[EXTRA] Il Giorno degli Zombi compie 35 anni

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Dopo aver assediato una casa e poi un supermercato, i morti viventi di George A. Romero ne Il Giorno degli Zombi prendono di mira un altro simbolo cardine della società e del potere: quello militare.

Il terzo capitolo della saga zombi di Romero faceva la sua prima uscita nelle sale statunitensi esattamente trentacinque anni fa.

Dal 1968, arriviamo al 1985, passando per il 1978. Dalla notte giungiamo al giorno, l’evoluzione degli zombi cresce rapida così come il loro controllo sul mondo. Da un semplice sasso per spaccare il vetro di una macchina si arriva qui a Bub (Sherman Howard) capace di radersi, accendere il walkman, fare il saluto militare, usare un’arma da fuoco, parlare, commuoversi.

Per l’uomo diminuiscono sempre più le possibilità di sopravvivere. Aumenta però la sua brutalità, il suo essere un mostro ben peggiore di quelli che combatte, governato com’è da istinti ancora più primordiali, radicati e quindi irrefrenabili.

Un uomo sempre più convinto che la soluzione al problema sia alzare muri, ricorrere alla violenza, tornare allo stato brado.

Ci sono da una parte i militari, avvelenati e frustrati per il lungo isolamento forzato, per le poche munizioni a disposizione, per il caos che regna al di fuori del loro rifugio che nella loro totale ignoranza non sanno minimamente controllare. Dall’altra gli scienziati che cercano, attraverso i loro studi, di capire come renderli inoffensivi senza necessariamente fargli saltare il cervello.

Due modi di vedere totalmente inconciliabili costretti a vivere sotto lo stesso tetto. Una convivenza forzata destinata a finire male con i primi che (ottusi e senza voglia di trovare un punto di accordo) da bravi prepotenti hanno il coltello dalla parte del manico rispetto ai pacifici e razionali secondi. E se gli uomini, i pochi rimasti, si fanno la guerra e non si mettono d’accordo su come fermare il numero sempre maggiore di morti che camminano è ovvio che questi ultimi hanno ancor di più la pista spianata verso la vittoria finale.

Il Giorno degli Zombi, prendendo di mira e affondando la sua lama nell’arrogante carne del mondo militare, si scagliava contro il presidente repubblicano degli Stati Uniti di allora Ronald Reagan.

Reagan preferì infatti aumentare i finanziamenti destinati all’esercito diminuendo quelli per la ricerca medica, in particolare per il dilagante AIDS. Di questa sua politica il film è una chiara metafora.

E poi ci sono gli incredibili effetti speciali di makeup curati da Tom Savini e dal suo affiatato staff formato da Howard Berger e Greg Nicotero*, John Vulich ed Evertt Burrell, David Kindlon e Arnold Gargiulo.

Il Giorno degli Zombi (Day of the Dead), dopo una uscita limitata nelle sale statunitensi il 3 luglio 1985 (nella stessa giornata di Ritorno al Futuro, fonte imdb), veniva programmato il 19 dello stesso mese. In Italia arriverà il 10 aprile 1986.

*: durante una pausa-vacanza dal set Greg Nicotero fece uno scherzo a sua madre usando la copia della sua testa utilizzata in una scena nel laboratorio (foto 4).

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