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  • Nicolas Winding Refn adatta “La Banda dei Cinque” in 3 film tv

    Il regista diDrive(premiato per la miglior regia a Cannes 2011)Nicolas Winding Refnsta lavorando ad un adattamento intre film tvdei romanzi per ragazzi diEnid Blytonusciti da noi con il titoloLa Banda dei Cinque.

    Tre film da 90 minuti per le emittenti europeeBBC e laZDF.

    Lo fa saperedeadline.com.

    La Banda dei Cinquevede protagonisti quattro ragazzini (Julian, Dick, Anne e Georgina) e il loro cane Timmy, sempre a caccia di investigazioni e avventure.

    Nicolas Winding Refnha dichiarato a proposito deLa Banda dei Cinque:

    “Per tutta la vita ho lottato con vigore per rimanere un bambino con la sete di avventura. Queste storie iconiche vanno reimmaginate per un nuovo pubblico, instillando loro il fascino indefinibile e l’incanto dell’infanzia.”.

    Moonage Pictures sta producendo la serie, mentre BBC Studios lo manderà in onda. L’episodio 1 è scritto daMatthew Read(produttore esecutivo dei film di RefnSolo Dio PerdonaeThe Neon Demon), l’episodio 2 è scritto daPriya K Dosanjh, mentre l’episodio 3 è scritto daMatthew BoucheMatthew Read.

    Dai numerosi (21) romanzi diEnid Blytondedicati allaBanda dei Cinqueesiste una omonima serie tv trasmessa per la prima volta in Italia su RAI 2 nel 1979. E se siete tardoni come chi vi scrive, la sigla qui in basso (cantata da Elisabetta Viviani) dovrebbe esservi rimasta impressa nel cervello.

  • Il remake di Maniac Cop di Refn diventa una serie TV HBO

    Dell’intenzione diNicolas Winding Refn(Drive, Solo Dio Perdona) di rifare il film cult diWilliam Lustig(scritto da Larry Cohen)Maniac Cop(da noiPoliziotto Sadico) ve ne avevamo già parlato tempo fa.

    Il progetto pensato da Refn conJohn Hyams(Universal Soldier – il giorno del Giudizio), ci fa sapereDeadline, diventerà una serie TV.

    Ambientato a Los Angeles,Maniac Copracconta di un assassino in uniforme che ha scatenato il caos per le strade. La paranoia porta al disordine sociale mentre la città è alle prese con il mistero legato allo sterminatore. È o no un semplice mortale?

    “Sono sempre stato un ammiratore devoto di John Hyams”, ha detto Refn. “Parliamo di una re-immaginazione dei filmManiac Copda diversi anni, e mentre continuavamo a lavorare sul materiale ci siamo ritrovati a voler esplorare il mondo che stavamo creando in modo più approfondito. TrasformareManiac Copin una serie ci consentirà di realizzare le nostre ambizioni più sfrenate e di raggiungere un enorme pubblico attraverso i partner HBO e Canal +. Sarà un’odissea dell’orrore piena di azione. Dato lo stato attuale del mondo, però,Maniac Copsarà anche fortemente critico sul declino della civiltà.”.

    Refn e Hyams saranno entrambi produttori esecutivi e registi della serie tv.

  • [RECENSIONE] Drive (Nicolas Winding Refn)

    Ce ne sarebbe di roba da scrivere a proposito di DrivediNicolas Winding Refn. A partire dalla scena della rapina, all’inizio del film. Non sentivo battere forte così il mio cuore a cinema da un sacco di tempo. Non riuscivo proprio a non partecipare emotivamente, a dirmi con convinzione è solo un film, impossibile pensarlo. Una scena che presenta il nostro protagonista signor nessuno asso del volante, meccanico, stuntman e all’occorrenza, per l’appunto, autista per rapine.

    La sua unica regola è che ti aspetta per cinque minuti a bordo della sua Chevy Malibu dopo di che se ne va, qualunque cosa accada. Nella scena dimostra di essere attrezzato dei macchinari giusti (una comune auto californiana truccata però fino al midollo, una radio sulle frequenze degli sbirri) di saper guidare più che bene e di avere anche una certa sfrontata intelligenza nel seminare varie pattuglie compreso un elicottero. Tutto finirà bene, ma quanto abbiamo invidiato il sangue freddo dell’autista che ascoltava oltre che le intercettazioni della centrale della polizia anche la telecronaca di una partita?

    Poi per il nostro eroe tutto cambia, conosce la sua vicina di casa e se ne innamora, anche se ha un figlio avuto da un uomo che sta uscendo di galera, anzi decide di aiutare l’uomo a togliersi un debito e lo fa nel modo migliore che gli riesce ma le cose per il nostro iniziano da quel momento a complicarsi e quindi non vado oltre.

    Potrei parlare allora dell’uso massiccio in Drive del synth sia nella musica di repertorio già esistente (Kavinsky, College, ma anche Oh my love di Riz Ortolani dalla OST di Addio zio Tom) che in quella composta per l’occasione da Cliff Martinez (lo stesso di Contagion). Un suono che riesce veramente ad entrare nella storia e nei personaggi. A tal proposito: un po ‘ tutti hanno parlato di un ritorno all’estetica anni ’80. Ci sta tutto e non solo per l’uso del sintetizzatore.

    È soprattutto la scelta di certi temi e di certi luoghi che richiama a un certo tipo di cinema degli anni ’80 ma anche ’70 se vogliamo dirla tutta. Pensiamo a Taxi Driver e più di qualche analogia salta agli occhi persino a me, mettiamoci dentro anche i vari Giustizieri della notte, questi sì puri anni ’80. Prendete tutto questo e dimenticatelo pure: la Los Angeles noir che si vede nella pellicola non assomiglia a quella di altri film, Drive è una cosa nuova con un non saprei di retrò, un caso isolato all’interno di un genere che oramai da decenni non prova minimamente a dire niente di nuovo.