di paura.

    Che Pesca si diverta nel realizzare le sue follie è fuori dubbio, soprattutto per quel che riguarda gli effetti speciali. La strada che ha scelto è ardua, la resa è migliorabile, ma la sua genuina passione e la sua competenza si sentono in ogni inquadratura e possono fare la differenza nelle condizioni giuste, con più tempo e soldi ad esempio.

    Grand Guignol Madnessè uscito in DVD conHomeMovies/DigitMovies.

    *: tutte le altre sono di Santo Bianchini.

  • [EXTRA] Trent’anni fa il numero 1 della rivista Nosferatu

    [EXTRA] Trent’anni fa il numero 1 della rivista Nosferatu

    Premessa.

    Giugno 1990. Sedici anni ancora da compiere ed ero già da tempo completamente appassionato al genere della paura. Nelle edicole italiane pullulavano fumetti horror. All’indagatore dell’incubo Dylan Dog della Bonelli da un annetto si erano aggiunti diversi nuovi titoli.

    Il negozio romano di Dario ArgentoProfondo Rossodi via dei Gracchi* proponeva il fumetto omonimo. La Ediperiodici ci provava conBloobeScanners. Chi però lanciava la moda e dettava le regole che i succitati scimiottavano erano le rivisteSplatter(nata a luglio del 1989) eMostridellacasa editrice ACME.

    La formula che differenziavaSplattereMostrida Dylan Dog era la miscela di fumetti, rubriche e articoli.
    In poche pagine venivano proposti storie a fumetti ricche di humor nerissimo ma anche di struggente lirismo, ed articoli e rubriche varie, serie o scanzonate. Dietro c’era un manipolo appassionato e preparato di giovani autori.

    A giugno del 1990 la casa editrice faceva un ulteriore salto in avanti, questa volta davvero irragiungibile per i rivali copioni, e lanciava nelle edicole la prima rivista italiana dedicata al genere horror e fantastico.

    Quella rivista si chiamavaNosferatu.

    Il primo numero partiva alla grandissima con una miniintervista a Sam Raimidi Gianluca Nardulli in cui si parlava dell’imminenteDark Mane del futuroL’Armata delle Tenebre.

    Si continuava poi con articoli suTerminator 2diBruno Mattei, per poi passare ai più mainstreamRoboCop 2diIrvin KershnereSotto ShockdiWes Craven.

    Poi arrivava la prima vera chicca: l’intervista a Sergio Stivaletti fatta da Paolo Di Orazio e Luca Farulli.

    Il primo curava perSplatterla rubrica della posta ed era lì autore anche di una serie di storie a fumetti raccolte poi sotto forma di racconti in un libro dal titoloPrimi Delittipubblicato sempre dalla ACME.

    Farulli per la rivistaNosferatucurava una rubrica su come realizzare effetti speciali di makeup, dal terzo numero insieme aTommaso Ragnisco.

    Al centro c’era poi un grosso speciale sulla saga diVenerdì 13arricchito da parecchie foto sulle preparazioni degli effetti speciali.

    Subito dopoCanale 17sulle uscite dei film in VHS.

    Poi la rubricaCreator Officina Specialedi Farulli con la spiegazione su come realizzare ustioni di primo e secondo grado.

    E poi le rubriche sulle colonne sonore e sui libri (con una parte dedicata al collaboratorePaolo Di Orazioe al suoPrimi Delitti).

    In chiusura lo specialinoBlack BoxsuEdgar Allan Poee le trasposizioni cinematografiche dei suoi racconti, completato da due schede suVincent PriceeDue Occhi Diabolicidi Argento/Romero.

    Come se non bastasse in allegato al primo numero della rivistaNosferatuc’era anche un mini libro:Umori Maligni: il cinema di Dario Argentoa cura diFrancesco Costa.

    La rivistadurerà 10 numeri, fino a maggio del 1991.

    Fino a quando sulla ACME non cadranno in testa tutte le conseguenze del meteorite di unainterrogazione parlamentare chiesta da 43 politici. Onorevoli dei principali schieramenti politiciallora esistentie influenti chiesero e ottennero il divieto ai minori di 16 anni per le rivisteSplattereMostricon conseguente tracollo delle vendite, cosa che alla lunga portò la chiusura della ACME nel 1995.

    Sulla vicenda esiste un documentario diretto daStefano Cavallidal titoloSplatter – La Rivista Proibita.

    *: se non ricordo male ce n’erano in Italia più di uno che però fallirono quasi subito. Solo quello romano continua a sopravvivere.