In un futuro postapocalittico la giovane Mila (Isabelle Allen) si ritrova al centro di una faida che la coinvolge direttamente.
Deve (è la madre vedova che glielo ordina) travestirsi da ragazzo e imparare le arti magiche (perché alle donne non è permesso) per poter controllare la natura e ottenere così vendetta. Ma una volta ottenuta si sviluppa in lei un senso di colpa che può placare solamente con un percorso magico al contrario fatto di meditazione, redenzione ed espiazione, ma anche di rabbia e frustrazione.
Da un lato è apprezzabile la volonta del regista e sceneggiatoreLouis Nerodi voler utilizzare inMilarepaun contesto fantascientifico efantasyper veicolare messaggi spirituali e pacifisti.
Purtroppo però il risultato è un film che va oltre la sospensione dell’incredulità. Non si tratta quindi di domandarsi come faccia Mila a muovere gli oggetti con il pensiero. Quello che stona e che non torna sono altre logiche a cominciare dal travestimento della protagonista in ragazzo che inganna tutti tranne il compagno apprendista mago Zimoty (Michael Ronda).
Peccato perché le intenzioni di fare qualcosa di diverso e fuori dalle regole commerciali ci sono ma il risultato è davvero discontinuo, e vedere poi stelle internazionali come Harvey Keitel (Pulp Fiction), F. Murray Abraham (Amadeus) o Angela Molina (Quell’oscuro oggetto del desiderio) utilizzate così un po’ dispiace.
MilarepadiLouis Neroè distribuito nelle sale daL’Altro FilmePFA Films.

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