[RECENSIONE] Mad Macbeth

[RECENSIONE] Mad Macbeth
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Si è tenuta ieri (22 Dicembre 2017) a Pristhina in Kosovo la première mondiale del film MAD MACBETH, nuova release del film girato lo scorso anno da Domiziano Cristopharo nei balcani, con la stessa produzione e cast del precedente VIRUS EXTREME CONTAMINATION.

Gli attori/produttori di Mad Macbeth Edi Lushi e Halil Budakova durante la premiere del film.
Il pubblico della premiere kosovara di Mad Macbeth di Domiziano Cristopharo.
Domiziano Cristopharo e Halil Budakova insieme al presentatore della premiere di Mad Macbeth.
L’attrice di Mad Machbeth Merita Budakova insieme a Cristopharo e Halil Budakova durante la prima.

Noi di KLUB 99 abbiamo avuto lo screener, ed io son qui… in tarda notte, a recensirlo per voi. Non ho voluto attendere, perché un film cosi va commentato a caldo. Il mitico Antonio Tentori (sceneggiatore per Fulci, Argento, D’amato) attualizza e snellisce la tragedia shakespeariana del Macbeth, fondendola in modo convincente con i temi lovecraftiani degli antichi culti, dei grandi antichi e della reincarnazione di Charles Dexter Ward. Macbeth uccide quindi il re non solo per prenderne la corona, ma per l’essenza della sua vita e memoria. Cristopharo firma la regia e la fotografia di un film anomalo, qualcosa che davvero non ti aspetti da un cinema indie che oramai si somiglia tutto, e che invece di essere una alternativa sembra voler essere la brutta copia del mainstream. Ambientato genialmente in un Kosovo post guerra atomica, agitato dalle lotte fra bande rivali di zingari, MAD MACBETH incanta per la bellissima fotografia, i costumi di Irene Jones Baruffetti e Marcello Iaia, i make-up incredibili di Jacopo Tomassini; alcune scene son memorabili (quelle con le apparizioni delle streghe su tutte) e i rimandi al cinema italico di serie B anni ’80 son elegantemente reinterpretati. Più che a Castellari e Deodato, qui siamo verso Margheriti, Carpenter e il Fulci di CONQUEST. È un’opera complessa, che mescola stili e culture diverse in un clima strampalato e cupo. Le musiche di Sangiovanni e diBona avvolgono il film in modo estraniante, mescolando echi balcano/arabeggianti a poprock anni 80. Bellissimo il tema finale che sottolinea e accompagna la lunga lotta nelle grotte.
Veniamo alle punte di diamante del film: il cast. Halil e Merita Budakova e Edi Hasan Lushi. Attori che già solo con quella faccia han vinto tutto. Mettiamoci pure che sono bravi, anzi no, bravissimi… e che vogliamo chiedere di più? Anche la recitazione nei film indie è purtroppo spesso carente, qui siamo a livelli altissimi. Confrontarsi con Shakespeare, farlo al cinema e non a teatro (con predecessori illustri come Polanski, Welles e Kurosawa è dura) trapiantare il testo in un mondo post-apocalittico era una sfida e una scommessa difficilissima da vincere. Loro ce l’hanno fatta. Chapeau.

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Antonietta Masina

Salve! Io mi chiamo Antonietta Masina e… già, con un nome così, non potevo che amare il cinema. Son quindi cresciuta fra scherzi, assonanze e rimandi…ad una delle attrici (e muse) più immense; non potevo non conoscere lei (Ovvio, parlo di Giulietta Masina!) ed i film che ha interpretato; grandi film di uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Alle medie, il mio nome venne rielaborato dai compagni di classe in “Antonomasia” e, mentre le altre bambine giocavano con i principi azzurri, io sognavo… sognavo quei cappelli, quei costumi, quei colori… che mi portavano su altri piani di realtà nonostante Fellini stesso affermasse “Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.” Ai tempi del liceo poi, si parlava spesso con amici su quale fosse la “Birra per Antonomasia”, “la Canzone per Antonomasia” o “il Film per Antonomasia”… che quasi predestinata, scelsi poi di studiare comunicazione per poter lavorare in questo campo, e far sì che “Antonomasia” in persona potesse rispondere alle loro domande! Chi scrive è una ragazza, anzi, una “persona” che ama il cinema; Il cinema quello fatto con passione, con serietà, ma non seriosità; il cinema condiviso e discusso con chi lo ama, con chi va al cinema (e andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì). Ho una forte predilezione per il cinema fantastico ed horror, il mio fine non è solo quello di condividere i miei pensieri o recensire un film specifico (NON sono un critico, né conosco tutto… anzi, ho molti limiti e carenze che spero di colmare), ma anche discutere sulle motivazioni ed i sottotesti di interi generi.

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