Categoria:cortometraggi

  • [NEWS] La locandina di Khalimbu, il corto di Nicola Pegg per After Midnight 2

    È stata da poco pubblicata la locandina diKhalimbu, il cortometraggio scritto, prodotto e diretto daNicola Peggche sarà inserito nel collettivoThe Evil Building – After Midnight 2 la cui uscita è prevista per la fine dell’anno.

    Dopo il salto, trama e cast.

    Bianca, una giovane ragazza di 25 anni, mentre sta facendo jogging in riva al mare, trova un antico manoscritto nascosto sotto la sabbia. Bianca si recherà dal suo vecchio professore di lingue Charles per la traduzione del testo. Ben presto i due scopriranno che il vecchio libro conterrebbe la risposta alla domanda più antica di tutte, risposta che sarebbe meglio che l’uomo ignorasse.

    Attori protagonisti diKhalimbusonoDavid WhiteeCaterina Cioli Puviani, il makeup è curato daDavide Pesca, le musiche sono diDusan DjericeElia Dalla Pola. Il corto è prodotto daMassimo BezzatieNicola Peggcon la suaThe Bloor Pictures.

  • [NEWS] Il trailer di Khalimbu, nuovo corto di Nicola Pegg per After Midnight 2

    È stato appena pubblicato il trailer del cortometraggio scritto, diretto, fotografato e montato daNicola Pegg, dal titoloKhalimbu, che farà parte del collettivo a episodiThe Evil Building (After Midnight 2).

    Ecco la clip.

    Bianca, una giovane ragazza di 25 anni, mentre sta facendo jogging in riva al mare, trova un antico manoscritto nascosto sotto la sabbia. Bianca si recherà dal suo vecchio professore di lingue Charles per la traduzione del testo. Ben presto i due scopriranno l’oscura origine di quell’antico libro, il quale secondo un’agghiacciante leggenda conterrebbe la risposta alla domanda più antica di tutte. Una domanda alla quale forse l’essere umano non dovrebbe conoscere risposta.

    Attori protagonisti diKhalimbusonoDavid WhiteeCaterina Cioli Puviani(foto), il makeup è curato daDavide Pesca, le musiche sono diDusan DjericeElia Dalla Pola.
    Il corto è prodotto daMassimo BezzatieNicola Pegg con la suaThe Bloor Pictures.

  • [RECENSIONE] Divina Mortis di Josh Heisenberg (cortometraggio)

    Divina Mortisè il mediometraggio che non ti aspetti. Un lavoro italiano che affronta il peggio della principale religione del nostro Bel Paese.

    Intorno a questo tema il regista e co-sceneggiatoreJosh Heisenbergcostruisce una storia in cui il mondo è preda dei morti viventi, e una setta di frati, o pseudo tali, si rinchiude in un casolare-convento ma invece di far saltare il cervello degli zombi che arrivano lì gli buttano da mangiare frattaglie. Perché? La cosa ha a che fare con il fatto che se ne vanno in giro rapendo superstiti e con le loro farneticazioni sulla vita dopo la morte, il sacramento della comunione, con le loro penitenze autolesioniste.

    Finché non incontrano le persone sbagliate: due sorelle una delle quali piuttosto selvaggia e ribelle.

    L’idea diDivina Mortis della religione come male peggiore dell’epidemia zombi che intenderebbe curare a suon di fede delirante e dolore fisico è buona ma in trenta minuti ha il tempo solamente di abbozzare concetti e personaggi che meriterebbero un approfondimento. In altre parole c’è una indefinibile sensazione di incompletezza.

    Divina Mortisgetta comunque le basi per degli sviluppi che potrebbero andare in diverse direzioni. Se ci saranno (un lungometraggio? Una serie?) o se finisce tutto così non lo sappiamo. Dispiace perché il lavoro diJosh Heisenbergè girato piuttosto bene, ha un modo di raccontare che cerca anche di andare oltre il canonico, i makeup dei morti viventi sono buoni (anche se, ripetiamo, non sono la cosa principale del film) e la recitazione -eccetto qualche momento un po’ troppo forzato- è passabile.

    Ovvio che con un approccio del genere venga facile il paragone con gli zombie dell’arrabbiato Romero, o con quelli recenti diLuna GualanodiGo Home – A Casa Loro, metafore di qualcos’altro ma ci sarebbe da tirare in ballo, forse esagerando, ancheLa Via Latteadi Buñuel (recuperatelo!), il film che meglio di qualunque altro ha raccontato il fascinoso e surreale (assurdo) cattolicesimo.

    Divina Mortisè uscito in DVD per l’etichettaHome Movies.

  • [RECENSIONE] M.A.M.O.N. di Alejandro Damiani (cortometraggio)

    Alejandro Damianiè un artista del cinema uruguaiano coetaneo e collaboratore del connazionaleFede Alvarezda quando è approdato ad Hollywood sotto l’ala protettiva diSam Raimi.
    Per il remake deLa Casaha creato i titoli di testa e partecipato alla produzione con la suaAparato.
    PerMan in the Darkdel 2016 ha supervisionato gli effetti visivi.

    Nello stesso anno produce, scrive e dirige un cortometraggio fortemente anti Trump dal titoloM.A.M.O.N. (Monitor Against Mexicans Over Nationwide)che in breve tempo è diventato virale in rete.

    La carta vincente del corto è l’ironia a cominciare dal titolo che se qui diventa l’acronimoMonitorare Contro i Messicani per tutta la Nazione, o giù di lì, normalmente in Messico è un insulto traducibile come maiale e bastardo o (nella migliore delle situazioni) persona spavalda, fastidiosa, snob, che fa cose stupide, noiosa.

    C’è il muro lungo tutto il confine USA-Messico. Dalla parete, fortemente voluta dal presidente degli Stati Uniti d’America, i messicani vengono catapultati per atterrare malamente sul suolo messicano. Tutti vengono respinti senza distinzioni: bambini (che poi si divertono a segnare il numero di persone rimandate indietro), anziani e persino chirurghi durante un intervento.

    Tutti gli stereotipi del messicano vengono “rimbalzati” dagli States per essere proposti nel corto: dalla miss, al venditore di tacos, fino al mariachi e al lottatore di lotta libera mascherato. Tutti sconfitti dal robot, uscito dal muro per placare le proteste dei messicani respinti, che ha le fattezze di Trump e che lo stesso presidente controlla dall’interno con parecchia partecipazione sadica.

    Il robot schiaccia tutti i messicani con il suo piede metallico o spara loro con i suoi mini cannoni (uno posizionato, anzi nascosto, tra le gambe, altri due escono fuori dal suo ciuffo biondo). Alla fine dovrà intervenire una forza divina per far trionfare la giustizia messicana. Un Deus Ex Machina improbabile su cui nessuno avrebbe scommesso e che ci ricorda semplicemente che non bisogna mai sottovalutare l’avversario, soprattutto se è piccolino (e sofferente) e tu sei enorme.

    M.A.M.O.N., co-produzione Messico-Uruguay, miscela sapientemente la fantascienza alla critica sociale. Mi viene da paragonarlo all’apartheid diDistrict 9diNeill Blomkampsolo con l’aggiunta di una ancora più consistente dose di ironia.

    Vi lasciamo con il cortometraggio e poi con un brevissimo making of in cui viene svelato come sono stati realizzati gli effetti speciali. Entrambi sono presi dal canale YT dellaWe Can FX.

  • [RECENSIONE] Paralysis di Tom Sajewski (cortometraggio)

    Ecco uno strano cortometraggio che arriva dalla Polonia e lo firmaTomasz Sajewski, classe 1986, studente di cinema con diversi lavori nel curriculum, soprattutto da direttore della fotografia.
    Il titolo del corto èParalysise racconta, in qualche modo, un tema che in questi ultimi anni sta trovando una sua strada: la paralisi del sonno.

    Quello che colpisce nel lavoro diTom Sajewskiè il rapporto che c’è tra la protagonista e il mostro che la tormenta. Meglio: la ragazza sembra provare un qualcosa che si avvicina più all’attrazione che alla repulsione. Crea delle mini sculture di creta, e c’è anche un quadro raffigurante loro due sopra il letto dove dorme. La giovane confonde in qualche modo la realtà con la finzione, il sogno dalla veglia, immagina che anche il mostro sia attratto da lei al punto da venirla a trovare di giorno.

    Che poi mostro per modo di dire, per convenzione di genere: è una creatura sgraziata dalle fattezze tozze e affusolate nello stesso tempo, dalla consistenza lucida e legnosa che ricorda anche il materiale del suo omologo d’argilla.

    Paralysis è un corto fuori dagli schemi del genere anche se però a un certo punto citaL’orribile segreto del Dr. HichcockdiRiccardo Freda, con la creatura illuminata di rosso e fuori fuoco che avanza minacciosa nell’unico momentohorrordel film.

    Racconta (senza dialoghi) la labilità di certi confini, le attrazioni verso il sublime, verso ciò che ci spaventa. Ma è anche un discorso sulla solitudine perché la ragazza protagonista dà come la sensazione di volersi appigliare a questi strani incontri per combattere in qualche modo la sua vita agiata ma solitaria.

  • [RECENSIONE] After Midnight (AA.VV.)

    After Midnightraccoglie otto cortometraggi horror diretti da altrettanti registi. Lavori quasi tutti non girati espressamente per questo film collettivo. Il progetto antologico è diDavide Pescacon la collaborazione diFrancesco Longo ed uscirà il 28 settembre in DVD grazie aHome Movies.
    Lo abbiamo visto in anteprima.

    [VLOG] – L’ultimo video di Sara di Daniele Misischia.

    Che Misischia sia bravo lo sappiamo dai tempi diIl giorno dell’Odio.
    Qui racconta la morte di una vlogger, interpretata daChiara Nicolanti, per mano di uno stalker/troll mascherato daKiller Klown From Outer Space. Il tutto utilizzando una sola inquadratura fissa. I vari inserimenti di pochi frame, le zoomate e le musiche sono (deduciamo) aggiunte dall’assassino che ha avuto quindi il tempo, dopo l’uccisione, di montare il filmato che la povera ragazza stava preparando per i suoi sostenitori.
    Funziona tutto piuttosto bene, anche il miscuglio tra violenza e ironia.

    Qui sotto potete vedere [VLOG].

    DiDaniele Misischiaaspettiamo ad agosto il suo lungometraggioThe End – L’inferno FuoriconAlessandro Roja, prodotto dai fratelli Manetti.

    The taste of survival di Davide Pesca.

    Qui siamo in territori post apocalittici in cui si deve sopravvivere costi quel che costi. C’è una ragazza in pericolo e un colpo di scena che ribalta la situazione. Difetto del corto la recitazione degli attori poco convincente.

    Nyctophobia di Francesco Longo.

    Siamo qui invece dalle parti degli incubi notturni, dei brutti sogni che sconfinano nella realtà, dei fantasmi del passato che tormentano lo stronzo protagonista. Il tutto raccontato senza sentir pronunciare neanche una parola dagli attori. Il che -raccontare per sole immagini- è già di per sé uno sforzo da premiare.Francesco Longodimostra che col tempo sta migliorando. Siamo curiosi di vedere il film che inizierà a girare a settembre dal titoloClara.

    Nel buio di Davide Cancila.

    Protagonista del corto è il senso di colpa, al plurale, che lega due fratelli coinvolti in un incidente automobilistico. Anche qui c’è un risvolto inaspettato. Non male.

    Io non le credo di Luca Bertossi.

    Un prete ascolta un uomo che dice di avere la casa infestata da uno spirito maligno (di una suora). Bertossi forse non ha molta simpatia per il mondo cattolico se ha disegnato un prete così stronzo e vigliacco. Concetto e realizzazione tecnica non sono niente male, peccato per la non convincente recitazione del perseguitato.

    Escape from madness di Nicola Pegg.

    Ruoli che si ribaltano, spirito di sopravvivenza che esce fuori nei momenti cruciali e un chiaro omaggio al filmNon Aprite Quella PortadiTobe Hooper. Grande urlo liberatorio finale per la vittima che diventa carnefice.

    Che serata di merda! di Roberto Albanesi.

    È l’episodio leggero e cazzone dell’antologia, l’unico che non si prende sul serio e che per questo motivo forse fa a botte con il resto. Ma è anche uno dei pochi inediti, anzi dichiaratamente girato per l’occasione. Protagonista un mostro vendicativo e una presa di coscienza scioccante.

    Haselwurm di Eugenio Villani.

    Il più ambizioso tra tutti i segmenti è anche il più vecchio realizzato (2011). Prende spunto da una creatura del folklore trentino e dice la sua sui limiti che l’uomo non deve superare mai, soprattutto sfidando la natura. Gli effetti digitali sono realizzati daEmiliano GuarnerieTullio Zanibelli.

    After Midnighta tirar le somme è una collezione niente male che mette insieme registi già affermati con altri in cerca della loro strada nell’horror italiano indipendente. Escono fuori i pregi ma anche i difetti su come alcuni temi cardine del genere vengono affrontati senza troppa volontà di innovazione, e sulla solita recitazione non sempre all’altezza. Ma parliamo di registi giovani che hanno tutta la vita davanti per migliorare imparando dagli sbagli.

    In un ipotetico progetto simile futuro piacerebbe vedere esclusivamente cose girate appositamente e non recuperate dal passato.