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[FANTAFESTIVAL 40] La quarta giornata

The Appointment (2019) di Alexandre Singh.

Nazione: Regno Unito.
Durata: 20′
Sceneggiatura: Alexandre Singh.
Attori: Sam Crane, David Bamber, Catherine Steadman, Harriet Thorpe, Pryanga Burford, Sarah Ford, Ryan Kiggell, Alison-Thea Skot.

Scambio di persona attraverso il trasferimento delle anime da un corpo ad un altro. Esoterismo e stregoneria per tornare ad un passato, ad una forma, che non c’è più.

Still Working (2019) di Julietta Korbel.

Nazione: Svizzera.
Durata: 17′
Sceneggiatura: Julietta Korbel.
Attori: Beat Wittwer, Jean-Baptiste Le Vaillant.

Il custode di una centrale non più funzionante riceva la visita di un ispettore incaricato di occuparsi dello smantellamento.

Dramma del lavoro ma soprattutto della solitudine. La Korbel ha sensibilità per gli argomenti e il protagonista riesce a trasmettere tutte le emozioni del caso.

Leggi anche:
[FANTAFESTIVAL 40] La prima giornata.

Hunger (2020) di Stefan Pellegrini e Christopher Krøyer Magelund.

Nazione: Danimarca.
Durata: 30′
Sceneggiatura: Kristian Pedersen.
Attori: Emma Silja Sångren, Maria Cordsen, Ellaha Lack, Dan Zahle, Christoffer Hvidberg Rønje.

Anna è una pittrice in crisi per via del fatto che il suo compagno l’ha lasciata per un’altra. Scivolerà nella follia ma ritroverà la creatività.

Viscerale body horror prodotto dalla Zentropa di Lars von Trier.

Tre Notti (2019) di Gian Luca Catalfamo.

Nazione: Italia.
Durata: 10′
Sceneggiatura: Vito Manfreda, Gian Luca Catalfamo.
Attori: Igor Mattei, Edwige Jelo, Sacha Piol, Alexandru Mirea.

Un uomo si risveglia in casa sua, chiuso dentro. Può fare solamente una telefonata. Variante sugli esperimenti degli uomini sugli uomini. Idea non male, realizzazione così così, un po’ affrettata.

Leggi anche:
[FANTAFESTIVAL 40] La seconda giornata.

Marras (2019) di Sami Mustonen.

Nazione: Finlandia.
Durata: 23′
Sceneggiatura: Sami Mustonen.
Attori: Saara Nuntti, Tuomas Kinnunen.

Una ragazzina (muta in seguito ad un trauma famigliare) è costretta ad affrontare da sola il viaggio di ritorno verso casa passando attraverso un bosco.

Storia di formazione nella natura selvaggia finlandese. Bello ma rovinato un po’ dal finale paraculo.

Blackface (2019) di Quentin Moll-van Roye.

Nazione: Belgio.
Durata: 7′
Sceneggiatura: Quentin Moll-van Roye
Attori: Jérome Gunt, Robin Thomas, Gino Moll-van Roye, Gabriel Pinto Monteiro, Loryne Plumain.

Un uomo va ad una festa in maschera truccandosi da nero. Il makeup gli resterà attaccato.
Mi è venuto da pensare a quelle orribili cose che accadevano negli USA ai tempi delle leggi americane Jim Crow, quando i neri al cinema erano interpretati da bianchi truccati (vedi Nascita di una nazione di Griffith), ma qui siamo in Europa, nel Belgio, ed è allora il caso di riferirsi più, semmai, al principino Harry che se ne andò nel 2005 ad una festa vestito da nazista.

Leggi anche:
[FANTAFESTIVAL 40] La terza giornata.

Fulmini e Saette (2019) di Daniele Lince.

Nazione: Italia.
Durata: 6′
Sceneggiatura: Federico Fasulo.
Attori: Carolina Crescentini, Mario Sgueglia.

Una supereroina con i suoi problemi quotidiani (ed etici) una volta dismetti gli abiti di salvatrice dell’umanità. Ben realizzato. Interpretazioni di livello, come sempre, per la “cagna maledetta” Crescentini e Sgueglia della serie Suburra.

Supervisione artistica di Silvio Soldini.

Tezuka’s Barbara di Macoto Tezka.

Nazione: Giappone.
Durata: 100′
Sceneggiatura: Hisako Kurosawa (dal manga di Osamu Tezuka).
Attori: Gorô Inagaki, Fumi Nikaido, Kiyohiko Shibukawa, Shizuka Ishibashi, Minami, Moemi Katayama, Issay, Kozo Sato.

Un famoso scrittore incontra una ragazza sbandata, vagabonda. Nasce tra loro un rapporto complicato ma sempre più forte che porterà lui ad una nuova presa di coscienza e una rinnovata creatività. Lo scrittore imbocca una strada (per ritrovare il talento e la sfuggente, misteriosa, pericolosa Barbara) fatta di autolesionismo, discesa nei bassifondi fuori e dentro di lui.

Barbara Tezuka’s Barbara più che dal mondo dei fumetti pare ispirato ai patinati e kitsch videoclip musicali anni ’80. Incompleto. Forse deludente.

Leggi anche:
[FANTAFESTIVAL 40] La quinta giornata.

Wild Virgins (2019) di Kenichi Ugana.

Nazione: Giappone.
Durata: 103′
Sceneggiatura: Kenichi Ugana, Kentaro Imada, Ryuji Imamura.
Attori: Tomoya Maeno, Tateto Serizawa, Hinako Sano, Makoto Tanaka, Takayuki Hamatsu, Takumi Saito.

La leggenda metropolitana giapponese secondo la quale superati i trent’anni senza aver mai fatto sesso si acquistano dei superpoteri è vera. Se ne accorge un mediocre, timido, impacciato assicuratore, fresco fresco di scadenza. Insieme ad un collega più in là con gli anni formerà un duo anticrimine. Finché non arrivano le donne a rovinare tutto, perché l’amore non esiste.

Tutta la comicità demenziale e surreale nipponica intervallata a momenti lirici e drammatici per parlare di emarginazione, traumi irrisolti, disadattamento, solitudine, accettazione di sé, competitività nell’ambiente di lavoro, per conquistare una donna, in tutto.

Il Giappone con le sue mille sfaccettature e contraddizioni e tutto il suo fascino.

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